Avviso ai lettori
Cari amici e nemici, cari lettori occasionali, cari studiosi e curiosi, cari folli, saggi, martiri e santi, un saluto a tutti.
In questo blog, per il momento ho scritto 1.568 articoli, per un totale di 1.423.873 parole (senza considerare i PDF, le immagini, i video e altri allegati). Questo conteggio è aggiornato al 8 febbraio 2026. L'ultima stampa completa del blog in PDF, fatta il 31 dicembre 2024, contava 5174 pagine A4. Non so quante pagine occorrerebbero adesso.
Vorrei chiedervi una cortesia. Per favore, non cercate una coerenza o un filo conduttore comune in questo oceano di parole, di immagini e di video. Sarebbe una fatica sprecata. E' più interessante notarne le contraddizioni e meditare se dietro l'inganno dei ragionamenti e dei sentimenti c'è qualcosa di reale. E', in fondo, un'attitudine che richiama Pasolini e la sua esperienza della contrapposizione (cfr. L’illuminante attualità di Pasolini, 2 novembre 2025, di Giulio Ripa).
Per favore, anche se vi pare di conoscermi, evitate la presunzione di provare a decifrare quello che penso o che credo. Scrivo perché la mia natura mi chiede di farlo, ma non cerco di cambiare le idee o i comportamenti di nessuno: universalizzare le proprie idee e farne propaganda o retorica "per cambiare gli altri" è una forma sottile di violenza. Solo i fessi "hanno ragione". Le idee sono illusioni mutevoli e cangianti che svaniscono nella vacuità e nella contradditorietà di questa allucinazione chiamata mondo, in cui ciò che è giusto è anche sbagliato, il falso è anche vero.
Per favore, non cercate di convincermi di qualcosa, perché non sono d'accordo nemmeno con i miei pensieri. Ciò che qui leggerete è, non è, è e non è, né è né non è.
Grazie per la vostra presenza e pazienza,
pace e bene a tutti,
qui sotto trovate i miei ultimi articoli.
Scrivere per pensare o scrivere per sparire: la grammatica del potere e l'oblio programmato
Scrivo perché sento il bisogno di farlo, perché è qualcosa che fa parte di me. La scrittura è un'estensione della propria mente ed è, di per sé, un atto creativo e necessario alla formulazione di nuovi pensieri o, almeno, ad un chiarimento di idee. E' anche una memoria, che è il motivo principale per cui la scrittura è stata usata nell'antichità: scrivere su roccia o pergamena costava tanto tempo e risorse, quindi si scriveva affinché le cose scritte rimanessero nel tempo.
Io stesso, dopo aver scritto qualcosa, quasi subito mi scordo quello che ho scritto. Se poi, a distanza di tempo, lo ricerco e lo ritrovo, o semplicemente mi spunta sul mio schermo per caso (come quando cerco qualcosa in un motore di ricerca e come prima pagina esce il mio blog), a volte rimango stupito, perché non ricordo di aver fatto quello specifico lavoro di scrittura.
Comunque, con riferimento alle mie poesie, ho immaginato un possibile percorso evolutivo sulle motivazioni dello scrivere. L'ho descritto qui:
Il ruolo della poesia e gli stadi del suo sviluppo: riflessioni psico-sociali di un poeta
Ecco, questo è un esempio di memoria. Ho riletto adesso queste riflessioni del 2015, ritrovate in due secondi con il pulsante "Search" del blog. Comunque, sebbene lì mi riferisca nello specifico alla poesia (intrapsichica, relazionale e sociale), lo stesso discorso, per me, vale per la scrittura in generale.
Ho scritto cose che non ho pubblicato né inviato ad altri, né ho in programma, per il momento, di farle vedere a qualcuno. In questi casi le mie motivazioni intrapsichiche sono le uniche forti, e anche con le poesie ho iniziato così, senza farle vedere a nessuno per anni. Non sono l'unico, so che il mondo è pieno di scrittori che rimangono nascosti. Altre volte ho pubblicato software e testi specialistici così di nicchia che sarà già un miracolo se una sola persona avrà voglia di studiarseli con calma, come questo README.md che ho scritto ieri.
Comunque, a parte questi casi molto particolari, spesso nello scrivere - anzi, nel mio scrivere - si sommano ragioni diverse.
Se invece osserviamo quel che oggi normalmente succede a livello mondiale, come la scrittura nei social, allora il discorso cambia completamente. Banalmente, non si scrive più per conservare una memoria. Quello che oggi viene scritto in un social, già domani sarà difficile ritrovarlo perché superato da altri post, dopo domani sarà ancora più difficile, tra un mese praticamente impossibile, a meno di non passare ore e ore a scrollare i contenuti. E tra un anno o due decenni? Con il blog ritrovo tutto, con un social perderei tutto. Aggiungiamo a questo che la propria pagina in un social può essere chiusa in qualsiasi momento se lo scrittore esprime un pensiero che non piace ai "padroni" - con la cancellazione immediata e irrecuperabile dei propri contenuti.
Ho un amico a cui la pagina Facebook è stata cancellata più volte per "violazione delle regole della community" (?!). Guarda caso, alcuni di questi episodi sono successi subito dopo che lui ha copiato e incollato nella sua pagina qualche pensiero che ho espresso nel blog. Questa la chiamano "democrazia", ovvero un regime tecnocratico (cioè in mano ai padroni della tecnologia) in cui non è ammesso il dissenso nemmeno di persone quasi anonime, cioè che non hanno nessuna esposizione politica, né un lavoro, né un ruolo sociale.
Oggi non si sta perdendo solo l'uso della scrittura come memoria, ma anche quello ancora più importante di estensione della propria mente:
«In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; [...]»
(Vangelo di Giovanni)
In questa traduzione della Bibbia, "verbo" significa "parola", ovvero tutto ciò che esiste deriva dalle "parole". Sembra strano, ma è tremendamente vero: se non esistesse una parola per indicare qualcosa, quel qualcosa, per la nostra mente, semplicemente non esisterebbe. Viceversa, se comprendiamo o scopriamo qualcosa di nuovo per la quale non esiste una parola, siamo "costretti" a inventare un neologismo, una sigla, un'espressione composta o ad aggiungere una nuova accezione ad una parola già esistente. Quest'ultimo caso rende i linguaggi umani molto ambigui in alcune circostanze.
La nostra mente è formata anche dalla grammatica, la quale, plasmando le parole, dà forma anche ai nostri pensieri. Così, il modo di pensare di un giapponese, nella cui lingua non esistono né maschile né femminile, né singolare né plurale, è molto diverso da quello di un italiano (ho un po' semplificato, non è sempre così, ma quasi). Per noi italiani, un sostantivo è o maschile o femminile, o singolare o plurale, per un giapponese no. E' diverso anche l'ordine delle parole tra le due lingue (soggetto, verbo, oggetto, avverbi, e altro). Comprendere la grammatica significa comprendere Dio, nel senso di ciò che è all'origine della nostra mente.
Fatte tutte queste premesse sulla sostanziale sovrapposizione o identità tra parole, grammatica e mente, è evidente che l'atto dello scrivere, del leggere, del parlare e dell'ascoltare serve a formare i propri pensieri. Non a caso, l'inversione del senso delle parole usata dal giornalismo serve a cambiare i pensieri delle masse nella direzione voluta dal potere. Ad esempio:
- massacri e genocidi mossi da motivazioni di superiorità o di gusto nell'infliggere atroci sofferenze (ovvero nazismo) vengono chiamati "legittima difesa" o "resistenza" (es.: ideale sionista della Grande Israele);
- difendere il proprio popolo, la propria gente e i propri cari viene chiamato "aggressione" (es.: proxy war in Ucraina della NATO contro la Russia);
- i "peggiori" vengono chiamati "migliori" (es.: Mario Draghi);
- i veleni potenzialmente mortali o gravemente invalidanti vengono chiamati "vaccini" (con la contemporanea non raccomandazione e, nel contesto ospedaliero, divieto delle cure potenzialmente efficaci);
- un'influenza un po' più aggressiva delle altre, frutto di ingegneria genetica, viene chiamata "pandemia", mostrando immagini di gente morta per strada e funerali di stato con bare portate da militari (veicolando il significato di "stato di guerra");
- la certificazione della propria sudditanza nel corpo e nell'anima, potenzialmente mortale o invalidante, con la contemporanea grave persecuzione dei dissidenti, viene chiamata "green pass", con un richiamo all'ecologia ("green") completamente fuori contesto;
- l'omissione di soccorso, ovvero l'assenza di cure tempestive e necessarie per persone che realmente ne hanno bisogno, viene chiamata "protocollo medico di vigile attesa";
- le persone sane vengono chiamate "asintomatici";
- le normali, lievi e non significative variazioni di temperatura da un anno all'altro vengono chiamate "cambiamento climatico di origine antropica";
- la distruzione dell'ecosistema dovuta alla natura predatoria del sistema economico neoliberista viene affrontata come se fosse una questione di "crediti di carbonio";
- il colonialismo armato e il saccheggio delle risorse altrui viene chiamato "guerra al narcotraffico" (es.: Venezuela);
- coloro che ammettono opposizione politica nel proprio paese, che permettono alle tv estere di opposizione di trasmettere, e che rispondono alle domande molto scomode e aggressive dei giornalisti esteri, vengono chiamati con parole che suonano molto strane e fuori contesto, cioè "autocrati nazisti" (es.: Vladimir Putin);
- coloro che al contrario perseguitano, torturano e uccidono sia gli oppositori politici (nel proprio paese e all'estero) sia specifici gruppi culturali all'interno del proprio paese, che non ammettono giornalisti scomodi o esteri, che hanno chiuso tutte le tv tranne quella del proprio partito, che fanno pestare e uccidere gente a caso presa per strada, e che hanno come riferimento esplicito e dichiarato il nazismo storico (es.: Azov Brigade, unità militare della Guardia Ucraina), e che stanno al potere senza legittime elezioni e senza che la Costituzione lo permetta, vengono chiamati "democratici", "resistenti", "leader" (es.: Volodymyr Zelenskyy), con il plauso e l'attrazione erotica della nostra prima ministro, fotografata in pose quantomeno imbarazzanti;
- il satanismo, l'incesto, le torture, la somministrazione di droghe, le amputazioni e gli smembramenti, il traffico e gli stupri su neonati e bambini piccoli (maschi e femmine), il cannibalismo rituale, la pedo-pornografia vista o partecipata, e la bestemmia, vengono chiamati "nuovo ordine mondiale", "innovazione", "sana spiritualità", "politica", "potere", "successo" o "amore", a seconda dei casi (ben prima dei documenti di Jeffrey Epstein);
- l'immondo abuso di una donna in estrema povertà, costretta a partorire un figlio o una figlia che spesso (ma non sempre) non sono nemmeno geneticamente suoi, viene chiamato "affitto" (utero in affitto) o "maternità" (maternità surrogata);
- chi tenta di difendere la cristianità o mostra devozione a Maria o comunque tenta di difendere i valori tradizionali e la famiglia naturale, viene chiamato "fanatico", "integralista", "fuori tempo", "oppressore", "aggressore", "arretrato", "nazista", "dittatore", "subumano", "animale", ecc.;
- gli escrementi intellettuali vengono chiamati "tv in prima serata", "giornalismo", "notizie", "social network", o "intelligenza artificiale" (IA), a seconda del contesto;
- le credenze acritiche e immotivate, al pari di superstizioni che servono solo all'interesse di Big Pharma e di pochi miliardari (es.: Bill Gates), vengono chiamate "scienza", mentre gli "scienziati" premio Nobel per la medicina vengono chiamati "dementi senili" (es.: Luc Montagnier);
- e così via, l'inversione di senso delle parole è garantita, è la via principale che legittima ogni forma di violenza nelle nostre società.
Usando le parole in questo modo, il popolo, come un gregge, va dove vuole il padrone e, soprattutto, "pensa" quello che vuole il padrone.
Colgo l'occasione per una piccola riflessione su "grammatica" e "politica". Ho il sospetto, per le motivazioni espresse prima sulla sovrapposizione o identità tra parole, grammatica e mente, che uno dei motivi per cui l'estremismo LGBTQ+, quando portato alle sue massime e nefaste conseguenze, sia molto più sentito in Gran Bretagna che in Italia, sia in parte dovuto anche alla lingua. La grammatica inglese permette infatti, molto più di quella italiana, di formulare frasi in cui non è specificato il genere sessuale della persona di cui si sta parlando. Tra l'altro, è prassi molto comune nella lingua inglese l'uso del plurale per intendere un singolare di cui non si voglia o non si possa specificare il genere sessuale. Questo in italiano non è possibile, o almeno non dovrebbe esserlo, sebbene l'IA a volte ci riesca, formulando frasi un po' forzate: è un piccolo abuso della nostra lingua che ho notato in più occasioni, che pian piano potrà servire a cambiare il modo di pensare.
L'IA, comunque, non solo sta notevolmente amplificando l'uso delle parole per indirizzare i nostri pensieri, essendo "addestrata" dai "padroni del discorso" a trattare certi argomenti in un certo modo, oppure a non trattarli per niente, ma va ben oltre. Se da una parte la scrittura è da millenni uno strumento di estensione della propria mente, dall'altro l'IA generativa di testi è uno strumento di "sostituzione" della propria mente. Ma anche in questo caso, non solo non lo ammettiamo in maniera così diretta, ma invertiamo le parole, parlando dell'IA come di un "assistente digitale" (quindi di qualcuno che ci affianca e che ci aiuta), piuttosto che di un "padrone" che ci toglie lavoro, possibilità relazionali e, a questo punto, anche possibilità di "pensare". In ultima analisi, possibilità di "esistere". Nel Vangelo di Giovanni sopra citato, infatti, la parola e la vita sono un'unica cosa.
Anche questo, ovviamente, l'ho scritto senza IA e, visti i contenuti e lo stile molto diretto e personale, non potrebbe essere altrimenti. Meglio sbagliare e restare umani con coscienza, che essere politicamente corretti, anzi perfetti ed "esatti" come l'IA (?!), ma eticamente corrotti e senza anima.
(8 febbraio 2026)
Tra parole e silenzio: non propaganda, ma presenza
A volte sento persone che si interrogano sul senso dello scrivere, e in particolare del mio scrivere in questo blog o del loro scrivere sui social. Tante volte mi sono sentito dire qualcosa del tipo: "Devi essere più sintetico, la gente non ha tempo per leggere e si stanca subito". Oppure: "Non convincerai mai nessuno". L'osservazione più interessante, comunque, che non era riferita a me ma a un discorso più generale, è stata questa: "«[...] Far capire agli altri sembra insormontabile. Oppure, è a causa di quel caro principio di libertà che si ha come paura di condizionare e persuadere il prossimo? [...]»". Sempre su questi temi, c'è anche chi si è posto il problema di come fare "marketing" di ciò che scrivo, nel senso di diffonderlo.
Onestamente, mi sembrano falsi problemi. Siamo tutti interconnessi, condizionati, condizionabili e condizionanti, volenti o nolenti. Le idee sono come un immenso oceano, e le nostre menti, e le nostre stesse esistenze, sono le bolle della schiuma dell'oceano che si infrange sulle rive. Non c'è bisogno di fare propaganda, e spesso non c'è neanche bisogno di parlare. Spesso basta la direzione del proprio cuore.
«La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina, la fortuna viene dal cuore e ci fa onore»
Nichiren Daishonin, Gosho di Capodanno
«Una persona quando nasce ha un'ascia in bocca, e se dice parole malsane con quell'ascia si taglierà»
Budda Shakyamuni, The Sutta nipata
«Le conseguenze del karma negativo che creiamo con la bocca - per esempio con osservazioni sprezzanti, con discorsi diffamatori e con bugie - ci tornano indietro e possono causare la nostra rovina»
Daisaku Ikeda, Buddismo e Società n.168, 2015
Credo che convenga spostare il nostro focus su un'altra questione, costantemente rinnegata dal nostro mondo turbocapitalista e neoliberista. Ovvero:
Il mio bene è il tuo bene.
Il tuo bene è il mio bene.
Il mio male è il tuo male.
Il tuo male è il mio male.
Il bene che compio non è mai solo per me.
Il male che compio non è mai solo per me.
Il mio cuore non batte solo per me.
Amare significa "io sono qui per te".
"Sia che tu invochi il nome del Budda, che reciti il sutra o semplicemente offra fiori e incenso, tutte le tue azioni virtuose metteranno nella tua vita buone radici e benefici. Pratica la fede con questa convinzione."
Nichiren Daishonin, Il conseguimento della Buddità in questa esistenza
Credo che l'unica cultura che conti sia quella vissuta, non i discorsi. In questo senso, quando io parlo di cultura e di educazione, intendo la filosofia nel suo significato originario, ovvero l'applicazione concreta di quanto compreso attraverso l'esperienza e la riflessione, e l'etica che ne consegue.
La cultura è qualcosa che si vive, non qualcosa che si insegna o che si tenta di far capire ad altri. A ben vedere, tra l'altro, il verbo "insegnare" non ha significato: nessuno può insegnare qualcosa a qualcun altro, al massimo può "indicare".
Quanto ai condizionamenti e alle libertà, per me avrebbe senso discuterne se esistessero individui separati. Il concetto di "io" è solo un'astrazione utile per capirci nella vita quotidiana, ma a livello profondo non esiste. Non c'è un "io" e, sebbene esistano le azioni, non c'è un soggetto che le compie, se inteso come un'entità stabile, definibile in quanto esistente di per sé, con le sue caratteristiche. Se cerchiamo questo tipo di soggetto, non lo troviamo.
Scopriamo invece un'intricatissima rete di relazioni in costante mutamento, all'interno della quale possiamo dire che qualcosa di impermanente esiste soltanto in relazione a tutto il resto, e perché esiste tutto il resto. In termini pratici, "io" esisto perché esisti "tu", e viceversa, ma "io" e "tu", sebbene possano sembrarci oggettivi, in realtà sono soltanto idee intangibili come i sogni.
Questo vale sia a livello macroscopico che intrapsichico. La realtà mentale dell'essere umano, solitamente, è un groviglio di forze che fanno la guerra tra di loro. Questa è la mente, ma è anche ciò che intendiamo per mondo, che infatti è tanto agitato quanto le nostre menti. Sono rare le persone che hanno fatto così tanto lavoro su se stesse da avere una mente fatta di forze che vanno nella stessa direzione. Potremmo chiamare queste persone "maestri" e "maestre". Tuttavia, anche in questi casi rari, l'essere umano è e rimane un insieme mutevole di aggregati, non un'entità unica.
Questa visione delle cose è stata ampiamente sviluppata nel Madhyamaka, con il concetto di vacuità. Il filosofo di riferimento è Nagarjuna e il suo testo fondamentale è: "Le Strofe della Via di Mezzo" (Mūlamadhyamakakārikā).
Giusto per fare un esempio, la nostra mente è vacua:
«[...] Cosa significa myo (mistico)? È semplicemente la misteriosa natura della nostra vita di istante in istante, che la mente non riesce a comprendere e le parole non possono esprimere. Guardando la nostra mente in ogni singolo istante, non percepiamo né colore né forma per verificare che esiste. Eppure non possiamo nemmeno dire che non esiste, poiché molti pensieri differenti sorgono di continuo. Non possiamo né ritenere che la mente esista né che non esista. È una realtà inafferrabile che trascende sia le parole sia i concetti di esistenza e di non esistenza. Non è né esistenza né non esistenza, e tuttavia manifesta le proprietà di entrambe. È la mistica entità della Via di mezzo che è l’unica vera realtà. [...]».
Nichiren Daishonin, Il conseguimento della Buddità in questa esistenza
"Via di mezzo", in questo contesto, indica proprio ciò che si trova in mezzo tra l'esistenza e la non esistenza. Questo è il significato fondamentale di vacuità, cioè l'assenza di natura intrinseca di un qualsiasi ente, concetto, idea. Come noi ci raffiguriamo le cose dipende da cause, condizioni e convenzioni concettuali e linguistiche.
Ho citato Nagarjuna nel blog in varie occasioni. Prima ancora, avevo esposto concetti affini in una mia riflessione, in cui parlavo di "principio di contraddizione, di interdipendenza e di compresenza degli opposti". Per i lettori più attenti, voglio mettere in evidenza che ho proprio scritto "principio di contraddizione", e non "principio di non contraddizione", dal quale mi discosto fermamente.
Visto che sto equiparando mente e mondo, e che li considero entrambi tanto consistenti quanto i sogni, vorrei concludere con i primi versi del Dhammapada:
«Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
E’ la mente che traccia la strada.
Come la ruota del carro segue
l’impronta del bue che lo traina
così la sofferenza ci accompagna
quando sventatamente parliamo o agiamo
con mente impura.»
Dhammapada, Versi in coppia, Strofa 1
Pace e bene a tutti,
3 febbraio 2026
[E-books] Non c'è pace con l'IA, raccolta di testi di Giulio Ripa e Francesco Galgani
Raccolta di alcuni e-book gratuiti scritti insieme al caro amico Giulio Ripa:
- Fantasmi, Sirene e Intelligenza Artificiale (Francesco Galgani, Giulio Ripa)
- Liberazione dell'intelletto per una nuova umanità (Francesco Galgani, Giulio Ripa)
- L’era della simulazione ovvero l'oscuro desiderio di essere sempre connessi (Francesco Galgani, Giulio Ripa)
- Non c'è pace con l'intelligenza artificiale (Giulio Ripa)
- L'uomo limitato (Giulio Ripa)
- L'ecologia (Giulio Ripa)
- Esplorando il Dhammapada, libero commentario (Francesco Galgani)
- Solitudine e contesti virtuali (Francesco Galgani)
- L'Era della Persuasione tecnologica ed educazione all'uso della tecnologia (Francesco Galgani)
Prefazione (di Francesco Galgani)
La fisica e le neuroscienze non possono spiegare la coscienza, la consapevolezza, l'anima, i sentimenti, l'amore, la felicità, anzi, li ignorano come se fossero un di più poco interessante. Allo stesso tempo, ci affidiamo sempre più a intelligenze artificiali senza consapevolezza, senza anima, senza intenzione né libero arbitrio. Stiamo costruendo un mondo in cui l'umano assomigli sempre di più alle macchine.
Nel frattempo, si discute anche dei diritti delle macchine equiparandoli ai diritti umani. In questa equazione di svilimento della vita, mancano completamente i diritti degli ultimi tra gli umani, delle piante, degli animali.
Lodiamo le macchine e ci affidiamo sempre di più ad esse, ma non vediamo gli schiavi e le schiave, i genocidi, la sistematica e pianificata distruzione dell'educazione e della cultura.
L'Europa si sta riempendo di schiave, donne per lo più ucraine costantemente sotto ricatto, costrette nei nostri bordelli. Stesso discorso per i giovani uomini, e per bambini e bambine.
Ricorda che il corpo è fugace
come la schiuma del mare, un miraggio.
Il fiore della passione sensuale
nasconde un artiglio.
Ricordalo, e passa oltre la morte.
si scopre che tutti gli esseri hanno paura
della punizione e della morte.
Allora, non si assale
né si provoca più nessuno.
che come noi cercano appagamento
significa far male a noi stessi.
Spuntano doni del cielo
stando in compagnia
di chi è saggio e perspicace
di chi con accortezza offre
dissuasione e consiglio
come guidando a un tesoro nascosto.
Che il saggio guidi gli esseri
via dall’oscurità
che offra orientamento e consiglio;
ne farà tesoro l’onesto
li rifiuterà lo stolto.
Millenni di cultura stanno venendo rinnegati con la stessa facilità con cui oggi si inneggia all'apocalisse nucleare. Ai valori cristiani si preferiscono e pubblicizzano la bestemmia, il satanismo, l'incesto, l'aborto, l'omicidio, la pedofilia, l'esaltazione di forme non tradizionali di convivenza e intimità finalizzate non tanto al rispetto della propria natura, ma alla disgregazione di ogni possibilità di mettere radici nella famiglia e nella comunità.
Essere insoddisfatti e inappagati
e tuttavia cercare ancora solo
i fiori casuali dei piaceri dei sensi
sottomette al dominio del distruttore.
Fertilità e natalità vanno di pari passo con la speranza nel futuro, e infatti stanno miseramente crollando. Alla scoperta del contatto fisico preferiamo la distanza di una vita dietro gli schermi.
Mi ha toccato,
e ho scoperto la vita.
Vivere è faticoso, lo è sempre stato. Ma oggi anche pensare è diventato un optional gravoso. I filosofi non producono moneta, quindi non servono. Per pensare c'è l'IA, è il nuovo messia comparso dal nulla per il nostro bene. O almeno questo è il messaggio per il gregge.
Ma sei noi siamo pecore, l'IA non è un pastore benevolo, è piuttosto il nostro macellaio. Con l'IA non può esserci pace, perché è innanzitutto uno strumento di guerra contro di noi. E' il principale strumento bellico su cui le grandi potenze stanno investendo, insieme alle applicazioni militari della robotica e della fisica quantistica.
Non tardare a fare ciò che è salutare.
Dissuadi la mente dal fare il male.
La mente che esita a fare il bene
potrebbe provar piacere a fare il male.
Anche chi fa del male
può gioire
finché le sue azioni
non hanno dato frutti.
Ma maturati gli effetti
delle azioni
non potrà evitarne
le dolorose conseguenze.
Lo scopo ultimo della tecnologia contemporanea è quello di possedere le nostre menti, i nostri corpi, le nostre coscienze, per creare sudditi perfetti e accondiscendenti, plagiati dalle comodità tecnologiche e obbligati dal ricatto di condizioni lavorative ed esistenziali sempre più precarie e invivibili.
Quando il sole della cultura è al tramonto, la barbarie e la violenza sono la nuova legge. Coloro che oseranno dire parole di verità saranno crocifissi. Ma è meglio morire così che assecondare la disgregazione del pensiero:
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza.
Mentre provo a dare forma scritta a questi pensieri, l'ONU, cioè il massimo progetto politico di pace tra le nazioni, si lamenta di debiti ingiusti e dichiara la sua bancarotta. Questi guai economici sono il sintomo di una vera bancarotta morale, dopo anni di ipocrisie e sudditanza. Sono tutti pessimi segnali di un grande disvelamento del male profondo nelle nostre società.
Rendere manifesto ciò che era nascosto è il significato di Apocalisse. Ci siamo dentro. Oggi parole come democrazia, Occidente, IA e nazismo stanno diventando sinonimi, le nostre nazioni si stanno trasformando nel Quarto Reich. Questo germe infettivo sta dilagando ovunque.
Anche se sapessi che la fine del mondo è per domani,
io andrei ancora oggi a piantare un albero di mele.
Vorrei chiudere questa prefazione con alcune domande ai nostri lettori. L'IA avrebbe mai potuto scrivere un testo come questo? L'IA può inviare di nascosto poesie ad un amore segreto mai dichiarato? L'IA può mettere da parte se stessa e ritirarsi per proteggere qualcun altro? Sono solo esempi. Cerchiamo di rimanere umani e di essere degni della vita ricevuta in dono.
Cerchiamo di non nutrire l'ego, ma di dare voce all'anima.
Pace dentro, pace fuori, pace vicino, pace lontano, pace e saggezza per tutti.
(31 gennaio 2026)