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Matematica

La storia della matematica

Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2014

Sito web: http://www.storia-matematica.net/
Autore: Francesco Galgani - www.galgani.it

'Teorema di Pitagora' tradotto in arabo

Capitoli:

 

 

"La matematica, dicono i matematici, è serva e regina di tutte le scienze. E' il linguaggio che, come sosteneva Galileo, consente agli scienziati di leggere il libro della natura e, al tempo stesso, è come se vivesse pura, fuori della natura, in una realtà interamente sua. E' strumento ed essenza. E', appunto, serva e regina. In questa sua condizione duplice, eppure mai del tutto ambigua, la matematica ha accompagnato e trainato l'intera storia della scienza..."

Quello che non so, non lo so... quello che invece so, non corrisponde alla realtà...

Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2020

Alcune asserzioni, che costituiscono un sottoinsieme microscopico (quasi nullo) rispetto a tutte le asserzioni possibili, sono dimostrabili - una volta per tutte e in maniera incontrovertibile - come "vere". La negazione di ognuna di tali asserzioni è sicuramente "falsa", anche in questo caso una volta per tutte e in maniera incontrovertibile.

Parimenti, altre asserzioni, che costituiscono un altro sottoinsieme microscopico (quasi nullo) rispetto a tutte le asserzioni possibili, hanno una dimostrazione - anch'essa una volta per tutte e incontrovertibile - della non dimostrabilità della loro verità o falsità.

Per tutte le altre asserzioni... ovvero per tutto ciò che di altro può essere pensato e scritto, non rimane che un certo livello di fiducia soggettiva (ovvero fede) sulla loro verità o falsità, oppure il tirare a indovinare (vale a dire servirsi di euristiche), oppure il più onesto ammettere di non sapere. Poiché tali asserzioni non dimostrabili né nel senso della verità, né della falsità, né della non-dimostrabilità della verità o falsità, costituiscono la quasi totalità delle infinite asserzioni possibili, ne segue che il "non sapere" è la condizione più probabile e più realistica anche dell'essere umano più erudito.

Per quanto mi riguarda, non posso neanche dimostrare la verità o falsità di quanto ho qui scritto, in quanto non so se le asserzioni dimostrabili come "vere" o "false" costituisca un insieme infinitamente più piccolo dell'infinito di tutte le asserzioni possibili, come ho presupposto all'inizio di questa riflessione. E' solo una mia congettura, forse dimostrabile, forse no.

Francesco Galgani,
18 giugno 2020

L'eredità dei cammelli

Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2020
Una volta un tizio lasciò come eredità ai suoi tre figli 17 cammelli. Nel testamento scrisse che desiderava che al primo figlio toccasse 1 2 dei cammelli, al secondo 1 3 ed al terzo 1 9 . Il numero dei cammelli però era ed è un numero primo, cioè indivisibile se non per 1 e per sé stesso. I tre fratelli, che non volevano affatto litigare, decisero di rivolgersi ad un saggio. Questi, esaminato il testamento, accettò l'incarico ed escogitò un simpatico sistema per mettere tutti d'accordo.
 
Il saggio aggiunse un suo cammello all'eredità del defunto. In questo modo c'erano da dividere 18 cammelli. Ed egli iniziò a fare i calcoli secondo le volontà espresse nel testamento. Al primo figlio diede 9 cammelli corrispondenti ad 1 2 di 18; al secondo ne diede 6 corrispondenti ad 1 3 di 18; ed al terzo ne diede 2 corrispondenti ad 1 9 di 18. Poi fece le somme e trovò che 9+6+2 erano 17. Si riprese il suo cammello che era avanzato dalla divisione e tutti furono soddisfatti.
 
Scoprii questa storia quando ero bambino, in un vecchio libro di matematica che aveva più anni di me. Peccato che la matematica a scuola non sia mai stata così tanto simpatica... :)
 
Francesco Galgani, 21 giugno 2020

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