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Politica ed economia

NO CETA: prossime mobilitazioni di piazza

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2017

STOP CETA - 5 luglio 2017, Montecitorio, Roma

Ultimi aggiornamenti: https://stop-ttip-italia.net/

Aggiornamento 27 giugno 2017: Pd e MDP (di nuovo assente) votano sì al CETA con Forza Italia… e contro l’Italia

Aggiornamento 22 giugno 2017: Salta il voto di ratifica del CETA. Il voto in commissione Affari esteri del Senato spostato a martedì 27 giugno 2017. Stop TTIP Italia, insieme alle associazioni agricole, ambientaliste e sindacali, rilancia la mobilitazione di piazza per bloccare l’accordo. Appuntamento martedì 27 giugno 2017 alle 10 al Pantheon: ci sarà un presidio fisso organizzato insieme a Coldiretti, CGIL, Slowfood, Arci e altre realtà. Mercoledì 5 luglio 2017 invece ci sarà un nuovo presidio-manifestazione proprio sotto il Parlamento, in piazza Montecitorio, dalle 10:00.
Sito di riferimento: https://stop-ttip-italia.net/

Sullo stesso argomento:

L'articolo che segue è a firma di Elena Mazzoni e pubblicato il 23 giugno 2017 all'indirizzo:
http://www.listatsipras.eu/2017/06/23/mobilitiamoci-contro-il-ceta/

NO CETA - Manifestazione contro la ratifica

Mobilitiamoci contro il CETA

L’imponente mobilitazione organizzata dalla Campagna StopTTIP-StopCETA Italia, le migliaia di lettere, tweet e dossier inviati ai senatori e al Presidente stesso dai cittadini, sono riuscite nell’impresa titanica di far slittare il voto della Commissione Affari Esteri a martedì 27 e quello in plenaria a mercoledì 28.

Il successo maggiore però non consiste nello slittamento del voto ma nell’aver costretto il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, a tenere audizioni e ad aprire una discussione, pur se di due soli giorni, su un tema tanto delicato ed altrettanto taciuto.

Un vero e proprio esempio di politica dal basso che ha infiammato gli animi e spinto Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Slowfood e tutte le organizzazioni che sostengono la Campagna italiana, ad organizzare due momenti di intensa partecipazione in piazza a Roma, martedì 27 al Pantheon alle 10:00 e mercoledì 5 luglio, sempre alle 10:00, proprio in piazza Montecitorio

https://stop-ttip-italia.net/2017/06/22/ceta-ratifica-piazza-333/.

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa non ci piaccia del CETA con il simpatico Canada del bel premier Trudaeu.

I motivi sono tanti e potete trovarli riassunti nel libro bianco sottoscritto con Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Arci, Acli, Legambiente Fairwatch e tre associazioni di consumatori e nei due dossier tecnici  che la campagna italiana ha presentato in audizione in Senato.

Trudaeu non è il fascinoso vessillo dell’ambiente da sventolare per scacciare lo spauracchio arancione di Trump perchè, con le politiche attuali, il paese nord americano non manterrà i propri impegni nel controllo delle emissioni, elargendo 3,3 miliardi di dollari l’anno di sussidi pubblici ai combustibili fossili, tra cui l’inquinante petrolio da sabbie bituminose   http://climateactiontracker.org/countries/canada.html.

Una recente ispezione effettuata nelle zone di estrazione mineraria canadesi dall’OHCHR dell’ONU ha riscontrato delle violazioni dei diritti umani ed esortato le autorità canadesi a “integrare i diritti delle popolazioni indigene nelle loro politiche e nelle pratiche che disciplinano lo sfruttamento delle risorse naturali”. La delegazione ha inoltre sottolineato “la necessità per il governo di rafforzare l’accesso agli strumenti legali di ricorso per le vittime di abusi di diritto”.

Lo stesso Trudeau ha supportato incondizionatamente la costruzione dell’oleodotto Keystone XL, un progetto da 8 miliardi di dollari per portare quel petrolio negli Stati Uniti.

Non proprio in linea con la narrazione mainstream del paese dello sciroppo d’acero.

Le risposte sono quindi molteplici ed anche molto tecniche ma la prima che viene in mente a me ogni volta in cui qualcuno mi chiede perchè io mi opponga al CETA, quella data con la pancia e non con lo studio dei testi, è che chiunque abbia un’idea del commercio sostenibile, equo, rispettoso dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente, dei diritti umani, dei beni comuni, deve dire NO al CETA,

Un NO potente.

Un NO di gente stanca di un mondo che abbatte le barriere per merci e capitali ed alza, inesorabilmente, invalicabilmente, quelle per la libera circolazione delle persone.

I Dieci Comandamenti secondo Dio Google (con video)

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2017

«[...] Ho lo stesso rispetto per la libera condivisione della conoscenza e per interazioni umane libere come ce l’ho per la forza di gravità: tutto ciò è “secondo Natura”. Ma, ahinoi, non è questa la direzione presa dalla Cultura e dall’attuale sviluppo tecnologico, che uccide la libertà, l’ambiente e le persone nel momento stesso in cui si offre come presunto veicolo di libertà, di comunicazione, di intrattenimento. Non so quanti dei miei lettori hanno compreso pienamente quest’ultima mia frase, che nelle mie intenzioni non è un’iperbole, ma solo un’onesta constatazione, frutto di anni di studi di ciò che si cela “oltre le apparenze”. Ancora una volta, rimando a ciò che già ho scritto [...]»
(citazione tratta da: "La delusione di una tecnologia che dignità ci porta via... ")

Sullo stesso argomento, segnalo:


I Dieci Comandamenti secondo Dio Google (Godgle), in un mondo voluto, creato e plasmato da Google:

Dio Google (Godle)
  1. Google è tuo signore, tuo padrone e tuo padre, non avrai altro Dio al di fuori di Google.

  2. Google è Google e può fare ciò che vuole, a te non deve interessare.

  3. Google sempre ti ascolta e sempre ti vede: non nominarlo mai invano e non fare cose che a Google non piacciono.

  4. Ogni tuo pensiero, parola e azione appartengono a Google, ma la responsabilità di ciò che pensi, dici e fai è solo tua e su di essa sarai giudicato.

  5. Non userai mai altro software diverso da quello che Google ti darà. Il software libero è una blasfemia al tuo Dio.

  6. Google è l'Alfa e l'Omega, Google dà la vita e Google dà la morte. Il tuo DNA appartiene a Google, che ti ha fatto a sua immagine e somiglianza: ama Google e sarai amato, vai contro la volontà di Google e sarai trucidato.

  7. Google dà lavoro e Google lo toglie. La ricchezza appartiene solo a Google e solo Google la spartisce. Google sa di cosa hai bisogno e te lo darà. Non rubare e non chiedere denaro, perché Google sa e provvede.

  8. Google è la Conoscenza, Google è l'Intelligenza, Google decide cosa è vero e cosa è falso. Sii umile: non sfidare e non contraddire mai Google.

  9. Non desiderare ciò che appartiene a Google.

  10. Non desiderare nulla di diverso dal mondo che Google ha creato per te: prega per la sua misericordia e per il suo amore.

(Ho creato questo decalogo ispirato dalla constatazione dell'avidità, dell'arroganza e del dispotismo senza limiti e senza vergogne di Google e delle altre corporations, a cui le persone si prestano volentieri perché ammaliate e sedotte dallo schiavismo del terzo millennio, di cui spesso neanche si rendono conto. Considerazioni analoghe valgono per Facebook, Apple, Microsoft, Amazon, Ebay e chi più ne ha più ne metta... intendo dire che il problema non è soltanto Google. La genetica insieme all'intelligenza artificiale e alle nanotecnologie saranno alcuni tra i campi dove nel prossimo futuro le corporations sedurranno il mondo, conquistando una potenza e una ricchezza senza limiti, con danni drammatici per tutta l'umanità. Per approfondimenti rimando ai link riportati in alto in questa pagina, in modo che ciascuno possa documentarsi e farsi un'opinione di ciò di cui sto parlando.
Francesco Galgani, 14 novembre 2017)


Pronto, risponde Pizzeria Google... (video)

DOWNLOAD MP4

Google ci ruba il DNA e ne vuole il monopolio. Le altre corporations anche.

Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2017

Siamo in piena corsa all'oro genetico - il nostro DNA - che è uscito dai laboratori ed entrato nelle stanze della finanza, diventando un patrimonio conteso dalle principali lobby multinazionali (corporations) che si sono lanciate a capofitto nel business. Comincio con una poesia, poi proseguo con alcune informazioni e infine riporto un documentario di Report.

Sedotti

Tutto può,
tutto sa,
persino il tuo DNA!

Sua proprietà
sempre tu sarai,
servilmente sua creatura
sempre l'adorerai.

Solo una cosa non sa fare,
perché dio Google
mai potrà amare.

(Francesco Galgani, 6 novembre 2017)

Il nostro DNA è patrimonio che vale molti... molti... molti soldi, e con esso potrebbero volatilizzarsi anche molti diritti umani, come già sta accendo negli Stati Uniti, dove in base alla legge 13-13, attualmente in fase di discussione, le persone potranno essere costrette a sottoporsi a test genetici ed essere gravemente discriminate in base ai risultati. Già allo stato attuale, almeno negli Stati Uniti, è sufficiente che i risultati di un test genetico indichino una presunta predisposizione a certe malattie per ritrovarsi dall’oggi al domani senza lavoro. Non è escluso che uno scenario simile possa concretizzarsi presto anche in Europa.

I grandi gruppi finanziari e i colossi dell’informatica, come Google e non solo, si stanno lanciando a capofitto nella raccolta dell’oro genetico, ovvero in un enorme censimento del DNA sulla più ampia popolazione possibile. Google sta allestendo in gran segreto la più grande banca genetica del mondo, con l’evidente intento di conquistarsi un monopolio anche in questo campo. Google, senza il consenso dei diretti interessati, e infrangendo molte leggi, si è già impossessato di tutti i dati sanitari e genetici dei cittadini della Gran Bretagna. Come se non bastasse, anche in Italia c’è chi fa compravendita dei dati genetici, per il momento in maniera illegale (sono già stati trafugati i dati genetici di 13000 cittadini italiani particolarmente longevi della provincia dell'Ogliastra, in Sardegna), che per vie traverse sono finiti pure quelli nelle mani di Google.

Possedere un ampio database genetico non fa soltanto aumentare le proprie quotazioni in borsa. Si tratta di acquisire un potere immenso. Per chi ne vuol sapere di più, invito alla visione del seguente documentario di Report del 30 ottobre 2017 (tratto da questo link), ma attenzione: quando si parla di scienza e di ricerche, non tutto è ciò che sembra, anzi. I miei lettori più attenti ricorderanno il mio articolo “Alla ricerca della scienza”, a cui rimando per avere un quadro più completo della gravità della situazione.

DOWNLOAD MP4

Ringrazio chi vorrà approfondire,
Francesco Galgani,
11 novembre 2017

Cambiamenti climatici: cibo e clima son causa ed effetto

Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2017

Sesta estinzione di massa

Cielo sterile,
di pioggia svuotato,
severo e inflessibile,
con noi adirato,

odo il tuo giudizio
sulla nostra stupidità,
la condanna senza appello
della nostra avidità,

che ogni giorno distrugge,
oggi più di ieri,
preziosi tesori
per folli desideri.

Fingiamo di nulla
per auto-annientarci,
continuiamo così
se vogliamo suicidarci:

deserto è l'animo
che futuro non pensa,
deserto è il cielo
e la sua ricompensa...

Cibo e clima
son causa ed effetto, (*)
se scegli vegan
tu sia benedetto!

Grazie!

(Francesco Galgani, 23 ottobre 2017)

(*) Per approfondimenti:
"Cowspiracy: per realizzare i tuoi desideri, i tuoi sogni... pensa prima di aprire la bocca!"
https://www.informatica-libera.net/content/cowspiracy-realizzare-i-tuoi-desideri-i-tuoi-sogni-pensa-prima-di-aprire-la-bocca

Cambiamenti climatici: per salvarci, ho bisogno anche di Te

Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2017

Alla pappatoia

Alla pappatoia
tutto c'è concesso,
tutto è speciale...

goder d'ogni momento
è il viver normale:

questo è ottimo,
quest'altro eccellente,
il gusto comanda
nel marketing imponente.

«Scegli bene il nutrimento
per salvarti dal patimento,
mangia e brinda per viver bene
con Amor per chi a Te tiene»,

disse una voce,
ma nessuno la ascoltò,
nessuna voglia fu frenata
e d'ogni bene abusò:

un pianeta distrutto
per voglie dissennate,
un clima ormai ostile
per anime affamate.

Carne, pesce e latte
ci stanno uccidendo,
non ci sono più risorse
e Terra sta morendo.

Vivere vegan,
con saggezza e compassione,
è l'inizio del cambiamento
per fermar la distruzione.

Grazie.

(Francesco Galgani, 21 ottobre 2017)

Per approfondimenti:
"Cowspiracy: per realizzare i tuoi desideri, i tuoi sogni... pensa prima di aprire la bocca!"
https://www.informatica-libera.net/content/cowspiracy-realizzare-i-tuoi-desideri-i-tuoi-sogni-pensa-prima-di-aprire-la-bocca

Alla ricerca della scienza...

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2017

Il mio precedente articolo "Alla ricerca della verità... oltre la politica, oltre la religione" si concludeva con alcune domande, tra cui: «Non assumiamo come vero ciò che ci fa comodo ritenere tale? Ciascuno di noi non “possiede”, consciamente o inconsciamente, alcune “verità ultime indimostrabili” che, similmente agli assiomi matematici, ci aiutano a comprendere il mondo e a prendere delle decisioni?».

Proseguendo su questa linea di ragionamento, sarebbe interessante notare come le mie riflessioni filosofiche - sicuramente opinabili - si declinino poi nella realtà scientifica medica, nella quale, evidentemente, assumere come veri o come falsi certe affermazioni e i risultati di talune ricerche può pesare significativamente sulla vita (e sulla morte) di un numero incalcolabile di persone.

Ho già precedentemente espresso e argomentato le ragioni per cui la scienza non possiede alcuna verità... ma da qui a mettere in discussione l'intero impianto scientifico della nostra società contemporanea ce ne corre. Ogni persona di buon senso, che conosce le basi del metodo scientifico introdotto da Galileo Galilei, potrebbe obiettare che, senza il prezioso contributo delle donne e degli uomini che dedicano la propria vita alla scienza, daremmo credito a ogni superstizione, inganno o fantasia, cancellando secoli di progressi e di miglioramento. In linea di principio, in effetti, è così, ma l'operato umano spesso è condizionato da interessi, bisogni e contesti ambientali che rendono molto difficile l'applicazione di certi principi... nel caso specifico, dei principi alla base della ricerca scientifica, che, senza usare mezzi termini, è in piena crisi e sta producendo ricerche sovente basate sull'aria fritta.

Prima che qualcuno mi accusi di arroganza, lascio che siano le stesse fonti scientifiche a descrivere in che direzione sta andando la scienza attuale.

Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, ha pubblicato nel 2016 un articolo nel quale si è dimostrato come più del 70% delle ricerche scientifiche prese in esame ha fallito i test di riproducibilità. Più precisamente, c'è scritto che: «More than 70% of researchers have tried and failed to reproduce another scientist's experiments, and more than half have failed to reproduce their own experiments. Those are some of the telling figures that emerged from Nature's survey of 1,576 researchers who took a brief online questionnaire on reproducibility in research.»
Fonte: http://www.nature.com/news/1-500-scientists-lift-the-lid-on-reproducibility-1.19970

Focus Immigrazione - Proposta di Pace e intervista su "Accoglienza e Integrazione"

Ultimo aggiornamento: 26 Luglio 2017

Ringrazio la redazione della rivista "Il Nuovo Rinascimento" per avermi autorizzato a pubblicare i seguenti due articoli "Focus Immigrazione - Riflessioni sulla Proposta di Pace 2017" e "Focus Immigrazione - Accoglienza e Integrazione (intervista a Daniela Di Capua)", sicuramente di grande utilità sociale, e ringrazio coloro che vorranno leggerlo :)

La Proposta di Pace a cui viene fatto riferimento è disponibile alla pagina: "Proposta di Pace 2017 - La solidarietà globale dei giovani annuncia l'alba di un'era di speranza".

Fonte originale: "Il Nuovo Rinascimento" n. 607, 1 luglio 2017, sezione "Focus Immigrazione".

Focus Immigrazione:

RIFLESSIONI DALLA PROPOSTA DI PACE 2017

«Senza una soluzione al problema dei rifugiati, che rappresenta una crisi umanitaria di proporzioni mai viste, la pace mondiale e la stabilità rimarranno irraggiungibili»
Anche nella proposta di pace presentata il 26 gennaio 2017 (BS, 182, 4), come ogni anno, alle Nazioni Unite, Daisaku Ikeda ha parlato della questione dell'immigrazione, in particolare dei rifugiati.
Ha scritto: « In concomitanza con il Summit delle Nazioni Unite per i rifugiati e i migranti del settembre scorso, è stata lanciata una nuova campagna per rispondere alle apprensioni associate all'aumento degli spostamenti di persone a livello internazionale. È chiaro che ogni tentativo di risolvere tali questioni deve tener conto delle preoccupazioni legittime di chi vive nei paesi che ricevono i migranti e i rifugiati. Come evidenzia l'ONU in questa campagna, è essenziale individuare i mezzi per contrastare questa deriva xenofoba e riumanizzare il discorso sui migranti e i rifugiati, senza tralasciare tali preoccupazioni» (pag. 12).

Sottolineando anche l'importanza dell'educazione ai diritti umani: «Oltre al protrarsi dei conflitti armati e della guerra civile, un altro grave problema che minaccia la società globale è rappresentato dai frequenti attacchi terroristici e dalla crescita dell'estremismo violento. Sono veramente troppi i casi in cui giovani privi di qualsiasi speranza per il futuro e alla ricerca di un significato per la loro vita vengono attratti da frange estremistiche. [...] Credo che l'elemento fondamentale sia la promozione dell'educazione ai diritti umani» (pag. 37).

E anche: «La solidarietà è stata il punto focale del Summit umanitario mondiale che si è tenuto a Istanbul nel maggio scorso. Come sottolineato nella cerimonia di apertura, è essenziale mettersi al posto di chi è stato brutalmente sradicato dal conflitto e giorno dopo giorno si trova a dover affrontare scelte impossibili. Sotto la minaccia costante degli attacchi aerei voi scegliereste di rimanere nel luogo dove vivete oppure fuggireste dal pericolo per portare la vostra famiglia molto lontano in cerca di un rifugio? Consapevoli dei pericoli potenzialmente letali di una traversata via mare, vi attacchereste anche alla remotissima possibilità di una vita migliore e andreste in cerca di una barca, o rimarreste dove siete? Se i vostri figli si ammalassero durante la fuga, usereste i pochi soldi che avete per le medicine o per il cibo per l'intera famiglia? Dobbiamo ricordarci che queste persone, che vivono con estrema incertezza in circostanze disperate, sono esseri umani come noi, nati in un paese diverso e con storie diverse» (pag. 32).

In queste pagine trovate interviste ed esperienze per riflettere insieme su questo tema così complesso e importante che ci riguarda in prima persona e su cui il presidente Ikeda ci sta invitando ad agire.


Focus Immigrazione:

ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE

A colloquio con Daniela Di Capua, direttrice dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) e membro della SGI

Il flusso migratorio nel nostro paese è legato soprattutto alla speranza di trovare un lavoro?
Un flusso programmato per l’inserimento lavorativo non c’è più da diversi anni. I cittadini stranieri non comunitari , che vogliono venire in Italia per cercare lavoro non lo possono fare in maniera regolare. Quindi anche quella fascia cosiddetta del “migrante economico” non ha altro modo di venire se non tramite flussi irregolari, soprattutto attraverso gli sbarchi (dall’Africa, dalle coste della Grecia), o via terra passando per le frontiere del Nord est (ad esempio dal Friuli-Venezia Giulia). Molte persone arrivano in Italia per richiedere asilo.

Le persone che richiedono asilo in Italia sono tutelate?
Accogliere i richiedenti asilo non è una scelta, ma un obbligo di legge. Chi fa domanda di asilo (o di protezione internazionale che dir si voglia) è tutelato dalle leggi italiane, europee e internazionali.
Le due forme di protezione internazionale sono quella di Rifugiato e quella di Protezione sussidiaria. Se ne aggiunge una terza che è specificamente italiana: quella Umanitaria che si applica alle persone a cui è stata negata la protezione internazionale, ma per le quali il rientro nel paese di origine si considera pericoloso.

Cosa diresti alle persone che hanno paura o sono contrarie ad accogliere i migranti nel nostro paese?
L’informazione è fondamentale. Si può anche essere contrari alle politiche di accoglienza, ma almeno bisogna farlo sulla base di dati documentati, mentre le persone si accontentano di quello che sentono dire. È molto importante produrre e raccogliere fonti. I social network in questo senso hanno una responsabilità enorme, è vero che c’è più dibattito ma circola di tutto, e tutto viene preso come verità. Invece di litigare sul tema in base a pregiudizi o notizie sommarie, discutiamone dopo aver consultato le fonti ufficiali: i dati dell’Istat sull’integrazione, ad esempio, riportano quanti soldi portano gli immigrati, quante delle nostre pensioni sono finanziate dalle tasse pagate dagli stranieri…
Nelle scuole bisogna fare molto di più. È qui che si forma l’identità dei bambini. Le iniziative spesso riguardano il tema dei rifugiati, degli immigrati, ma forse si potrebbe risalire a monte, alla questione dei diritti e della loro fruibilità, e aiutare i giovani a sviluppare un forte senso civico: cosa vuol dire vivere in una comunità, e come interagire con le diversità. Bisogna lavorare per scardinare l’idea che la diversità sia un problema.

Molti dicono “rimpatriamoli nel paese d’origine”. È una strada percorribile?
Trovo che sia un pensiero molto pericoloso. Ma, a prescindere dai punti di vista personali, sul piano legale se una persona dichiara di voler presentare domanda di asilo, lo Stato Italiano ha il dovere di garantirne l’accoglienza per tutto il tempo in cui la persona attende l’audizione con la commissione per il diritto di asilo. È scritto nell’art. 10 della Costituzione, nella Convenzione di Ginevra che abbiamo sottoscritto e nelle direttive europee che chiedono a tutti gli stati membri di avere una normativa specifica sui richiedenti protezione internazionale. Se una persona ottiene lo status di rifugiato è libera di restare in Italia, di trovarsi un lavoro, una casa, e di accedere a una serie di diritti quasi come un cittadino italiano. Se invece la domanda è respinta e viene espulso, dovrebbe essere rimpatriato. Ma per il rimpatrio, il Paese d’origine deve riconoscere che quella persona è un proprio cittadino, se ciò non avviene la persona rimane in Italia irregolarmente, cioè senza un permesso di soggiorno, senza nessun diritto né controllo. È probabile che cadrà in meccanismi di carità o assistenza che non sono quelli dello Stato. Il passaggio successivo sarà il lavoro irregolare, probabilmente la marginalità sociale e successivamente la piccola criminalità. In questi casi quindi le conseguenze non gravano solo sulla persona, ma anche sulle comunità locali, senza che di fatto nessuna delle due parti ne sia realmente responsabile. Se non si è a conoscenza di tutti questi aspetti è facile avere una percezione negativa delle persone richiedenti asilo o rifugiate che siano.

Ci spieghi qualcosa sull’accoglienza?
Come dicevamo, l’accoglienza è un obbligo di legge nei confronti di coloro che richiedono protezione internazionale. Per tutto il tempo in cui attendono  l’audizione  con la commissione territoriale, lo stato italiano li deve accogliere. Solo negli ultimi tre anni lo Stato si è organizzato per dare accoglienza a tutti, prima non era in grado di farlo. Dopo la così detta “emergenza Nord Africa” del 2011 i posti di accoglienza sono aumentati; la Commissione Europea ha iniziato a fare dei controlli per verificare che ci fosse ottemperanza agli obblighi di legge e agli standard minimi europei. Più volte in passato l’Italia è incorsa in multe perché non aveva posti a sufficienza o quelli che c’erano non erano adeguati.

Come lavora lo SPRAR?
Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) è un sistem
di accoglienza formato dagli enti locali (soprattutto Comuni) che volontariamente scelgono di attivare progetti per l’accoglienza e programmi di integrazione.
Accompagnare le persone all’integrazione comporta un vantaggio sia per la persona che per la comunità.
L’adesione volontaria da parte dei comuni che presentano domanda di ammissione allo Sprar è sicuramente un punto di forza, il Comune è colui che governa il fenomeno sul proprio territorio, senza subirlo: crea dei posti di lavoro per gli operatori dell’accoglienza, affitta strutture, paga i servizi, ecc. Se si creano dei servizi ne beneficiano tutti i cittadini, ad esempio: se viene attivato un autobus per portare a scuola i bambini, ne possono usufruire anche i bambini italiani; se si attiva uno sportello di orientamento al lavoro, tutti ne possono beneficiare. Inoltre lo SPRAR organizza l’accoglienza in appartamenti, e questo rende più facile il rapporto con la comunità locale evitando quelle situazioni di alberghi in periferia pieni di migranti di cui non si sa nulla e che fanno paura, proprio per la distanza non solo fisica che inevitabilmente si viene a creare.
 
Quindi l’integrazione con la comunità locale è un elemento centrale.
Nelle linee guida dello SPRAR a cui i Comuni devono attenersi è anche previsto che vengano destinati dei fondi ad attività di sensibilizzazione e informazione della comunità locale per favorire l’integrazione. Degli operatori vanno a prendere le persone appena arrivate, per farle conoscere ai vicini, ai commercianti, per facilitare la relazione tra persone anziché tra gruppi. Si lavora per facilitare l’incontro reale tra le persone sganciandosi dall’idea astratta del “fenomeno” immigrati. Il che non garantisce l’amicizia tra le persone, ma sicuramente un tipo di valutazione e percezione che va al di là dei pregiudizi, e che dovrebbe basarsi sul rispetto reciproco.

Quale pensi sia la strada da percorrere verso una gestione più dignitosa per tutti?
Penso che dovremmo lavorare di più sull’educazione ai diritti, soprattutto con i bambini, con i giovani, perché se un  ragazzo/una  ragazza  cresce con un’idea chiara di cosa siano i diritti cosa comportano, allora è più naturale
che da adulto sviluppi una sensibilità verso questi temi. Mentre acquisirli da adulti è molto più difficile, e allora accade di pensare che i diritti siano per quasi tutti, o possano essere messi in discussione a seconda delle esigenze del momento. Va anche fatta una riflessione e un lavoro sui paesi di provenienza: spesso si fanno considerazioni senza la consapevolezza dei danni storici che noi stessi abbiamo provocato in questi paesi. Non si tratta di favorire solo uno sviluppo economico, ma piuttosto democratico. Ci vuole molto tempo. Bisogna portare avanti tutto insieme.
Altrettanto importante è far conoscere le storie di queste persone, non in termini pietistici ma per comprendere bene le vere ragioni per cui sono fuggite dai loro paesi, affrontando viaggi che spesso durano anni. Queste persone non fuggono solo dai conflitti. Le persecuzioni previste nel diritto di asilo hanno a che fare in generale con l’impossibilità della persona di esercitare i propri diritti. Se le persone continuano ad arrivare da noi affrontando situazioni atroci – durante il viaggio vengono violentate, attraversano i deserti, molti di loro muoiono in mare – vuol dire che non hanno altra possibilità di scelta!

 

Democrazia: costruiamola insieme!

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2017

QuokkaIl 5 luglio 2017 ho partecipato alle proteste in piazza Montecitorio, a Roma, contro il CETA (di cui i giornali non hanno dato notizia né prima né dopo, sebbene le minacce del CETA siano così gravi da meritare tutte le prime pagine per mesi).

Tutti noi siamo indispensabili per realizzare qualcosa di apparentemente impossibile, cioè la DEMOCRAZIA. Allo stato attuale in cui il potere è concentrato negli artigli distruttivi delle multinazionali (corporations), in cui i mass media fanno tutto il possibile per disinformare e distogliere l'attenzione dà ciò che realmente è importante (spostando la loro agenda setting dove fa comodo al Potere), e in cui "essere in Rete", come nei social network, è sovente un processo di cattura che impedisce una reale partecipazione alla vita democratica, la DEMOCRAZIA (che significa "potere del popolo") è un'utopia, cioè pur non trovando riscontro nella realtà è il giusto ideale verso cui tendere. Io penso e agisco in funzione di questo credo.

Per realizzare un mondo migliore per tutti c'è bisogno anche di te! :-)
La lotta comincia con noi stessi, con il nostro cambiamento.

La foto qui riportata è di un quokka, uno degli animali più socievoli e indifesi di questo mondo. Lottare per un mondo migliore significare pensare a tutti, ai più deboli innanzitutto... significa amare la vita e apprezzarne la bellezza.

«Non vi può essere vera democrazia a meno che i cittadini di un paese comprendano che essi sono i sovrani e i protagonisti principali, agendo di conseguenza con saggezza e profonda consapevolezza. La democrazia non adempirà la sua missione a meno che gli individui si alzino con maggiore informazione e coinvolgimento e, uniti, lottino in favore della giustizia, controllando le attività dei potenti.»
(Daisaku Ikeda, tratto da "Giorno per giorno", Esperia edizioni)

«Il filosofo italiano Norberto Bobbio è stato uno degli ultimi intellettuali contemporanei a vivere durante il fascismo e a dare un contributo culturale alla resistenza italiana contro l'occupazione nazista. Quando gli fu chiesto quali condizioni ritenesse indispensabili per impedire l'insorgere di una nuova dittatura nel suo paese, rispose: «La democrazia necessita di persone con una coscienza critica, capaci di pensare da sole». Aggiunse che coloro i quali avevano provato un fervente entusiasmo ascoltando i discorsi di Benito Mussolini non erano individui bensì un'orda che annullava le individualità. Sono parole che non dovremmo mai dimenticare. Credo che il cammino per il consolidamento della democrazia consista nel forgiare uomini e donne capaci di pensare da soli.»
(tratto dal libro "La forza della speranza", di Adolfo Pérez Esquivel e Daisaku Ikeda, Esperia Edizioni, 2016)

Elettore SVEGLIATI! Ti rubano tutto e tu continui a votarli?

Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2017

La Corte dei Conti, nella sua relazione sul rendiconto generale dello Stato 2016, parla di corruzione "devastante" e di riforme pasticciate da parte del Governo. Nella requisitoria orale del Procuratore generale Claudio Galtieri (pdf), leggiamo infatti che il fenomeno della corruzione va affrontato "in una logica sistematica che tenga in adeguata considerazione la diffusività del fenomeno e l'insufficienza delle misure finora apprestate dall'ordinamento". Il sistema dei controlli, osserva, risulta "scarsamente efficace" anche per "contrastare quei comportamenti illeciti i cui effetti negativi sulle risorse pubbliche sono, spesso, devastanti".

E' questo ciò che vogliamo? A quali partiti politici abbiamo consegnato il potere con il nostro voto e questi come si sono comportati? Non dico che tutto dipende dal voto dei cittadini, ma senz'altro esso è decisivo per le sorti di un paese. A questo proposito, vi invito a guardare il breve video in calce.

Come ha scritto Alessandro Di Battista in "Dal carcere alla Camera dei Deputati": «[...] consiglio vivamente agli italiani di informarsi, di indignarsi, di fare opposizione ogni giorno e di smettere di votare certa gente».

Purtroppo le decisioni politiche, finanziarie e commerciali più importanti, nel senso di più impattanti sulla vita di tutti noi, di solito, neanche ci vengono comunicate dai mass media o dai politici che le hanno votate: un caso recente e gravissimo è quello del CETA, votato pochi giorni fa in Senato (nonostante le proteste) e che distruggerà ulteriormente la nostra economia e i diritti di base... ma ce ne sarebbero davvero tanti altri. E' come se la democrazia nemmeno esistesse perché il popolo, dal punto di vista di coloro che prendono certe decisioni, non deve entrare nel merito delle questioni che lo riguardano: in poche parole, le istituzioni italiane non vogliono che la società civile interferisca sulle decisioni da prendere. Spesso, però, queste decisioni sono sbagliate, inique, controproducenti, sovente giustificate da bugie su bugie, come dimostrano gli ultimi decenni. Noi tutti però abbiamo un'arma per difenderci: non votare più quei partiti responsabili dello sfacelo dell'Italia, e dare il massimo sostegno (cioè il voto) a chi si batte davvero per cambiare le cose in meglio.

Nel video seguente, c'è la scena finale di "Viva l'Italia" (2012), film molto bello che vi invito a vedere.
L'articolo in calce, scritto a seguito di fatti drammatici, è del 28 giugno 2017, a firma di Luigi Di Maio.

Cerchiamo di fare del nostro meglio per questo povero mondo,
Francesco Galgani,
28 giugno 2017

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#ConcettaResisti!

di Luigi Di Maio, http://www.beppegrillo.it/2017/06/concettaresisti.html

La povertà in Italia è a livelli intollerabili da anni. Nessun governo ha fatto niente: 10 milioni di poveri non sono una priorità, non hanno neanche un nome. Hanno trovato miliardi e miliardi per salvare i (papà) banchieri che un cognome ce l'hanno (massacrando i risparmiatori), ma nessuna seria manovra per debellare la miseria dilagante. La situazione è diventata esplosiva. Gli italiani continuano a impoverirsi e non c'è niente che faccia sperare in un cambiamento.

Ieri una donna di 46 anni, Concetta Jolanda Candido, che aveva perso il lavoro a gennaio, si è data fuoco per la disperazione davanti a una sede Inps di Torino. E' stata salvata appena in tempo, ma le ustioni sono gravi e la prognosi è riservata. Concetta faceva le pulizie nella birreria “Befed brew pub” di Settimo Torinese in via Ariosto, il 13 gennaio scorso era stata licenziata e non ha più trovato lavoro. Nella birreria lavorava da una decina d'anni, poi, nel gennaio scorso, l'azienda che ha sede a Udine ha deciso di assegnare il servizio di pulizie a una ditta esterna e tanti saluti. Aveva chiesto la disoccupazione ma non aveva ricevuto nulla. Ieri, dopo la tragedia, l'Inps Piemonte ha fatto sapere che "la domanda era stata già evasa il 16 giugno con valuta 26 giugno". Purtroppo questo aiuto non è arrivato in tempo per evitare questo gesto disperato.

Concetta per mesi è stata abbandonata, lasciata senza reddito e senza diritti (cancellati con un tratto di penna dal jobs act) da uno Stato che se stai annaspando, anziché aiutarti ti spinge ancora più giù. Concetta non aveva nessuna certezza dei suoi diritti, nessun figlio ministro, nessuna corsia preferenziale. Sola. Secondo il fratello, a portarla a questo gesto è stata "la difficoltà di sopravvivere".

La sua condizione è quella di molti italiani. Tre milioni sono senza lavoro. Tre milioni sono inattivi che hanno rinunciato a cercarlo. Tantissimi sono i precari. Concetta forse era più debole di loro, ma uno Stato civile è proprio ai più deboli che deve pensare. Dal 2013 i governi che si sono succeduti ci hanno sempre impedito di discutere in Parlamento la nostra proposta di Reddito di cittadinanza che non è solo un sostegno di dignità, ma un attivatore sociale e una vera manovra economica. Ti salva la vita quando resti senza reddito e poi ti aiuta a trovare un nuovo lavoro e a reinserirti nella società. Ci hanno sempre raccontato che non ci sono i soldi. La domenica dei ballottaggi, in gran sordina, il governo ha messo a disposizione 17 miliardi per salvare le banche venete che la politica ha disintegrato e senza che nessun manager paghi pegno. 17 miliardi sono esattamente le coperture del Reddito di Cittadinanza. Istituirlo è il miglior modo per dare una risposta a questa persona.

A Concetta e altri 10 milioni di italiani il governo ha preferito Zonin (il super manager della Popolare di Vicenza) e una manciata di banchieri.

Prima che dagli elettori, sarete giudicati dalla vostra coscienza.

#ConcettaResisti!

CETA: una sintesi dei problemi (lettera ai Senatori)

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2017

Articolo sullo stesso argomento:

Documenti di approfondimento sui problemi del CETA:

Quanto segue è una lettera inviata il 25 giugno 2017 a tutti i Senatori della Repubblica Italiana che hanno reso disponibile il loro indirizzo e-mail:

Ogg.: CETA: una sintesi dei problemi

Allegato: ceta-una-sintesi-dei-problemi.pdf

«In vista dell'imminente voto sul CETA (accordo commerciale UE-Canada) su cui il Senato è chiamato a esprimersi, mi rivolgo a Lei, nel mio ruolo di attento cittadino ed elettore, per esprimerLe tutta la mia preoccupazione. Il CETA rappresenta una seria minaccia per noi italiani, come è argomentato nel file "ceta-una-sintesi-dei-problemi.pdf", che Le allego a questa e-mail.

Purtroppo sul CETA stanno circolando molte informazioni non corrispondenti alla realtà e smentibili con un'attenta analisi. Contro il CETA e il TTIP sono state raccolte 3.300.000 firme a livello europeo, riconosciute valide dalla Corte Europea di Giustizia: questo dato esprime quanto è immensa e diffusa la preoccupazione di noi cittadini.

Come ormai numerose analisi dimostrano, il testo non elimina i rischi di un abbassamento dei livelli di sicurezza alimentare, contiene disposizioni che scoraggiano la tutela dei servizi pubblici e possono investire negativamente i diritti del lavoro. Inoltre, include la presenza di un organismo terzo per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stato sbilanciato verso il privato, che potrebbe risultare non in linea con il diritto comunitario e minare le basi stesse della democrazia (mi riferisco in particolare al ruolo che avrà l'ICS, come documentato in allegato). Il CETA non protegge adeguatamente l'agricoltura italiana, tutelando solo in minima parte le indicazioni geografiche che danno forza al Made in Italy. Infine, non contiene disposizioni vincolanti al rispetto delle indicazioni dell'Accordo di Parigi sul clima, favorendo il commercio di combustibili fossili altamente inquinanti e pericolosi per il clima.

In base alle numerose criticità (argomentate nel file allegato), vorrei chiederLe di prestare attenzione alle istanze provenienti da quella parte di cittadinanza che si sta mobilitando contro la ratifica del CETA, affinché il dibattito sia approfondito e affinché ci sia una chiara consapevolezza di tutti gli effetti che il CETA può avere.

La ringrazio,
dott. Francesco Galgani»

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