Il bene del mondo sei tu che emani positività!

Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2021

Gratitudine per ogni istante di vitaAl dolore di solito reagiamo con chiusura, rabbia, risentimento. Ma nel momento in cui la rabbia svanisce, oltre il velo delle illusioni, scopriamo un mondo nuovo.
Oltre il giusto e lo sbagliato, oltre il piacevole e lo spiacevole, oltre ogni pensiero, c’è soltanto la gratitudine per ogni istante di vita.
Nessun rimorso o nostalgia perché nulla va perduto: tutto è servito per arricchirci, tutto per arrivare all’istante attuale, che è l’unica cosa che esiste. Tutto per arrivare a capire che l’unica cosa che conta è essere grati per il sacro istante attuale di vita, che non è mai banale, è un dono che desta meraviglia.
Grazie!

Perché, dopo due anni, fonti ufficiali ci dicono che i morti per covid sono minori di quelli per influenza?

Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2021

Un articolo de "Il Tempo" di due giorni fa, intitolato "Gran pasticcio nel rapporto sui decessi. Per l'Iss gran parte dei morti non li ha causati il Covid (21 ottobre 2021)", inizia così:

«Secondo il nuovo rapporto (che non veniva aggiornato da luglio) dell'Istituto Superiore di Sanità sulla mortalità per Covid, il virus che ha messo in ginocchio il mondo avrebbe ucciso assai meno di una comune influenza. [...]»

Orbene, "Il Tempo" rientra nel cosidetto "main stream", e l'ISS (Istituto Superiore di Sanità) rientra tra le fonti ufficiali. Nel caso in cui l'articolo in questione dovesse essere rimosso, per futura memoria resterà comunque in copia a questo link.

Perché, dopo due anni, fonti ufficiali ci dicono che i morti per covid sono minori di quelli per influenza, visto che fino a ieri è stato affermato l'esatto contrario dalle stesse fonti? Anzi, per essere più precisi, fino a ieri è stata collettivamente costruita una realtà divisa in due, una realtà duale, che (estremizzando e semplificando) è stata (da noi) costruita in due modi specularmente opposti: da una parte l'assoluta fede nella mortalità e pericolosità del covid, dall'altra l'assoluta fede nella mortalità e pericolosità delle scelte governative per imporre misure di contrasto al covid (che, in questo tipo di costruzione di realtà, di per sé non è considerato pericoloso).

So di aver semplificato, ma a volte le semplificazioni aiutano a mettere in evidenza l'essenziale. Ad es., è duale la modalità di porsi del cosiddetto "movimento no-vax" e del governo? Probabilmente no, perché sebbene le pretese siano diverse, e ben diversi siano anche i rapporti di forza, a volte l'arroganza e la separatività sono le stesse. Quindi non è una realtà duale, da questo punto di vista almeno.

E' duale la realtà di chi teme fortemente di venire in contatto con il covid (magari portando tre mascherine contemporaneamente mentre cammina da solo in mezzo a un prato) e la realtà di chi ha una risposta emotiva e intellettuale completamente diversa al problema covid? Forse no, perché questi due individui immaginari, che esemplificano i due principali modelli di comportamento antitetici di fronte alla dichiarata pandemia, comunque devono confrontarsi entrambi con il problema dell'inevitabile morte. Quindi non abbiamo due realtà, ma una sola, quella dell'ineluttabilità della morte, quindi non è duale.

Da un altro punto di vista, però, poiché viviamo in un ologramma frattalico (vedi il mio precedente articolo) in cui tempo e spazio sono sostanzialmente due illusioni, ne segue che in questo universo nessuno nasce e nessuno muore.

Qui non muore nessuno.

Quindi, sì, c'è una grande illusione, ma non è il covid, al massimo quello è solo un diversivo per legittimare l'imposizione di un mondo infelice.

(23 ottobre 2021)

Il non-amore (o non-attaccamento) alla verità come strumento di gentilezza e migliore realtà

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2021

La verità è divisiva e distruttiva, perché nel mondo duale in cui viviamo necessariamente esclude ciò che è l’opposto di se stessa, opposto che comunque esiste e ha pari dignità di esistere, perché, nel nostro universo, affinché esista un ente deve esistere anche il suo opposto. Ad es., affinché esista un fotone deve esistere anche un anti-fotone, affinché esista la materia deve esistere anche l’anti-materia, affinché esista un’onda deve esistere contemporaneamente anche una particella (dualismo onda-particella), affinché esista un tempo che scorra verso il futuro (come nel caso del fotone) deve esistere anche un tempo che scorra verso il passato (come nel caso dell’anti-fotone), affinché esista un’energia positiva (nella nostra parte di universo) deve esistere anche un’energia negativa (in un’altra parte di universo), ecc.

Tutto è duale, quindi, passando dalla fisica alle esperienze umane: affinché esista un bene deve esistere anche un non-bene (male?), affinché esista una verità deve esistere anche una non-verità (falsità?), affinché esista un giusto deve esistere anche un non-giusto (sbagliato?), affinché esista un maschile deve esistere anche un non-maschile (femminile?), e parimenti per tutti gli opposti cambiando ciò che, preso per riferimento, può essere negato, ad es. affinché esista un femminile deve esistere anche un non-femminile (maschile?). Il punto cruciale, però, è che la scelta di cosa prendere come riferimento per la creazione della propria realtà significa, dato un insieme di coppie di opposti, dividerlo a metà prendendo di ogni coppia un solo elemento: questo sottoinsieme così formato, cioè composto di elementi che tra di loro non si annullano, costituisce la propria visione delle cose, la propria realtà, il proprio mondo e, soprattutto, la base di credenze con cui ci relazioniamo con noi stessi, con gli altri, con la vita. Per lo meno ciò sarebbe vero se ammettessimo che tale creazione individuale di realtà fosse coerente con se stessa, cioè non schizofrenica, né piena delle tante dissonanze cognitive in cui siamo immischiati sia per la nostra difficoltà di comprendere la vita, sia per cause indotte dal sistema sociale (scuola, famiglia, tv, politica, religione, scienza, ecc.).

Non sarebbe possibile far diversamente, cioè evitare una propria creazione di realtà (coerente o contraddittoria che sia), a meno di non poter vivere in una continua esperienza mistica in cui l’“io” e il “tutto” (cioè il “nulla”) coincidono, ovvero in cui "tutto ciò che esiste" è tale perché creato dal proprio pensiero, ovvero dal pensiero dell’unica cosa esistente, cioè la Coscienza (potrebbe sembrare un pensiero egoistico, ma non lo è, perché in tale visione il proprio ego non esisterebbe più, giacché l’ego individuale può esistere solo dove c’è dualità). Ciò è assolutamente non praticabile nella vita di tutti i giorni e, anche se lo fosse, ci impedirebbe di fare l’esperienza della dualità, necessaria per prendere consapevolezza di noi stessi. Ho scritto che il “tutto” e il “nulla” sono la stessa cosa perché tutti gli opposti coesistenti, se invece di essere separati così come lo sono nel nostro (finto?) universo duale venissero lasciati liberi di riunirsi e fondersi, si annullerebbero a vicenda, così come un suono unito al suo opposto (cioè alla medesima onda sonora in controfase) dà come risultato il completo silenzio (per inciso, la coincidenza tra "tutto" e "nulla" può dar senso come da un apparente "nulla" possa nascere "il tutto", cioè l'universo duale, inteso come separazione di ciò che inizialmente era unito). Arriverà il momento in cui tutto sarà riunito e quindi in cui la dualità sarà superata (ovvero in cui la “finzione”, o “sogno”, o “teatro” in cui siamo immersi finirà), ma “ora” dobbiamo stare nella dualità. Quando dico “ora” sto ancora parlando in termini duali perché il nostro stesso lessico è basato sulla dualità: da un altro punto di vista, anche il tempo (come tutto il resto) è una finzione o sogno (seppur necessario). Il fisico David Bohm ha spiegato che l’universo è non-locale, ovvero tempo e spazio, così come li percepiamo, non esistono.

Faccio un breve accenno alla non-località, per poi tornare al tema di questo articolo, cioè al non-amore (o non-attaccamento) alla verità. Secondo il “principio di località”, tra due eventi lontani ci può essere un rapporto di causa-effetto solo se essi sono connessi da una catena causale di eventi che si propaga con una velocità minore o uguale alla velocità della luce. La fisica di Bohm trascende il principio di località: l’universo è olografico, ovvero prevede che l’informazione attiva sia distribuita ovunque ed istantaneamente. Detto in altri termini, tutto avviene in un unico punto (non esiste lo spazio) e nello stesso istante (non esiste il tempo), quindi l’universo così come lo percepiamo nella vita di tutti i giorni non esiste.

«[...] David Bohm, noto fisico dell'Università di Londra, recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva non esiste. Nonostante la sua apparente solidità, l'universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato. [...] ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall'ologramma integro. [...] Alla luce di questa consapevolezza, Bohm si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risiede nel fatto che la loro separazione è un'illusione. Egli sosteneva che, ad un qualche livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno stesso "organismo" fondamentale. [...] Secondo Bohm il comportamento delle particelle subatomiche indica che vi è un livello di realtà del quale non siamo minimamente consapevoli, una dimensione che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, esse non sono "parti" separate bensì sfaccettature di un'unità più profonda e basilare [...] Tutto compenetra tutto. In un universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali [...] Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta di super-ologramma dove il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente [...] Dalle particelle subatomiche alle galassie giganti, tutto è allo stesso tempo parte infinitesimale e totalità di “tutto”. [...] A questo punto la realtà non esisterebbe, sarebbe solo un paradigma olografico, il mondo sarebbe solo una realtà secondaria, un insieme di frequenze olografiche che vengono trasformate dal cervello in percezioni sensoriali, mentre la realtà oggettiva non esisterebbe. [...] In tal caso, anche la struttura fisica individuale sarebbe una proiezione olografica della coscienza, pertanto ognuno di noi sarebbe responsabile della propria salute più di quanto mai possano fare le moderne scoperte farmacologiche. Le famose guarigioni miracolose potrebbero in realtà essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza che provochi dei cambiamenti nell'ologramma corporeo. [...]» (fonte)

Orbene, chiarito ciò, cioè che la realtà oggettiva, o assoluta, non esiste, arrivo alle conclusioni, cioè al concetto di “verità”. La propria visione delle cose, come accennato all’inizio, è la propria realtà (nel senso di costruita da noi stessi), la propria verità, il proprio punto di riferimento, che entra necessariamente in conflitto con ciò che è opposto a sé, e quindi con le altre persone, se ritenessimo assoluta la nostra creazione (nel senso di unica verità ammissibile). La soluzione per progredire in un’esistenza non-violenta e armoniosa, ovvero bella da vivere, inizia con il rinunciare all’amore, o attaccamento, alla propria visione delle cose, alla propria realtà, giacché attaccarsi con le unghie e con i denti ad essa è come aggrapparsi ad un sogno dentro a un sogno.

Vorrei citare, a tal proposito, Pasolini:

Parlando genericamente (e dando fiducia al lettore) si potrebbe quindi dire che Pasolini ama la realtà: ma, parlando sempre genericamente, si potrebbe forse anche dire che Pasolini non ama - di un amore altrettanto completo e profondo - la verità: perché forse, come egli dice, «l’amore per la verità finisce col distruggere tutto, perché non c’è niente di vero». (fonte)

Per concludere, tu non sai cosa ciascuno di noi sta vivendo, in cosa sta credendo e quale realtà sta creando, quindi cerca di essere gentile con tutti, sempre.

(17 ottobre 2021)

Pillole di Politica - Non abbiamo più bisogno di leaders

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2021

Tratto dal video di "domande e risposte" di Massimo Mazzucco e Roberto Quaglia del 4 ottobre 2021, pubblicato su ControTV (https://contro.tv/archivio/lunedi-4-ott-2021), nel quale entrambi rispondono alla domanda di un utente collegato in chat durante la trasmissione:

DOWNLOAD MP4

Come potrebbero apparire i siti web tra qualche anno... continuando così...

Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2021

Ieri una parte consistente della popolazione mondiale si è seriamente preoccupata per un blackout di qualche ora dei soliti social (Facebook, Instagram, Whatsapp) che fanno capo alla solita azienda (Facebook). Una tale preoccupazione è pari alla saggezza di chi porta la propria attenzione a un callo di un piede mentre un meteorite grande come la Luna ci sta velocemente venendo addosso...

Provo a spiegarmi con un esempio.

Questo è il mio sito di poesie: https://www.galgani.it/poesie/

Ciò a cui vuole arrivare il falso "potere", quello che piega le Anime delle masse tramite il terrore, lo stesso potere che oggi sodomizza con il "green pass" e che nei suoi sogni segreti vuole che tutte le persone, di tutto il mondo, facciano esattamente le stesse cose e abbiano gli stessi pensieri (o che altrimenti siano uccise), è, ad es., questo:

Ministero della Verità

(6 ottobre 2021)

Pillole di Politica - La parità dei sessi

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2021

La cosiddetta “emancipazione femminile” e la “parità dei sessi” sono state storicamente intese quasi in una sola direzione, ovvero quella secondo cui la femmina “possa” (o, a seconda dei casi, “debba”) fare le stesse cose che fa il maschio (implicitamente sottintendendo, ma mai ammettendo, che il modo maschile di vedere il mondo sia quello da imitare e, quindi, quello “superiore”). Ma siamo sicuri che questo poteva essere l’unico modo di intendere la parità dei sessi? Facciamo qualche esempio.

Il servizio militare
Siccome l’uomo fa il militare, allora deve farlo anche la donna. Ma non si sarebbe potuto dire: “Siccome la donna non fa il militare, allora non lo deve fare neanche l’uomo”? In questo modo, giusto per fare un esempio, avremmo evitato decenni di inutili guerre all’estero a cui l’Italia ha partecipato non per interesse proprio, ma solo per asservimento alla NATO, cioè agli Stati Uniti, la cui partecipazione ci sta costando 70 milioni di euro al giorno (per lo meno questo era il costo nel 2014). E poi mancano soldi per tutto il resto…

Il fumo
Siccome l’uomo fuma, allora deve fumare anche la donna. Con questo nobile intento di parità, si è dato il via a un grandioso marketing cinematografico del fumo, così da far passare l’idea, in tutti i film e nelle pubblicità, che la donna emancipata fuma (e che fumare fa bene). Il risultato è che oggi fumano anche le ragazzine di 12 anni o poco più, ogni tanto ne vedo qualcuna. Ma non si sarebbe potuto dire: “Siccome la donna non fuma, allora non lo deve fare neanche l’uomo”? In questo modo, si sarebbero evitati gli attuali 43.000 decessi annui in Italia per tumori conseguenti al tabacco, per non parlare del grandioso numero di enfisemi polmonari che possono portare a vivere attaccati a un respiratore o comunque a vivere molto male: in Italia, attualmente 7.000.000 di persone soffrono di bronco-pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), di cui l'enfisema è una manifestazione, con un'incidenza di 300.000 nuovi casi all'anno. Nel frattempo, tutti si preoccupano del Covid, ma del fumo non gliene frega niente a nessuno… anzi, una delle prime preoccupazioni del precedente governo Conte, di fronte all'epidemia di problemi respiratori potenzialmente mortali, fu quella di chiudere quasi tutto, ma non le tabaccherie.

La patente di guida
Siccome l’uomo guida l’automobile, allora lo deve fare anche la donna. Giustissimo, da un certo punto di vista. Ma se si fosse detto: “Siccome la donna non guida, allora non deve farlo neanche l’uomo”, come sarebbero oggi le nostre città, le nostre vite, le nostre relazioni umane, il nostro modo di vivere? Staremmo meglio o peggio? E come sarebbe l’aria delle nostre città?

Il diritto di voto
Siccome l’uomo vota, allora deve farlo anche la donna. Questo si chiama suffragio universale. Diversamente dagli altri esempi, il diritto di voto sembrerebbe sacrosanto e alla base della democrazia. Peccato che le cose non stiano esattamente così. In tutti i sistemi democratici, il politico che viene eletto – di qualunque partito egli o ella sia, perché l’appartenere al tal partito o al tal altro è più una questione di facciata che di sostanza – ha come unica possibilità e dovere quella di ubbidire o al ricco industriale (soprattutto se di Big Pharma, di Big Tech o dell'Arms Industry) o al mafioso o al ricco finanziere, oppure di essere egli stesso o ella stessa parte di una o più di queste tre categorie. Di qui non si scappa, altrimenti il politico si ritroverà con la carriera bruciata e con la macchina mediatica del fango contro di lui (o di lei, visto che stiamo parlando di parità dei sessi). Quindi politica, finanza, mafia e industria sono un tutt’uno, tutti quanti comandati dall’alto da pochissime persone che disgraziatamente tengono in mano le sorti del mondo. In questo contesto, a che serve votare? Non si sarebbe potuto dire: “Siccome la donna non vota, non deve farlo neanche l’uomo”? In effetti, questa possibilità è stata presa seriamente in considerazione in Italia, così seriamente che l’attuale capo di Governo, l’egr. Mario Draghi, non è stato eletto da nessuno e non è neanche un politico. Vediamo chi è quest’uomo non eletto e che, di fatto, comanda su tutti (anche sul Parlamento ridotto a zerbino): è stato Presidente della Banca Centrale Europea,  Governatore della Banca d'Italia, Direttore generale del tesoro, Presidente del Forum per la stabilità finanziaria, Presidente del Consiglio per la stabilità finanziaria. La sua firma è anche sulle nostre banconote. Insomma, il bel quartetto “politica, finanza, mafia e industria” ha perso il primo elemento, riducendosi al magnifico trio “finanza, mafia e poche grandi multinazionali”. Anzi, alla fine tutto potrebbe essere ridotto solo alla "finanza", attorno a cui si muove tutto il resto. La parità dei sessi sul diritto di voto è servita a molto…

A proposito, per quel che può valere, attualmente l'egr. Capo del Governo di cui sopra e il suo predecessore (e non solo loro) sono stati denunciati (presso la Procura della Repubblica di Roma e quella di Reggio Calabria) per associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico, cospirazione politica mediante accordo, attentato contro la Costituzione dello Stato e attentato contro gli Organi Costituzionali e contro le Assemblee Regionali, usurpazione di potere politico, attentato per finalità terroristiche o di eversione, concussione, pubblica estorsione, e altri reati (fonte). Vabbè, son cose normali in democrazia, forse...

Questi quattro erano solo esempi per sottolineare che il discorso della parità dei sessi poteva essere impostato molto diversamente. La grande assente è la “consapevolezza”: va bene la parità di diritti e doveri tra i sessi, purché vada di pari passo alla consapevolezza di ciò che si sta facendo, piuttosto che alla strumentalizzazione delle masse per gli interessi del politico, dell’industriale, del mafioso o del finanziere o di coloro che li comandano, che sono sempre le solite persone.

(1 ottobre 2021)

Pillole di Politica - L'ordine corretto di lettura degli eventi

Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2021

Ordine invertito di lettura degli eventi:

Il “green pass” serve per arrivare al vaccino, il vaccino serve per salvare se stessi e gli altri dall’epidemia, l’epidemia uccide, quindi il “green pass” salva la vita.

Ordine corretto di lettura degli eventi:

L’epidemia, e tutte le pesanti scelte politiche, mass mediatiche e liberticide che l’hanno accompagnata, compreso in primis il fatto di negare le cure esistenti per far morire le persone e comunque di creare un’enorme e sovente ingestibile situazione di stress sociale e individuale per abbattere le difese immunitarie e quindi favorire la malattia, è servita per arrivare al vaccino, di cui si vuole imporre un obbligo ripetitivo nel tempo a prescindere dall’epidemia (verso la quale, tra l’altro, tutti gli attuali vaccini hanno miseramente fallito, come facilmente prevedibile e previsto); la presunta necessità di una vaccinazione “ripetitiva nel tempo” (proprio perché non funziona) è servita per arrivare al “green pass”, cioè all’abrogazione di tutti i principali diritti personali e collettivi, che vengono concessi solo a certi individui e per un tempo limitato; il “green pass” si chiama appunto così, e non “covid pass”, in quanto continuerà a esistere al di là di questa specifica epidemia e ad esso potranno essere agganciati obiettivi di sostenibilità ambientale (da cui l’aggettivo “green”), nel momento in cui il “green pass” non sarà più soltanto il lasciapassare per il diritto al lavoro, il diritto allo studio, la libertà di circolazione e di soggiorno, la libertà di riunione, la libertà di praticare sport e altre libertà (come è attualmente), ma anche il lasciapassare per qualsiasi transazione economica (che potrà essere accettata o rifiutata in base al presunto impatto ambientale, ad esempio quanta CO2 è legata alla produzione di un determinato bene o servizio); infine, nel momento in cui ogni tipo di libertà e di scelta individuale saranno subordinati ad un lasciapassare, saremo arrivati ad una società globale totalitaria (il cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”), in cui, tramite la tecnologia, l’essere umano sarà ridotto al pari di una macchina, in quanto tutte le sue scelte saranno predeterminate o fortemente vincolate da un potere esterno, ovviamente “per il bene di tutti” (?!), proprio come nel caso dei vaccini, delle mascherine, del distanziamento sociale, ecc. Arrivati a questo punto, qualunque obiettivo “esterno”, cioè imposto coattamente alla popolazione mondiale, sarà facilmente praticabile, come un repentino depopolamento per presunte questioni di sostenibilità ambientale (vere o false che siano, se poste in questi termini). Per inciso, in quest’ottica si inserisce l’attuale guerra ai contanti, verso i quali vengono tirate fuori mille (false) ragioni per preferire l’uso di carte di debito/credito o di altri mezzi digitali di pagamento che fanno uso di qrcode e di smartphone; inoltre esiste già, in Svezia almeno, una carta di credito che accetta o rifiuta le proprie transazioni economiche in base al loro presunto impatto ambientale (reale o immaginato che sia), si chiama “Do Black” e si propone «di ridurre le emissioni di gas serra, possibilmente dimezzandole, entro il 2030» (fonte).

Sotto la maschera dell’ambientalismo e della salute collettiva con cui viene sbandierato il “green pass”, si vuole quindi arrivare a ben altro, cioè a un sistema di “crediti sociali”: in sintesi, significa che “se sei un buon cittadino”, ovvero se fai acriticamente e senza anima tutto quello che ti viene imposto dall’alto (proprio come una macchina), sarai premiato con alcune libertà temporanee, altrimenti sarai pesantemente punito, i diritti fondamentali ti saranno negati e sarai anche pubblicamente messo alla gogna (non nella sua versione medievale, ma in quella tecnocratica del terzo millennio). La progressiva sostituzione o ibridazione dell'essere umano con la cosiddetta "intelligenza artificiale" - ovvero macchina calcolante senza anima e senza consapevolezza - rientra in questa logica.

Tutto ciò, se si realizzerà, sarà stato reso possibile non da una epidemia costruita a tavolino, in cui un virus relativamente innocuo è stato reso devastante a causa delle scelte politiche dei governi, ma dalla fondamentale paura di vivere e di morire che accompagna la maggioranza degli esseri umani, i quali, per questa ragione, si affidano ad un potere esterno (religioso, politico o scientifico), deresponsabilizzandosi. Per queste persone scisse internamente e impaurite, il sistema di crediti sociali potrebbe sembrare una benedizione. Questa, in termini buddisti, si chiama “oscurità fondamentale” e coincide con il completo dominio del re demone. Viceversa, all’opposto, una persona che si rende conto di come stanno realmente le cose assai difficilmente si collude con questo sistema criminale - cfr. “Pillole di Buddismo - Libero arbitrio e vittoria con il Daimoku (Nam-myoho-renge-kyo).

Suggerisco di ascoltare l’intervento iniziale di dieci minuti, di Margherita Furlan, in questo video del 27 settembre 2021:
https://casadelsole.tv/tgsole24-27-settembre-2021-clima-il-prossimo-passo-del-grande-reset/

Suggerisco anche una lettura di:
«Migliaia di medici e scienziati sottoscrivono una ferma condanna alla criminale strategia globale per curare il Covid»

(28 settembre 2021)

Pillole di Buddismo - Libero arbitrio e vittoria con il Daimoku (Nam-myoho-renge-kyo)

Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2021

Alcune frasi che vorrei mettere in evidenza, tratte da "Il Conseguimento della Buddità in questa esistenza" (cfr. testo integrale):

«“Mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni” significa che la vita in ogni singolo istante abbraccia il corpo e la mente, l’io e l’ambiente di tutti gli esseri senzienti dei Dieci mondi e anche di tutti gli esseri insenzienti dei tremila regni: le piante, il cielo e la terra, fino al più piccolo granello di polvere. La vita in ogni singolo istante permea l’intero regno dei fenomeni e si manifesta in ognuno di essi. Risvegliarsi a questa verità è di per sé la relazione di mutua inclusione tra un singolo istante di vita e tutti i fenomeni. Tuttavia, se reciti e credi in Myoho-renge-kyo, ma pensi che la Legge sia al di fuori di te, stai abbracciando non la Legge mistica, ma un insegnamento inferiore. “Insegnamenti inferiori” sono quelli diversi da questo sutra, che sono tutti espedienti e insegnamenti provvisori. Nessun espediente o insegnamento provvisorio conduce direttamente all’illuminazione e, senza la diretta via all’illuminazione, non si può conseguire la Buddità, neanche praticando vita dopo vita per innumerevoli kalpa. Conseguire la Buddità in questa esistenza sarebbe dunque impossibile. Perciò, quando invochi myoho e reciti renge devi sforzarti di credere profondamente che Myoho-renge-kyo è la tua vita stessa».

«Non pensare mai che qualcuno degli ottantamila sacri insegnamenti di Shakyamuni o qualcuno dei Budda e bodhisattva delle tre esistenze e delle dieci direzioni sia al di fuori di te».

«Se cerchi l’illuminazione al di fuori di te, anche eseguire diecimila pratiche e diecimila buone azioni sarà inutile, come se un povero stesse giorno e notte a contare le ricchezze del suo vicino, senza guadagnare nemmeno mezzo centesimo».

«Il Sutra del Loto è il re dei sutra, la diretta via all’illuminazione, poiché spiega che l’entità della nostra mente o vita in ogni singolo istante, dalla quale sorgono sia il bene che il male, è in realtà l’entità della Legge mistica».

Queste citazioni sostanzialmente asseriscono che ciascuno di noi coincide con la Legge mistica, ovvero coincide con il Budda, cioè con la Vita, ovvero con tutto ciò che esiste. Usando un linguaggio che esce da quello comunemente usato in questo tipo di letteratura buddista, posso tranquillamente affermare, da queste premesse, che io sono “Il Creatore” della mia realtà (e non lo è un altro ente esterno, il cosiddetto “dio”, che da questa prospettiva non può esistere o, se esiste, coincide con me perché sono io il creatore), oppure potrei anche dire che “io sono l’intero universo”. Stesso discorso, ovviamente, per ogni altra persona.

E’ quindi evidente che la preghiera di Nam-myoho-renge-kyo non deve mai essere rivolta ad un ente esterno, ma solo a se stessi, perché ciascuno di noi è il Budda (altrimenti sarà un’infinita e dolorosa austerità, come scrive il Daishonin). Quindi, quando prego, “mi prego”: per quanto ciò abbia effettivamente poco senso nel linguaggio comune, da un punto di vista coscienziale potrebbe essere l'unica cosa sensata, nel senso che “La Coscienza” è “Una”, anche se compresente in contenitori diversi (i nostri corpi), tramite i quali (forse) fa esperienza di se stessa per diventare consapevole di sé (o per qualsiasi altro motivo che ora mi sfugge). Da questo punto di vista, noi potremmo creare inconsapevolmente, finché ne avremo bisogno, una realtà che non ci piace, nel senso che non corrisponde ai nostri desideri, per mettere in scena “quello che ancora non abbiamo capito”. Poi, quando l’avremo capito, metteremo inconsapevolmente in scena qualcos’altro, e così via in un percorso di accrescimento di consapevolezza. E più ciascuno di noi diventa consapevole, più diventa consapevole l’intera Coscienza, con beneficio per tutte le forme di vita. Ecco allora che la cosa migliore che possiamo fare è lavorare su noi stessi, in quanto ogni tentativo di modificare la realtà (solo apparentemente) esterna senza un vero cambiamento interiore è del tutto inutile, perché l’esterno fa da specchio all’interno (almeno finché percepiremo la realtà come duale).

Il problema del libero arbitrio si inserisce proprio nel modo in cui percepiamo la realtà. Se crediamo che sia duale, e che quindi esista un “interno” (che siamo noi) e un “esterno” (che è qualcos’altro), allora solo in questo caso può esistere il libero arbitrio, cioè il fatto che in ogni istante di vita possiamo scegliere tra due percorsi possibili (in quanto tutto è duale). Se però ci rendessimo conto che la realtà non è duale, allora cambierebbe tutto: il problema del libero arbitrio neanche esisterebbe più, perché ciascuno di noi avrebbe consapevolezza di essere tutto ciò che esiste, quindi non ci sarebbe più il problema di fare scelte. Tutto ciò, ovviamente, è molto distante dal sentire comune e dall’esperienza quotidiana, ma l’ho scritto soltanto per sottolineare che la libertà è innanzitutto una questione di percezione della realtà e, nella teoria buddista dei “dieci mondi”, l’unica condizione vitale in cui si è realmente liberi è la Buddità, nella quale, appunto (secondo le citazioni riportate sopra), il praticante ha la consapevolezza che non esiste alcun potere esterno a sé.

Giusto per ricordarcelo, nel Gohonzon, cioè nello specchio della nostra vita illuminata, la Buddità è al centro e gli altri nove mondi sono al suo servizio: in questo contesto, persino le malefatte del re demone diventano al servizio della Buddità, quindi non abbiamo nulla da temere. Finché continueremo a mantenere la Buddità al centro della nostra vita, così come rappresentata nel Gohonzon, alla fine tutto andrà dove deve andare.

Ricapitolando, la libertà fondamentalmente riguarda la consapevolezza che l'essere umano ha di sé e della sua falsa necessità di avere un potere esterno (politico, religioso o scientifico) che gli dica cosa deve fare. Questa falsa necessità è creata ed alimentata dalla scissione interna alla persona e interna alla società che il potere dispotico fomenta con qualsiasi mezzo lecito e illecito: smascherare questo tranello fa crollare tutto il sistema di potere e l'essere umano torna ad essere consapevole di sé e del fatto di essere il creatore della propria realtà (e, a quel punto, dèi e demoni se ne vanno perché non possono più interagire con questo essere risvegliato, né tanto meno dominarlo). In questa persona internamente riunita e risvegliata, anche il Daimoku cambia, perché diventa veramente rivolto soltanto a se stessa (per far risplendere la Buddità come uno specchio che viene lucidato) e a niente di esterno. I propositi di vita si chiariscono e vanno oltre i bisogni del momento, di cui comunque mantiene la giusta consapevolezza.

Solo in questo modo la “vittoria” nella vita per mezzo del Daimoku diventa possibile.

(28 settembre 2021)

Migliaia di medici e scienziati sottoscrivono una ferma condanna alla criminale strategia globale per curare il Covid

Ultimo aggiornamento: 28 Settembre 2021

Migliaia di medici e scienziati internazionali sottoscrivono un documento che condanna fermamente la strategia globale per curare il Covid, accusando i politici di crimini contro l'umanità

Sito di riferimento:
https://doctorsandscientistsdeclaration.org/

Notizia riferita in questo telegiornale, a partire dal quinto minuto:
https://www.affaritaliani.it/coffee/video/tg-vero-giornale/gestione-covid-la-condanna-di-3000-scienziati--il-tg-vero-giornale-759543.html

Nel momento in cui scrivo (28 settembre 2021), la dichiarazione è già stata sottoscritta da più di 4600 medici e scienziati internazionali.

Copio qui di seguito la traduzione in italiano.


DICHIARAZIONE DEI MEDICI, GLOBAL COVID SUMMIT, ROMA

DICHIARAZIONE DEI MEDICI
GLOBAL COVID SUMMIT – ROMA

Alleanza internazionale di medici e scienziati medici
Settembre, 2021

Noi medici del mondo, uniti e fedeli al giuramento di Ippocrate, prendendo atto che la professione del medico, così come la conosciamo, è a un bivio, siamo costretti a dichiarare quanto segue:

CONSIDERATO che è nostra massima responsabilità e dovere sostenere e ripristinare la dignità, l’integrità, l’arte e la scienza della medicina;

CONSIDERATO che è in corso un attacco senza precedenti alla nostra capacità di prenderci cura dei nostri pazienti;

CONSIDERATO che la politica ha scelto di ignorare i concetti fondamentali di scienza, salute e benessere, abbracciando invece una strategia di trattamento “taglia unica” che ha portato a più malattie e morte rispetto all’approccio individualizzato e personalizzato;

CONSIDERATO che i medici e gli altri operatori sanitari che lavorano in prima linea, utilizzando le loro conoscenze di epidemiologia, fisiopatologia e farmacologia, sono spesso i primi a identificare nuovi trattamenti potenzialmente salvavita;

CONSIDERATO che i medici sono sempre più disincentivati dall’impegnarsi in un discorso professionale aperto e nello scambio di idee su malattie nuove ed emergenti, e che ciò mette in pericolo non solo l’essenza della professione medica, ma soprattutto, e più tragicamente, la vita dei nostri pazienti;

CONSIDERATO che a migliaia di medici viene negato il diritto di fornire cure ai propri pazienti, a causa delle barriere poste da farmacie, ospedali e agenzie di sanità pubblica, che rendono la stragrande maggioranza degli operatori sanitari impotenti a proteggere i propri pazienti di fronte alla malattia. I medici stanno ora consigliando ai loro pazienti di starsene semplicemente a casa (permettendo al virus di incubare) e tornare quando la loro malattia peggiora, e il mancato trattamento causa centinaia di migliaia di morti altrimenti evitabili;

CONSIDERATO che tutto quanto sopra non è Medicina. Non è prendersi cura. Non possiamo restare inattivi mentre i pazienti sono costretti a starsene a casa e a peggiorare. Queste politiche possono effettivamente costituire crimini contro l’umanità.

ORA, QUINDI:

ABBIAMO DECISO che il rapporto medico-paziente deve essere ripristinato. Il vero cuore della medicina è questa relazione che consente ai medici di comprendere al meglio i propri pazienti e le loro malattie, di formulare trattamenti che diano le migliori possibilità di successo, laddove il paziente è un partecipante attivo nella cura.

ABBIAMO DECISO che l’intrusione della politica nella pratica della medicina e nel rapporto medico/paziente deve finire. I medici, e tutti gli operatori sanitari, devono avere la libertà di praticare l’arte e la scienza della medicina senza timore di ritorsioni, censure, calunnie o azioni disciplinari, o addirittura la possibile perdita della licenza, dell’impiego ospedaliero, dei contratti assicurativi, e senza interferenze da parte di organizzazioni pubbliche o private che ancor più ci impediscono di prenderci cura dei pazienti bisognosi. Oggi più che mai, devono essere protetti il diritto e la capacità di scambiare risultati scientifici oggettivi, che favoriscono la nostra comprensione della malattia.

ABBIAMO DECISO che i medici devono difendere il loro diritto di prescrivere un trattamento, osservando il principio PRIMA DI TUTTO, NON FARE DANNO. Ai medici non si deve impedire di prescrivere trattamenti sicuri ed efficaci. Queste restrizioni continuano a causare malattie e morti altrimenti evitabili. I diritti dei pazienti, dopo essere stati pienamente informati sui rischi e sui benefici di ciascuna opzione, devono essere ripristinati in modo che possano ricevere tali trattamenti.

ABBIAMO DECISO di invitare i medici e gli operatori sanitari di tutto il mondo a unirsi a noi in questa nobile causa che è volta a ripristinare la fiducia, l’integrità e la professionalità nella pratica della Medicina.

ABBIAMO DECISO di invitare gli scienziati di tutto il mondo, quelli che sono esperti nella ricerca biomedica e che sostengono i più alti standard etici e morali, a ribadire la propria capacità di condurre e pubblicare ricerche obiettive ed empiriche senza timore di ritorsioni sulla carriera, sulla reputazione e sui mezzi di sussistenza .

ABBIAMO DECISO di invitare i pazienti che credono nell’importanza della relazione medico-paziente e nella propria capacità di essere partecipi attivi del processo curativo, ad esigere l’accesso a cure mediche basate sulla scienza.

Sottoscrivere questa dichiarazione su: https://doctorsandscientistsdeclaration.org/

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