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Cowspiracy: per realizzare i tuoi desideri, i tuoi sogni... pensa prima di aprire la bocca!

Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2017

Salvare il pianetaAggiornamento 21 maggio 2016: è disponibile un pieghevole (scarica PDF), a cura del Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione, che spiega l'enorme impatto sull'effetto serra della produzione di alimenti animali - carne, pesce, latte, uova. E' disponibile su AgireOraEdizioni.


Qualunque desiderio o sogno futuro tu abbia, anche il più semplice di questo mondo, dovresti prima di tutto dare il tuo contributo affinché possa esserci un futuro per “tutti”: ciascuno di noi è ciò che è in relazione a ciò che tutti siamo, e se un grande disastro dovesse colpire la Terra, ne saresti colpito anche tu. Ciascuno di noi ha una seria ed effettiva responsabilità di contribuire al destino comune e, per fortuna, anche tu puoi fare la tua parte. Nel titolo di questo articolo, ho scritto “pensa prima di aprire la bocca”, che significa: “pensa prima di parlare” e, soprattutto in questo caso, “pensa prima di mangiare”.

Cowspiracy è un documentario di un'ora in mezzo, in inglese e con sottotitoli in 20 lingue (tra cui l'italiano), che spiega molto chiaramente, con dati di fatto, la relazione di causa ed effetto che c'è tra lo stile alimentare occidentale e la conseguente progressiva distruzione del pianeta in cui tutti viviamo. Ci troviamo di fronte alla prossima maggiore estinzione di specie sulla Terra che si possa ricordare dal tempo della scomparsa dei dinosauri.

Consiglio a tutti di guardare con attenzione questo documentario, di cui è scaricabile il file mp4 al prezzo di 5 dollari dal sito ufficiale www.cowspiracy.com. Il 16 dicembre 2015 è stato anche proiettato nel Parlamento italiano (fonte). Il trailer con i sottotitoli in italiano è disponibile alla pagina: https://youtu.be/ywiufDyniyU Esiste anche una seconda versione del documentario, più aggiornata, su Netflix, all'indirizzo: www.netflix.com/title/80033772

In estrema sintesi, l'industria animale è la principale causa di deforestazione, consumo di acqua, spreco di risorse, degrado ambientale e cambiamenti climatici: a titolo di esempio, l'acqua necessaria per produrre un solo hamburger corrisponde a quella di due mesi di docce, e gli allevamenti animali sono responsabili del 51% delle emissioni di gas serra al mondo. Nonostante l’enormità del problema, questo viene deliberatamente ignorato dalle associazioni ambientaliste e dai governi, come se fosse in atto una vera e propria congiura (da qui il gioco di parole tra “cow”, mucca, e “conspiracy”, congiura) che impedisce di denunciare pubblicamente “l’industria più distruttiva del pianeta” e di impostare quindi politiche per produrre cambiamenti. Gli interessi in gioco sono abnormi: le lobbies che stanno dietro gli allevamenti animali hanno un potere politico tale da poter zittire i governi e fare continuamente il lavaggio del cervello ai cittadini. «[...] Molti rimarrebbero shockati di sapere che gli attivisti ambientali e per i diritti per gli animali sono la minaccia terroristica nazionale numero 1 secondo l'FBI». E ancora: «[...] E le persone che si opponevano ai lobbisti e agli interessi speciali, all'industria del bestiame, all'agricoltura [per gli allevamenti animali], cosa succedeva a queste persone? Persone che hanno avuto coraggio di parlare sono state uccise. [...]» (tratto dal documentario).

Non posso tacere: un imprescindibile comportamento da adottare per salvare il pianeta (e quindi noi stessi) è astenersi dal consumo di carne, pesce e prodotti derivati. Questa indicazione, chiara e lampante, emerge non solo da questo documentario, ma da varie altre fonti che ho avuto occasione di leggere in questi ultimi anni (per citarne una: “Dieta vegetale è amica dell’ambiente, dieta onnivora no”)Essere vegani non è solo una scelta o un gusto personale in controtendenza rispetto alla cultura generale, è molto di più, è anche salutare e, auspicabilmente, un atteggiamento di compassione verso la sofferenza animale e di amore per la vita. «L'enormità della sofferenza e della morte degli animali merita la nostra massima attenzione: l’attivismo non è un gioco senza guadagno in cui aiutando gli animali non stiamo anche aiutando gli esseri umani. Il destino di tutte le specie si regge o crolla tutto insieme, e il soccorrere gli animali porta beneficio agli esseri umani in maniere profonde» (Steven Best, Crisi e crocevia della storia: la necessità di una cittadinanza radicalizzata).

Scegliere se introdurre o meno nella propria alimentazione prodotti animali fa la differenza, eccome, sulla propria impronta ecologica: tale scelta è un'arma potente che ogni cittadino ha a disposizione per abbattere il proprio impatto negativo sull’ambiente.

«In una società patologicamente individualistica, narcisistica e ingorda come la nostra, coloro che si battono per cause di diritti e giustizia sono spesso derisi» (Steven Best, ibidem). Ne sono consapevole, eppure sono vegano, ormai da molti anni. Sono anche consapevole che la riforma della società passa dalla riforma interiore di ogni persona: come disse una mia amica, “per risolvere le faccende del mondo, occorre essere convinti che tutto dipende da noi”. E occorre iniziare da qualche parte: le strade possibili per far del bene sono molte, ma la questione alimentare non andrebbe assolutamente trascurata.

Colgo l'occasione per segnalare il sito della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, che contiene tante informazioni utili: www.scienzavegetariana.it

Buona visione del documentario,
Francesco Galgani,
4 aprile 2016

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