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Dieta del gruppo sanguigno: alcune evidenze scientifiche

Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2016

DietaQuesta è una lettera che ho scritto ad un'amica che segue la dieta basata sul gruppo sanguigno:

«[...] Per quanto riguarda l'alimentazione, in particolare quella basata sul gruppo sanguigno, se ti interessa una ricerca "scientifica", svolta da un team di quattro ricercatori e pubblicata sulla una rivista scientifica PlosOne, posso indicarti questa:
http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0084749

Il testo della ricerca è leggibile senza bisogno di login. In sostanza, nella ricerca sono state analizzate e catalogate tutte le indicazioni fornite da 1455 partecipanti, in relazione al loro gruppo sanguigno e al consumo di cibi e bevande. A ciascuno è stato assegnato un punteggio in base alla corrispondenza con la dieta proposta da Peter D’Adamo (autore della dieta basata sui gruppi sanguigni) per il proprio specifico gruppo. Il regime alimentare è stato poi messo in relazione ai marcatori più importanti per valutare lo stato di salute di ogni persona, ad esempio i valori di colesterolo, trigliceridi e glicemia. Quel che è emerso dalla ricerca è che l'aderenza ai regimi diversi proposti nella dieta del gruppo sanguigno si associa in alcuni casi a profili cardiometabolici positivi, ma senza alcun legame con il gruppo sanguigno di appartenenza. In pratica, per chi segue la dieta del gruppo sanguigno, è il tipo di alimentazione proposto che in alcuni casi è più salutare rispetto alla dieta precedentemente seguita, e questo può spiegare perché vi siano persone che affermano di stare meglio seguendo la dieta del gruppo sanguigno. Tuttavia il modo in cui un individuo risponde a una specifica alimentazione non ha nulla a che vedere con il gruppo sanguigno a cui appartiene.
 
La dieta del gruppo sanguigno è priva di base scientifica: non ci sono risultati sulla salute di una specifica dieta che dipendano dal gruppo sanguigno. La mancanza di evidenza scientifica è confermata anche da uno studio comparativo pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition:
 
Al contrario, gli effetti di una dieta vegana sulla prevenzione di molte malattie, tra cui tumori, e la sua sostenibilità ecologica, sono supportati da abbondanti studi scientifici. A tal proposito, posso suggerirti una visione dei documentari "Un equilibrio delicato" e "Cowspiracy":
 
Da tempo l’American Academy of Pediatrics sostiene (e continua a ribadire) che le diete vegetariane ben pianificate, comprese le vegane, non solo sono salutari, ma danno anche dei vantaggi in termini di salute. Una posizione del tutto analoga a quella dell’Academy of Nutrition and Dietetics. Una raccolta di articoli medico-scientifici sul ruolo dell'alimentazione nella prevenzione e nel trattamento delle principali malattie degenerative si trova qui:
 
Quindi... siamo in un mondo in cui ciascuno si sente in diritto di dire quel che vuole sull'alimentazione e di inventare nuove diete in qualsiasi momento millantando presunte verità, o addirittura c'è chi contesta gli studi sull'alimentazione ritenendo la scelta del cibo giustificata e giustificabile solo da fattori soggettivi strettamente individuali (posizione molto comoda ma irrazionale e antiscientifica), però, per chi desidera una Medicina Preventiva basata sull'Evidenza delle ricerche scientifiche, la strada da seguire è abbastanza chiara.
 
E' una questione di intelligenza. Possiamo comportarci come esseri umani intelligenti e razionali che esaminano i dati e prendono le decisioni adeguate per sopravvivere, oppure ignorare la ragione, sopprimendo la nostra intelligenza e lasciandoci guidare da un desiderio sfrenato e da una generalizzata e patologica assuefazione ai cibi tossici (carne e pesce in primis), finché morte o malattie non ci costringeranno a smettere.»
 
Francesco Galgani,
19 giugno 2016
 

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