Avviso ai lettori
Cari amici e nemici, cari lettori occasionali, cari studiosi e curiosi, cari folli, saggi, martiri e santi, un saluto a tutti.
In questo blog, per il momento ho scritto 1.663 articoli, per un totale di 1.535.189 parole (senza considerare i PDF, le immagini, i video e altri allegati). Questo conteggio è aggiornato al 31 luglio 2026. L'ultima stampa scaricabile del blog in PDF, fatta il 3 marzo 2026, conta 5913 pagine A4.
Vorrei chiedervi una cortesia. Per favore, non cercate una coerenza o un filo conduttore comune in questo oceano di parole, di immagini e di video. Sarebbe una fatica sprecata. E' più interessante notarne le contraddizioni e meditare se dietro l'inganno dei ragionamenti e dei sentimenti c'è qualcosa di reale. E', in fondo, un'attitudine che richiama Pasolini e la sua esperienza della contrapposizione (cfr. L’illuminante attualità di Pasolini, 2 novembre 2025, di Giulio Ripa).
Per favore, anche se vi pare di conoscermi, evitate la presunzione di provare a decifrare quello che penso o che credo. Scrivo perché la mia natura mi chiede di farlo, ma non cerco di cambiare le idee o i comportamenti di nessuno: universalizzare le proprie idee e farne propaganda o retorica "per cambiare gli altri" è una forma sottile di violenza. Solo i fessi "hanno ragione". Le idee sono illusioni mutevoli e cangianti che svaniscono nella vacuità e nella contradditorietà di questa allucinazione chiamata mondo, in cui ciò che è giusto è anche sbagliato, il falso è anche vero.
Per favore, non cercate di convincermi di qualcosa, perché non sono d'accordo nemmeno con i miei pensieri. Come alternativa alle idee seducenti e alla propaganda, preferisco l'autoesame e l'autocritica.
Ciò che qui leggerete è, non è, è e non è, né è né non è. Se non vi è chiaro questo tetralemma, sto dicendo che le cose non sono mai come sembrano: non c'è un modo adeguato per descrivere la realtà.
Grazie per la vostra presenza e pazienza,
pace e bene a tutti,
qui sotto trovate i miei ultimi articoli.
LLM "open-source": un'analisi critica delle quattro libertà nell'era dell'IA generativa
Open-source AI: tra libertà e pesi aperti, cosa stiamo davvero condividendo?
Nel dibattito sull'Intelligenza Artificiale generativa, il termine "open-source" viene spesso utilizzato in modo ambiguo, creando confusione tra marketing, filosofia e realtà tecnica. Anche figure storiche come Richard Stallman si sono dovute addentrare in questa complessa questione. Ripartiamo dalle fondamenta: le quattro libertà del software libero come definite dalla Free Software Foundation (FSF):
- Libertà 0: Eseguire il programma per qualsiasi scopo.
- Libertà 1: Studiare come funziona il programma e modificarlo (l'accesso al codice sorgente è un prerequisito).
- Libertà 2: Ridistribuire copie per aiutare gli altri.
- Libertà 3: Migliorare il programma e distribuirne i miglioramenti (l'accesso al codice sorgente è un prerequisito).
Applicare queste libertà ai Large Language Model (LLM) solleva questioni non banali. Il punto cruciale è capire cosa siano i "pesi" (weights) di un modello.
Cosa sono i "pesi" e perché non bastano
In una rete neurale artificiale, i "pesi" (o parametri) sono valori numerici che regolano la forza delle connessioni tra i neuroni, simili alle sinapsi del cervello umano. Durante l'addestramento, il modello analizza enormi quantità di testo e aggiusta continuamente questi miliardi di numeri per imparare a prevedere quali parole seguano altre parole. L'insieme di tutti questi pesi costituisce la "memoria" e la "conoscenza" operativa del modello linguistico.e
Quando parliamo di LLM "open-source", ci riferiamo spesso in realtà a modelli "open-weight" (a pesi aperti). Questo significa che è possibile per chiunque scaricare i pesi, con la conseguenza di possedere l'LLM vero e proprio, pronto per essere eseguito. Tuttavia, come sottolineato dall'Open Source Initiative (OSI), i pesi da soli non sono sufficienti per essere considerati il vero "codice sorgente" di un LLM ai fini del software libero.
Affinché un LLM sia veramente "software libero", il "codice sorgente" dovrebbe includere:
- Il codice di addestramento: gli script e i framework utilizzati per creare e curare il dataset di addestramento e per eseguire il training stesso.
- I pesi del modello: l'output finale del processo di addestramento.
- I dati di addestramento: o un modo deterministicamente riproducibile per ottenerli. Questo include una descrizione completa dei dati, la loro provenienza, il metodo di ottenimento e selezione, le procedure di etichettatura e le metodologie di elaborazione e filtraggio.
Senza i dati di addestramento, non possiamo studiare "perché" il modello ha appreso certe cose, né possiamo correggere problemi strutturali alla radice (Libertà 1). Le grandi aziende cinesi e statunitensi che producono IA "open-source" non rilasciano quasi mai i dati di addestramento, anche a causa di complessi problemi di copyright sui dati stessi, che vengono spesso utilizzati senza riconoscere nulla agli autori o ai detentori di diritti.
Open-weights vs. software libero: una zona grigia
Nonostante i modelli definiti "open" rilascino i pesi e l'architettura, ma non i dati di addestramento, essi offrono comunque un vantaggio abissale rispetto ai modelli proprietari. La questione non è semplicemente "bianco" o "nero", ma si colloca in una zona grigia.
Nei modelli proprietari, non abbiamo accesso né ai dati, né al codice, né ai pesi. Siamo di fronte a un servizio che va pagato (o usato gratuitamente con limiti importanti), ma non è scaricabile né usabile sul proprio hardware. Siamo legati mani e piedi all'azienda fornitrice.
Gli LLM open-weight, invece, possono non solo essere scaricati ed eseguiti sul proprio hardware, ma anche modificati in superficie (ad esempio, tramite fine-tuning per compiti specifici). Questo offre un grado di controllo e indipendenza significativamente maggiore.
Esistono anche modelli veramente liberi di cui è possibile scaricare dati di addestramento, codice e pesi, ma sono casi particolari ed eccezionali, veramente di nicchia.
Le quattro libertà nell'era degli LLM open-weight
Assumendo di avere un modello open-weight (con pesi e codice architetturale disponibili), ecco come si traducono i vantaggi rispetto ai proprietari:
- Libertà 0 (Eseguire il programma per qualsiasi scopo): I modelli proprietari vietano certi tipi di uso e domande, filtrano i contenuti secondo criteri imposti dall'azienda e possono revocare l'accesso in qualsiasi momento. Un LLM open-weight, al contrario, è utilizzabile per scopi di ricerca, commerciali, personali o creativi senza chiedere il permesso. Tuttavia, dipende dalla licenza che accompagna l'LLM. Alcune licenze non impongono limiti sull'utilizzo, altre sì.
- Libertà 1 (Studiare e modificare): I modelli proprietari sono sempre scatole nere. Con un modello open-weight, i ricercatori possono intervenire in qualche modo sui pesi, rimuovere alcuni filtri o applicare tecniche di fine-tuning per adattare il modello a usi specifici.
- Libertà 2 (Ridistribuire copie): Anche in questo caso dipende dalla licenza. In generale, i modelli open-weight permettono non solo di ridistribuire copie, ma anche inglobare l'LLM all'interno di una propria applicazione e distribuirla, garantendo indipendenza dall'azienda che ha inizialmente prodotto l'LLM.
- Libertà 3 (Migliorare e distribuire i miglioramenti): Sì, questo è possibile. La comunità degli sviluppatori costantemente prende modelli open-weight, li affina con nuovi dati e rilascia versioni migliorate, dalle quali tutta la comunità beneficia. Tuttavia, la complessità dell'hardware introduce una distinzione fondamentale tra pre-addestramento e fine-tuning.
Il fattore hardware: pre-addestramento vs. fine-tuning
La definizione di software libero non richiede esplicitamente che la modifica del programma sia "facile" o "a basso costo", ma se l'esercizio di una libertà richiede hardware da centinaia di milioni di dollari, di fatto quella libertà è vincolata ai soli giganti tecnologici.
Il pre-addestramento, ovvero creare un modello da zero o continuare il pre-addestramento per aggiungere nuove lingue o conoscenze aggiornate al modello base, richiede l'hardware di una multinazionale, fuori dalla portata di aziende normali o privati.
Tuttavia, la "libertà di migliorare il programma" nell'era degli LLM non si esercita solo riscrivendo il modello da zero. Ci sono tecniche di fine-tuning che permettono di migliorare un LLM esistente su hardware ordinario, anche casalingo (assumendo di avere un computer recente e costoso). Questo rende la Libertà 3 concretamente esercitabile per molti sviluppatori e ricercatori, anche se con dei limiti.
Politica, sicurezza nazionale e l'uso (e abuso) del termine "open-source"
La complessità della questione emerge anche nel dibattito politico. Quando l'amministrazione Trump o altri esponenti del governo statunitense affermano che gli LLM open-source sono un problema per la sicurezza nazionale, si riferiscono proprio al fatto che possono essere utilizzati per "qualsiasi uso" una volta scaricati, ignorando sia i filtri (che possono essere rimossi) sia la licenza che accompagna il software (che può tranquillamente essere ignorata nei fatti).
Da questa prospettiva, un governo ostile può usare un LLM open-source per eseguire attacchi informatici contro i propri avversari, cosa che un LLM proprietario prova a impedire (non sempre riuscendoci). Tuttavia, questo punto di vista è facilmente contestabile, perché gli Stati Uniti usano gli LLM delle grandi aziende statunitensi senza filtri e per qualsiasi uso (tramite accordi con OpenAI e altre aziende), compreso l'uso militare. In questo senso, se a uccidere è un LLM proprietario o open-source, non cambia nulla.
Conclusione: una libertà condizionata ma reale
In conclusione, gli LLM open-weight non sono quasi mai "software libero" nel senso pieno del termine, come inteso da Stallman e dalla FSF, perché non garantiscono l'accesso ai dati di addestramento e al codice completo. Tuttavia, offrono gradi di libertà che gli LLM proprietari non offrono: la libertà di eseguire, studiare in superficie, ridistribuire e migliorare attraverso il fine-tuning.
La questione è complessa e la chiave interpretativa qui presentata è opinabile: non tutti ritengono che l'accesso ai dati di addestramento debba essere un requisito assoluto. Tuttavia, è innegabile che il movimento verso l'open-weight rappresenti un passo importante verso una maggiore trasparenza e democratizzazione dell'IA, anche se non realizza pienamente l'ideale del software libero. La lotta per un'IA veramente libera si gioca su più fronti: tecnico, etico, legale e politico.
(31 luglio 2026)
Da una parte ci sono i buoni e dall’altra i cattivi?
Caro lettore, cara lettrice,
ieri ho ritoccato "L’alternativa alla propaganda? L’autoesame, l’autocritica", limitandomi ad aggiungere un paio di link.
Rileggendo quella riflessione, mi sono soffermato sul fatto che, quando ho posto la domanda "Da una parte ci sono i buoni e dall’altra i cattivi?", non ho specificato perché questo tipo di categorizzazione sia così problematico e sintomo del fatto che "[...] un certo tipo di propaganda ufficiale, o di propaganda alternativa che si contrappone a quella ufficiale, sta lavorando sulla nostra mente come un cancro".
Provo a esplicitarlo con queste parole, che scrissi nel 2017 (fonte):
[...] Secondo la mia modesta opinione, saper crescere come essere umani significa anche saper stare nel conflitto, nel senso più sano e costruttivo di questo termine, senza che esso degeneri in violenza o nella svalorizzazione altrui. Forse la cosa più importante, in questi casi, è cercare di vedere quello che di buono ha ogni persona, perché come il bene e il male esistono dentro il nostro corpo e la nostra mente, la stessa cosa vale per le altre persone. Inoltre siamo tutti inter-dipendenti, noi esistiamo perché esistono gli altri, e viceversa. [...]
[...] Tanto, in ogni caso, nessuno di noi ha la verità in tasca. Il dubbio è molto importante, perché genera la molla della conoscenza e dello spirito di ricerca. Soltanto gli stolti non hanno dubbi.
Se qualcuno si sente offeso nell'ascoltare convinzioni diverse dalle proprie, secondo me, allora, potrebbe essere per lui o per lei una buona occasione per dare uno sguardo profondo alle radici delle proprie convinzioni: penso questo perché, nella mia esperienza, quando una persona è in pace con se stessa, allora è libera di ascoltare qualunque opinione senza offendersi e senza arrabbiarsi. Questo, ovviamente, lo dico innanzitutto a me stesso.
(31 luglio 2026)
How to Mount Linux ext4 and LUKS Partitions on macOS (Intel and Apple Silicon)
If you use a Mac but occasionally need to access drives formatted with Linux filesystems, you are probably aware of the limitations of macOS.
Apple's operating system natively supports formats like APFS, HFS+, FAT32, and exFAT, but it completely lacks native read/write support for Linux filesystems such as ext4, ext3, or ext2. When you connect an ext4 drive to a Mac, macOS typically prompts you with an annoying "The disk you attached was not readable by this computer" error, leaving you with no way to access your data. Furthermore, if your Linux partition is secured with LUKS encryption, the situation becomes even more complicated, as there are no native macOS tools to decrypt and mount these volumes.
This is where Linsk comes to the rescue. First, you need to follow the installation instructions.
Linsk is an open-source utility that allows you to mount Linux filesystems on macOS (Intel and Apple Silicon) by running a lightweight, headless Linux virtual machine in the background using QEMU. It passes the physical block device to the VM, which then mounts the Linux filesystem and shares it back to your macOS host via a network file sharing protocol (AFP). This allows you to read and write to your ext4/LUKS drives directly from the macOS Finder.
While Linsk is a powerful tool, its usage requires multiple manual steps: finding the correct disk identifier, checking whether the partition is standard or LUKS-encrypted, launching the command with the right flags, and manually connecting to the network share via Finder once the password is generated.
To streamline this process, I created a Bash script to automate the entire workflow. My motivation was to make accessing Linux drives on a Mac as close to a "one-click" experience as possible.
Code and usage example: https://github.com/jsfan3/linsk-manager/
(July 25, 2026)