Il vaccino antinfluenzale aumenta la probabilità di ammalarsi di Coronavirus Codiv-19? Sì

Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2020

Oggi 5 settembre 2020 è la giornata delle grandi manifestazioni a Roma contro le misure vessatorie, dittatoriali e, per certi versi, psicotiche e kafkiane (per non usare aggettivi peggiori) del nostro pseudo-Governo e di chi lo spalleggia, a proposito di tutto ciò che riguarda l'attuale stato di non-emergenza epidemica trasformato, tramite voto di fiducia di uno pseudo-Parlamento ridotto a zerbino del regime, in emergenza di follia. Come andranno a finire queste manifestazioni? Probabilmente come al solito, cioè sminuite, travisate, boicottate, distorte e capovolte dalla disinformazione main stream di stampo oro-fecale, nel senso che non si limita a propinare al popolo i propri escrementi di disinformazione, ma poi li rimangia, se li gusta come se fossero nobile verità e li ritrasforma per creare ulteriori fake news talmente lontane dalla realtà da essere d'ispirazione per eventuali sceneggiature horror.

In questo scenario anche Google sta facendo la sua parte. Eh sì, proprio ieri, nella prima pagina di questo motore di ricerca, c'era l'invito ad indossare la mascherina per "contenere il contagio". Interessante, peccato che, in questo momento, i realmente malati di covid in Italia sono lo 0% dei cosiddetti "contagiati" (cfr. "Il Coronavirus ormai si è spento. Per trovarlo si amplifica il "segnale" di positività" e "Scoperto l'inganno dei tamponi turbizzati"). Sarà un caso che Alphabet (cioè la società che possiede Google) è tra gli investitori che trarranno guadagni da un vaccino anti-covid? (fonte). Chi al caso non crede, potrebbe ipotizzare che più la popolazione viene spaventata e più sarà disposta ad ingrassare gli investitori facendosi vaccinare.

In questo clima allucinatorio generale, pochi giorni fa il presidente della Regione Lazio e uno dei massimi personaggi del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, se n'è uscito con l'invito ad «una rivolta popolare contro chi ancora nega l’esistenza di un immenso problema che son convinto possiamo affrontare e sconfiggere». (fonte)

Bravo, bel discorso, un applauso. Guarda caso, proprio Zingaretti è colui che ha imposto l'obbligo del vaccino antinfluenzale in tutta la regione Lazio per le persone sopra i 65 anni.

Questo vaccino ha alcune interessanti caratteristiche:

  1. efficacia scarsa (massimo 50%, come documentato nel video sotto riportato);
  2. aumenta la probabilità nelle persone anziane di morire proprio delle complicazioni legate all'influenza (cfr. l'articolo "L'obbligo del vaccino antinfluenzale è un crimine?");
  3. aumenta la probabilità di ammalarsi di coronavirus covid-19 (vedi video seguente, che riporta le fonti scientifiche).
  4. in sintesi, aumenta le ospedalizzazioni e le morti (cfr. con gli articoli "Report sui vaccini per una scelta consapevole (in un senso o nell'altro)", "Medico radiato?! Secondo 153 medici italiani i bambini non vaccinati sono quelli più sani (lettera aperta al Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità)" e "Diminuiscono le vaccinazioni, diminuiscono le morti in culla: coincidenze?").

Per quanto riguarda la «rivolta popolare contro chi ancora nega l’esistenza di un immenso problema che son convinto possiamo affrontare e sconfiggere», sarebbe interessante confrontare il senso di realtà sottointeso a questa triste esternazione con questa diretta uscita su "La 1" (che è la prima emittente spagnola), ad agosto 2020, durante un TG nazionale (fonte): "Per comprendere di più i media: intervista della TV spagnola ad un medico, a proposito del Covid - Quando la redazione dà un allarme che non c'è, l'intervista prende una piega inaspettata (video)".

Questo invece è il video (fonte) a proposito del legame tra vaccino antinfluenzale e aumentata probabilità di ammalarsi di Coronavirus Covid-19 (e altre malattie polmonari):

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A ognuno le sue scelte,
Francesco Galgani,
5 settembre 2020

Covid (poesia)

Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2020

Covid

Umanità folle,
stupida,
senza discernimento,

chi ha paura
è già morto dentro,

chi vuole il terrore
non ha pentimento,

ma una triste lapide
sopra il suo tormento,

con su scritto:

«Incapace di vivere,
morto scontento».

Troppo addotti (*)
per intendere e volere,

nel mondo parallelo
in cui mente crede,

nel silenzio dell'anima,
nel vuoto dello spirito,

nel vilipendio di coscienza,
nell'eterna nescienza.

Torniamo al reale,
grazie!

(Francesco Galgani, 26 agosto 2020, www.galgani.it)

(*) "addotto" è qui usato come neologismo basato sull'inglese "abducted", con specifiche accezioni non ancora riconosciute nei vocabolari italiani, ma già presenti in alcune pubblicazioni specialistiche. Qui mi sto riferendo al possesso di parte della mente umana (e quindi dei pensieri, delle parole e dei comportamenti) da parte di entità esterne aliene incorporee (tra le quali il Lux), con conseguenti comportamenti e stili di pensiero pari ad una psicosi, tra i cui sintomi principali: senso continuo di solitudine (ovvero affettività mancante), paura di abbandono, paura generalizzata non basata su una minaccia concreta, continua autocritica verso di sé e al contempo bisogno acritico di rispettare le regole, senso di inferiorità, di colpa, di inadeguatezza, di fallimento esistenziale, ciclotimia e/o depressione cronica, con possibili idee suicidarie. Il Lux in particolare utilizza gli istinti di colpa della sua vittima per assoggettarla in una violenza mentale continua che dura tutta la vita. Oggi alcuni psicologi hanno iniziato ad integrare la pratica clinica con le conoscenze metodologiche maturate negli studi di abduction. Cfr.: "Meccanismi psicotici nell'adduzione" e "Dopo il lockdown... lezioni di vita dal covid coronavirus?".

Report sui vaccini per una scelta consapevole (in un senso o nell'altro)

Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2020

fonte: https://www.davvero.tv/videos/chi-ha-sottomesso-l-italia-all-industria-dei-vaccini e https://www.youtube.com/watch?v=OkZnwBGWXvA

sito di riferimento: https://casadelsole.tv/

22/08/2020 Alessandra Devetag, avvocato del Foro di Trieste, referente per la provincia di Trieste del C.I.A.T.D.M. (Coordinamento Internazionale delle Associazioni a Tutela dei Diritti dei Minori), membro dello staff legale di ASSIS (Associazione di Studi ed Informazione sulla Salute), ricostruisce gli intrecci dei governi italiani con le Fondazioni di Bill e Melinda Gates. Nomi, cognomi, fatti e misfatti svelati in un semplice video.

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UFO e abduction (rapimenti alieni): ricerche di Corrado Malanga (video)

Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2020

fonti dei video: https://www.davvero.tv/videos/corrado-malanga-la-vita-e-le-ricerche-su-ufo-universo-e-coscienza e https://youtu.be/qwd0bDs3GPQ

per approfondimenti: "Alien Cicatrix", di Corrado Malanga (vedi e-book integrale in PDF, fonte)

Corrado Malanga, sito di riferimento: https://corradomalangaexperience.com/, è stato ricercatore universitario presso il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’università di Pisa, dove ha insegnato per più di 35 anni Chimica Organica, Green Chemistry e Chimica dei Composti Elementorganici. Nei corsi di Laurea in Chimica, Chimica Industriale e Scienze Biologiche, ha pubblicato più di 50 lavori su riviste internazionali di Chimica.

Nel tentativo di comprendere il funzionamento dell'Universo si è imbattuto nello studio dei fenomeni ufologici, da li in poi ha organizzato la ricerca per il Centro Ufologico Nazionale (CUN) in qualità di responsabile del Comitato Tecnico Scientifico, proseguendo poi il suo lavoro come fondatore del Gruppo Stargate Toscana. Il suo percorso l'ha portato a concentrarsi sul fenomeno dei rapimenti alieni (Abduction) con tecniche di ipnosi regressiva e programmazione neuro linguistica (Pnl).

A seguito della sua lunga esperienza in campo di ipnosi, che lo ha portato a stretto contatto con le parti più profonde dell'essere umano e grazie ai suoi pregressi studi in campo matematico, le ricerche del Professor Corrado Malanga vertono sulla descrizione dell’Universo Olografico e Frattalico, quale realtà virtuale, non locale e sul rapporto tra scienza, coscienza e consapevolezza di Sè, sviluppando così una delle più innovative teorie sulla nascita, il funzionamento e lo scopo dell'universo stesso. In questo contesto ha sviluppato tecniche di meditazione (Triade Color Test Dinamico Flash) che, sostiene, siano in grado di permettere l'accesso a quei livelli di consapevolezza necessari alla comprensione della realtà umana.

Nell'intervista seguente di Eugenio Miccoli realizzata in esclusiva per MePiù, Corrado Malanga racconta la sua storia e i passaggi chiave che lo hanno portato a definire quella che lui chiama "la chiave armonica dell'Universo", fattore che determina il "succedere" della coscienza e dell'"Universo Olografico Evideonico a 432 hz".

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Quest'altro video entra più nello specifico delle adduzioni aliene:

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Dopo il lockdown... lezioni di vita dal covid coronavirus?

Ultimo aggiornamento: 24 Agosto 2020

(articolo aggiornato il 24 agosto 2020 con ulteriori informazioni rispetto alla scrittura iniziale del 29 giugno 2020)

Alcuni fatti "verificabili", anzi, di cui lascio l'onere della verifica e della critica ragionata ai miei lettori, con i link riportati:

  1. Dove non c’è stato il lockdown non c’è stata una percentuale maggiore di morti, come testimoniano la Svezia [vedi nota 1] e i cinque stati statunitensi che non hanno obbligato i cittadini a rimanere a casa, ovvero Nebraska, Iowa, Arkansas, South Dakota e North Carolina (fonte). Sono consapevole che l'informazione del main stream rema contro su questo punto, ad ogni modo, per chi vuole approfondire la questione, sembra che i paesi che hanno adottato lockdown più severi e più lunghi hanno un tasso di mortalità più alto rispetto ai paesi che hanno adottato chiusure più brevi e confinate ad aree geografiche o addirittura che non hanno effettuato alcun lockdown (fonte).
  2. In tutti gli stati europei le varie app ideate e pubblicizzate con l'intenzione, vera o presunta, di prevenire ulteriori contagi, tipo l'app "Immuni", sono state un flop totale (dettagli all'interno di questo tg).
  3. Il crollo delle vaccinazioni nel primo anno di vita (a seguito del lockdown) è stato significativamente correlato a un minor numero di morti in culla (fonte). Ciò è coerente con il maggior numero di ospedalizzazioni e morti tra persone vaccinate rispetto a quelle non vaccinate (fonte).
  4. Tutte le disavventure legate al coronavirus codiv-19, ovvero lo scoppio dell'epidemia, il lockdown, la crisi economica, il comportamento dei governi e delle persone, era stato previsto nei minimi dettagli nel 2019. Ci sono state omissioni, mancanze e bugie delle grandi potenze mondiali «che sapevano, che da anni erano pronti a gestire una emergenza sanitaria di questo tipo e che in diversi report del 2019 prevedevano addirittura tempi, modi e proporzioni di quella che sarebbe stata la grande pandemia» (fonte). A proposito, per queste ragioni, il primo ministro Giuseppe Conte si è preso alcune querele per omicidio plurimo colposo per i ritardi nella gestione dell'emergenza (fonte). Però io mi chiedo: com'è possibile che era stato tutto previsto nei minimi dettagli con largo anticipo? E' stato quindi qualcosa di "voluto" e "pianificato a tavolino"? A ognuno le sue riflessioni.
  5. Certi settori della finanza hanno enormi interessi sul coronavirus codiv-19, come se fosse per loro una gallina dalle uova d'oro. A questo proposito, basta citare che il Fondo Monetario Internazionale ricatta i governi, offrendo soldi in cambio dell'imposizione del lockdown (come nel caso eclatante della Bielorussia, fonte), che la Commissione paneuropea per la salute e lo sviluppo sostenibile, creata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con l'obiettivo di ripensare le priorità dei sistemi sanitari alla luce della pandemia da coronavirus, ha a suo interno leader della comunità imprenditoriale e delle istituzioni finanziarie (fonte), che l'Italia è sotto il torchio della fondazione Bill e Melinda Gates che ha abnormi interessi economici nell'imposizione di vaccini a tutta la popolazione mondiale (fonte). Più i paesi vengono resi deboli tramite lockdown e terrorismo governativo, più sono ricattabili e disposti a rinunciare alla propria sovranità? Più le persone vengono rese fragili, più sono disposte ad accettare tutto?
  6. L'attuale confusione semantica tra malato e contagiato (cioè, nel caso specifico, non-malato, ovvero persona sana che è entrata in contatto con il virus, ma senza che ciò porti alcun problema né sintomo di malattia), al falso aumento dei contagi (nel senso che i contagi "conteggiati" aumentano solo perché vengono fatti più tamponi) e alla inaffidabilità dei tamponi nota da mesi (fonte1, fonte2, fonte3, fonte4, fonte5, fonte6, fonte7), serve a nascondere che il virus è clinicamente estinto (fonte) . Rimando a "Guanti, mascherine, distanziamento per epidemia: ragionevoli dubbi? OMS e lettera medici al Governo". 
  7. Una considerazione sul numero di morti. Suggerisco di dare uno sguardo alle statistiche continuamente aggiornate sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità e ai link riportati in calce nella stessa pagina. Non notate qualcosa di strano? Prendendo per buoni questi dati, nel momento in cui scrivo, il 3,9% di morti con covid-19 non avevano patologie preesistenti.  Ne segue che il 96,1% dei morti... di cosa sono morti? E che età avevano? Ognuna faccia le sue analisi. Comunque, secondo l'immunologo bernese Beda Stadler, allo stato attuale è più probabile un 5 al lotto che essere infettati dal coronavirus covid-19 (fonte).
  8. Per completare il quadro di fatti verificabili, ricordo che il divieto di fare le autopsie, imposto dal nostro governo perché giudicato "inutile" (?!!), ha gravemente ritardato la scoperta delle cause di morte degli affetti di codiv-19 (fonte).

Per chi vuole approfondire il primo e il terzo punto, rimando alla fonte originale in inglese, corredata di precisi grafici e statistiche.

Partendo da questi dati verificabili, provo a fare alcune congetture, ovvero ipotesi che mi sembrano ragionevoli:

  • poiché il lockdown è servito a salvare vite di neonati grazie alle mancante vaccinazioni obbligatorie, mentre è stato irrilevante a livello di morti per covid, ne segue che:
    • i vaccini costituiscono un atto lesivo della vita,
    • la narrativa che ha giustificato il lockdown generalizzato come atto necessario - nei modi esagerati in cui è stato fatto - è stata (intenzionalmente?) menzognera, così come menzognero è stato il fatto che di questo virus non si sapeva nulla e che è comparso inaspettatamente (mentre in realtà ci sono report precisi che indicano in anticipo tempi e modi della diffusione);
  • il lockdown ha seriamente danneggiato:
    • l’economia collettiva e i portafogli personali,
    • i diritti civili,
    • i rapporti interpersonali,
    • la capacità di ragionamento e di libero arbitrio,
    • la salute psico-fisica di coloro che sono rimasti chiusi in casa ad ingrassare, con attività fisica zero e dando credito al terrorismo governativo e all’ego dei pochi che hanno deciso per molti.
  • il lockdown ci ha regalato almeno un mese di rarissima aria pulita e foglie degli alberi più verdi;
  • il clima sociale e culturale che si è creato durante l'emergenza, compresi i vari abusi di potere anche gravissimi via via raccontati dalla cronaca in questi mesi (e non mi riferisco solo alle multe, ma anche ai TSO, ricordo il caso di Mario Musso e alle varie proposte di TSO per tutti coloro che dovessero risultare positivi), che sta venendo forzatamente allungata con lo scopo di arrivare a un vaccino per tutti (per la gioia di certi straricchi che diventeranno ancora più ricchi), può essere così sintetizzato:
    • il Governo - unico depositario della "verità" - vuol far sentire i propri cittadini piccoli e ignoranti;
    • vuole imporre delle regole e trovare loro un fondamento (inesistente) tramite dittatura sanitaria;
    • vuole spingere alla delazione (mi riferisco, ad es., alle foto messe su Facebook di persone così denunciate pubblicamente perché stanno all'aperto senza mascherina, o alle persone denunciate ai carabinieri perché sul posto di lavoro non indossano la mascherina, ecc.);
    • vuole smorzare la coscienza critica;
    • vuole punire senza freni e senza alcun senso della misura chi disobbedisce (mi riferisco alle multe esagerate pari a un mese di stipendio, alla chiusura delle attività, all'obbligo di restare a casa, che è in tutto e per tutto pari agli arresti domiciliari, ai TSO come nel caso di Mario Musso a cui probabilmente è stata rovinata la vita, ecc.);
    • vuole incutere timore per la punizione (a causa dell'esagerazione della punizione);
    • vuole omologare e far sentire nel giusto chi si omologa;
    • vuole zittire chi solleva questioni scomode (più o meno come tutte quelle che ho fin qui elencato).

Per inciso, il clima sociale e culturale così descritto è pari a quello delle peggiori religioni o sette, come ha giustamente fatto notare un altro blogger nell'articolo "Lo stato nemico".

Da queste congetture, di cui lascio a ciascuno, con se stesso, l’onere della prova, ne ricavo che forse l’immunità più importante di cui abbiamo bisogno è quella alle distorsioni del pensiero e del comportamento a seguito dell’influenza di certi poteri forti, che si presentano come angeli custodi, ma che in realtà sono demoni arroganti, dispotici, egocentrati, con secondi, terzi e quarti fini che non c’entrano niente col bene comune... o, per dirla diversamente, abbiamo bisogno di un vaccino per renderci immuni alle fisime e alla sudditanza psicologica, piuttosto che a chissà quale nanoscopico virus naturale o artificiale.

Il discorso che ho fatto per il lockdown vale anche per le mascherine, per i guanti e i gel disinfettanti. Le mascherine, in particolare, possono essere controproducenti per la propria salute e, a livello di filtraggio del virus in questione, probabilmente inutili. A proposito, un virus non è un organismo vivente, non ha intenzionalità né capacità proprie: la reazione del nostro corpo (e della nostra mente) ai virus è rafforzabile con interventi e strategie diametralmente opposti rispetto alle decisioni prese dal nostro pseudo-governo [vedi nota 2] (e non solo dal nostro).

Fine delle mie congetture... senza pretesa di verità, perché io non so nulla e necessariamente filtro la visione delle cose per ciò che io sono. Sono necessitato a vedere le cose in questo modo, ma non ho odio per nessuno, nemmeno per coloro che potrebbero sentirsi fortemente criticati da queste mie congetture. Anzi, come amico, intendo offrire proprio a costoro uno spunto di riflessione, affinché certe scelte lesive non si ripetano. Se molti medici e studiosi competenti fossero stati ascoltati dal governo, e se le strategie da adottare fossero state scelte dopo un profondo ascolto reciproco, allora avremmo avuto un buon governo… libero comunque di sbagliare, come tutti noi.

Con rispetto della libertà e soprattutto della diversità di opinione altrui,
Francesco Galgani,
29 giugno 2020

[nota 1] In Rete è circolata la notizia che la Svezia, che non ha applicato il lockdown, abbia avuto il più alto tasso di morti al mondo. Questa è una mezza verità perché riferita ad una sola settimana, ovvero è una bugia. In generale, Belgio, Spagna, Italia, Gran Bretagna e Francia hanno registrato tassi di morti più elevati rispetto alla Svezia. (fonte)

[nota 2] Con l'espressione "pseudo-governo" intendo riferirmi a un governo incapace di governare, ovvero di servire il popolo con amore, competenza, lungimiranza, ubbidendo alla propria anima, cioè alla Costituzione così come intesa dai padri costituenti. Il senso che do a "pseudo-governo", ovvero "governo incapace di governare", non è di tipo giuridico o legale, né tantomeno di preferenza politica, ma esclusivamente di moralità sostanziale. Potrei fare lo stesso discorso per il Parlamento, che tra l'altro, nel periodo dell'emergenza, è stato il "grande assente". Stesso discorso di assenza anche per il Presidente della Repubblica, secondo la mia personale e opinabile visione di cittadino, almeno per il tipo di informazioni e di notizie con cui sono potuto entrare in contatto.

L'eredità dei cammelli

Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2020
Una volta un tizio lasciò come eredità ai suoi tre figli 17 cammelli. Nel testamento scrisse che desiderava che al primo figlio toccasse 1 2 dei cammelli, al secondo 1 3 ed al terzo 1 9 . Il numero dei cammelli però era ed è un numero primo, cioè indivisibile se non per 1 e per sé stesso. I tre fratelli, che non volevano affatto litigare, decisero di rivolgersi ad un saggio. Questi, esaminato il testamento, accettò l'incarico ed escogitò un simpatico sistema per mettere tutti d'accordo.
 
Il saggio aggiunse un suo cammello all'eredità del defunto. In questo modo c'erano da dividere 18 cammelli. Ed egli iniziò a fare i calcoli secondo le volontà espresse nel testamento. Al primo figlio diede 9 cammelli corrispondenti ad 1 2 di 18; al secondo ne diede 6 corrispondenti ad 1 3 di 18; ed al terzo ne diede 2 corrispondenti ad 1 9 di 18. Poi fece le somme e trovò che 9+6+2 erano 17. Si riprese il suo cammello che era avanzato dalla divisione e tutti furono soddisfatti.
 
Scoprii questa storia quando ero bambino, in un vecchio libro di matematica che aveva più anni di me. Peccato che la matematica a scuola non sia mai stata così tanto simpatica... :)
 
Francesco Galgani, 21 giugno 2020

Fede positiva?

Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2020

Tutti abbiamo una fede, nel senso di fiducia in qualcosa che prescinde da qualsiasi dimostrazione razionale. Anzi, visto che quasi nulla è dimostrabile nella sua verità o falsità, ne segue che siamo guidati fondamentalmente da "credenze", nel senso più neutrale e non giudicante del termine.

I nostri pensieri sono costruiti sulle nostre credenze (e non solo su quelle personali, ma anche su quelle collettive), oltre che sulle nostre esperienze, sul nostro vissuto, sulla nostra biologia, sulle circostanze del momento e su altri condizionamenti. Il nostro punto di vista è necessariamente ego-centrato, cioè centrato su di noi, non potrebbe essere altrimenti: dove si trovano i nostri occhi fisici? Appunto, dentro di noi, ed è da lì che cominciamo a vedere l'esterno, con un punto di vista soggettivo che non potrà mai coincidere con i punti di vista altrui, fatte salve tutte le capacità di astrazione proprie della nostra specie.

Le parole derivano dai pensieri (nel migliore dei casi, nel senso di pensieri che provano a discernere la realtà), ma sono parole che hanno senso? A volte le nostre parole non sono guidate dal pensiero, ma da altro. Se le nostre parole non hanno senso, se parliamo tanto per parlare, possono essere parole dannose. Se parliamo con una fede negativa nella vita, alimentiamo la nostra sventura; se parliamo con una fede positiva nella vita, al contrario alimentiamo la nostra fortuna. Nulla è a caso e i nostri pensieri possono essere profezie auto-avverantesi. Le parole sono importanti ed è proprio per questo che vanno legate all'azione, altrimenti diventano parole svuotate di significato. Lo stesso vale per le parole che compongono le nostre preghiere.

In ogni cosa ci sono sia gli aspetti di luce, sia quelli di ombra, quelli di speranza e quelli di disperazione, quelli animici e quelli egoici. Cerchiamo di guardare gli aspetti di luce, con una fede positiva nella vita. Il buddismo, e in particolare Nam-myoho-renge-kyo, ci aiutano a sviluppare tale fede positiva. Se la sorgente dei nostri pensieri sgorga da una simile fede, il ruscello della nostra vita sarà pieno di gioia di vivere.

Nam-myoho-renge-kyo,
Francesco,
21 giugno 2020

Le illusioni sono necessarie?

Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2020

Nelle riflessioni seguenti, di Giulio Ripa, il termine "illusione" ha un'accezione positiva, indica una passione necessaria per vivere, proiettata dal presente verso il futuro, di cui non conosciamo gli esiti, che possono essere sia in accordo con i nostri desideri, sia no. L'illusione, in questa accezione, è quella spinta interiore che può portarci a fare le cose più belle della nostra vita... e a volte anche le più contraddittorie, ma pienamente vissute e degne di essere vissute. Chiarito il senso linguistico di quanto segue, necessario per evitare facili fraintendimenti, aggiungo una mia riflessione: intenzioni e desideri ci danno la massima energia quando valorizziamo il nostro percorso di vita assai di più dei risultati che otteniamo strada facendo (questo, in alcune filosofie, è chiamato "non-attaccamento al risultato", che è da considerarsi sempre momentaneo).

Nel testo, ho aggiunto il grassetto per evidenziare il concetto-chiave su cui mi sono soffermato.


[...] la lotta contro le grandi piattaforme informatiche è una giusta lotta ma, nello stesso tempo è una lotta perdente.
E' una vita che lotto contro l'illusione tecnologica, come Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento, una lotta che però ha dato un senso alla mia vita.
Ma, è inutile nascondere che la storia dell'uomo è anche storia dello sviluppo tecnologico: dalla clava fino all'ultima piattaforma digitale WhatsApp Pay partita in Brasile come servizio per i pagamenti digitali (link alla notizia).
La tecnologia, l'applicazione della scienza, è diventata, sovrapponendosi alla religione, il nuovo dio in cui credere, che ci dà la possibilità di realizzare desideri senza limiti, compreso il desiderio di immortalità. Ci illudiamo di superare le nostre mancanze con l'ultima innovazione tecnologica, alimentando la speranza di una vita migliore o addirittura eterna, proprio come fanno le religioni.
Le illusioni (religiose, ideologiche, tecnologiche, utopiche etc) danno un senso alla nostra vita, ma è senza le illusioni che possiamo vedere la realtà così come è. E' in questa contraddizione che si gioca la vita dell'uomo.
Tutti vogliono essere sempre felici, pur sapendo che la vita è fatta di gioia e dolore.
Vivere ed affrontare la vita significa mettere a nudo le proprie contraddizioni, le proprie oscurità. Nessuno vuole conoscere ed accettare i propri limiti umani, la propria fragilità.
La vita resta un mistero meraviglioso. La realtà così come è si manifesta in forme molteplici, tutte connesse fra di loro, in una totalità a noi sconosciuta quindi sacra. Cerchiamo certezze nella vita, ma l'indeterminazione è il suo carattere fondamentale.
Inutile arrabbiarsi perché le cose non vanno come vorrei, bisogna gioire invece per le cose piacevoli che accadono e pazienza se accadano cose che non piacciono.
L'unica cosa che può fare l'uomo è colludere con la vita, cioè giocare insieme alla vita, accordarsi intimamente con essa senza prendersi troppo sul serio. [...]

Giulio Ripa

Lo scopo del lavoro?

Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2020

Riflessioni sul lavoro, tratte dalla Prima Pagina di "Ha Keillah (La Comunità)" di maggio 2020, bimestrale sia cartaceo sia online del gruppo di studi ebraici di Torino: https://www.hakeillah.com/2_20_01.htm.

Qual è lo scopo del lavoro? Perché lavoriamo? Nell'articolo seguente si fa riferimento a bereshit, che in questo contesto indica l'inizio della narrazione biblica, ovvero si riferisce alla Genesi.

Evidenzio in grassetto due paragrafi che mi hanno fatto molto riflettere, fermo restando che io "non so nulla", ma mi piace ragionare. Oltre al grassetto, ho aggiunto anche una sottolineatura.

Francesco Galgani,
20 giugno 2020

Corona, Pil e Messia

di Manuel Disegni

 

All'inizio ho pensato: e se il coronavirus fosse il messia?

La pandemia, mi son detto, è una chance rivoluzionaria. Quale occasione migliore per cambiare radicalmente il nostro rapporto sociale con la natura, se non quella in cui farlo è il modo più sicuro di sopravvivere, e forse l'unico?

La natura... bisogna ancora che troviamo una maniera di andarci d'accordo. Nei suoi confronti ci comportiamo come degli adolescenti fanatici; oscilliamo fra estremi opposti, incapaci di una visione sobria e oggettiva. O la veneriamo come una divinità materna e protettiva (una sorta di eco-paganesimo vegano), oppure la sfruttiamo e ne abusiamo come se fosse lì, gratis, a nostra disposizione, non avesse valore, e potesse essere buttata via e sostituita a nostro piacimento (una sorta di antropocentrismo solipsistico).

La verità è che la natura ci procura molti benefici – come per esempio la salute, il nutrimento, i cieli stellati e molti altri comfort – ma anche tanti pericoli – come per esempio la fame, le intemperie, il coronavirus e altri malanni. Per godere dei primi, e per evitare i secondi, noi lavoriamo. Le cose pare che stiano così fin da principio, fin da bereshit, in cui sta scritto: bezeat apecha tochal lechem, mangerai pane col sudore del tuo volto. Anche i bambini lo sanno.

Ma oggi noi lavoriamo anche per altri propositi (di chi siano questi propositi, è una bella domanda). Lavoriamo per espandere i profitti. I profitti sono – per definizione – quella cosa che può espandersi solo grazie al fatto che del lavoro venga svolto. Dunque noi lavoriamo affinché del lavoro venga svolto. È questo un fine diverso da quello immaginato dall'autore della narrazione di bereshit. Lavorando noi però tendiamo a dimenticarci del principio e del motivo per cui stiamo lavorando (godere le gioie e allontanare i dolori che ci offre la natura), e continuiamo a lavorare.

Sto parlando del capitalismo. Il capitalismo potrebbe essere definito correttamente come quella forma di organizzazione sociale nella quale il lavoro è un fine in sé. Il punto è: lavorare il più possibile. Fra gli inconvenienti di “lavorare il più possibile” vi è quello di nuocere alla salute. Così il capitalismo può essere definito anche come un virus, molto contagioso, che si è diffuso in tutto il mondo negli ultimi due o trecento anni e dal quale la nostra società continua a essere affetta. E non solo la società, ma anche il nostro cervello. Infatti l'idea che il lavoro sia lo scopo finale dell'esistenza umana sta avendo molto successo. Non sono solo i nazisti a pensare che il lavoro renda liberi, ma a quanto pare anche l'Assessorato alle Politiche e al Lavoro del Comune di Napoli, e in certa misura pure gli autori dell'articolo 1 della Costituzione italiana. A guardar bene, tutti quanti lo crediamo almeno un poco.

Che lo crediamo o meno comunque non conta, perché praticamente siamo tutti obbligati a produrre lavoro svolto svolgendo lavoro. Tant'è vero che il principale problema economico delle nostre società ricche e tecnologiche sembra essere la disoccupazione. Non c'è nulla che le spaventa di più del tempo libero. Esse si sforzano di lavorare di più, acciocché si espandano i profitti, acciocché aumenti il PIL (di cui, è bene ricordarlo, la Bibbia non parlava), acciocché l'anno seguente vi sia più lavoro per più gente, acciocché si espandano i profitti… In circostanze ideali lavoreremmo tutti quanti, ininterrottamente e fino a tardissima età. Purtroppo questo non è possibile, ma noi proviamo del nostro meglio. Provando e riprovando, danneggiamo sia la natura esterna, sia la nostra natura propria, la nostra salute e qualità di vita. Senza mai smettere.

Adesso però bisogna smettere – ho pensato quando è arrivato il coronavirus – se non lo facciamo, morremo. E non fra vent'anni, di superlavoro e consunzione, ma fra poche settimane a causa di una polmonite non curata. La pandemia rendeva la minaccia di morte implicita nel lavoro improvvisamente esplicita e immediata per i lavoratori di tutti i paesi e per gli amanti del lavoro di tutte le classi. “Il lavoro uccide” cessava di essere solo uno slogan da scansafatiche. La disoccupazione diveniva la virtù sociale più importante, poiché l'unico modo di prevenire la diffusione del contagio era evitare il maggior numero possibile di contatti interpersonali, e dunque sospendere la nostra quotidiana cooperazione sociale. Non andare al lavoro era quanto di meglio potessimo fare per proteggere tanto la nostra salute individuale quanto quella altrui – quasi come se una mano invisibile si fosse premurata di garantire con matematica certezza l'armonia fra gli interessi individuali e quelli collettivi.

Il coronavirus sembrava sfidare il capitalismo in questo senso: se fino a febbraio 2020 vivevamo in una situazione universale fondata sul principio “lavorare il più possibile”, cioè il capitalismo, a partire da marzo e fino almeno alla distribuzione di un vaccino anti-Covid entravamo in una situazione universale (la pandemia) che richiedeva l'adozione del principio opposto: “lavorare il meno possibile”. La salute pareva spodestare la “crescita” dal suo posto di imperativo categorico dominante. La battaglia fra la protezione di questo bene comune, la salute, e l'esigenza di espansione dei profitti privati non era mai stata tanto aperta da cent'anni (?) a quella parte. Assistevamo a un fatto per tutti noi completamente inedito: erano i medici, e non gli economisti, a dettare la linea politica. “Lavorare il meno possibile”. Nel frattempo Greta Thunberg cominciava già a notare che il cielo era sempre più blu da quando il prezzo del petrolio aveva preso a calare così rapidamente.

Ma che vuol dire – mi sono domandato quando è arrivato il coronavirus – lavorare il meno possibile? Infatti smettere del tutto di lavorare non sembra materialmente possibile (sempre per quella vicenda del peccato originale di cui sopra). “Lavorare il meno possibile” richiederebbe di organizzare il lavoro in maniera diversa dal capitalismo, una maniera che sarà difficile a realizzarsi ma è pur sempre abbastanza facile a dirsi: per lavorare il meno possibile occorrerebbe sospendere la produzione di merci e il libero commercio, e sostituirli con una catena produttiva grande, efficiente e minimale di produzione dei beni essenziali, e con la loro distribuzione gratuita. Si tratterebbe di impossessarsi della tecnologia e delle conoscenze logistiche di cui disponiamo e disporne davvero, impiegandole per garantire a tutti cibo, medicine e servizi sanitari minimizzando il dispendio e il movimento di forza lavoro umana.. I beni prodotti e distribuiti in tal maniera potrebbero poi diventare più vari e più ricchi, via via, con la regressione del contagio.

Per un momento ho pensato che il 2020 non sarebbe stato ricordato solo come l'anno senza scuola e senza gli Europei di calcio, ma anche come l'anno senza PIL. Forse come il primo anno senza PIL.

Invece non sarà così. Quando Ha Keillah va in stampa, le nazioni del mondo si preparano a ripopolare di bacilli maligni i loro luoghi di lavoro (che sono spesso anch'essi maligni). Sfidano la sorte esponendosi ai fragili equilibri di domanda e offerta dell'infezione per scongiurare il rischio di ritrovarsi, l'anno prossimo, disoccupate. E poi se la prendono con le donne, il tempo ed il governo; coi cinesi, gli olandesi e con chi va a fare jogging, perché il messia non arriva mai.

Manuel Disegni

Quello che non so, non lo so... quello che invece so, non corrisponde alla realtà...

Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2020

Alcune asserzioni, che costituiscono un sottoinsieme microscopico (quasi nullo) rispetto a tutte le asserzioni possibili, sono dimostrabili - una volta per tutte e in maniera incontrovertibile - come "vere". La negazione di ognuna di tali asserzioni è sicuramente "falsa", anche in questo caso una volta per tutte e in maniera incontrovertibile.

Parimenti, altre asserzioni, che costituiscono un altro sottoinsieme microscopico (quasi nullo) rispetto a tutte le asserzioni possibili, hanno una dimostrazione - anch'essa una volta per tutte e incontrovertibile - della non dimostrabilità della loro verità o falsità.

Per tutte le altre asserzioni... ovvero per tutto ciò che di altro può essere pensato e scritto, non rimane che un certo livello di fiducia soggettiva (ovvero fede) sulla loro verità o falsità, oppure il tirare a indovinare (vale a dire servirsi di euristiche), oppure il più onesto ammettere di non sapere. Poiché tali asserzioni non dimostrabili né nel senso della verità, né della falsità, né della non-dimostrabilità della verità o falsità, costituiscono la quasi totalità delle infinite asserzioni possibili, ne segue che il "non sapere" è la condizione più probabile e più realistica anche dell'essere umano più erudito.

Per quanto mi riguarda, non posso neanche dimostrare la verità o falsità di quanto ho qui scritto, in quanto non so se le asserzioni dimostrabili come "vere" o "false" costituisca un insieme infinitamente più piccolo dell'infinito di tutte le asserzioni possibili, come ho presupposto all'inizio di questa riflessione. E' solo una mia congettura, forse dimostrabile, forse no.

Francesco Galgani,
18 giugno 2020

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