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Politica ed economia

NO CETA: prossime mobilitazioni di piazza

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2017

STOP CETA - 5 luglio 2017, Montecitorio, Roma

Ultimi aggiornamenti: https://stop-ttip-italia.net/

Aggiornamento 27 giugno 2017: Pd e MDP (di nuovo assente) votano sì al CETA con Forza Italia… e contro l’Italia

Aggiornamento 22 giugno 2017: Salta il voto di ratifica del CETA. Il voto in commissione Affari esteri del Senato spostato a martedì 27 giugno 2017. Stop TTIP Italia, insieme alle associazioni agricole, ambientaliste e sindacali, rilancia la mobilitazione di piazza per bloccare l’accordo. Appuntamento martedì 27 giugno 2017 alle 10 al Pantheon: ci sarà un presidio fisso organizzato insieme a Coldiretti, CGIL, Slowfood, Arci e altre realtà. Mercoledì 5 luglio 2017 invece ci sarà un nuovo presidio-manifestazione proprio sotto il Parlamento, in piazza Montecitorio, dalle 10:00.
Sito di riferimento: https://stop-ttip-italia.net/

Sullo stesso argomento:

L'articolo che segue è a firma di Elena Mazzoni e pubblicato il 23 giugno 2017 all'indirizzo:
http://www.listatsipras.eu/2017/06/23/mobilitiamoci-contro-il-ceta/

NO CETA - Manifestazione contro la ratifica

Mobilitiamoci contro il CETA

L’imponente mobilitazione organizzata dalla Campagna StopTTIP-StopCETA Italia, le migliaia di lettere, tweet e dossier inviati ai senatori e al Presidente stesso dai cittadini, sono riuscite nell’impresa titanica di far slittare il voto della Commissione Affari Esteri a martedì 27 e quello in plenaria a mercoledì 28.

Il successo maggiore però non consiste nello slittamento del voto ma nell’aver costretto il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, a tenere audizioni e ad aprire una discussione, pur se di due soli giorni, su un tema tanto delicato ed altrettanto taciuto.

Un vero e proprio esempio di politica dal basso che ha infiammato gli animi e spinto Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Slowfood e tutte le organizzazioni che sostengono la Campagna italiana, ad organizzare due momenti di intensa partecipazione in piazza a Roma, martedì 27 al Pantheon alle 10:00 e mercoledì 5 luglio, sempre alle 10:00, proprio in piazza Montecitorio

https://stop-ttip-italia.net/2017/06/22/ceta-ratifica-piazza-333/.

Qualcuno potrebbe chiedersi cosa non ci piaccia del CETA con il simpatico Canada del bel premier Trudaeu.

I motivi sono tanti e potete trovarli riassunti nel libro bianco sottoscritto con Coldiretti, Cgil, Greenpeace, Arci, Acli, Legambiente Fairwatch e tre associazioni di consumatori e nei due dossier tecnici  che la campagna italiana ha presentato in audizione in Senato.

Trudaeu non è il fascinoso vessillo dell’ambiente da sventolare per scacciare lo spauracchio arancione di Trump perchè, con le politiche attuali, il paese nord americano non manterrà i propri impegni nel controllo delle emissioni, elargendo 3,3 miliardi di dollari l’anno di sussidi pubblici ai combustibili fossili, tra cui l’inquinante petrolio da sabbie bituminose   http://climateactiontracker.org/countries/canada.html.

Una recente ispezione effettuata nelle zone di estrazione mineraria canadesi dall’OHCHR dell’ONU ha riscontrato delle violazioni dei diritti umani ed esortato le autorità canadesi a “integrare i diritti delle popolazioni indigene nelle loro politiche e nelle pratiche che disciplinano lo sfruttamento delle risorse naturali”. La delegazione ha inoltre sottolineato “la necessità per il governo di rafforzare l’accesso agli strumenti legali di ricorso per le vittime di abusi di diritto”.

Lo stesso Trudeau ha supportato incondizionatamente la costruzione dell’oleodotto Keystone XL, un progetto da 8 miliardi di dollari per portare quel petrolio negli Stati Uniti.

Non proprio in linea con la narrazione mainstream del paese dello sciroppo d’acero.

Le risposte sono quindi molteplici ed anche molto tecniche ma la prima che viene in mente a me ogni volta in cui qualcuno mi chiede perchè io mi opponga al CETA, quella data con la pancia e non con lo studio dei testi, è che chiunque abbia un’idea del commercio sostenibile, equo, rispettoso dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente, dei diritti umani, dei beni comuni, deve dire NO al CETA,

Un NO potente.

Un NO di gente stanca di un mondo che abbatte le barriere per merci e capitali ed alza, inesorabilmente, invalicabilmente, quelle per la libera circolazione delle persone.

Facebook = Stato d'animo controllato (documentario sui Big Data)

Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2018

Siamo spiati e manipolati dalla Rete, siamo merce di scambio per campagne elettorali o bersagli se cerchiamo di scoprire i segreti di chi la usa per gli affari più sporchi, dallo scandalo di Cambridge Analytica agli omicidi mirati dei giornalisti che indagano sui paradisi fiscali. I social network ci stanno rubando la vita?

Il documentario seguente, che inquadra lo scandalo di Facebook nel contesto più ampio e pericoloso dei Big Data, è presentato da Andrea Purgatori  ed è stato trasmesso su La7 mercoledì 28 marzo 2018,
fonte: http://www.la7.it/atlantide/rivedila7/atlantide-con-andrea-purgatori-data-killer-28-03-2018-237788

DOWNLOAD MP4


«Abbiamo la responsabilità di proteggere i tuoi dati, e se non ci riusciamo, non meritiamo di servirti.»
(Mark Zuckerberg, marzo 2018, fonte)

E' molto interessante questo uso delle parole: "non meritiamo di servirti", come se fosse Facebook a servire gli utenti e non il contrario, come in realtà avviene. Sono infatti gli utenti a "prostituirsi" a Facebook, che sa tutto di tutti, mentre quasi nessuno sa anche una minima cosa su Facebook.

A tal proposito, si veda il mio precedente articolo:
Facebook: scandalo elezioni americane spiegato bene e uno sguardo d'insieme

Con l'equazione "Facebook = Stato d'animo controllato", mi riferisco sia al controllo della vita privata, dei pensieri e delle emozioni di ogni persona inteso come loro registrazione meticolosa (più maniacale di quella che attuerebbe la peggiore personalità ossessivo-compulsiva di questo mondo...), sia come capacità di indurre pensieri, emozioni e comportamenti (nel senso più malevolo che ciò comporta).

Riporto qui di seguito un articolo di Antonio Dini, del Sole 24 Ore del 28 marzo 2018, che dà un'idea abbastanza precisa, seppur parziale, di cosa stanno facendo Facebook e Google... a proposito dei dati raccolti su ogni singola persona.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2018-03-28/dentro-mio-profilo-facebook-tutto-quel-che-zuckerberg-conosce-me--170457.shtml

Ho chiuso Facebook: ecco cosa Zuckerberg continua a sapere di me

di Antonio Dini 29 marzo 2018

A dieci anni (quasi) esatti da quando ho aperto il mio profilo su Facebook, e nel pieno dello scandalo Cambridge Analytica che sta icrinando la figura di Mark Zuckerberg e facendo tentennare il titolo della sua azienda in Borsa, ho deciso di mettere in sonno il mio account. Ma prima di sospenderlo a tempo indeterminato, ho scaricato tutti i dati di cui il social network è in possesso. È stato come aprire il vaso di Pandora.

Facebook: scandalo elezioni americane spiegato bene e uno sguardo d'insieme

Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2018

Prima di entrare nel tema dello scandalo delle elezioni americane del 2016, in cui Facebook è stato usato per far vincere Donald Trump, vorrei iniziare con una poesia ispiratami da questa vicenda, il cui significato, tutt'altro che scontato, sarà più chiaro nel proseguo di questo articolo.

Da Facebook a Sheepbook

Nell'intelligente tirannia
travestita da democrazia,

Facebook comanda
e il popolo ubbidisce,
fiero e contento
di chi lo tradisce:

come le pecore
seguono il pastore,

come i fidi compagni
seguono il padrone,

ignari del suo inganno,
del suo vero intento,
che dopo tante coccole
porta dritto al macello.

(Francesco Galgani, 21 marzo 2018, www.galgani.it)

Lo scandalo di Facebook, relativo alle elezioni americane del 2016, è solo la punta dell'iceberg di un insieme di problematiche sociali relative ai social network e, più in generale, a tutte le comunicazioni umane che sono mediate dalla tecnologia. Limitarsi a guardare questo scandalo, senza inserirlo nel contesto più ampio di ciò che è Facebook, significa avere una visione molto limitata e distorta delle cose, che è lo stesso tipo di visione ipocrita favorita dai mass media. Vale inoltre la pena di sottolineare che Facebook non è e non è mai stato uno strumento di democrazia, ma casomai è uno strumento di controllo e di manipolazione delle masse, oltreché di sgretolamento del pensiero riflessivo che ci rende umani. Ci toglie inoltre quel sano nutrimento affettivo di cui abbiamo bisogno per vivere. Su questo ho già scritto molto, chi lo desidera può trovare molti approfondimenti nel mio blog, anche argomentati con riferimenti scientifici, in particolare nelle mie tesi di laurea ("Solitudine e Contesti Virtuali" e "L'era della persuasione tecnologica") e nell'ebook che ho scritto insieme al mio amico Giulio Ripa ("L'era della simulazione ovvero l'oscuro desiderio di essere sempre connessi").

Noi siamo continuamente maltrattati. Questo scandalo è venuto fuori soltanto perché ci sono interessi politici di parte, mentre di tutto il resto, a cominciare dai gravi danni relazionali e psicologici che la tecnologia, social e smartphone in primis, sta facendo ai più giovani, non gliene frega niente a nessuno.

Ci sarebbe anche un discorso più ampio da fare relativo alle dipendenze: tutti sanno che il fumo è mortale, eppure ci sono persone che continuano a fumare (o cercano altri mezzi per perpetuare la loro dipendenza). Lo stesso discorso vale per Facebook e per gli smartphone, che sono progettati fin nei più minimi dettagli per creare dipendenza.

Addirittura ci sono coloro che scrivono in Facebook perché si sentono liberi, ma è la stessa libertà che hanno le pecore e gli altri animali di allevamento quando si fidano del loro allevatore, delle sue coccole, ignorando che quell'allevatore in realtà è un assassino travestito da benefattore (in quanto dà loro cibo, riparo e affetto) perché porterà tutti loro al macello. In questo esempio, l'allevatore e il carnefice sono sia Facebook sia tutti coloro che ne fanno uso per manipolare la vita altrui. Sono molto preoccupato di ciò che sta accadendo e della società che stiamo costruendo.

Tutto il problema potrebbe anche essere ridotto in questi termini: da una parte c'è chi ha bisogno di dati per esercitare potere, dall'altra c'è chi fornisce gratuitamente questi dati su se stesso, ovvero lavora gratuitamente per fornirli, senza nemmeno rendersi conto che sta lavorando per qualcun altro. Chi usa Facebook, infatti, sta lavorando gratuitamente per il portafoglio di Zuckerberg e di tutti i suoi azionisti, e di tutti coloro che direttamente o indirettamente lo finanziano e che ne traggono profitto. Chi usa Facebook sta lavorando gratuitamente per farsi controllare.

Comunque, per chi desidera approfondire seriamente lo scandalo di Facebook relativo alle elezioni americane del 2016, riporto l'articolo seguente che è molto dettagliato nello spiegare che cosa è successo e fino a che punto è già arrivata la capacità di controllo della vita di ogni utente di Facebook (nell'articolo si parla di una conoscenza dei singoli utenti di Facebook maggiore di quella che di loro hanno i genitori o il partner):

Fonte: https://www.ilpost.it/2018/03/19/facebook-cambridge-analytica

Il caso Cambridge Analytica, spiegato bene
Perché Facebook è di nuovo oggetto di accuse e critiche su come gestisce i nostri dati, e cosa c'entrano Donald Trump e la Russia
di Emanuele Menietti

Schiavismo del terzo millennio

Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2018

Schiavismo del terzo millennio

Falsi per contratto,
snaturati per lavorare,

schiavi senza volto
fustigati per appagare

le voglie dei clienti
pure loro ubbidienti

a un dio senza amore,
senza umana dignità,
né un barlume interiore.

(Francesco Galgani, 21 marzo 2018, www.galgani.it)

«[...] E sono note le regole di disciplina interna: i commessi non possono mai dire no a un cliente, quando arriva in negozio un nuovo dipendente gli altri lo accolgono con gioiosi canti e balli, e alla fine di ogni giornata i lavoratori migliori vengono premiati con un caloroso applauso. Oppure pensiamo a chi lavora in un fast food. Nel corso dell’ultimo Superbowl uno spot ha mostrato una nuova campagna di McDonald’s: Pay with lovin’. Alcuni clienti estratti a sorte ottengono la possibilità di «pagare con amore», anziché con i soldi. A comunicarglielo sono gli stessi cassieri, che a loro volta devono abbracciare i clienti, dargli il cinque, ballare con loro, cantare una canzoncina, tutto all’insegna dello slogan Give lovin’, get lovin’. Dai amore, ricevi amore. Per una paga oraria di 8,25 dollari.

McDonald’s era stata preceduta da Pret a Manger, catena diffusa soprattutto nel Regno Unito. Nel 2013 era stato pubblicato (e poi rimosso dal sito) un documento interno con l’elenco dei diciassette Pret Behaviours, i comportamenti che avrebbero dovuto tenere tutti i dipendenti: «non essere mai di cattivo umore», non avere «idee troppo complicate», non far pensare che «si è lì solo per i soldi», «creare un senso di divertimento», essere «genuinamente amichevole»; il perfetto lavoratore Pret «non molla mai», «è di spirito», «si tira fuori dai problemi e aiuta gli altri». Iscriversi a un sindacato per esempio era preso come un segno di infelicità, non apprezzato dalla direzione e dai colleghi e avrebbe potuto portare al licenziamento (era il caso di un lavoratore di origini ceche raccontato due anni fa dalla «London Review of Books»). [...]»

tratto da: http://lettura.corriere.it/debates/cosi-ti-emoziono-le-email-di-lavoro/

Per chi votare?

Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2018

In tempo di campagna elettorale, il virus del potere si diffonde, annebbiando e instupidendo le menti. Dopo le elezioni, invece... pure...

Le ragioni del voto possono essere tante, a cominciare dal fatto che le persone tendono a votare ciò che più le rappresenta, nel senso di ciò che vorrebbero essere, di ciò che vorrebbero diventare. Sarà un caso che le persone più votate, più lodate, più applaudite e messe nei centri di potere (compresi i nostri parlamento e governo, solo per fare un esempio) siano quelle più psicopatiche, nel senso proprio del termine, cioè di malati di mente, incapaci di empatia, incapaci di non mentire, incapaci di andare oltre i bassifondi del proprio ego? Questa, sia ben chiaro, non è una mia opinione personale, bensì una constatazione di ciò a cui sono giunte le ricerche nell'ambito della  corporate psychopathy (psicopatia aziendale).

In Europa gli studi sulla corporate psychopathy sono meno sviluppati rispetto all'America, ma mostrano tendenze simili. Una ricerca di Belinda Board e Katarina Fritzon, dell'Università del Surrey, ha comparato un gruppo di 39 manager di successo con criminali e pazienti psichiatrici gravi. La loro classificazione finale ha diviso la popolazione esaminata in «psicopatici di successo» e «psicopatici senza successo». In sintesi, la personalità del manager brillante ha molti elementi in comune con quella dello psicopatico.

In sintesi, queste sono le chiavi del successo per ottenere potere (e la legittimazione popolare tramite il voto):

  • mancanza di scrupoli,
  • mancanza di responsabilità,
  • mancanza di sensi di colpa,
  • mancanza di empatia,
  • tendenza alla menzogna e alla manipolazione,
  • cinismo,
  • perversione morale permanente,
  • ecc.

Per chi vuole approfondire, rimando all'articolo: «Gli affari andranno a gonfie vele se il top manager è psicopatico»

Potere, menzogna e ignoranza spesso vanno insieme, con la naturale conseguenza che il voto diventa solo uno strumento per legittimare la plutocrazia già esistente, cioè il potere di una finanza gravemente malata che mette al primo posto l'estremo profitto di pochissimi a danno della collettività. La psicopatia ha occupato i vertici della società. Con maggiore o minor ritardo, il mondo sta seguendo questa tendenza. Se ai vertici delle singole imprese industriali e finanziarie c'è inattesa percentuale di psicopatici, cosa succede al vertice di tutta la società? Nei posti guida si è seduta una immoralità senza precedenti.

Per fare il punto della situazione, suggerisco una visione di un video di Padre Alex Zanotelli, che fa un'efficace sintesi al riguardo.

Dopo tutte queste premesse, la domanda che ne segue è: «Per chi voto?»

Penso che un'efficace risposta si trovi nel video «CHI VOTARE?! Elezioni 4 marzo» di Mauro Scardovelli. A proposito, questo è il link alla puntata 120 di Radio Aleph citata nel video. Penso che le considerazioni espresse da Mauro valgono sia per queste elezioni 2018, sia per tutte le prossime che verranno.

Infine, vorrei fare una riflessione su quel mostruoso "Pareggio di bilancio" approvato dal nostro Parlamento nel 2012 e inserito nella nostra Costituzione, che di fatto ha costituito un colpo di stato, avvenuto sotto ricatto della BCE. Il pareggio di bilancio in Costituzione significa una precisa scelta, ovvero che noi ci leghiamo mani e piedi, nel senso che il Governo Italiano non può più decidere sulle cose essenziali, che vengono decise da altre parti... le quali non sono istituzioni democratiche, ma sono istituzioni al servizio della plutocrazia di oggi, cioè delle grandi multinazionali e dei grandi potentati finanziari. Per dirla in termini ancora più chiari, in questi dieci anni di crisi i poveri sono triplicati e questo perché il lavoro e la vita stesse delle persone sono stati sacrificati al rigore di bilancio.

Alcuni dati sulla situazione del nostro Paese sono più che indicativi. In questi anni si sono prodotti (fonte):

  • un forte aumento della povertà assoluta (1.619.000 famiglie pari a 4.742.000 persone) e della povertà relativa (2.734.000 famiglie, pari a 8.465.000 persone) (dati Istat 2016);
  • una decisa compressione del diritto alla salute, con 12 milioni di persone che hanno dovuto rinunciare alle cure e 13 milioni di persone che hanno avuto forti difficoltà a potersi pagare le spese sanitarie (7° Rapporto Censis 2017);
  • un costante aumento della disoccupazione, in particolare giovanile (37 per cento, dati Eurostat-maggio 2017);
  • un aumento dell’abbandono scolastico precoce (15 per cento, dati Commissione Europea 2016)

Qualcuno si ricorda, durante il Governo Monti, chi votò questa aberrazione della democrazia, questa rinuncia dell'Italia alla sua sovranità e questo obbligo di portare l'intera nazione verso la più cupa povertà, per non dire miseria? C'è poco da ricordarsi, perché venne approvato dalla maggioranza di allora PD+PDL+UDC, senza voti contrari. A quel tempo vennero approvati anche altri trattati, sempre di natura economica, equivalenti ad una auto-impiccagione.

Stando così le cose, il nostro attuale Governo Gentiloni ha fatto di tutto per rassicurare l'Europa che dopo le prossime elezioni l'Italia continuerà ad avere un "governo stabile" (presumo che, in questo contesto, per "governo stabile" si intenda un governo in cui non si discuta più di nulla, ma ci si limiti ad "appecoronarsi" alle decisioni dei potentati finanziari). In questo modo il record di poveri non ce lo toglierà più nessuno. Più o meno l'atteggiamento di tutti gli ultimi governi mi sembra quello di considerare gli "elettori" come un qualcosa di troppo, come un fastidio di cui farebbero volentieri a meno.

La nostra democrazia è veramente schiacciata sotto un peso terribile.

Mi auguro che ciascuno di noi possa arrivare al voto con consapevolezza e attente riflessioni, senza dar minimamente credito alle supercazzole propinate dalla tv e da tutto il sistema mass-mediatico,

Francesco Galgani,
2 marzo 2018

Tutti al voto

Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2018

Tutti al voto

Innalziamo le nostre anime,
creiamo fiducia,
diamo fiducia!

Non più litigi,
solo cuore aperto.

Non più rabbia,
solo ascolto.

Non più potere,
solo Amore.

Quando saremo così,
pienamente integri e umani,
allora potremo votare
per cambiare noi stessi.

(Francesco Galgani, 1 marzo 2018 - www.galgani.it)

Prima, durante e dopo la campagna elettorale...

Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio 2018

Apputtanamenti

In campagna elettorale
ogni bugia vale,
infido e surreale
è quel che appare.

Persuasiva è la tv,
la sua merda piace,
nelle case sempre accesa
al Potere ci soggiace.

L'agenda del politico
è fitta d'apputtanamenti,
quella del giornalista
di continui stravolgimenti

per nascondere e imbrogliare,
e di falsità celare,
il mondo che viviamo,
per chi o cosa votiamo.

Se fosse vero il mondo
dai media disegnato,
di falsa religione
sempre infiocchettato,

direi ai suoi falsi cristi,
per il bene della gente,
di distrugger tutto,
perché non vale niente.

Ma ben altra è la vita,
assai più bello il mondo,
basta spegnere la tv
e Amare nel profondo.

(Francesco Galgani, 3 gennaio 2018)
www.galgani.it

I Dieci Comandamenti secondo Dio Google (con video)

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2017

«[...] Ho lo stesso rispetto per la libera condivisione della conoscenza e per interazioni umane libere come ce l’ho per la forza di gravità: tutto ciò è “secondo Natura”. Ma, ahinoi, non è questa la direzione presa dalla Cultura e dall’attuale sviluppo tecnologico, che uccide la libertà, l’ambiente e le persone nel momento stesso in cui si offre come presunto veicolo di libertà, di comunicazione, di intrattenimento. Non so quanti dei miei lettori hanno compreso pienamente quest’ultima mia frase, che nelle mie intenzioni non è un’iperbole, ma solo un’onesta constatazione, frutto di anni di studi di ciò che si cela “oltre le apparenze”. Ancora una volta, rimando a ciò che già ho scritto [...]»
(citazione tratta da: "La delusione di una tecnologia che dignità ci porta via... ")

Sullo stesso argomento, segnalo:


I Dieci Comandamenti secondo Dio Google (Godgle), in un mondo voluto, creato e plasmato da Google:

Dio Google (Godle)
  1. Google è tuo signore, tuo padrone e tuo padre, non avrai altro Dio al di fuori di Google.

  2. Google è Google e può fare ciò che vuole, a te non deve interessare.

  3. Google sempre ti ascolta e sempre ti vede: non nominarlo mai invano e non fare cose che a Google non piacciono.

  4. Ogni tuo pensiero, parola e azione appartengono a Google, ma la responsabilità di ciò che pensi, dici e fai è solo tua e su di essa sarai giudicato.

  5. Non userai mai altro software diverso da quello che Google ti darà. Il software libero è una blasfemia al tuo Dio.

  6. Google è l'Alfa e l'Omega, Google dà la vita e Google dà la morte. Il tuo DNA appartiene a Google, che ti ha fatto a sua immagine e somiglianza: ama Google e sarai amato, vai contro la volontà di Google e sarai trucidato.

  7. Google dà lavoro e Google lo toglie. La ricchezza appartiene solo a Google e solo Google la spartisce. Google sa di cosa hai bisogno e te lo darà. Non rubare e non chiedere denaro, perché Google sa e provvede.

  8. Google è la Conoscenza, Google è l'Intelligenza, Google decide cosa è vero e cosa è falso. Sii umile: non sfidare e non contraddire mai Google.

  9. Non desiderare ciò che appartiene a Google.

  10. Non desiderare nulla di diverso dal mondo che Google ha creato per te: prega per la sua misericordia e per il suo amore.

(Ho creato questo decalogo ispirato dalla constatazione dell'avidità, dell'arroganza e del dispotismo senza limiti e senza vergogne di Google e delle altre corporations, a cui le persone si prestano volentieri perché ammaliate e sedotte dallo schiavismo del terzo millennio, di cui spesso neanche si rendono conto. Considerazioni analoghe valgono per Facebook, Apple, Microsoft, Amazon, Ebay e chi più ne ha più ne metta... intendo dire che il problema non è soltanto Google. La genetica insieme all'intelligenza artificiale e alle nanotecnologie saranno alcuni tra i campi dove nel prossimo futuro le corporations sedurranno il mondo, conquistando una potenza e una ricchezza senza limiti, con danni drammatici per tutta l'umanità. Per approfondimenti rimando ai link riportati in alto in questa pagina, in modo che ciascuno possa documentarsi e farsi un'opinione di ciò di cui sto parlando.
Francesco Galgani, 14 novembre 2017)


Pronto, risponde Pizzeria Google... (video)

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Google ci ruba il DNA e ne vuole il monopolio. Le altre corporations anche.

Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2017

Siamo in piena corsa all'oro genetico - il nostro DNA - che è uscito dai laboratori ed entrato nelle stanze della finanza, diventando un patrimonio conteso dalle principali lobby multinazionali (corporations) che si sono lanciate a capofitto nel business. Comincio con una poesia, poi proseguo con alcune informazioni e infine riporto un documentario di Report.

Sedotti

Tutto può,
tutto sa,
persino il tuo DNA!

Sua proprietà
sempre tu sarai,
servilmente sua creatura
sempre l'adorerai.

Solo una cosa non sa fare,
perché dio Google
mai potrà amare.

(Francesco Galgani, 6 novembre 2017)

Il nostro DNA è patrimonio che vale molti... molti... molti soldi, e con esso potrebbero volatilizzarsi anche molti diritti umani, come già sta accendo negli Stati Uniti, dove in base alla legge 13-13, attualmente in fase di discussione, le persone potranno essere costrette a sottoporsi a test genetici ed essere gravemente discriminate in base ai risultati. Già allo stato attuale, almeno negli Stati Uniti, è sufficiente che i risultati di un test genetico indichino una presunta predisposizione a certe malattie per ritrovarsi dall’oggi al domani senza lavoro. Non è escluso che uno scenario simile possa concretizzarsi presto anche in Europa.

I grandi gruppi finanziari e i colossi dell’informatica, come Google e non solo, si stanno lanciando a capofitto nella raccolta dell’oro genetico, ovvero in un enorme censimento del DNA sulla più ampia popolazione possibile. Google sta allestendo in gran segreto la più grande banca genetica del mondo, con l’evidente intento di conquistarsi un monopolio anche in questo campo. Google, senza il consenso dei diretti interessati, e infrangendo molte leggi, si è già impossessato di tutti i dati sanitari e genetici dei cittadini della Gran Bretagna. Come se non bastasse, anche in Italia c’è chi fa compravendita dei dati genetici, per il momento in maniera illegale (sono già stati trafugati i dati genetici di 13000 cittadini italiani particolarmente longevi della provincia dell'Ogliastra, in Sardegna), che per vie traverse sono finiti pure quelli nelle mani di Google.

Possedere un ampio database genetico non fa soltanto aumentare le proprie quotazioni in borsa. Si tratta di acquisire un potere immenso. Per chi ne vuol sapere di più, invito alla visione del seguente documentario di Report del 30 ottobre 2017 (tratto da questo link), ma attenzione: quando si parla di scienza e di ricerche, non tutto è ciò che sembra, anzi. I miei lettori più attenti ricorderanno il mio articolo “Alla ricerca della scienza”, a cui rimando per avere un quadro più completo della gravità della situazione.

DOWNLOAD MP4

Ringrazio chi vorrà approfondire,
Francesco Galgani,
11 novembre 2017

Cambiamenti climatici: cibo e clima son causa ed effetto

Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2017

Sesta estinzione di massa

Cielo sterile,
di pioggia svuotato,
severo e inflessibile,
con noi adirato,

odo il tuo giudizio
sulla nostra stupidità,
la condanna senza appello
della nostra avidità,

che ogni giorno distrugge,
oggi più di ieri,
preziosi tesori
per folli desideri.

Fingiamo di nulla
per auto-annientarci,
continuiamo così
se vogliamo suicidarci:

deserto è l'animo
che futuro non pensa,
deserto è il cielo
e la sua ricompensa...

Cibo e clima
son causa ed effetto, (*)
se scegli vegan
tu sia benedetto!

Grazie!

(Francesco Galgani, 23 ottobre 2017)

(*) Per approfondimenti:
"Cowspiracy: per realizzare i tuoi desideri, i tuoi sogni... pensa prima di aprire la bocca!"
https://www.informatica-libera.net/content/cowspiracy-realizzare-i-tuoi-desideri-i-tuoi-sogni-pensa-prima-di-aprire-la-bocca

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