Ama il prossimo tuo come te stesso, immigrato compreso

Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2017

Medici Senza Frontiere - Immigrati salvati in mareQuando ho fame,
penso agli affamati.

Quando ho dolore,
penso a chi soffre.

Quando ho tanto,
penso a chi ha poco.

Quando ho salute,
penso a chi la vorrebbe...

Nell'opulenza del troppo
cerco la sobrietà,

tra tanti discorsi sciocchi e parole inutili,
cerco la nostra comune umanità.

(Francesco Galgani, 2 aprile 2017, www.galgani.it)

«[...] Shin’ichi concentrò le sue forze soprattutto negli incontri con personalità africane, perché mosso dalla profonda convinzione che il ventunesimo secolo sarebbe stato il secolo dell’Africa.
Percepiva inoltre chiaramente che, se non si fossero garantite pace e prosperità al continente africano, dominato per lunghi anni come colonia dalle grandi potenze e dilaniato da fame e povertà, non ci sarebbe stato un futuro per l’umanità. [...]»
tratto da: "La nuova rivoluzione umana", cap. 30, vol. 2, puntata 4

Medici Senza Frontiere - Prudence salva 540 persone nel Mediterraneo Centrale«[...] Le persone ci dicono spesso di non aver avuto alcuna alternativa ad intraprendere il viaggio in mare per raggiungere l’Europa. Ci dicono che fuggono da violenza, conflitti, persecuzioni e povertà nei loro paesi di origine. A prescindere dalla provenienza o dalle ragioni che li hanno spinti a viaggiare, praticamente tutti coloro che soccorriamo in mare sono passati dalla Libia, dove molti sono stati esposti a preoccupanti livelli di violenza e sfruttamento.
Molti di coloro che abbiamo salvato hanno riferito di aver subito brutalità in Libia, mentre praticamente tutti sono stati testimoni di atti di estrema violenza (pestaggi, stupri e omicidi) nei confronti di rifugiati e migranti. Dopo le traumatiche esperienze vissute nei paesi di origine, l’attraversamento del deserto e le difficili condizioni di vita in Libia, non esiste spesso alcuna possibilità di tornare indietro e attraversare il Mediterraneo a bordo di un barcone rimane l’unica possibilità di fuggire. [...]
Il numero di persone che ogni anno perde la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa è comparabile a quello che MSF osserva in contesti di guerra. [...]
Il numero di persone morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo ha raggiunto picchi che non hanno precedenti, senza contare che i dati disponibili descrivono solo una parte del fenomeno. Non abbiamo nessuna idea del numero complessivo di barconi che partono dalla Libia verso l’Italia e di quanti siano naufragati senza aver potuto raggiungere le rotte commerciali più trafficate o aver lanciato una chiamata di soccorso.
Gli sforzi dell’Unione Europea di prevenire la perdita di vite in mare attraverso il rafforzamento dei controlli alle frontiere, la progressiva militarizzazione del mare e l’irrobustimento delle azioni contro i trafficanti non hanno portato alcun risultato concreto, se non un ulteriore incremento delle persone annegate. Le organizzazioni di trafficanti senza scrupoli hanno rapidamente adattato la loro condotta criminale e i viaggi in mare sono diventati ancora più pericolosi.
Sulla base della nostra esperienza a terra e in mare, siamo fermamente convinti che fino a quanto le istituzioni e i governi europei non offriranno alternative più sicure per cercare protezione in Europa, le persone continueranno a intraprendere questi viaggi e mettere a rischio le loro vite. [...]»
tratto da: "Medici Senza Frontiere, Le 10 domande più frequenti sulle nostre operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo"

Il paradiso siamo noi: l'accordo tra tutti gli stati che cambierà il mondo [Comunicato Stampa]

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2017

Pace mondiale1 aprile 2017 – Oggi, per la prima volta nella storia, i rappresentanti dei 206 stati del mondo, compresi quelli che attualmente non hanno ottenuto un riconoscimento di sovranità da tutta la comunità internazionale, si riuniranno in videoconferenza per celebrare l’accordo tanto atteso per assicurare un destino più dignitoso a tutti i popoli. L’evento, trasmesso da tutti i media internazionali e dal sito http://thebulletin.org/timeline, inizierà alle ore 8 UTC.  «Abbiamo scelto di intitolare questo evento di portata storica “Il paradiso siamo noi” per sottolineare lo spirito che ha permesso di riunire in un’unica assemblea proprio tutti, mettendo da parte odio e rancori», ha detto la Presidente Yuan Kao intervistata ieri dall’Asia Time, sottolineando che: «Finora, per millenni, abbiamo ricercato la felicità e rincorso desideri che spesso si sono rivelati autodistruttivi sia per noi stessi, sia per gli altri, sia per l’ambiente. Abbiamo condotto lotte di ogni genere, comprese guerre a volte cruente e atti indegni della nostra comune umanità, senza renderci conto che la nostra felicità e il nostro benessere comprendono anche quelli delle persone con cui condividiamo quest’unico pianeta, compresi i gruppi e le nazioni con cui abbiamo avuto i contrasti più duri. Questo principio, questa verità che abbiamo tardato a capire, ma che ogni giorno c’è sempre più evidente, d’ora in poi dovrà essere alla base di ogni relazione interpersonale e internazionale. Questo sarà il nostro impegno. Il mondo che vogliamo, un paradiso in cui poter abitare tutti insieme e in cui esser felici di esser nati, è questo in cui ci troviamo: non abbiamo altra scelta, non c’è un altro pianeta Terra in cui rifugiarci. Abbiamo fatto molti danni irreparabili, c’è molto da ricostruire, molte cose sono da cambiare nel nostro modo di pensare e agire, ma questa è l’unica opzione se non vogliamo negare ai nostri figli la possibilità di un futuro. Soprattutto, è l’unica opzione se non vogliamo finire col distruggere completamente l’unica casa che abbiamo». Le ha fatto eco il Presidente Ernest F. McKinney, che alla CNN ha dichiarato: «Noi abbiamo una casa comune. In questa casa ci sono 15850 testate nucleari, di cui le nostre sono 7260. Il nostro principale competitor negli armamenti nucleari ne ha 7500. Questo significa che insieme deteniamo il 93% delle armi nucleari. Queste sono sufficienti per distruggere la nostra casa comune non una, non due, ma almeno cento volte, se non di più. Negli ultimi mesi, io e il Presidente Dmitry Artemiev abbiamo parlato a lungo di questa questione. Abbiamo paura. Abbiamo paura del pericolo che noi stessi abbiamo creato. E’ come se avessimo cosparso di benzina e riempito di esplosivi la casa di legno dentro cui ci troviamo, tenendo in mano una torcia infuocata con cui da un momento all’altro far esplodere tutto. Io voglio che mia figlia possa vivere in questo mondo senza il pericolo che dall’oggi al domani venga spazzato via tutto dalla nostra follia; ovviamente lo vorrei anche per me stesso. Artemiev ha espresso molte volte un’analoga preoccupazione. E’ per queste ragioni che siamo giunti all’accordo di smantellare tutti i nostri armamenti nucleari entro la fine del 2017». Sul Russia Post, Artemiev ha confermato la sua nuova linea politica: «L’anno scorso abbiamo speso 67 miliari di dollari in spese militari. Ho ascoltato con attenzione il Presidente McKinney, che ha ammesso una spesa di 596 miliari di dollari in armamenti, relativamente all’anno scorso. Abbiamo ascoltato i nostri popoli, la nostra coscienza. Sulle strade delle nostre città, ci sono persone che muoiono di fame e di freddo, altre che non hanno possibilità di curarsi, e fin troppe sono senza lavoro. Abbiamo sottratto ingenti risorse dove più erano necessarie: so che le nostre scuse e il nostro sincero pentimento non potranno mai ripagare i nostri concittadini dei torti che abbiamo fatto loro, e che questa macchia rimarrà sulla mia coscienza finché vivrò, però vi assicuro che da oggi le cose cambiano. Ho concordato col Presidente americano di impegnarci entrambi a ridurre del 90% queste spese insensate, liberando così un fiume di soldi e di risorse per i veri bisogni della gente». Dichiarazioni analoghe hanno riguardato pressoché tutti i capi di stato. La nostra Presidente della Repubblica Marina Monaldo, nel discorso di ieri a reti unificate, ha usato poche parole, ma incisive: «Noi vogliamo la pace, per il semplice motivo che non ci sono opzioni più sensate. Per fare la pace dobbiamo prepararci alla pace. Prepararsi alla guerra porta solo guerra, morti e povertà. Fin qui abbiamo sbagliato, fino a ieri abbiamo speso 64 milioni di euro al giorno in armamenti, mentre nel popolo cresce l’indigenza. Spendiamo per distruggere?! Sì, le armi sono questo, servono solo a distruggere... Troppo a lungo, giorno dopo giorno, abbiamo offeso e umiliato i nostri concittadini, togliendo ai poveri per dare ai ricchi, ai signori delle guerre. Ogni persona, anche la più umile, ha la massima importanza: sia questo il monito perenne per ogni scelta politica! Con questo nuovo accordo internazionale, d’ora in poi le cose cambieranno. Dialogheremo con tutti e mediteremo bene le nostre scelte».

Alla videoconferenza in mondovisione è prevista la partecipazione anche di tutti i principali leader religiosi, oltre a filosofi, studiosi, ricercatori e premi nobel in ogni area del sapere. Il leader buddista giapponese Shin’ichi Yamamoto ha dichiarato: «In un’epoca segnata da una diffusa rinascita della religione ci dobbiamo domandare se questa rende le persone più deboli o più forti. Se essa incoraggia ciò che in loro è bene o male. Se le rende migliori o peggiori. Sono domande che dovremmo porre a tutte le religioni, incluso naturalmente il Buddismo, se vogliamo riuscire nel tentativo di “umanizzarle”».

Con grande sorpresa, hanno scelto di partecipare a questo evento anche i leader di organizzazioni note per atti terroristici, tra cui Qasim Fawwaz Asghar, che ha garantito lo stop ad ogni atto violento con queste parole: «Da oggi noi vogliamo uccidere la voglia di uccidere, perché questo accordo cambierà tutto. Non abbiamo più bisogno di seminare il terrore, perché adesso la comunità internazionale ha capito cosa deve fare. Nessuno getterà più bombe. Come disse il mistico sufi e poeta arabo Ibn ʿArabī di Murcia: “Prima odiavo il mio vicino perché non credeva in ciò in cui io credevo. Adesso il mio cuore è un tempio, una chiesa, una sinagoga. [...] La mia religione è l’amore, e dove c’è l’amore ci sono io”».

Comunicato Stampa di Francesco Galgani,
1 aprile 2017

P.S.: Il pesce d'aprile indica una tradizione, seguita in diversi paesi del mondo, che consiste nella realizzazione di scherzi da mettere in atto il 1º aprile. Molte testate giornalistiche, soprattutto online, pubblicano fake news in tale data: questo mio comunicato stampa, però, non è un semplice scherzo, vi pregherei di rileggerlo con attenzione. Ho usato nomi di fantasia, tranne uno; le cifre invece sono reali. Ho citato il sito http://thebulletin.org/timeline: si tratta dell’Orologio dell’Apocalisse. Per chi non ne ha mai sentito parlare o non ne conosce gli ultimi aggiornamenti, consiglio una lettura dell’articolo, uscito il 26 gennaio 2017 su Repubblica: “Orologio dell'Apocalisse più vicino alla mezzanotte con Trump”.

Siamo tutti drogati e nessuno lo dice (di Marcello Pamio)

Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2017

Siamo tutti drogati e nessuno lo dice

di Marcello Pamio - 2 agosto 2010
fonte: http://www.disinformazione.it/siamo_drogati.htm

E’ risaputo che le droghe pervadono tutta la nostra società e il loro abuso è dilagante.
Le autorità dovrebbero vigilare sulla salute pubblica e invece non solo si girano dall’altra parte incuranti del problema, ma ci speculano sopra guadagnando cifre da capogiro.
Ma di cosa stiamo parlando?
Questo non è il classico articolo sulle droghe tradizionali: cocaina, eroina, hashish, marijuana, ecc., ma sulle droghe che inconsapevolmente assumiamo ogni giorno, tutti quanti, che ci piaccia o non ci piaccia!
Se pensate che il fenomeno non vi tocchi, leggete con molta attenzione!

Le droghe affascinano perché alterano la nostra percezione, la capacità di vedere e sperimentare il mondo. Vi sono vari modi per ottenere più o meno lo stesso effetto: cantare, ballare, digiunare, ridere, meditare, leggere, fantasticare, ecc.
Ma la droga è certamente molto più rapida, veloce e…proibita.

  • Dall’alba dei tempi l’uomo cerca e sperimenta sostanze psicotrope con le motivazioni più variegate, eccone qualcuna:
    Espandere la propria coscienza per vedere il mondo con occhi diversi;
    Pratiche di tipo religioso: la marijuana e molte piante allucinogene vengono usate in India e da altre popolazioni indigene;
    Per curare malattie: oppio, cocaina, morfina marijuana e alcol sono stati i pilastri della medicina ottocentesca e venivano usati per qualunque cosa, dai dolori mestruali all’epilessia. Alla fine dell’Ottocento la cocaina veniva pubblicizzata come medicina miracolosa mentre il vino alla coca fu il farmaco più prescritto in assoluto;
    Stimolare la creatività: Charles Baudelaire usava hashish e oppio, il collega Alexandre Dumas si univa a lui negli esperimenti con l’hashish. Lo scrittore americano Edgar Allan Poe faceva uso di oppiacei e parte della sua bizzarria descrittiva, derivava proprio da esperienze con la droga. I primi scritti di Sigmund Freud furono ispirati dalla cocaina, e lui stesso ne incoraggiò il consumo;
    Fuggire dalla noia, disperazione e migliorare l’interazione sociale;
    Fuggire dal mondo e dai problemi quotidiani, isolandosi artificialmente.
    - ...

Un bisogno compulsivo ed endemico di conferma sociale

Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2017

Solitudine e InternetA gennaio 2014, nella mia tesi di laurea su "Solitudine e Contesti Virtuali", scrissi:

«L'affettività non può essere mediata da alcuna tecnologia della comunicazione.
Ci culliamo nel pensiero che essere sempre connessi ci farà sentire meno soli, ma siamo a rischio, perché se non siamo in grado di stare soli, saremo ancora più soli.
Spinti dall’irresistibile impulso a riempire i vuoti della nostra vita con il mondo virtuale, accettiamo sempre di più la realtà come simulazione della vita invece di vivere ciò che di reale sta dentro e intorno a noi.»

Da allora sono passati più di tre anni... e la situazione attuale è ben riassunta dall'articolo seguente:

Psicologia. Nove americani su dieci sono “Internet addicted”

Fonte: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=49079

L’American Psychological Association lancia l’allarme: solo uno statunitense su 10 non è dipendente da Internet. Alla base di questo “disturbo” ci sarebbe un bisogno compulsivo di conferma sociale.

La sobrietà come fattore di cambiamento (di Giulio Ripa)

Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2017

Sullo stesso argomento, si vedano anche:

Buona lettura di questo e di altri articoli di Giulio Ripa, tutti riuniti nel suo archivio.

La sobrietà come fattore di cambiamento (di Giulio Ripa)

Il tipo di sviluppo economico attuale con una produzione sempre in crescita, necessita del consumismo come pratica sociale. Questa ideologia si basa sull'incremento continuo del consumo delle cose e, il linguaggio delle cose e degli atti ad esse collegate è un linguaggio pragmatico. La realtà possiede questo linguaggio e non può essere che vissuta. Infatti il consumismo ha provocato un mutamento antropologico del cittadino in consumatore, con tutti le conseguenze tipiche di una società dell'opulenza e del superfluo.

Il consumismo determina il modo di vita della comunità basato sulla ricerca individuale del piacere (edonismo) attraverso l'incremento continuo di nuovi consumi e bisogni, dove ognuno fa riferimento esclusivamente a se stesso o ai propri desideri (autoreferenzialità) con un atteggiamento di chi prepone i propri interessi e le proprie esigenze a quelle altrui (individualismo).

L'illusione propagandata dai mass-media che il “benessere” dipende direttamente dalla quantità di merci prodotte e consumate, dimentica che avere troppe cose rende limitato il tempo per il piacere immateriale e non aumenta lo stato di benessere dell'uomo perché sposta ad un livello diverso tutti i suoi bisogni. Si crea un circolo vizioso per cui la soddisfazione dei propri bisogni e desideri non fa che aumentare l’insoddisfazione perché produce ancora ulteriori bisogni e desideri da soddisfare.

Il risultato finale è uno stato di malessere psicofisico caratterizzato da eccessiva irritabilità (nevrosi) nelle persone che volenti o nolenti sono ridotti a meri consumatori e spettatori.
Il mancato rispetto dei principi ecologici e la rottura dei rapporti sociali basati sulla solidarietà sono il prezzo che si paga per questo modello di sviluppo.

Il potere del silenzio

Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2017

Taccio,
per poter ascoltare.

Aspetto,
affinché le emozioni e i pensieri maturino.

A volte scrivo,
per dar forma alle idee.

A volte parlo,
affinché dalla condivisione nasca qualcosa di più grande.

 
(Francesco Galgani, 29 febbraio 2017, www.galgani.it)

Associata a questa poesia, scarica la musica ambientale per meditazione e rilassamento, con campane tibetane e suoni della natura, "TI AMO RELAX", che ho creato nel dicembre 2016, con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia. Ringrazio la mia amata compagna di vita Serafina Barbara Greco per avermela ispirata.

L'intersoggettività dalla vita intrauterina alla vita di coppia (dott.ssa Serafina Barbara Greco)

Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2017

Ringrazio la mia amata compagna di vita Serafina Barbara Greco, dott.ssa in Discipline Psicosociali, per avermi autorizzato alla pubblicazione della sua tesi di laurea, dal titolo "L'intersoggettività dalla vita intrauterina alla vita di coppia".

La tesi è disponibile anche su Google Libri, Google Play e Archive.org

Abstract

L’interesse nel comprendere il meccanismo insito nella lettura della propria mente e di quella altrui ha portato alla stesura di questo lavoro che tratta il tema dell’intersoggettività. Per indagare tale ambito sono state usate 130 fonti bibliografiche, consultate sia tramite materiale cartaceo che tramite materiale disponibile su Internet. La bibliografia è riconducibile a differenti aree del sapere: infatti l’intersoggettività viene analizzata da contributi scientifici diversi che fanno uso anche dei risultati provenienti dalle moderne tecnologie.

In ambito psicoanalitico l’intersoggettività si delinea come un fenomeno, ma anche come un punto di vista da cui studiare la mente umana in relazione alle altre menti. L’approccio intersoggettivo nasce come un’evoluzione degli studi basati sulla mente individuale, tuttavia questi ultimi mantengono la loro importanza psicoanalitica. L’interesse per questo tema è emerso in maniera preponderante nell’ambito dell’infant research contemporanea, che tratta l’intersoggettività in riferimento al primo sviluppo infantile. Il termine fu introdotto per la prima volta in questo ambito di studi negli anni Settanta da Colwyn Trevarthen e da quel periodo in poi l’intersoggettività è oggetto di un’attenzione che va sempre più crescendo. Recentemente alcuni autori hanno utilizzato il concetto di intersoggettività come chiave di lettura dei rapporti che si creano in età adulta: un esempio di ciò lo si riscontra negli studi di Giulio Cesare Zavattini per quanto riguarda la coppia romantica. Nell’affrontare la questione si è cercato di declinare l’intersoggettività durante le fasi evolutive, ed in particolare essa è stata collegata con i rapporti significativi che l’essere umano stabilisce nel corso della vita: tutto questo nel tentativo di studiarla nelle sue molteplici sfaccettature, in modo da poter restituire un quadro quanto più possibile integrato del tema in questione.

Nell’ultima parte sono presentati gli esiti di ricerche scientifiche risalenti a non più di un anno fa, i quali offrono un’indicazione sugli studi che attualmente si occupano di intersoggettività e che possono, eventualmente, stimolare riflessioni per direzionare la futura ricerca nel campo.

 

La condizione umana: problemi, reazioni, soluzioni

Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2017

Riporto in questa pagina l'articolo "Divagazioni sull'uomo", di Giulio Ripa. Il titolo che ho scelto per presentare questa pagina - "La condizione umana: problemi, reazioni, soluzioni" - è sicuramente molto impegnativo, inserendosi in una discussione millenaria che non avrà mai termine. Vorrei avvertire i lettori che questo articolo di Giulio Ripa è naturalmente completato da "La sindrome di Prometeo ovvero i limiti del desiderio", scritto dallo stesso autore.

Del suo articolato pensiero, mi ha attirato il fatto che alla visione imperante consumistica, che di per sé è irrazionale e autodistruttiva, viene proposta in alternativa la "sobrietà" come risposta adeguata alla difficoltà del vivere e di conoscere se stessi. La sobrietà non è un mero contenimento dei desideri, ma una loro trasformazione verso qualcosa di più grande e al tempo stesso più sintetico, più essenziale, meno dispersivo. In questo ritorno alla vera natura spirituale ed emotiva dei desideri, io vedo una gabbia, una prigione da cui è assai difficile evadere: la prigione degli atteggiamenti e delle opinioni. Nella sua folle razionalità, l'essere umano è capace di argomentare ciò che pensa, di giustificare (innanzitutto a se stesso) i propri comportamenti, ma raramente è capace di capirli veramente e di cambiarli per viver meglio, soprattutto se li ha agganciati al proprio senso di identità.

Una volta creata un’opinione, la mente umana si affeziona ad essa e cerca in tutti i modi di preservarla. Non basta incrementare la quantità di informazioni su un dato argomento per cambiare opinione su di esso, perché la mente non è permeabile a tutte le informazioni e non è predisposta a riceverle tutte indistintamente: di solito selezioniamo solo quelle informazioni che confermano le opinioni che già avevamo e non ci facciamo condizionare dalle informazioni contrarie. Ciascuno di noi può irrigidirsi su una posizione, fissarsi su una scelta, anche se non è realistica né autentica, ma frutto di condizionamento o mode transitorie. Anche quando sarebbe opportuno (nel nostro stesso interesse) cambiare tale posizione, generalmente ci opponiamo a ogni cambiamento, azionando una modalità di pensiero tutt'altro che razionale. Innanzitutto sono le emozioni a muoverci e a indirizzare i nostri ragionamenti. Spesso cadiamo in posizioni rigide e intransigenti anche per la confusione indotta dalla complessità della vita, confusione che ci rende più seducibili dalle mode e che ci predispone verso soluzioni-ancoraggio a cui aggrapparci per non farci risucchiare da un caos intollerabile. Le pressioni sociali ci manipolano continuamente. Solo una presa di consapevolezza delle nostre prigioni mentali può aiutarci a liberarcene, per poi attuare "veri" cambiamenti di vita.

Buona lettura di questo e di altri articoli di Giulio Ripa, tutti riuniti nel suo archivio.

Francesco Galgani,
26 marzo 2017

Glutine: evidenze scientifiche del perché sia meglio ridurlo

Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2017

Avvertenza - Quanto scritto in questa pagina non costituisce in alcun caso un'indicazione terapeutica. La lettura delle seguenti informazioni non può sostituire un processo di diagnosi e di valutazione accurata dello stato di salute da parte di uno o più medici di base o medici specialisti.

In sintesi, la tesi che emerge da quanto qui riportato è che la precoce sospensione del consumo di glutine previene la progressione cronica di malattie autoimmuni e altri danni (tra cui disturbi dell'umore e ansia), anche in persone a cui non è stata diagnosticata la celiachia. In natura, il glutine si trova esclusivamente nei seguenti cereali: Frumento (grano), Orzo, Segale, Farro, Kamut, Spelta, Triticale, Avena. Tutti gli altri alimenti non contengono glutine, a meno di contaminazioni industriali (di solito indicate tra gli ingredienti). L’unico grano che in natura non contiene glutine è il “grano saraceno”. Consiglio una lettura della breve storia della celiachia qui riportata.

Riporto di seguito l'articolo "Tiroide? Patologie autoimmuni? Abbasso il glutine!" e l'ebook "Mal di glutine", scritti da Lorenzo Acerra.
Fonti: http://www.disinformazione.it/glutine.htm e http://www.vegetariani-roma.it/veganismo-2/glutine/535-il-mal-di-glutine.html

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