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Abbigliamento e arredamento criminale: vestiamo etico, vestiamo vegan

Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2017

Noi siamo in questa vita per allenare la capacità di amare, di salvare vite, di amare la vita... ogni offesa alla vita, ogni sofferenza arrecata nella totale insesibilità e disinteresse, la ripaghiamo tutta e con gli interessi. Fingere di non sapere, o starsene in una tranquilla ignoranza, o cercare qualsiasi giustificazione nell'infliggere tanta inutile sofferenza, non potrà che aggravare le cose.

Gli animali sono fatti per essere amati, e come loro ogni altro essere vivente. Se non sentiamo una fitta al cuore nel prendere consapevolezza di quanto stiamo facendo ai nostri inermi coinquilini sul pianeta Terra, allora non siamo degni di definirci "umani". Per ogni animale maltrattato, seviziato, ucciso, rinasceremo mille volte come animali da allevamento o da pelliccia.

Stiamo compiendo ogni giorno dei crimini, dal piatto in cui mangiamo, ai vestiti che indossiamo, all'arredamento della nostra casa.

Parliamone un attimo. Facciamo qualche esempio.

Negli allevamenti, gli animali definiti “da pelliccia” sono costretti a vivere in gabbie piccolissime, impossibilitati a muoversi, a seguire i propri istinti e ad avere una normale vita sociale. Per la disperazione, spesso si spezzano i denti mordendo la gabbia, si feriscono da soli, o diventano aggressivi coi compagni. Infine vengono uccisi: fracassando loro la testa, o colpendoli alla nuca con una bastonata, o spezzando loro le vertebre cervicali. Non mancano le uccisioni col gas o per elettrocuzione (vale a dire scariche elettriche inferte con elettrodi introdotti nella bocca e nell’ano). Tutti metodi consentiti (anzi, previsti) dalla legge.

Oltre alla tortura negli allevamenti, molti animali sono catturati in natura per mezzo di trappole: parliamo di decine di milioni di animali selvatici ogni anno. Trappole e tagliole bloccano in una morsa d’acciaio una zampa dell’animale, che aspetta per ore o talvolta giorni il cacciatore che lo ucciderà soffocandolo lentamente (per non sciupare il pelo) premendogli il torace. I due terzi degli animali intrappolati in realtà vengono considerati “spazzatura”, trattandosi di animali non considerati “da pelliccia”, oppure di animali domestici. A volte, per riuscire a liberarsi, gli animali si staccano a morsi le zampe imprigionate tra i denti metallici della tagliola e scappano, morendo presto dissanguati. Un noto esempio di crudeltà vergognosa è il modo in cui sono uccisi i cuccioli di foca: davanti alla loro mamma, vengono tramortiti con un randello e scuoiati vivi da individui insensibili alle loro urla e ai loro lamenti.

Per l’industria dell’allevamento fa una bella differenza poter trarre profitto anche dalla vendita del pellame oppure dovervi rinunciare. Non di rado, si tratta della differenza tra andare in passivo o in attivo, quindi comprare articoli in pelle significa indirettamente contribuire a mantenere in vita questa industria della morte.
Inoltre, la pelle più a buon mercato, quella che proviene dall’India, è ottenuta da animali allevati principalmente per la produzione di pelle, non di carne. E per produrla, i maltrattamenti verso gli animali vanno oltre ogni immaginazione.

Qualcuno potrebbe obiettare che gli indumenti sintetici inquinano e quelli animali no. E' falso: l’industria conciaria è purtroppo, da sempre, una delle più inquinanti in assoluto: il processo di concia utilizza cromo e altri metalli, tannini, solventi, resine, acidi vari, i quali inquinano le acque e l’ambiente in generale. Tali sostanze chimiche sono anche fonti di allergie cutanee e, immesse in atmosfera, sono un pericolo per la salute di tutti, essendo anche cancerogene: in primis per i lavoratori delle concerie, ma anche per tutti gli abitanti delle zone circostanti.

La questione è complessa e scegliere indumenti e arredamento senza crudeltà, o cruelty free, richiede studio della tematica, consapevolezza e attenzione. Lana, seta e piume sono anch'esse molto cruente, meglio scegliere altro. Per chi vuole approfondire, consiglio caldamente la lettura dell'opuscolo seguente, realizzato dall’associazione AgireOra Edizioni (sul cui sito www.AgireOraEdizioni.org è acquistabile la versione cartacea) in collaborazione con StilEtico, il primo sito italiano di recensioni e segnalazioni di moda cruelty free – www.StilEtico.com

Opuscolo Abbigliamento Vegan (PDF)

Il video seguente, che è solo un piccolo esempio di quanto sta accadendo per la produzione dei nostri vestiti, potrebbe turbare la tua sensibilità. In effetti, me lo auguro, perché, al contrario, l'indifferenza o peggio la compiacenza verso la sofferenza altrui è la causa principale di tutti i mali di questo mondo (in cui, giusto per ricordarlo, 800 milioni di persone soffrono una fame cronica e 2 miliardi di persone, cioè circa una persona su tre, soffre di malnutrizione). A proposito, gli animali non sono cibo adatto agli esseri umani e non c'è neanche una sola ragione scientifica o ecologica per la quale dovrebbero esserlo (anzi, ce ne sono molte e serie per le quali non dovrebbero esserlo, ma su questo punto rimando ad altri miei articoli).

Francesco Galgani,
20 febbraio 2017

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