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Politica ed economia

Come il singolo cittadino (magari pacifista) finanzia la guerra

Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2014

Per il singolo cittadino, ricco o povero che sia, è praticamente quasi impossibile evitare di avere rapporti con le banche e, ammesso anche che ci riesca, comunque la sua vita è da loro pesantemente influenzata. Tra l'altro, al di là delle parvenze democratiche del sistema politico in cui i cittadini sono inseriti, il vero potere politico nazionale e mondiale è in mano alle banche: non aver compreso questo aspetto, significa non aver capito nulla di come funziona il potere.

Elogio del capitalismo?!!! Uno sguardo al nostro sistema economico

Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2015

Oggi ho letto che: «Penso che il vero meccanismo propulsore del capitalismo non sia la concorrenza ma la cooperazione, per produrre insieme ciò che nessuno potrebbe fare individualmente. La concorrenza in una società libera è importante, accresce le opportunità di scelta, ma il vero motore è il nostro desiderio di esseri umani di cooperare per creare qualcosa. Il capitalismo è basato sul nostro desiderio di creare ciò che ci fa vivere meglio, dunque la concorrenza, come il profitto, non si trova al primo posto.

Esperimento con Netlogo su sistema economico competitivo e capitalistico

Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2015

NetLogo è un ambiente di modellazione programmabile per simulare fenomeni naturali e sociali. E’ stato progettato per consentire l'ingresso facile a novizi e allo stesso tempo soddisfare le esigenze di utenti avanzati.
L'ambiente NetLogo consente l'esplorazione di fenomeni della realtà quotidiana. Viene fornito con una vasta libreria di modelli che descrivono diversi ambiti della realtà, quali l'economia, la biologia, la fisica, la chimica, la psicologia, la dinamica del sistema e molte altre scienze naturali e sociali.

Tisa: così gli Usa premono sull'Europa per liberalizzare il mercato dei dati

Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2014

Lo rivela un leak dai negoziati internazionali in corso tra 23 Paesi per un accordo sul commercio dei servizi. Il documento rivela le richieste americane per abbattere le regolamentazioni nazionali in materia di circolazione, conservazione, scambio dei dati personali, e-commerce, net-neutrality.

STOP TTIP: un NO al trattato che cancella i diritti! Qui puoi firmare

Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2016

SITO PRINCIPALE DELLA CAMPAGNA STOP TTIP: http://stop-ttip-italia.net/

STOP-TTIP: Una poesia-denuncia da diffondere:
https://www.informatica-libera.net/stop-ttip-poesia-denuncia

Il premio Nobel per l'economia (2001) Joseph Stiglitz, ospite del Parlamento italiano il 24 settembre 2014, parla del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).

Un travisamento surreale della storia (video, con trascrizione)

Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio 2015

Premessa: io, come blogger, non ho la verità in tasca e non posso esprimermi sulla correttezza delle ricerche fatte da altri. Il mio è solo un invito a non fermarsi mai a ciò che passa dai mass media. E' auspicabile andare oltre... ma senza credere ciecamente a ciò che è reperibile nel mare di Internet: sarebbe importante fare ricerche personali e dare un'occhiata anche all'informazione alternativa, anche se mai, in generale, tutte le domande troveranno risposta (è impossibile, non sarebbe umano).

NO alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato

Ultimo aggiornamento: 4 Marzo 2015

Pagina per la raccolta firme:
https://www.change.org/p/no-alla-soppressione-del-corpo-forestale-dello-stato

Ho aderito a questa petizione alcuni mesi fa. Come quasi tutte le cose realmente importanti per i cittadini, non ha ricevuto eco nei media: provo a diffondere la conoscenza del problema attraverso il mio blog, con un ringraziamento particolare al Corpo Forestale dello Stato e a chi ci lavora.

Come un grande sogno positivo: pace e sviluppo, relazioni e economia, reciprocità e essere solidali (di Marta Pecci)

Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2015

Andare in bicicletta: una buona musica

La verità della vita è essere vivo, in relazione, nel rispetto dell’altro, per il cui obiettivo di creare valore è necessario lo sviluppo di una economia equa e solidale che crede nei valori della gratuità, del dono e di un crescere insieme.

Ahi serva Italia!

Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2015

Sia ben chiaro: io amo l'Italia e gli italiani. Quanto segue è come grandi autori (Dante, Leopardi, Pasolini) hanno descritto il nostro popolo: il nostro futuro, comunque, è sempre nelle nostri mani, possiamo portarlo dove vogliamo!

Dante, Divina Commedia, canto sesto del Purgatorio:

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!

EBAYabuse: quello che eBay fa all'Italia è vergognoso, ma quello che l'Italia non fa ad eBay lo è ancora di più

Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2015

eBay è una corporation americana: mi sembra un motivo più che sufficiente - anzi, il principale motivo - per acquistare altrove (si veda un importante e illuminante documentario sulle corporations). Ovviamente anche Amazon è una pessima scelta.

Ecco come si arricchiscono le multinazionali: non pagano le tasse e violano qualsiasi diritto umano e ambientale

Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2016

Nota: quanto segue è frutto di ricerche personali, come del resto tutto il mio blog, sulla cui esattezza e fondatezza ciascuna persona può (e ancor meglio dovrebbe) approfondire personalmente. Le mie idee non sono oro colato, le informazioni a mia disposizione possono contenere errori involontari, le mie scelte sono opinabili (come del resto quelle di qualunque altra persona), ragion per cui chi legge il mio blog è l'unico responsabile delle proprie azioni.

Condivisione, Solidarietà, Beni Comuni - Videolezione di Stefano Rodotà

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2015

Condivisione, solidarietà, beni comuni - Videolezione di Stefano Rodotà flashplayer file image

Fonte: Stefano Rodotà, «Beni comuni: "la ragionevole follia"»

Coltan: quante vite uccise, rovinate, massacrate... costano i nostri telefonini e altri aggeggi elettronici?

Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2015

Si veda anche: Teoria dell'obbligatorietà della connessione in mobilità (di Francesco Galgani)

Prima di leggere quanto segue... proviamo a chiederci se davvero abbiamo bisogno di un nuovo cellulare...
al termine della lettura... proviamo a porci di nuovo la stessa domanda...

Come costruire società e istituzioni nonviolente

Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2015

Johan Galtung, importante esperto mondiale di studi per la pace, nel breve video seguente parla dei punti chiave per la risoluzione pacifica dei conflitti, tra cui rientra la creatività come ingrediente di base per la ricerca di soluzioni vantaggiose per tutti:

Johan Galtung ha fondato nel 1959 l'International Peace Research Institute di Oslo, è stato professore di ricerca sulla pace e i conflitti all'Università di Oslo e professore onorario nelle università di Berlino, Alicante e Princeton. Consulente dell’ONU, nel 1987 è stato insignito del "Right Livelihood Award", o "Premio Nobel per la Pace Alternativo", per la sua opera di educatore agli studi sulla pace. Dirige Transcend, rete di ricerca e azione per la pace ed è rettore della Transcend Peace University. 

E' possibile approfondire il suo pensiero in libri come:

Altri suoi libri in italiano, purtroppo, sono attualmente fuori commercio, forse disponibili in qualche biblioteca. Alla pagina "Johan Galtung. Scienziato della pace", in calce, è riportata una lista di suoi libri in italiano. Su Peacelink è disponibile un articolo: «Il contributo di Johan Galtung alla teoria ed alla pratica della pace e della nonviolenza».

Galtung applica il concetto della nonviolenza anche alla salute e alla medicina. Il seguente video di otto minuti, in cui parlano Alessandro Pizzoccaro e Johan Galtung, espone un approccio alla salute nonviolento:

L'articolo che ho riportato qui in calce, dell'8 ottobre 2010, è tratto dall'archivio "Informazioni per la stampa", dell'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
Credo che sia una lettura che possa far riflettere non soltanto a livello di relazioni tra popoli, ma anche di relazioni interpersonali.

Buona vita nonviolenta,
Francesco Galgani,
20 agosto 2015

Relazioni, linguaggio, comunicazione...

Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2015

Relazioni, linguaggio, comunicazione...

Per Amare,
serve almeno il parlare...

I problemi sono tanti,
sono qui,
sono incessanti...

se non ci vuoi affogare,
ricorda di dialogare!

Onestà,
sincerità,
lealtà...
queste servono!

Tu invece vendi armi,
spargi odio,
non stai ad ascoltarmi...

Ma altre persone
leggeranno queste parole,
forse mi capiranno
ascoltando il Cuore :)

Curando le relazioni,
il linguaggio,
la comunicazione,

curiamo noi stessi,
seminando pace
che tutto trasforma,
che di benessere è capace.

(Francesco Galgani, 9 settembre 2015)

Note: L'Italia è da anni saldamente nella top ten mondiale dei Paesi produttori di armi, che vengono vendute ai Paesi in guerra, soprattutto in Africa e nel Medio Oriente. In particolare l'Italia è il primo paese in Europa a vendere armi alla Siria: dal 2001 la Siria ha acquistato in licenza armi nel vecchio continente per 27 milioni e 700mila euro. Di questi, quasi 17 arrivano dal nostro Paese. Nel mentre gli Stati Uniti armano e addestrano i ribelli "moderati" e oggi l'Isis combatte con fucili con la scritta "Property of US Govt", di "proprietà del governo statunitense". La guerra in Siria è un business cui il governo italiano partecipa e che distrugge milioni di vite tra sfollati, profughi e morti. Il governo vuol contribuire a diminuire il numero di profughi dai Paesi in guerra? Deve bloccare subito l'export di armi nei Paesi teatro di guerre e attuare una politica estera non succube degli interessi USA.
http://www.beppegrillo.it/2015/09/la_guerra_civile_siriana_parte_1.html

The emergence of language

 

A proposito di referendum ed elezioni politiche

Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2016

La democrazia è partecipazioneNon andare a votare quando ogni cittadino è chiamato a farlo, in assenza di veri impedimenti (come una malattia), è un'offesa verso la propria libertà, che così viene ceduta ad altri. Disinteressarsi della gestione del bene comune, ovvero della "politica" nella sua accezione più corretta del termine, significa lasciare i propri beni in mano ad altri, dando loro il diritto di saccheggiarli o di distruggerli.

Fare di tutta l'erba un fascio, dicendo "Ma tanto sono tutti corrotti...", oppure "Ma tanto non cambia nulla", è un pretesto comodo, ma fasullo, per non impegnarsi a informarsi e a fare con convinzione le proprie scelte. Nessuno è solo: quando scegliamo di lottare per un causa, sicuramente c'è anche qualcun altro che lo sta facendo.

Per quanto riguarda nello specifico i referendum abrogativi (come quello odierno), il quorum è il numero di votanti necessario affinché una consultazione elettorale sia considerata valida. In Italia, la legge stabilisce che un referendum è valido solo se si reca alle urne il 50% degli aventi diritto: ne segue che gli inviti a non andare a votare sono uno strumento antidemocratico. Ne sanno qualcosa i moltissimi Paesi occidentali dove il quorum non è mai previsto, lo dimostra anche il Consiglio d'Europa che ha chiesto all'Italia di eliminarlo dallo strumento referendario. In particolare, ai punti 50-51-52 (pag. 23-24) del "Codice di Buona condotta sui Referendum Adottato dal Consiglio per le Elezioni Democratiche", si raccomanda agli stati di non prevedere dei quorum per l'approvazione dei referendum, tutelando il principio secondo il quale chi si reca alle urne decide e chi sta a casa delega coscientemente la decisione ai propri concittadini. In questo modo il popolo sovrano può intervenire direttamente sulle leggi, proponendo dei provvedimenti e confermando o meno quelli approvati dal Parlamento, nel solco di quanto previsto dalla Commissione europea per la democrazia attraverso il diritto.

Come ha scritto Daisaku Ikeda, in "Giorno per giorno" (Esperia edizioni):
«Non vi può essere vera democrazia a meno che i cittadini di un paese comprendano che essi sono i sovrani e i protagonisti principali, agendo di conseguenza con saggezza e profonda consapevolezza. La democrazia non adempirà la sua missione a meno che gli individui si alzino con maggiore informazione e coinvolgimento e, uniti, lottino in favore della giustizia, controllando le attività dei potenti.»

Auguro a chiunque ne abbia la possibilità di andare a votare,
Francesco Galgani,
17 aprile 2016

No all'erbicida cancerogeno (petizione dei cittadini europei)

Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2016

DOWNLOAD MP4

Petizione: https://act.wemove.eu/campaigns/no-al-glifosato

Pesticidi della MonsantoNon vogliamo erbicida nei nostro corpi! Negate la richiesta di rinnovo di glifosato, un veleno spesso usato in erbicidi come in quello di Monsanto, RoundUp. É stato classificato da esperti indipendenti dell'OMS come probabile sostanza cancerogena. Non vogliamo che questo veleno chimico sia minimamente vicino ai nostri parchi, alle nostre case, e al nostro cibo.

Per maggiori informazioni, si veda il "MANIFESTO STOP GLIFOSATO" e l'articolo "Il diserbante più usato al mondo è cancerogeno ed è nel 47% delle falde in Italia".

Ai Cittadini Europei, alla Commissione Europea, alla Monsanto

La Vita è sacra,
è il Bene che abbiamo,
ma asserviti ai soldi
tutto perdiamo!

Voi siete i primi
a nutrirvi di morte,
insieme a noi tutti
condividete la sorte

di chi taglia il ramo
su cui è seduto,
o brucia la casa
in cui è cresciuto.

Non c'è altra casa
dove scappare,
quel ch'è distrutto
è tardi per salvare,

ma... qualcosa
possiamo ancora fare!

Eliminiamo il glifosato,
OGM e schifezze varie,
pure io ho firmato
schifato dalla barbarie

di chi inquina il mondo,
uccide e fa ammalare,
ignorando completamente
cosa sia l'Amare.

Firma anche tu:
https://act.wemove.eu/campaigns/no-al-glifosato

Grazie!


(Francesco Galgani, 14 maggio 2016)
https://www.galgani.it/poesie/index.php/poesie/584-ai-cittadini-europei-alla-commissione-europea-alla-monsanto

STOP TTIP: Una poesia-denuncia da diffondere

Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2016

STOP TTIP

Condividi questo link: https://www.informatica-libera.net/stop-ttip-poesia-denuncia

Avevo già denunciato il TTIP (trattato di liberalizzazione UE-USA), tramite questo blog, il 2 gennaio 2015, ma ancora oggi poche persone sanno di cosa si tratta. Il 3 marzo 2015 avevo anche pubblicato un altro articolo-denuncia, intitolato "Gli schiavi di Amazon (e delle corporations)", ma se il TTIP sarà ratificato, saremo tutti quanti peggio che schiavi: la nostra economia, il nostro ambiente, la nostra salute e il nostro futuro saranno completamente distrutti. Saremo invasi da prodotti statunitensi a bassissimo costo e altamente nocivi e cancerogeni, che faranno fallire le nostre aziende. Non ci saranno più diritti per i lavoratori, nemmeno quello di andare in bagno per i normali bisogni fisiologici (non è uno scherzo, leggete qui). Ogni diritto sarà cancellato e i nostri governi completamente asserviti, anche sul piano legislativo, a un potere sovranazionale ben lontano dagli interessi di noi persone comuni.

Ho scritto la seguente poesia-denuncia, contenente due link per chi si vuole informare e agire: invito i miei lettori a diffondere questa pagina, grazie.

Operai col pannolone (STOP TTIP - Accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti)

In questo mondo selvaggio,
belli e preziosi,
i miei compagni di viaggio
di Giustizia vogliosi!

Abbiamo un Cuore
che non si fa piegare
a servitù e disonore
del tremendo affondare

di questa società,
asservita al capitale,
rea d'oscenità
che la rendon brutale.

«NO!» al pannolone (*)
per du' spicci guadagnare,
accettare l'afflizione
è Vita pugnalare:

non è mercato,
né democrazia,
è un attentato,
è dei soldi pazzia.

Il mostruoso trattato
che questo autorizza,
è già insanguinato
e il peggio legalizza,

è figliol nato
da criminosa perversione,
deve essere estirpato,
è solo corruzione!

Spargiamo la voce,
diamoci da fare,
sarà pena atroce
il suo ratificare.

Informati, firma e agisci:
https://www.informatica-libera.net/content/stop-ttip-un-no-al-trattato-che-cancella-i-diritti-qui-puoi-firmare

Grazie!

(Francesco Galgani, 17 maggio 2016 - https://www.galgani.it/stop-ttip)

(*) "Operai USA costretti a lavorare con il pannolino per non farsela addosso - Vietato andare in bagno: operai come bestie nelle fabbriche lager"
http://www.beppegrillo.it/2016/05/vietato_andare_in_bagno_operai_come_bestie_nelle_fabbriche_lager.html

La nuova religione tecno-capitalista: tutti connessi in Rete, ovunque e sempre

Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2016

Stay connected is religionNonostante l'euforia diffusa sulle potenzialità della Rete – che è sempre più mezzo di connessione e sempre meno mezzo di comunicazione e di conoscenza; che è sempre più capitalista e sempre meno libera e anarchica come alle origini, cautela e scetticismo sul valore emancipativo delle tecnologie digitali sembrano più che sensate. "Essere in Rete" non è forse un processo di cattura che impedisce la partecipazione reale alla vita democratica? L'articolo che segue è un'intervista di Paolo Bartolini al Prof. Lelio Demichelis, docente di Sociologia, che analizza il mondo attuale con uno sguardo critico, profondo e multidisplinare, coinvolgendo settori come la sociologia, l'economia, la psicologia, le politiche internazionali, ma anche l'antropologia e altri ancora. La prospettiva offerta concorda con vari scritti presenti in questo blog, tra cui "L'era della persuasione tecnologica" e "L'era della simulazione ovvero l'oscuro desiderio di essere sempre connessi".

Francesco Galgani, 23 maggio 2016

Internet is the religion

Il dio che non voleva morire. Tecnica, Capitalismo e limiti del vivente

Un'intervista a Lelio Demichelis a cura di Paolo Bartolini, fonte: megachip.globalist.it, 13 maggio 2016

Unione Europea e solidarietà internazionale: qual è la strada da seguire?

Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2016

Dopo il saluto della Gran Bretagna all'Unione Europea, dietro cui è evidente il fallimento delle politiche comunitarie volte all’austerità e all’egoismo degli Stati membri, m'è tornata a mente la poesia seguente, che scrissi circa un anno fa:

Popoli d'Europa, sollevatevi!Esperimenti europei su cavie umane

Laboratorio greco
della dittatura finanziaria...
non c'è nulla di più bieco
dell'usura bancaria,

in cui sei caduto,
mentre rantoli morente,
per sperimentar l'aiuto
di chi ha il cuore assente.

Tanti soldi son girati,
ma al popolo nulla è dato,
son solo interessi privati
che Dignità e Rispetto...

hanno violentato!

(Francesco Galgani, 20 luglio 2015)

Europa delle bancheSotto la poesia, nella relativa pagina su galgani.it, riportai le parole di Joseph Eugene Stiglitz e Paul Krugman, entrambi premi Nobel per l'Economia. Penso che valga la pena di rileggerle, ad un anno di distanza:

Joseph Eugene Stiglitz (premio Nobel per l'Economia), in un'intervista rilasciata alla rivista Time, ha lanciato l’ennesimo appello per la cancellazione del debito di Atene, criticando le politiche di Commissione Ue, Bce e Fmi e affermando che istituzioni e paesi che hanno imposto tagli e austerità alla Grecia «hanno una responsabilità criminale». (fonte)

Paul Krugman (anch'egli premio Nobel per l'Economia), in un articolo sul New York Times, ha scritto: «Non lasciatevi ingannare dalla presunzione che i dirigenti della Troika siano soltanto dei tecnocrati che spiegano agli ignoranti greci cosa va fatto. Questi presunti tecnocrati sono in realtà dei fantasisti che hanno fatto scempio di tutto ciò che è dottrina in macroeconomia, e hanno preso ogni decisione nel modo più erroneo possibile». (fonte)

David Borrelli, al TgLa7 Speciale Brexit di due giorni fa, copresidente del Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia, ha fatto un intervento, riportato in questo video di sei minuti. nel quale ha precisato l'importanza di cambiare l'Europa da dentro, affinché diventi davvero una comunità, e non un'unione di banche e lobby che mette la finanza davanti a tutto, davanti a noi cittadini, ai nostri interessi, ai nostri più basilari diritti, alle vite nostre e di tutto coloro che giungono in Europa cercando una vita migliore.
 

Il mare della morte

Gli immigranti sono persone in carne e ossa, come noi. Non possiamo rimanere a guardarle annegare. Per dimostrare solidarietà con i rifugiati, nella foto qui riportata vediamo che sull'Acropoli di Atene sono stati esposti questi slogan in greco e in inglese: "L'Unione Europea e la NATO stanno trasformando il Mediterraneo in un mare di morti. Fermare questo crimine ora! Solidarietà e misure di sostegno immediato per i rifugiati".

KKE dall'Acropoli: Solidarietà con i rifugiati, condanna dell'Unione Europea e della NATO

L'Europa attuale non è minimamente democratica e viola le sovranità nazionali

È più che mai necessario cambiare l'attuale Europa, per renderla non soltanto solidale, ma anche democratica. Gli organi decisionali dell'Unione Europea non sono elettivi, come spiegato in questo articolo. Inoltre, a livello dell'Unione Europea, i poteri legislativo ed esecutivo non sono divisi. I ministri nazionali, che a livello nazionale sono autorizzati solamente a proporre e attuare le leggi, approvano le leggi europee. Questo meccanismo consente ai ministri di imporre delle soluzioni che i Parlamenti nazionali non condividono. Inoltre, la Commissione, nominata dal Consiglio e organo esecutivo della UE, ha il diritto di iniziativa legislativa. L’organo legislativo, cioè il Parlamento, finora non dispone del pieno ed esclusivo diritto di iniziativa legislativa. I cittadini, sovrani nella democrazia, non hanno alcuna voce in capitolo sul modo in cui viene scelto il “governo della UE”, cioè la Commissione europea, né diritti di partecipazione diretta.  Come ha detto l'ex Commissario per l'allargamento Gunther Verheugen: “Se la UE dovesse candidarsi per entrare nella UE, non potremmo accettarla. Il suo carattere democratico è semplicemtente insufficiente.
Thomas Benedikter, economista e ricercatore sociale, ha scritto il libro "Più democrazia per l'Europa - La nuova Iniziativa dei cittadini europei e proposte per un‘Unione europea più democratica", disponibile in PDF con licenza Creative Commons Attribution-Non-Commercial-No Derivs 2.5.

Qual è la strada da seguire?

Riflettendo su questo mondo pieno di sfide e di conflitti, dove le buone notizie scarseggiano, Amina J. Mohammed, Consigliere speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il Piano di sviluppo dopo il 2015, ha sottolineato (in questa intervista) che la chiave per rafforzare l’unità della società internazionale è «trovare ancora un posto per la nostra umanità [...], riappropriarci dei valori che abbiamo perso per strada». Il dialogo è davvero qualcosa che ognuno di noi, in qualsiasi luogo e tempo si trovi, può iniziare per riconquistare la nostra umanità collettiva. La Proposta di Pace 2016 di Daisaku Ikeda, nella quale ho trovato questa riflessione di Amina J. Mohammed, contiene già tutto quello che serve per costruire un'Europa nuova... e per ristrutturare i nostri cuori nella giusta direzione.

Intercultura

Non c'è più tempo per costruire barriere egoistiche e narcisistiche in base alle razze, alle culture, alle nazionalità. A proposito delle razze umane e degli orgogli nazionalistici, consiglio caldamente una visione di questo video di sei minuti. Non c'è più tempo nemmeno per lasciarsi guidare dalle simpatie o dalle antipatie verso le persone, perché siamo tutti in pericolo: giorno dopo giorno, stiamo distruggendo il nostro mondo e le nostre vite. Domani ci sarà un futuro per tutti noi? Domani avremo ancora acqua, cibo, vestiti e una casa? Domani potremo ancora gioire delle cose che amiamo? È più che mai urgente cambiare direzione se vogliamo salvare questo povero mondo e, con esso, anche noi. Ma per cambiare la direzione autodistruttiva che ha intrapreso la nostra società, prima di tutto dobbiamo cambiare i nostri cuori e dialogare a tu per tu con le altre persone. In poesia:

Culture del mondoPer salvare questo mondo

Ceder denari
per altri aiutare,
in realtà ignari
del loro utilizzare,

è un palliativo
del tutto insufficiente,
non è decisivo,
non aiuta la gente.

Se vuoi contribuire
a un mondo migliore,
lascia il Cuor fiorire
d'una crescita interiore:

se persone vuoi toccare
portando Felicità,
non puoi ristagnare
nelle negatività...

Chi oggi è tale a ieri
nessuno può aiutare,
ma se ti lavi i pensieri
grazie a un vero Amare,

consapevole dei problemi,
dell'impatto del tuo agire,
superando gli attuali schemi
e imparando a progredire,

miracoli puoi fare,
annoverandoti nella schiera
di chi sa lottare
in prodiga maniera.

Il Cuore d'Umanità
che stavi cercando,
l'auspicio di Felicità
che stavi sognando,

la Pace del Perdono
che il Futuro apre,
l'inaspettato dono
che a Te piace:

tutto questo sei Tu!

Portiamo Salvezza
a questo poro mondo,
con te bacio la tristezza
e gioia infondo.

Quanto è grande il tuo Cuore!
Quanto forte il tuo Coraggio!
Diffondi tanto Amore,
la tua Vita sia il messaggio!

(Francesco Galgani, 25 giugno 2016)

Buona Vita,
Francesco Galgani,
26 giugno 2016

Bisogno di nuove politiche antifumo e di tutela alla salute (lettera aperta al Ministero della Salute e al Primo Ministro)

Ultimo aggiornamento: 3 Luglio 2016

Quanto segue è una lettera che ho inviato tramite PEC. Chi lo desidera, può condividerla con chi vuole.

Lettera aperta alla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute
e in copia al Primo Ministro On. Matteo Renzi

Io, come cittadino, noto con tristezza e sincera preoccupazione che sempre più giovani e giovanissimi, maschi e femmine, fumano e bevono alcolici.
Qualunque politica antifumo, ammesso che sia stata fatta, non ha raggiunto il suo obiettivo, cioè salvare tante vite preziose e, contemporaneamente, ridurre di molto il business delle multinazionali del tabacco e scontrarsi con esse (cosa che diventerà impossibile se sarà approvato il TTIP): se non c'è questa volontà, tutto il resto sarà inutile.
Stesso discorso per le politiche atte a ridurre il consumo di alcolici e per le politiche atte a favorire un'alimentazione preventiva di molte malattie (cioè vegana), politiche che necessariamente implicano una molteplicità di azioni e di investimenti, ma anche uno scontro frontale con chi trae maggior profitto dal commercio di cibi e bevande nocivi alla salute.

Voi cosa desiderate per i vostri figli e per i vostri cari? Tanta salute o tanta malattia? La stessa cosa vale per il resto della popolazione.
Certo che anche voi desideriate un mondo migliore, vi regalo questa poesia, confidando nella vostra umanità:

Piaceri falsi, distruzione vera

A 12 anni la prima sigaretta,
pari a un'inculata
forte e maledetta.

Tra fumo e alcol
poi il tempo se ne andrà,
ma resterà la distruzione
che il folle agire dà.

Dove c'è dipendenza,
e pure incoscienza,
qualcuno s'arricchisce,
ma il tuo Essere perisce.

Tra sigarette,
altre droghe,
birra
e Facebook,

mangi scarti a colazione
e merda a cena,
ti preoccupi per tanto,
ma scordi l'essenziale.

Non ti Ami,
e segui il gruppo:
son piaceri falsi,
ma distruzione vera.

Guardo una gioventù
immemore d'un sano Amare,
incapace di proteggersi,
abituata a disprezzare

se stessa e gli altri,
senza freni d'un buon senso,
trasportata dalla corrente
verso il mare del patimento...

Per un miglior destino
ci vuole Amore vero...

Il Rispetto della Vita
sia il nostro credo!

(Francesco Galgani, 3 luglio 2016)
https://www.galgani.it/poesie/index.php/poesie/593-piaceri-falsi-distruzione-vera

Vi ringrazio per la vostra attenzione,
Francesco Galgani

Lo straniero non è il nemico, ma il lievito critico, necessario, per far crescere la società

Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2016

Nel video in calce, è riportato l'intervento "Cibo, l'arcano del dono", del prof. Marino Niola, antropologo della contemporaneità, del 27 maggio 2012, in occasione di "Pistoia, Dialoghi sull'Uomo". Egli, partendo da miti e leggende di diversi popoli, espone una riflessione antropologica bellissima e profonda, utile per riflettere su noi stessi, sulla nostra società e sul nostro modo di pensare e di agire.

Lo straniero, l'estraneo, il diverso, l'Altro... non è il nemico, ma è l'ospite, il fermento, il lievito critico, ma necessario, che fa crescere la società. Accogliere ed essere accolti, ospitare ed essere ospitati, dare e prendere... non sono diversi, ma sono due momenti di una stessa azione. L'alterità fa parte dell'identità. Lo scambio è ambiguo, è contatto ma anche contaminazione: la paura dilagante dell'infezione che viene dall'esterno è lo specchio dell'arida solitudine della nostra società. Il culto della purezza è contro-natura, porta solo su sentieri di sofferenza. Da soli c'è malessere, insieme c'è il benessere.

Buone riflessioni,
Francesco Galgani,
8 luglio 2016

DOWNLOAD MP4

Morti di Stato

Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2016

Morti di Stato

Il mio pensiero
a gente amata,
offesa e umiliata,
ormai al peggio abituata.

Lo scontro frontale
non è stato un incidente,
ma l'esempio evidente
d'un'abbandono incosciente:

le croci sulle strade,
i treni a manovella,
gli aerei non si fermano...
a chi ci s'appella??!

A un governo giusto,
coscienzioso e solerte,
che dà tanto a parole,
ma al Sud quasi niente?

Io voglio credere
in un cambiamento,
voglio credere nel buono
che ognuno ha dentro:

è questione di giustizia,
di dire la verità,
di farci valere
con piena dignità.

Questo gioco deve finire,
è il tempo di reagire.

(Francesco Galgani, 13 luglio 2016, poesia scritta dopo la tragedia ferroviaria a Bari del 12 luglio 2016)
https://www.galgani.it/poesie/index.php/poesie/595-morti-di-stato

Quando succedono fatti gravi, ciascuno ha spesso qualcosa di dire, in molti si improvvisano "esperti", dimenticando però di ascoltare, di informarsi con calma e, se possibile, di darsi da fare. Ascoltare con compassione la sofferenza delle persone coinvolte, a cui va anche il mio cordoglio, sarebbe già molto. Io, come poeta, posso vergar versi e dire quel che io stesso ho visto e vissuto: da una parte una rete di trasporti pericolosa e inadeguata, dall'altra l'assenza di un Ministro dei Trasporti e di un Capo del Governo a cui ho inviato anche un petizione firmata da 1420 persone, ma senza mai ricevere alcuna risposta. Ho scritto tante poesie-denuncia e, in alcune circostanze, le ho inviate anche ad alcuni membri del Governo, sempre rivolgendomi al loro cuore: io penso che ciascuno di noi, come cittadino, abbia il dovere morale di agire al meglio delle sue possibilità per un mondo migliore. Come scrisse Daisaku Ikeda: «La democrazia non adempirà la sua missione a meno che gli individui si alzino con maggiore informazione e coinvolgimento e, uniti, lottino in favore della giustizia, controllando le attività dei potenti».

Il titolo e il senso di questa poesia-denuncia sono meglio chiariti da un paio di articoli:
"Non è stato un incidente": http://www.beppegrillo.it/2016/07/non_e_stato_un_incidente.html
"Investimenti pubblici, il clamoroso caso ferrovie: 98,8% di fondi al Nord. Al Meridione solo le briciole": http://www.ilmattino.it/economia/investimenti_nord_ferrovie-662116.html

Secondo me l'Arte dovrebbe sempre porsi anche degli scopi sociali.
Grazie a tutti.

Incidente ferroviario sulla linea Andria-Corato del 12 luglio 2016

Referendum Brexit: un esempio delle conseguenze sociali e politiche della bolla-filtro (filter bubble) dei social network, dei motori di ricerca, dei giornali e altri spazi online

Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2016

In questa pagina vedremo come Facebook e gli altri social minino alle fondamenta della democrazia, influendo persino sul destino storico di una nazione, con specifico riferimento al referendum del 23 giugno 2016 sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea (Brexit). Prima, però, vorrei iniziare con questa citazione:

«Pensavamo che la segretezza fosse forse il peggior nemico della democrazia e fino  a quando non c'erano repressioni o censura, potevamo credere che le persone prendessero delle decisioni ragionate che mantenessero le nostre società libere, ma negli ultimi anni abbiamo imparato che le tecniche di disinformazione e depistaggio sono diventate cosí sofisticate che, anche in una società aperta, un flusso di informazioni sapientemente guidato puó sopraffare la verità, anche se la verità è la fuori, incensurata, quietamente disponibile per tutti coloro che sanno trovarla».
(Daniel Dennett)

Per chi sa non cosa sia la "bolla filtro". o "gabbia di filtri" ("filter bubble"), nel paragrafo seguente riporto una citazione di parte della sez. 1.5.1 di "L'Era della Persuasione Tecnologia ed Educazione all'Uso della Tecnologia", integrato con alcune note; i riferimenti bibliografici sono reperibili sul testo originario (liberamente consultabile). Segue poi un articolo Tom Steinberg del 27 giugno 2016, intitolato "Defined by the Filter Bubble" e tradotto per Megachip a cura di Giampiero Obiso.

La patologia della democrazia

Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2016

La patologia della democrazia

Fra tanti inutili fuchi
se ne cerca il peggiore,
l'unico col pungiglione
e pure un po' coglione,

pronto a comandare
nuove spese militari,
a godimento di quei maiali
psicopatici e brutali,

dal cervello bacato,
nei soldi imprigionato,
che son ladri di vita,
d'anima aberrita:

questa è la follia
d'un'ottusa democrazia,
smarrita nel ragionamento,
egoista nel sentimento,

che si lascia abbindolare,
e facilmente soggiogare,
da fin troppe carogne
abili nel parlare.

I signori della guerra
dominano il mondo,
ma a loro non mi piego,
c'è altro nel mio profondo!

Dove vogliamo andare?
Chi vogliamo a comandare?

Per un grande miglioramento
pochissimo basterebbe, (1)
ma un nuovo governo
d'urgenza servirebbe: (2a,b)

è tempo d'una rivoluzione
che parta dal Cuore,
che ritorni alle origini
del primo vero Amore!

E' tempo d'inchinarci
a chi vive le dolci attese,
riverendo le mamme,
sagge ma indifese,

fin troppo disprezzate,
eppur sempre degne
d'essere ascoltate:

per nessun sortilegio
si farebbero ingannare
da chi i bimbi ferisce
o fa ammazzare.

(Francesco Galgani, 9 settembre 2016)
https://www.galgani.it/poesie/index.php/poesie/608-la-patologia-della-democrazia

Note:

Riforma della Costituzione Italiana: il popolo è chiamato ad esprimersi...

Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2016

E se si votasse sulla Costituzione familiare? Ecco il cortometraggio sui risvolti della riforma

Il cortometraggio seguente, prodotto da Pietro Adami (fonte), fa capire i risvolti dell'attuale riforma costituzionale, traslandola in un'ipotetica "costituzione familiare":

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Riforma della Costituzione ItalianaDov’è oggi la sovranità, quella sovranità che l’art. 1 della Costituzione pone nel popolo e che l’art. 11 autorizza bensì a “limitare”, ma precisando le condizioni (la pace e la giustizia tra le Nazioni, e non le tante guerre e vendite di armi a cui l'Italia partecipa, con 50 milioni di euro di spesa giornaliera) e vietando che sia dismessa e trasferita presso poteri opachi e irresponsabili? È superfluo ripetere quello che da tutte le parti si riconosce: per molte ragioni, il popolo sovrano è stato spodestato.

Se manca la sovranità, cioè la libertà di decidere da noi della nostra libertà, quella che chiamiamo costituzione non più è tale. Sarà, al più, uno strumento di governo di cui chi è al potere si serve finché è utile e che si mette da parte quando non serve più.

La prassi è lì a dimostrare che proprio questo è stato l’atteggiamento sfacciatamente strumentale degli ultimi anni: la Costituzione non è stata sopra, ma sotto la politica e perciò è stata forzata e disattesa innumerevoli volte nel silenzio compiacente della politica, della stampa, della scienza costituzionale. Ora, la riforma non è altro che la codificazione di questa perdita di sovranità.

Suggerisco ai miei lettori una lettura di: "La patologia della democrazia".


Perché votare “No”?

Se la riforma dovesse essere approvata, gli spazi democratici verrebbero limitati. Si concentrerebbe maggior potere nelle mani del governo italiano, riducendo il ruolo del parlamento e limitando il pluralismo attraverso una legge elettorale che garantirebbe una maggioranza assoluta al partito col maggior numero di voti. 

Inoltre la riforma ridurrebbe il potere delle regioni, ostacolando le autonomie locali. 

Vista ancor più ampiamente, la riforma sarebbe un’altra espressione dell’attuale richiesta della UE di avere governi nazionali affidabili che possano applicare decisioni tecnocratiche senza il disturbo di un’opposizione politica e del dissenso organizzato. La “governabilità" a tutti i costi, in altre parole. Vedremmo sicuramente una crescita della retorica del tipo “Non ci sono alternative”, che ha caratterizzato la posizione dell’Unione e dei suoi stati dalla crisi del 2008. 

Si veda anche il mio precedente articolo: "A proposito di referendum ed elezioni politiche".

Francesco Galgani,
scritto inizialmente il 23 settembre 2016, aggiornato il 20 ottobre 2016

(In questa brevissima riflessione di sono servito di parole liberamente tratte da un documento di Gustavo Zagrebelsky e da un comunicato del Diem25; la vignetta è stata pubblicata su "Il Vernacoliere" di agosto/settembre 2016)

La NATO ci sta trascinando verso la guerra - NO GUERRA, NO NATO!

Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2016

NATO LEGAL TERRORISMVedi anche: Verso la Pace... tra pessimismo e ottimismo

Nota: la fotografia qui a destra ha fatto il giro della Rete, ma non so dove sia stata scattata né in quale occasione. L'ho scelta per stimolare una riflessione, ma assolutamente fuori da ogni logica di dividere il mondo in "buoni" e "cattivi", non è questa la mia intenzione. Siamo tutti esseri umani e abbiamo tutti paura della violenza: questo è ciò che ci accomuna, al di là della nazione, della cultura o dell'etnia.

In un mio precedente articolo, avevo pubblicato la poesia-denuncia "La patologia della democrazia", con alcune importanti noti in calce: vorrei invitarvi a rileggerla nuovamente, grazie.

In tale poesia invitavo ad un urgente cambio di governo: mi riferivo innanzitutto al governo dei nostri cuori, delle nostre anime, perché il cambiamento della società richiede innanzitutto la trasformazione interiore di chi ne fa parte. Il primo amore a cui mi riferivo nella poesia è quello delle nostri madri, simbolo di vita e di protezione della vita. Tutto ciò, però, non significa chiudere gli occhi a che cosa stanno facendo le istituzioni nazionali e internazionali, anzi, servono più che mai cittadini consapevoli per tenere sotto controllo i potenti e avere la saggezza di capire chi merita il nostro sostegno e chi no.

La situazione attuale è molto grave, ci sono tutti i segnali che ci stiamo avviando ad una guerra devastante. Avevo già denunciato che da quest'anno sono aumentate significativamente le spese militari e l'acquisto di nuove armi. Più in dettaglio, sul sito "No Guerra No NATO", in cui è presente una petizione online per uscire dalla NATO, leggiamo:

«L’Italia, facendo parte della Nato, deve destinare alla spesa militare in media 52 milioni di euro al giorno secondo i dati ufficiali della stessa Nato, cifra in realtà superiore che l’Istituto Internazionale di Stoccolma per la Ricerca sulla Pace quantifica in 72 milioni di euro al giorno.
Secondo gli impegni assunti dal governo nel quadro dell’Alleanza, la spesa militare italiana dovrà essere portata a oltre 100 milioni di euro al giorno.
È un colossale esborso di denaro pubblico, sottratto alle spese sociali, per un’alleanza la cui strategia non è difensiva, come essa proclama, ma offensiva.»

Queste informazioni sembrano confermate da altri fonti: chi vuole approfondire, può farsi autonomamente una ricerca in Rete. Secondo quello che ho letto, ci stiamo preparando ad una guerra contro la Russia. In un articolo de Il Sole 24 Ore di maggio 2016, leggiamo che: «l’Assemblea parlamentare della Nato ha invitato gli alleati a prepararsi a una risposta alla «potenziale minaccia» della Russia nei confronti di uno dei Paesi membri».

Basta cercare in Rete gli articoli contenente le parole "guerra" e "NATO" per scoprire che da più parti viene annunciata come imminente e inevitabile una guerra tra Europa e Russia. A me tutto ciò sembra una diabolica propaganda mediatica a favore di una nuova guerra. La guerra è e rimane un grave crimine e deve essere assolutamente evitata: chi ritiene che sia una cosa giusta, o è un mostro o è stupido (o entrambe le cose).

Proprio pochi giorni fa, sul blog di Beppe Grillo è stato pubblicato il messaggio "No ai soldati italiani al confine con la Russia #IoVoglioLaPace":

«Nell'Italia a sovranità zero di Renzi e del suo tutor Napolitano il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, può permettersi di venire a Roma per annunciare in un'intervista, lui al posto del governo, l'invio di un contingente di soldati italiani al confine con la Russia nel 2018. Solo dopo mezz'ora Pinotti e Gentiloni hanno confermato la notizia che i nostri militari saranno 150 e verranno dispiegati in Lettonia. Questa azione è sconsiderata, è contro gli interessi nazionali, espone gli italiani a un pericolo mortale ed è stata intrapresa senza consultare i cittadini. L'Italia non ci guadagna nulla e ci perde tantissimo. In termini di sicurezza nazionale questa missione rischia di esporre il nostro Paese al dramma della guerra. Ci riporta indietro di trent'anni ed alza nuovi muri con la Russia, che per noi è un partner strategico e un interlocutore per la stabilizzazione del Medio Oriente.
Con la follia delle sanzioni abbiamo perso in due anni 3,6 miliardi di euro: l'export italiano verso la federazione russa, infatti, è passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34%). Lombardia (-1,18 miliardi), Emilia Romagna (-771 milioni) e Veneto (-688,2 milioni) sono le regioni che con il blocco alle vendite hanno subito gli effetti negativi più pesanti. Una mazzata pesantissima per un Paese che ha 10 milioni di poveri.
Adesso vogliono schierare i nostri uomini per provocare i russi e trascinarci nell'assurdità della guerra. Un altro fronte, oltre a quelli già aperti in Iraq, in Afghanistan, in Libia con i disastri che hanno creato. Renzi e Napolitano chinano la testa, ma l'invio di 150 uomini in Lettonia è inaccettabile. Chi pensa il contrario o non sa quello che fa o se ne frega degli italiani per altri interessi: delle due l'una. La Russia è un partner essenziale, non un nemico.
I cittadini vogliono pace e prosperità, questo governo di pavidi ci trascina verso la guerra e il disastro economico.
Nessun soldato italiano con il MoVimento 5 Stelle al governo sarà inviato al confine con la Russia, ma nel frattempo nessuno ha il diritto di giocare con la nostra pelle: #IoVoglioLaPace. Facciamoci sentire!
»

Io, come poeta e come blogger, non ho altro da aggiungere. Forse quei miei versi dove dico "ma un nuovo governo / d'urgenza servirebbe" andrebbero seriamente considerati... ma prima di tutto, servirebbero cittadini consapevoli. Seguono tre video, tutti sottotitolati in italiano, che consiglio di guardare con molta attenzione e su cui riflettere:

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Francesco Galgani,
17 ottobre 2016

Riforma della Costituzione Italiana 2016: TESTO COMPLETO del Referendum

Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2016

Costituzione ItalianaAvevo già pubblicato alcune considerazioni e un cortometraggio sul Referendum Costituzionale 2016.

Per coloro che volessero cimentarsi nella lettura di ciò che effettivamente andremo a votare, provvedo a riportare, in questo nuovo articolo, il testo completo della riforma costituzionale, con a fianco il testo della Costituzione Italiana attualmente vigore, al link seguente:

Riforma Costituzione 2016 - Testo completo.pdf

L'Università Telematica Internazionale Uninettuno ha organizzato un incontro pubblico a Roma, il 9 novembre 2016, per discutere di tale riforma (qui la locandina). Il prof. Beniamino Caravita di Toritto, ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico, e il prof. Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, illustreranno le ragioni del sì e del no e, soprattutto, risponderanno alle domande dei presenti e degli studenti, che potranno seguire l’incontro anche in streaming su www.uninettunouniversity.net e potranno interagire via Twitter e email.

Antecedentemente all'incontro, ho inviato ai due professori il messaggio seguente, che desidero condividere anche con i miei lettori, con l'auspicio di contribuire ad una riflessione e presa di consapevolezza delle tematiche del referendum:

«Egregi Professori,
esprimo le mie considerazioni di comune cittadino, fermo restando che sono pronto ad accogliere opinioni diverse dalle mie. Vi ringrazio per l'incontro pubblico che avete organizzato, sperando che mi aiuti a chiarirmi le idee.
La mia opinione è che il nuovo testo proposto sia troppo complesso per essere compreso nelle sue molteplici conseguenze da un comune cittadino come me, senza una specifica formazione in giurisprudenza. In alcune parti, è persino al limite dell'intelligibilità (come ad esempio nella nuova formulazione dell'art. 70). Al di là della comprensione letterale del testo, comunque difficile, credo che una vera comprensione del referendum proposto richieda una conoscenza degli effetti congiunti del nuovo testo con le altri fonti del diritto.
Ho serie perplessità sulla nuova formulazione dell'art. 67, che conferma l'inesistenza del vincolo di mandato: una vera riforma che possa portare a un modo migliore di fare politica, secondo me, dovrebbe introdurre l'obbligo del vincolo di mandato, in modo che le promesse elettorali non siano più soltanto parole vuote. Per le stesse ragioni di trasparenza della condotta dei cittadini eletti, e per l'abolizione di protezioni che non fanno bene alla gestione dello Stato, secondo me sarebbe stato opportuno riscrivere l'art. 68.
L'art. 70, come precedentemente accennato, oltre ad essere poco comprensibile, pare complicare di molto le cose piuttosto che semplificarle. Sarebbe da tenere presente che, quando c'è stata la volontà politica di fare in fretta ad approvare nuove leggi, questo è stato possibile persino nel giro di pochi giorni, ma non necessariamente ciò ha portato a leggi buone (la fretta è cattiva consigliera, se poi è abbinata ad un eccesso di potere di una sola parte politica è pure peggio). Di contro, leggi che hanno richiesto discussioni tra camera e senato durate mesi e mesi, possono aver prodotto risultati migliori. Se lo scopo del nuovo assetto di Camera e Senato è quello di accelerare l'iter legislativo, non mi pare che questo implichi un vantaggio per la democrazia (in cui le discussioni e il dialogo dovrebbero essere la normalità).
L'introduzione di una discussione obbligatoria delle proposte di legge di iniziativa popolare e dell'esistenza di referendum propositivi, a mio avviso, almeno a livello teorico, sarebbe positiva. Rimango però perplesso del sostanziale boicottaggio dei referendum e delle proposte di legge di iniziativa popolare a cui finora abbiamo assistito, che mi lascia supporre che cambiando la costituzione non cambi nulla, perché il problema è verosimilmente altrove.
Tirando le somme, il mio giudizio sulla riforma costituzionale proposta è di estrema perplessità, perché non mi pare che introduca vantaggi per noi cittadini.
Sul discorso di ridurre i costi della politica, considerato uno degli scopi della riforma, credo che questo sia ottenibile semplicemente riducendo in maniera significativa gli stipendi, ma come ha dimostrato la recente bocciatura della proposta di legge per dimezzare gli stipendi dei parlamentari, è evidente che non c'è una volontà politica largamente condivisa al riguardo, né con questa costituzione né con una sua eventuale variazione.
Tristemente perplesso è anche il mio giudizio su come finora è stata applicata impropriamente la costituzione, ad es. infrangendo ripetutamente i dettami dell'art. 11, in virtù di una limitazione di sovranità che di fatto sta portando l'Italia sulla strada della guerra.»

Una scelta controproducente del Ministero della Difesa Italiano: Windows 10

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2016

Riguardo alle spese militari italiane, avevo dedicato l'articolo "La NATO ci sta trascinando verso la guerra - NO GUERRA, NO NATO!", nel quale parlavo di 52 milioni di euro al giorno. Articoli più recenti, come "L'Italia spenderà un miliardo in spese militari", de "Il Giornale" del 18 ottobre 2016, testimoniano che la follia continua... e peggiora. In questo quadro drammatico e pericolosissimo, in cui stiamo creando le condizioni per arrivare ad un'altra guerra mondiale, vorrei soffermarmi in quest'articolo su un altro aspetto che ha importanti ripercussioni etiche e pratiche, ovvero quello del software utilizzato. La questione non riguarda soltanto il Ministero della Difesa, che qui prendo come esempio e come pretesto per denunciare un problema, ma pressoché ogni aspetto della società in cui l'interazione con macchine programmabili (dai grandi server, ai computer aziendali e personali, agli smartphone, ecc.) svolge un ruolo.

Il Ministero della Difesa ha deciso di migrare i suoi computer a Windows 10. Ok, ne hanno parlato vari giornali online, e tutti hanno sottolineato che tale scelta è stata mossa da (presunte) ragioni di sicurezza. Il buon senso, però, mi suggerisce dietro a tutto ciò ci sono altre ragioni, perché se veramente la sicurezza della nazione (e dei suoi computer) fosse al primo posto, le scelte più assennate sarebbero altre. A Windows 10 avevo già dedicato una piccola poesia-denuncia più di un anno fa, il 3 agosto 2015... per chi se la vuol leggere, questo è il link: comprenderla potrebbe non essere né semplice né immediato per chi non ha ben chiaro il danno sociale arrecato dal software proprietario e i benefici per l'umanità del software libero. Per le persone di buona volontà che desiderano capire e approfondire, rimando alla pagina Cos’è il Software Libero?, e invito alla visione del video seguente, sotto cui riporto un articolo a firma di Sonia Montegiove, presidente dell’Associazione LibreItalia, dedicato alla recente decisione del Ministero della Difesa Italiano di adottare "Windows 10". 

Introduction to Free Software and the Liberation of Cyberspace
by Richard Stallman (fonte - licenza Creative Commons)

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La Difesa adotta Win10 e il Paese ha un nuovo alleato per la sicurezza?
di Sonia Montegiove - 15 novembre 2016 - tratto da TechEconomy (fonte)- licenza Creative Commons

L’Italia chiede all’Europa di abolire la libertà di espressione

Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2017

Ministero della Verità - Orwell 1984Un articolo del Sole 24 Ore del 30 dicembre 2016 inizia così: «Il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, ha invitato i Paesi dell’Ue a dotarsi di una rete di agenzie pubbliche per combattere la diffusione di notizie-bufale su Internet, spiegando che questa lotta è più efficace se viene svolta dagli Stati piuttosto che delegarla ai social media come Facebook. In un’intervista al Financial Times, Pitruzzella ha suggerito la creazione di un network di agenzie indipendenti, coordinate da Bruxelles e modellate sul sistema delle agenzie antitrust, che potrebbero rilevare le bufale, imporne la rimozione e, dove necessario, sanzionare chi le ha messe in giro.

«La post-verità è uno dei motori del populismo ed è una minaccia che grava sulle nostre democrazie», ha sottolineato Pitruzzella, «siamo a un bivio: dobbiamo scegliere se vogliamo lasciare Internet così com’è, un Far West, oppure se imporre regole in cui si tiene conto che la comunicazione è cambiata». «Io ritengo che dobbiamo fissare queste regole e che spetti farlo al settore pubblico”, ha aggiunto. Per Pitruzzella questo monitoraggio della Rete non si tradurrebbe in una censura perché la gente «continuerebbe a usare un Internet libero e aperto» ma beneficerebbe della presenza di un’entità «terza - indipendente dal governo - pronta a intervenire rapidamente se l'interesse pubblico viene minacciato».

Su questo tema, si veda anche il mio precedente articolo, contenente un interessante video di Glauco Benigni: Autocensura, manipolazione in Rete e cyberguerra, grazie all'Intelligenza Artificiale. Sullo stesso argomento, segnalo anche gli articoli sul blog di Grillo: "Le post-cazzate dei nuovi inquisitori", "Una giuria popolare per le balle dei media", "La fake news sull'attentato di Berlino. E ora che si fa, cari censori, chiudiamo i giornali?".

Cosa sta succedendo?

ZeroHedge ha analizzato il significato delle dichiarazioni del nostro capo dell’antitrust, Pitruzzella, in merito alle “fake news”. Come al solito, dietro una richiesta apparentemente ragionevole, si cela una verità inconfessabile. L’establishment vuole mettere in atto un “Ministero della Verità” orwelliano, una schiera di individui non eletti, ovviamente coordinati da Bruxelles, che non rispondono a nessuno delle loro azioni ma che possono decidere cosa è vero e cosa no. Chi controlla il presente controlla il passato, e chi controlla il passato controlla il futuro (Orwell, 1984). 

La traduzione seguente è tratta da vocidallestero.it:

Pensiero unico: se in Italia esprimi il TUO pensiero rischi il carcere

Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2017

CensuraFacciamo brevemente il punto della situazione.

L'8 marzo 2015 avevo pubblicato l'articolo "Libertà di informazione e di espressione del pensiero? Se apri un blog rischi la galera... in Italia", che descrive il caos legislativo contradditorio che di fatto censura la libertà di parola sul web in Italia.

Circa un mese fa, l'Italia ha chiesto all'Europa di istituire un ente indipendente dai governi pronto a bloccare qualunque contenuto non autorizzato presente in Rete e a sanzionarne gli autori. Si tratterebbe di una sorta di Ministero della Verità, che deciderebbe per tutti che cosa è vero e che cosa è falso, come ho documentato nell'articolo "L’Italia chiede all’Europa di abolire la libertà di espressione", del 5 gennaio 2017.

Una visione a livello globale di questa voglia di uccidere la libertà di pensiero e di espressione in Rete ci può essere fornita dal video che ho inserito in "Autocensura, manipolazione in Rete e cyberguerra, grazie all'Intelligenza Artificiale".

CensuraPiù passa il tempo e più i governi sono intenti a censurare informazioni di pubblico interesse e ad aumentare le richieste al settore privato di rimuovere contenuti ritenuti offensivi, come documentato in "Censura, sorveglianza, violazione dei diritti: web sempre meno libero, anche nei paesi democratici".

A livello mondiale c'è una gran voglia di tappare la bocca a tutti, permettendo la circolazione di notizie esclusivamente a sostegno del potere vigente (o al massimo relative a questioni che non lo vanno a intaccare). Anche i giornalisti professionisti non se la passano bene: le agenzie di intelligence (servizi segreti), che scrivono interi articoli e poi obbligano la stampa a diffonderli, decidono cosa va stampato e cosa no. A tal proposito, nel 2014 pubblicai la confessione di un giornalista in "La disinformazione di massa, asservita alla guerra e ai poteri alti". In tutto il mondo la libertà di stampa è in consistente e preoccupante declino e l'Italia si trova al 77° posto. Nel 2015 "La Repubblica" ha denunciato che tra 30 e 50 giornalisti sono sotto protezione perché sono stati minacciati. Il livello di violenza contro i giornalisti (incluse violenze verbali, intimidazioni fisiche e minacce di morte) è allarmante (fonte "Libertà di stampa, Italia peggio della Moldova. Troppe minacce e processi ai giornalisti").

CensuraIn questo drammatico quadro, oramai ci stiamo avviando verso l'istituzione del pensiero unico dell'informazione. Poiché la rete Internet si è permessa, grazie alla sua natura multiculturale e pluralista, di mettere in discussione le verità assolute dei mainstream dell'informazione, i governi stanno facendo ogni tentativo per mettere il bavaglio a chi si discosta dalla verità ufficiale utilizzando lo strumento della Rete (come il presente blog). E' una specie di vendetta dopo che i media controllati dal potere non riescono più a condizionare completamente le opinioni delle persone. Proprio in questi giorni è stato presentato al Senato il Disegno di Legge "Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica", che di fatto prevede multe salate e il carcere per i blogger che osano discostarsi dalla "verità ufficiale". (fonti: "Fake news, presentato ddl al Senato: “Multe fino a 5mila euro”. E Mosca pubblica online le “false notizie” dei media stranieri" e "Solo il MoVimento difende la libertà d'espressione in Rete #NoLeggeGambaro")

Ecco, questa è la situazione. Le notizie false in tv e sui giornali continueranno a circolare liberamente, mentre chiunque osi dire il contrario è a rischio. In ballo ci sono il presente e il futuro della libertà d’espressione, oltre che la costante manipolazione dell'opinione pubblica, con tutti i danni che ne conseguono. Io penso che assecondare il pensiero unico non porterà a nulla di buono. Vorrei ricordare a tutti questo ammonimento di Daisaku Ikeda: «Non vi può essere vera democrazia a meno che i cittadini di un paese comprendano che essi sono i sovrani e i protagonisti principali, agendo di conseguenza con saggezza e profonda consapevolezza. La democrazia non adempirà la sua missione a meno che gli individui si alzino con maggiore informazione e coinvolgimento e, uniti, lottino in favore della giustizia, controllando le attività dei potenti.» (tratto da "Giorno per giorno", Esperia Edizioni)

Buona lotta per la libertà e per un mondo migliore.

Francesco Galgani,
19 febbraio 2017

La sobrietà come fattore di cambiamento (di Giulio Ripa)

Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2017

Sullo stesso argomento, si vedano anche:

Buona lettura di questo e di altri articoli di Giulio Ripa, tutti riuniti nel suo archivio.

La sobrietà come fattore di cambiamento (di Giulio Ripa)

Il tipo di sviluppo economico attuale con una produzione sempre in crescita, necessita del consumismo come pratica sociale. Questa ideologia si basa sull'incremento continuo del consumo delle cose e, il linguaggio delle cose e degli atti ad esse collegate è un linguaggio pragmatico. La realtà possiede questo linguaggio e non può essere che vissuta. Infatti il consumismo ha provocato un mutamento antropologico del cittadino in consumatore, con tutti le conseguenze tipiche di una società dell'opulenza e del superfluo.

Il consumismo determina il modo di vita della comunità basato sulla ricerca individuale del piacere (edonismo) attraverso l'incremento continuo di nuovi consumi e bisogni, dove ognuno fa riferimento esclusivamente a se stesso o ai propri desideri (autoreferenzialità) con un atteggiamento di chi prepone i propri interessi e le proprie esigenze a quelle altrui (individualismo).

L'illusione propagandata dai mass-media che il “benessere” dipende direttamente dalla quantità di merci prodotte e consumate, dimentica che avere troppe cose rende limitato il tempo per il piacere immateriale e non aumenta lo stato di benessere dell'uomo perché sposta ad un livello diverso tutti i suoi bisogni. Si crea un circolo vizioso per cui la soddisfazione dei propri bisogni e desideri non fa che aumentare l’insoddisfazione perché produce ancora ulteriori bisogni e desideri da soddisfare.

Il risultato finale è uno stato di malessere psicofisico caratterizzato da eccessiva irritabilità (nevrosi) nelle persone che volenti o nolenti sono ridotti a meri consumatori e spettatori.
Il mancato rispetto dei principi ecologici e la rottura dei rapporti sociali basati sulla solidarietà sono il prezzo che si paga per questo modello di sviluppo.

Il paradiso siamo noi: l'accordo tra tutti gli stati che cambierà il mondo [Comunicato Stampa]

Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2017

Pace mondiale1 aprile 2017 – Oggi, per la prima volta nella storia, i rappresentanti dei 206 stati del mondo, compresi quelli che attualmente non hanno ottenuto un riconoscimento di sovranità da tutta la comunità internazionale, si riuniranno in videoconferenza per celebrare l’accordo tanto atteso per assicurare un destino più dignitoso a tutti i popoli. L’evento, trasmesso da tutti i media internazionali e dal sito http://thebulletin.org/timeline, inizierà alle ore 8 UTC.  «Abbiamo scelto di intitolare questo evento di portata storica “Il paradiso siamo noi” per sottolineare lo spirito che ha permesso di riunire in un’unica assemblea proprio tutti, mettendo da parte odio e rancori», ha detto la Presidente Yuan Kao intervistata ieri dall’Asia Time, sottolineando che: «Finora, per millenni, abbiamo ricercato la felicità e rincorso desideri che spesso si sono rivelati autodistruttivi sia per noi stessi, sia per gli altri, sia per l’ambiente. Abbiamo condotto lotte di ogni genere, comprese guerre a volte cruente e atti indegni della nostra comune umanità, senza renderci conto che la nostra felicità e il nostro benessere comprendono anche quelli delle persone con cui condividiamo quest’unico pianeta, compresi i gruppi e le nazioni con cui abbiamo avuto i contrasti più duri. Questo principio, questa verità che abbiamo tardato a capire, ma che ogni giorno c’è sempre più evidente, d’ora in poi dovrà essere alla base di ogni relazione interpersonale e internazionale. Questo sarà il nostro impegno. Il mondo che vogliamo, un paradiso in cui poter abitare tutti insieme e in cui esser felici di esser nati, è questo in cui ci troviamo: non abbiamo altra scelta, non c’è un altro pianeta Terra in cui rifugiarci. Abbiamo fatto molti danni irreparabili, c’è molto da ricostruire, molte cose sono da cambiare nel nostro modo di pensare e agire, ma questa è l’unica opzione se non vogliamo negare ai nostri figli la possibilità di un futuro. Soprattutto, è l’unica opzione se non vogliamo finire col distruggere completamente l’unica casa che abbiamo». Le ha fatto eco il Presidente Ernest F. McKinney, che alla CNN ha dichiarato: «Noi abbiamo una casa comune. In questa casa ci sono 15850 testate nucleari, di cui le nostre sono 7260. Il nostro principale competitor negli armamenti nucleari ne ha 7500. Questo significa che insieme deteniamo il 93% delle armi nucleari. Queste sono sufficienti per distruggere la nostra casa comune non una, non due, ma almeno cento volte, se non di più. Negli ultimi mesi, io e il Presidente Dmitry Artemiev abbiamo parlato a lungo di questa questione. Abbiamo paura. Abbiamo paura del pericolo che noi stessi abbiamo creato. E’ come se avessimo cosparso di benzina e riempito di esplosivi la casa di legno dentro cui ci troviamo, tenendo in mano una torcia infuocata con cui da un momento all’altro far esplodere tutto. Io voglio che mia figlia possa vivere in questo mondo senza il pericolo che dall’oggi al domani venga spazzato via tutto dalla nostra follia; ovviamente lo vorrei anche per me stesso. Artemiev ha espresso molte volte un’analoga preoccupazione. E’ per queste ragioni che siamo giunti all’accordo di smantellare tutti i nostri armamenti nucleari entro la fine del 2017». Sul Russia Post, Artemiev ha confermato la sua nuova linea politica: «L’anno scorso abbiamo speso 67 miliari di dollari in spese militari. Ho ascoltato con attenzione il Presidente McKinney, che ha ammesso una spesa di 596 miliari di dollari in armamenti, relativamente all’anno scorso. Abbiamo ascoltato i nostri popoli, la nostra coscienza. Sulle strade delle nostre città, ci sono persone che muoiono di fame e di freddo, altre che non hanno possibilità di curarsi, e fin troppe sono senza lavoro. Abbiamo sottratto ingenti risorse dove più erano necessarie: so che le nostre scuse e il nostro sincero pentimento non potranno mai ripagare i nostri concittadini dei torti che abbiamo fatto loro, e che questa macchia rimarrà sulla mia coscienza finché vivrò, però vi assicuro che da oggi le cose cambiano. Ho concordato col Presidente americano di impegnarci entrambi a ridurre del 90% queste spese insensate, liberando così un fiume di soldi e di risorse per i veri bisogni della gente». Dichiarazioni analoghe hanno riguardato pressoché tutti i capi di stato. La nostra Presidente della Repubblica Marina Monaldo, nel discorso di ieri a reti unificate, ha usato poche parole, ma incisive: «Noi vogliamo la pace, per il semplice motivo che non ci sono opzioni più sensate. Per fare la pace dobbiamo prepararci alla pace. Prepararsi alla guerra porta solo guerra, morti e povertà. Fin qui abbiamo sbagliato, fino a ieri abbiamo speso 64 milioni di euro al giorno in armamenti, mentre nel popolo cresce l’indigenza. Spendiamo per distruggere?! Sì, le armi sono questo, servono solo a distruggere... Troppo a lungo, giorno dopo giorno, abbiamo offeso e umiliato i nostri concittadini, togliendo ai poveri per dare ai ricchi, ai signori delle guerre. Ogni persona, anche la più umile, ha la massima importanza: sia questo il monito perenne per ogni scelta politica! Con questo nuovo accordo internazionale, d’ora in poi le cose cambieranno. Dialogheremo con tutti e mediteremo bene le nostre scelte».

Alla videoconferenza in mondovisione è prevista la partecipazione anche di tutti i principali leader religiosi, oltre a filosofi, studiosi, ricercatori e premi nobel in ogni area del sapere. Il leader buddista giapponese Shin’ichi Yamamoto ha dichiarato: «In un’epoca segnata da una diffusa rinascita della religione ci dobbiamo domandare se questa rende le persone più deboli o più forti. Se essa incoraggia ciò che in loro è bene o male. Se le rende migliori o peggiori. Sono domande che dovremmo porre a tutte le religioni, incluso naturalmente il Buddismo, se vogliamo riuscire nel tentativo di “umanizzarle”».

Con grande sorpresa, hanno scelto di partecipare a questo evento anche i leader di organizzazioni note per atti terroristici, tra cui Qasim Fawwaz Asghar, che ha garantito lo stop ad ogni atto violento con queste parole: «Da oggi noi vogliamo uccidere la voglia di uccidere, perché questo accordo cambierà tutto. Non abbiamo più bisogno di seminare il terrore, perché adesso la comunità internazionale ha capito cosa deve fare. Nessuno getterà più bombe. Come disse il mistico sufi e poeta arabo Ibn ʿArabī di Murcia: “Prima odiavo il mio vicino perché non credeva in ciò in cui io credevo. Adesso il mio cuore è un tempio, una chiesa, una sinagoga. [...] La mia religione è l’amore, e dove c’è l’amore ci sono io”».

Comunicato Stampa di Francesco Galgani,
1 aprile 2017

P.S.: Il pesce d'aprile indica una tradizione, seguita in diversi paesi del mondo, che consiste nella realizzazione di scherzi da mettere in atto il 1º aprile. Molte testate giornalistiche, soprattutto online, pubblicano fake news in tale data: questo mio comunicato stampa, però, non è un semplice scherzo, vi pregherei di rileggerlo con attenzione. Ho usato nomi di fantasia, tranne uno; le cifre invece sono reali. Ho citato il sito http://thebulletin.org/timeline: si tratta dell’Orologio dell’Apocalisse. Per chi non ne ha mai sentito parlare o non ne conosce gli ultimi aggiornamenti, consiglio una lettura dell’articolo, uscito il 26 gennaio 2017 su Repubblica: “Orologio dell'Apocalisse più vicino alla mezzanotte con Trump”.

Ama il prossimo tuo come te stesso, immigrato compreso

Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2017

Medici Senza Frontiere - Immigrati salvati in mareQuando ho fame,
penso agli affamati.

Quando ho dolore,
penso a chi soffre.

Quando ho tanto,
penso a chi ha poco.

Quando ho salute,
penso a chi la vorrebbe...

Nell'opulenza del troppo
cerco la sobrietà,

tra tanti discorsi sciocchi e parole inutili,
cerco la nostra comune umanità.

(Francesco Galgani, 2 aprile 2017, www.galgani.it)

«[...] Shin’ichi concentrò le sue forze soprattutto negli incontri con personalità africane, perché mosso dalla profonda convinzione che il ventunesimo secolo sarebbe stato il secolo dell’Africa.
Percepiva inoltre chiaramente che, se non si fossero garantite pace e prosperità al continente africano, dominato per lunghi anni come colonia dalle grandi potenze e dilaniato da fame e povertà, non ci sarebbe stato un futuro per l’umanità. [...]»
tratto da: "La nuova rivoluzione umana", cap. 30, vol. 2, puntata 4

Medici Senza Frontiere - Prudence salva 540 persone nel Mediterraneo Centrale«[...] Le persone ci dicono spesso di non aver avuto alcuna alternativa ad intraprendere il viaggio in mare per raggiungere l’Europa. Ci dicono che fuggono da violenza, conflitti, persecuzioni e povertà nei loro paesi di origine. A prescindere dalla provenienza o dalle ragioni che li hanno spinti a viaggiare, praticamente tutti coloro che soccorriamo in mare sono passati dalla Libia, dove molti sono stati esposti a preoccupanti livelli di violenza e sfruttamento.
Molti di coloro che abbiamo salvato hanno riferito di aver subito brutalità in Libia, mentre praticamente tutti sono stati testimoni di atti di estrema violenza (pestaggi, stupri e omicidi) nei confronti di rifugiati e migranti. Dopo le traumatiche esperienze vissute nei paesi di origine, l’attraversamento del deserto e le difficili condizioni di vita in Libia, non esiste spesso alcuna possibilità di tornare indietro e attraversare il Mediterraneo a bordo di un barcone rimane l’unica possibilità di fuggire. [...]
Il numero di persone che ogni anno perde la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa è comparabile a quello che MSF osserva in contesti di guerra. [...]
Il numero di persone morte nel tentativo di attraversare il Mediterraneo ha raggiunto picchi che non hanno precedenti, senza contare che i dati disponibili descrivono solo una parte del fenomeno. Non abbiamo nessuna idea del numero complessivo di barconi che partono dalla Libia verso l’Italia e di quanti siano naufragati senza aver potuto raggiungere le rotte commerciali più trafficate o aver lanciato una chiamata di soccorso.
Gli sforzi dell’Unione Europea di prevenire la perdita di vite in mare attraverso il rafforzamento dei controlli alle frontiere, la progressiva militarizzazione del mare e l’irrobustimento delle azioni contro i trafficanti non hanno portato alcun risultato concreto, se non un ulteriore incremento delle persone annegate. Le organizzazioni di trafficanti senza scrupoli hanno rapidamente adattato la loro condotta criminale e i viaggi in mare sono diventati ancora più pericolosi.
Sulla base della nostra esperienza a terra e in mare, siamo fermamente convinti che fino a quanto le istituzioni e i governi europei non offriranno alternative più sicure per cercare protezione in Europa, le persone continueranno a intraprendere questi viaggi e mettere a rischio le loro vite. [...]»
tratto da: "Medici Senza Frontiere, Le 10 domande più frequenti sulle nostre operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo"

L'Italia vuole e incita la guerra con export armi e accordi Nato

Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2017

L'ITALIA È PRIMA AL MONDO NELL'EXPORT DELLE ARMI

Le foto qui riportate sono un promemoria su cosa significa commerciare armi.

Guerra in Siria - Bambino mortoRoma, 27 aprile 2017 Nel 2016 l’export delle armi in Italia è aumentato dell’85%, raggiungendo i 14,6 miliardi di euro. L’Italia esporta armi in 82 Paesi, e si conferma ai primi posti nella graduatoria mondiale per penetrazione del mercato. Nella classifica mondiale dell’export delle armi l’Italia è prima davanti al Regno Unito. Seguono Germania, Francia, Spagna e Arabia Saudita. Gli Usa si collocano soltanto al settimo posto. E il giro d’affari italiano non è da meno se si guarda all’importazione delle armi. (fonte)

Guerra in Siria

L'ITALIA VUOLE E INCITA LA GUERRA CON EXPORT ARMI E ACCORDI NATO (maggiori informazioni)
FACCIAMO LA NOSTRA PARTE PER FERMARE QUESTA PAZZIA, GRAZIE!

Guerra in Siria - donne          Guerra in Siria - Donna con bambino

SOPRATTUTTO, RICORDIAMOCENE QUANDO ANDIAMO A VOTARE!!!
Stiamo dando armi a paesi in guerra e le nostre banche fanno da intermediari
(fonte)

«Tutti tremano davanti alla violenza; tutti hanno cara la vita. Se ci mettiamo al posto di un altro, non dovremmo uccidere, né indurre qualcuno a farlo.» (citazione del Budda Shakyamuni, tratta da "L'empatia è la chiave per i diritti umani")

Armi Italia Export
L'Italia è al primo post nell'export di armi
fonte LINKIESTA
vedi anche: RETE ITALIANA PER IL DISARMO

Il nostro futuro

Non votare per simpatia,
per sentito dire
o partito-filia,

impara a carpire
quel che si nasconde
dietro le menzogne,

oltre le bugie
e le tristi vergogne
di chi s'inchina alle armi,

e agli sporchi soldi
che nascondono verità,
cruente e abominevoli,
che tv mai rivelerà.

(Francesco Galgani, 23 ottobre 2016, www.galgani.it)

Sarebbe opportuno tenere a mente gli ammonimenti di Gandhi, denominati "I sette peccati sociali", in particolare il primo: "politica senza principi, ricchezza senza lavoro, divertimento senza coscienza, conoscenza senza carattere, affari senza moralità, scienza senza umanità, preghiera senza devozione". (fonte NRU)

Google e l'oscuramento delle informazioni che non piacciono ai potenti

Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2017

Google inizierà a fornire solo risultati che non vanno a contrastare gli interessi delle multinazionali? O perlomeno ci proverà?

Stiamo molto attenti. Google non è neutrale, anzi, è estremamente pervasivo e ha un potere ENORME.

Può oscurarci molte cose e farci vedere solo quello che "ad altri" interessa farci vedere.

Google ha iniziato la sua lotta alle "fake news", ovvero alle informazioni che non piacciano ai potenti, alle multinazionali, ai governi, a coloro che hanno potere.

I giornali e la tv sono i primi canali di distribuzione di notizie false: a buon intenditor, poche parole.

Francesco Galgani,
27 aprile 2017

P.S.: Sullo stesso argomento, segnalo:

Garantire la libertà di cura per tutti: NO al "Pensiero Unico" in Medicina! (petizione)

Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2017

Per FIRMARE, la petizione è all'indirizzo:
https://www.change.org/p/ministro-della-salute-garantire-la-libertà-di-cura-per-tutti-no-al-pensiero-unico-in-medicina

GARANTIRE LA LIBERTÀ DI CURA PER TUTTI: NO AL "PENSIERO UNICO" IN MEDICINA!

ONG e soccorso in mare agli immigrati: le risposte di Emergency e Medici Senza Frontiere

Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2017

Aggiornamento 2 maggio 2017: "Le ONG sono in mare perché l'Europa non c'è - MSF accusa: sono le politiche europee, non le ONG, a favorire i trafficanti"


In quest'ultimo periodo ci sono state polemiche sul ruolo delle ONG (Organizzazioni Non Governative) e il loro sostegno ai migranti: la questione è seria e finita in un'inchiesta aperta dalla Procura di Catania.

Ricordate la mia poesia e articolo "Ama il prossimo tuo come te stesso, immigrato compreso"?

Seguono le risposte di Emergency e di Medici Senza Frontiere:

Le polemiche di questi giorni sui soccorsi in mare sono ignobili.

Sono ignobili perché vengono dal mondo della politica che per primo dovrebbe sentire la responsabilità di affrontare la questione delle migrazioni in modo sistematico, aprendo possibilità sicure di accesso all'Europa, invece che costringere migliaia di persone a mettere a rischio la propria vita per attraversare il Mediterraneo.

Sono ignobili perché colpevolizzano alcuni tra i soggetti che stanno cercando di dare il loro aiuto nella più grande tragedia che l'Europa si è trovata ad affrontare dal dopoguerra e che - peraltro - lo fanno in strettissima collaborazione con lo Stato italiano, la Marina e il ministero dell'Interno.

Sono ignobili perché ignorano l'urgenza e il dovere morale di salvare delle vite in pericolo prima di aprire qualsiasi dibattito sui modi e sugli strumenti di accoglienza: lo scorso anno 5.098 persone sono morte in mare. Dall'inizio di quest'anno anno sono 1.092.

E soprattutto sono ignobili perché non si pongono la domanda essenziale: perché queste persone fuggono dai loro Paesi e sono disposte a mettere a rischio la loro stessa vita per arrivare in Europa?