Avviso ai lettori

Translate this articleSpeak this article

Cari amici e nemici, cari lettori occasionali, cari studiosi e curiosi, cari folli, saggi, martiri e santi, un saluto a tutti.

In questo blog, per il momento ho scritto 1.650 articoli, per un totale di 1.515.368 parole (senza considerare i PDF, le immagini, i video e altri allegati). Questo conteggio è aggiornato al 13 luglio 2026. L'ultima stampa scaricabile del blog in PDF, fatta il 3 marzo 2026, conta 5913 pagine A4. 

Vorrei chiedervi una cortesia. Per favore, non cercate una coerenza o un filo conduttore comune in questo oceano di parole, di immagini e di video. Sarebbe una fatica sprecata. E' più interessante notarne le contraddizioni e meditare se dietro l'inganno dei ragionamenti e dei sentimenti c'è qualcosa di reale. E', in fondo, un'attitudine che richiama Pasolini e la sua esperienza della contrapposizione (cfr. L’illuminante attualità di Pasolini, 2 novembre 2025, di Giulio Ripa).

Per favore, anche se vi pare di conoscermi, evitate la presunzione di provare a decifrare quello che penso o che credo. Scrivo perché la mia natura mi chiede di farlo, ma non cerco di cambiare le idee o i comportamenti di nessuno: universalizzare le proprie idee e farne propaganda o retorica "per cambiare gli altri" è una forma sottile di violenza. Solo i fessi "hanno ragione". Le idee sono illusioni mutevoli e cangianti che svaniscono nella vacuità e nella contradditorietà di questa allucinazione chiamata mondo, in cui ciò che è giusto è anche sbagliato, il falso è anche vero.

Per favore, non cercate di convincermi di qualcosa, perché non sono d'accordo nemmeno con i miei pensieri. Ciò che qui leggerete è, non è, è e non è, né è né non è.

Grazie per la vostra presenza e pazienza,
pace e bene a tutti,
qui sotto trovate i miei ultimi articoli.

L’alternativa alla propaganda? L’autoesame, l’autocritica.

Translate this articleSpeak this article

La propaganda è una comunicazione organizzata che mira a orientare percezioni e comportamenti collettivi, selezionando informazioni, emozioni e simboli in funzione di un obiettivo politico. Tale obiettivo può essere sostenuto da un campo istituzionale moralmente degradato e criminale, o per lo meno è questo tipo di circostanza quella che, secondo me, merita più attenzione. Il compito primario di ogni cittadino è riconoscere tale propaganda, e le propagande che specularmente ad essa si oppongono, e ripulire la propria mente. E’ importante soprattutto ripulirsi dall’odio e dalla paura che possono essere indotti dal sistema di potere dominante.

Il confine tra propaganda (1), educazione (2), pubblicità (3), religione (4), scienza (5), politica (6), scuola (7), sistema economico (8), tv e giornali (9), social (10), IA (11) e legge dello Stato (12) è molto sfumato, anzi, in alcuni casi indecidibile.

Prendiamo un esempio che, sia ben chiaro, è solo un pretesto per sviluppare un ragionamento – il covid –, fermo restando che meccanismi simili si trovano anche in altri tipi di propaganda. Caro lettore, cara lettrice, ti invito a notare i collegamenti tra i dodici punti nel paragrafo seguente, a riflettere su cosa hanno in comune e sulla veridicità o falsità della ricostruzione da me proposta. Ovviamente sto esprimendo come io ho vissuto quel periodo, e sono consapevole dei limiti di uno specifico punto di vista. Se anche tu dovessi dissentire in tutto o in parte, per favore tieni presente che nelle mie parole non c’è odio per nessuno, ma solo tristezza per tutto il male non necessario che è stato compiuto, e per il fatto che il bene pubblico sia stato in mano a persone incapaci di amare il proprio popolo.

Dal 2020 al 2022, c’è stata, secondo me, una “propaganda” (1) continuativa, pervasiva e invasiva per indurre la popolazione mondiale a credere nell’esistenza di un pericolo grave, che altrimenti avrebbe avuto poco risalto, scarsi effetti e, soprattutto, terapie vere. Ciò si è concretizzato in battaglie di cattiva “educazione” (2), come toccare gomito contro gomito i propri cari invece di dar loro un abbraccio, e restare chiusi in casa – a marcire e ad ammalarsi – invece di rinforzarsi e svagarsi con attività all’aria aperta. Tali follie sono state aggravate da una “pubblicità” (3) molto aggressiva sull’urgente necessità di fare da cavie da laboratorio per una pericolosa e inutile terapia genica sperimentale, alias vaccino. Anche la “religione” (4) ha avuto un ruolo decisivo nel promuovere tale crimine, per bocca di papa Francesco che ha invitato i fedeli a considerare la vaccinazione come un atto d’amore. In quel periodo funesto, il sentire comune era espresso dall’irrisolvibile ossimoro “Io credo nella scienza” (5). Certo, anche Luc Montagner credeva nella scienza, infatti è stato ignorato e ridicolizzato. La “politica” (6) dell’eversivo “Governo dei Peggiori” di Mario Draghi è stata feroce e decisiva nell’estorsione del cosiddetto “consenso disinformato” sulla “scelta” di vaccinarsi, tramite il ricatto lavorativo. Tale eversione è stata approvata e sostenuta dalle democratiche ed empatiche parole del Presidente della Repubblica Mattarella: “Non si invochi la libertà per sottrarsi alla vaccinazione”. La “scuola” (7) ha giocato sullo stesso fronte della guerra contro i cittadini e contro il buon senso, non solo con misure demenziali come i banchi a rotelle, non solo con obblighi incivili, diseducativi e contrari alla salute come quello delle mascherine, ma anche attentando alla vita dei docenti con il ricatto del vaccino per poter lavorare. A scuola, tenere tutti separati, distanziati, mascherati e con un veleno iniettato nel corpo è stata chiamata “educazione affettiva”. Il tutto, ovviamente, al servizio del “sistema economico” (8) di poche multinazionali del farmaco e di alcuni produttori di mascherine, con il contemporaneo smantellamento del tessuto economico italiano. La “tv” e i “giornali” (9) hanno avuto un ruolo fondamentale nel creare il clima di panico, anzi, di terrore, di rabbia e di odio necessario per sostenere questo sfacelo dell’intelligenza, dello stato di diritto, delle pratiche mediche, della salute, delle libertà fondamentali, delle famiglie e delle relazioni sociali. I social (10) e l’IA (11), soprattutto quella usata dai motori di ricerca, hanno occultato con forza ed efficacia la solida documentazione a sostegno di chiavi interpretative diverse rispetto a quella dell’OMS. In questo periodo molto buio per le coscienze, la “legge dello Stato” (12) ha dimostrato di essere subordinata a una catena di comando che non c’entra niente né con la democrazia, né con il rispetto della dignità della vita. Al contrario, tra le varie imposizioni per la dichiarata pandemia, ci sono stati anche il divieto dell’uso delle terapie note ed efficaci contro il coronavirus, la grave persecuzione – fino all’istigazione al suicidio – dei medici che hanno preferito salvare delle vite piuttosto che seguire le linee guida ministeriali (tipo Giuseppe De Donno, giusto per rammentare una vicenda tragica), e TSO equivalenti a gravi torture invalidanti contro alcuni dissidenti.

Orbene, cosa hanno in comune i dodici punti all’interno di questo resoconto? La propaganda funziona proprio così, entrando nella mente e nel cuore di ciascuno di noi, aggredendoci su tutti i fronti. L’intera società si struttura e si riorganizza a sostegno della propaganda, verso la propria autodistruzione. Chi osa dissentire è trattato come un incapace di intendere e volere nel migliore dei casi, o come un mostro da incarcerare, torturare e uccidere nel peggiore.

Forse pochi di noi ricordano le parole terribilmente violente contro i non-vaccinati, per i quali sono state augurate torture crudeli anche sui maggiori quotidiani nazionali e anche da infermieri e medici. In quel periodo si parlava addirittura di lager per i non-vaccinati. Di fatto, negli ospedali, sono state applicate forme di eutanasia non consensuale e non richiesta, ovvero omicidio premeditato e aggravato, contro molte persone ricoverate per il covid, come argomentato in sede legale dal medico Barbara Balanzoni.

Il popolo, di solito, ama e sostiene i dittatori piccoli e grandi, o coloro che si atteggiano come tali. E’ una sorta di fisiologica attrazione per la leadership autoritaria durante le crisi, mossa dalla speranza che il “capo” risolva i problemi. Non mi riferisco solo a figure macroscopiche tipo il succitato Draghi, ma anche a personaggi più piccoli tipo Vincenzo De Luca, che in Campania ha fatto della “non tolleranza” il suo cavallo di battaglia, ricevendo come premio una larga maggioranza di consensi nelle elezioni regionali.

Riassumendo quanto ho scritto fin qui, è chiaro come funziona la propaganda? Si fonda sulla menzogna e sull’interesse di pochissimi, creando morte e distruzione, con il sostegno di una larga parte della popolazione e di tutte le istituzioni e i mezzi di informazione dello Stato. Sottrarsi è praticamente impossibile. Sia chi segue la propaganda, sia chi si oppone ad essa, rischia gravi danni fino alla morte.

Oggi, in Europa, siamo inseriti all’interno di un altro tipo di propaganda, volta a sostenere una guerra continentale contro la Russia. Quello che ciascuno di noi può fare è vigilare con attenzione sui propri pensieri.

Se anche una sola delle seguenti domande ha una risposta affermativa, forse un certo tipo di propaganda ufficiale, o di propaganda alternativa che si contrappone a quella ufficiale, sta lavorando sulla nostra mente come un cancro:

- Da una parte ci sono i buoni e dall’altra i cattivi?
- Uno specifico gruppo di persone, riconoscibili per nazionalità, etnia, condizione sociale o medica, religione, idee, identità o preferenze specifiche, sono dei mostri pericolosi e schifosi con cui non ha senso dialogare?
- C’è qualcuno che merita di essere picchiato, torturato o ucciso?
- C’è una nazione che viola sistematicamente quei diritti umani che invece da noi sono ben tutelati?
- C’è qualche popolo o, comunque, gruppo di persone che vuole la nostra distruzione o che vuole conquistarci?
- Chi la pensa diversamente e si comporta come preferisce, ci mette in pericolo?
- Ci esaltiamo, o quantomeno siamo contenti, quando un drone, un missile o una bomba arriva su ciò che consideriamo un bersaglio legittimo?
- Ci viene da sorridere apprendendo della disgrazia o della morte di qualcuno?
- Ci sembra giusto riempire qualcuno di offese, maledirlo, o screditarlo?

Spero che ciascuno di noi riesca a riconoscere il veleno della propaganda dentro di sé. La propaganda è ovunque, su molteplici temi e spesso ben mascherata.

La propaganda non si combatte sostituendo una narrazione assoluta con una narrazione opposta. Si combatte imparando a riconoscere la disumanizzazione, la polarizzazione e la sospensione del dubbio anche quando confermano le nostre convinzioni. E questo, sia ben chiaro, lo dico anche a me stesso. Nella ricostruzione da me proposta, ad esempio, ho usato gli stessi meccanismi della propaganda alternativa al main stream, e non riesco a fare di meglio. Ma almeno mi critico.

(13 luglio 2026)

Diffido delle mie idee

Translate this articleSpeak this article

Di fronte a un fenomeno che non comprendiamo, abbiamo almeno cinque reazioni possibili, senza pretesa di esaurire tutte le alternative:

1. ignorarlo;
2. negarlo, magari argomentando che è un imbroglio;
3. fornire una spiegazione plausibile e scambiarla per una spiegazione esaustiva;
4. provare a descriverlo così come ci appare, sforzandoci di fare del nostro meglio con il lessico di cui disponiamo, ma senza alcuna pretesa;
5. interpretarlo in chiave provvidenziale o religiosa.

Prendiamo come esempio un fatto di cronaca. Il 3 aprile 2023, un uomo di circa 40 anni precipitò dal 19º piano di un edificio residenziale a Voronež (Russia), facendo un volo di circa 60 metri e atterrando sul tetto di una Nissan X-Trail parcheggiata nel cortile. Dopo la caduta, avvenuta con una velocità d’impatto stimabile in circa 120 km/h, l’uomo era cosciente, si alzò in piedi con l’aiuto dei soccorritori, e si mise addirittura a cantare. Il successivo aggiornamento del giornale locale, pubblicato il 10 aprile, riferì però che era già stato dimesso dall’ospedale e che, secondo i medici, non aveva riportato lesioni gravi. In rete c’è tutto il resoconto, compreso questo video, che ho tratto da Moe Online

DOWNLOAD MP4

Orbene, esaminiamo le possibili reazioni all’accaduto in base ai modi elencati prima.

1. Ignorarlo

Nonostante l’assoluta eccezionalità dell’episodio e l’altissima probabilità che un simile impatto risultasse letale, la notizia è stata sostanzialmente ignorata dalla stampa italiana. Anche questo è un modo per risolvere i problemi, cioè non affrontarli.

2. Negarlo, magari argomentando che è un imbroglio

Lo scetticismo sarebbe comprensibile, perché il video non mostra la caduta. Ciò nonostante, non ho trovato verifiche che abbiano classificato la notizia come falsa. Un’eventuale messinscena avrebbe richiesto il coordinamento di numerosi soggetti e la falsificazione di dichiarazioni o documenti provenienti da:
- soccorritori;
- personale ospedaliero e dipartimento sanitario;
- polizia;
- comitato investigativo;
- proprietario dell’automobile;
- testimoni.

Eppure, almeno in teoria, qualcuno potrebbe asserire che un tale coordinamento per inventare la notizia ci sia stato.

3. Fornire una spiegazione plausibile e scambiarla per una spiegazione esaustiva

Il primario dell’ospedale di Voronež che lo prese in cura dichiarò a TASS che la Nissan avrebbe assorbito l’urto, deformandosi attorno al corpo senza che le lamiere lo ferissero gravemente. Aggiunse che, in 25 anni di attività, non aveva mai visto una persona sopravvivere a una caduta dal 19º piano con danni così limitati (fonte).
In questo caso non è stato inventato nulla, ma è mai accettabile come spiegazione? È sufficiente la deformazione del tetto ad attutire un impatto avvenuto a circa 120 km/h e a spiegare un esito tanto eccezionale, fino alla quasi totale assenza di lesioni?

4. Provare a descriverlo così come ci appare, sforzandoci di fare del nostro meglio con il lessico di cui disponiamo, ma senza alcuna pretesa

Questo è ciò che hanno fatto gli organi d'informazione russi, limitandosi a descrivere l'accaduto secondo i fatti noti, senza sostenere che essi esaurissero ogni interrogativo. Nei social, invece, il video ha avuto una circolazione internazionale con l’aggiunta di dettagli probabilmente inventati o esagerati.

Ho specificato "sforzandoci di fare del nostro meglio con il lessico di cui disponiamo", nel senso che se disponessimo di concetti e modelli che ancora non possediamo, potremmo forse interpretare il fenomeno in maniera più articolata e descriverlo mediante parole che oggi non esistono. Magari lo stesso tipo di accadimento, tra un millennio, sarebbe interpretato in modi diversi e con parole diverse.

Il lessico disponibile, infatti, delimita non soltanto ciò che possiamo dire, ma anche ciò che possiamo pensare distintamente.

5. Interpretarlo in chiave provvidenziale o religiosa

Se proprio volete saperlo, questa è la mia posizione. Lo accetto come mistero. Presumo che ci fossero validi motivi per i quali quest’uomo dovesse continuare a vivere – e per di più in condizioni di salute accettabili – quindi “qualcuno” l’ha salvato. Non entro nella questione di ipotizzare chi sia questo “qualcuno”. Sto solo asserendo che non credo al caso, e che anche un eventuale insieme di concause sarebbe, per me, l’“intenzione” di una “forza superiore” o la conseguenza di un “destino” predeterminato.

Tuttavia – e ora veniamo al tema di questo articolo – diffido delle mie idee. Tutta questa vicenda, di cui sono venuto a conoscenza per la mia abitudine di doppiare video (con l’IA) anche dal russo, è per me solo un pretesto argomentativo per dimostrare che le idee non sono la realtà.

Nessuna delle cinque posizioni ci consente di ricostruire compiutamente le cause e la natura dell’accaduto. La mia impressione è che il fenomeno, almeno nelle sue implicazioni ultime, oltrepassi la comprensione umana. Si farebbe prima a dire che è stato un miracolo o, usando un ossimoro, che è accaduto l'impossibile.

Dal mio osservatorio, però, allargo la stessa considerazione a “tutta la realtà”. Ciò che noi, istintivamente, identifichiamo come “realtà oggettiva”, secondo me sarebbe più propriamente definibile come “percezione condivisa”. Prendiamo un esempio banale: gli oggetti, se lasciati liberi, cadono per terra, in un movimento dall’alto verso il basso.

Non c’è nulla di straordinario in questo, eppure una “mela che cade” esiste solo perché la nostra mente contiene il sostantivo “mela” e il verbo “cadere”, o concetti equivalenti non verbali nel caso di bambini piccoli e animali. Ma se la nostra mente non fosse in grado di concettualizzare che cos’è una mela o cosa significhi cadere, il fenomeno, pur accadendo, non si manifesterebbe alla nostra coscienza.

Il lessico è condiviso ed è proprio la condivisione delle parole a plasmare la nostra mente e le percezioni condivise che ne conseguono, cioè ciò che intendiamo come “realtà”. Banalmente, a scuola impariamo a descrivere la gravità come una forza secondo il modello newtoniano. È un modello straordinariamente efficace, ma non coincide con la realtà che intende descrivere. Il concetto stesso di forza è un'astrazione: potremmo immaginare uno sviluppo della fisica secondo altri concetti. Einstein propose una diversa rappresentazione, fondata sulla curvatura dello spazio-tempo; altri modelli hanno ulteriormente modificato il nostro modo di concepire il fenomeno. Tra l'altro, se immaginiamo lo spazio non come tridimensionale, ma con due sole dimensioni (Gerard ’t Hooft e Leonard Susskind), il concetto della caduta necessita una riformulazione. La fisica è un modello della realtà, non la realtà stessa, e questo modello, seppur verosimile, può contenere errori sostanziali nei propri presupposti; oppure, anche in assenza di errori, possiamo avere modelli con presupposti molto diversi.

Se avessimo una mente diversa, ad esempio quella di un pesce, per noi la forza di gravità sarebbe qualcosa di completamente diverso, per lo meno a livello esperienziale. Un pesce, immerso in un ambiente in cui peso, galleggiamento e resistenza del mezzo si combinano in modi diversi da quelli della vita terrestre, ha probabilmente una rappresentazione intuitiva della gravità molto diversa dalla nostra. Un pezzo di legno, ad esempio, può andare verso l’alto invece che verso il basso.

Le idee, quindi, non sono la realtà, ma strumenti con cui costruiamo la nostra rappresentazione della realtà. Per questo, nonostante i toni a volte molto assertivi, duri e giudicanti con cui mi esprimo in questo blog, diffido delle mie idee e rimango pronto a cambiarle.

Fin qui, tuttavia, ho mostrato soltanto che i nostri modelli sono parziali, che possono cambiare e che descrizioni differenti possono cogliere aspetti diversi dello stesso fenomeno. Da ciò non discende ancora necessariamente che la realtà contenga contraddizioni autentiche. La mia posizione compie un passo ulteriore: sono convinto che la contraddizione non sia sempre il segnale di un errore del pensiero, ma appartenga alla realtà stessa. Le categorie logiche con cui separiamo rigidamente il vero dal falso sono strumenti della nostra mente, utili ma non vincolanti per ciò che esiste.

Considero la coerenza molto pericolosa quando viene assunta come una necessità assoluta, perché può costringerci a escludere tutto ciò che non rientra nel sistema di idee che abbiamo già costruito. Non intendo soltanto dire che preferisco lasciarmi la possibilità di cambiare opinione nel tempo. La realtà stessa ha contraddizioni autentiche: ciò che è vero può essere anche falso, nello stesso tempo, nelle stesse circostanze e con lo stesso valore di verità. Ovvero, se cerchiamo la realtà ultima delle cose, non troviamo nulla di stabile, nulla che esista di per sé.

Altrove ho definito questa concezione come “principio di contraddizione, di interdipendenza e di compresenza degli opposti”. Diffidare delle mie idee significa quindi anche non pretendere che la realtà debba necessariamente adeguarsi alle esigenze di coerenza della nostra logica.

La realtà contiene contraddizioni. La conoscenza non può evitare rappresentazioni contraddittorie. E, nel linguaggio, il vero e il falso dipendono dalle strutture concettuali.

(12 luglio 2026)

Europa, continente della sorveglianza: anatomia di una deriva autoritaria

Translate this articleSpeak this article

Dal mio osservatorio, l'Unione Europea non è un'alleanza di mutuo soccorso tra popoli, ma un'associazione a delinquere di stampo mafioso, fondata su ricatti, censura, omertà e terrorismo.

  • Cosa sia la libertà di parola, l'abbiamo visto con gli anni di carcere e le torture ad Assange.
  • Cosa sia la democrazia, è ben rappresentato dal piano "REARM Europe", per rubare fino a 800 miliardi di euro dalla spesa pubblica, indirizzandoli in armamenti per causare - o almeno provare a causare - una guerra continentale.
  • Cosa sia il diritto di voto, l'abbiamo visto con l'annullamento delle elezioni in Romania nel 2024, con le elezioni truccate in Moldavia nel 2024 e con l'arresto degli oppositori politici sia allora che oggi; da non dimenticare, poi, i vari Primi Ministri italiani che, prima della nomina, non sono stati presentati agli elettori come candidati premier (Ciampi, Dini, Monti, Conte e Draghi).
  • Cosa sia rimasto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l'abbiamo visto durante la dichiarata pandemia prima, e con il reclutamento forzato tramite pestaggi oggi (in riferimento all'Ucraina ben foraggiata dall'UE).
  • Cosa sia la giustizia, lo vediamo con l'esaltazione, l'elogio e l'appoggio agli omicidi mirati su base politica compiuti da Kiev. A scanso di equivoci, mi sto riferendo al database Myrotvorets, che elenca i dati personali delle persone da uccidere perché ritenute nemiche dell'Ucraina. Per citare alcuni omicidi politici accertati: Oleg Kalashnikov (ex deputato ucraino), Oles Buzina (giornalista e scrittore), Darya Dugina (giornalista e attivista), Vladlen Tatarsky (blogger militare), Stanislav Rzhitsky (ex comandante di sottomarino), Ilya Kyva (ex deputato ucraino), Valery Trankovsky (ufficiale di marina), Igor Kirillov (tenente generale russo), Fanil Sarvarov (tenente generale russo).
  • Cosa siano le radici cristiane dell'UE l'abbiamo appreso da Ursula von der Leyen, secondo cui: «I valori dell’Europa sono i valori del Talmud», nel senso del genocidio dei palestinesi, presumo.
  • Cosa sia la pace in Europa l’abbiamo visto sia con le guerre combattute sul continente europeo:
    • le guerre in Croazia e Bosnia-Erzegovina dal 1991 al 1995;
    • la guerra del Kosovo del 1998-1999;
    • il conflitto nella Macedonia del Nord del 2001;
    • la guerra russo-georgiana del 2008;
    • la guerra civile in Ucraina iniziata con il colpo di Stato nel 2014, trasformatasi in guerra dell'intera NATO contro la Russia nel 2022;
  • sia con la partecipazione di diversi Stati membri a guerre e interventi militari esterni, come:
    • Afghanistan dal 2001 al 2021;
    • Iraq dal 2003 al 2011;
    • Libia nel 2011.
  • Cosa sia l'aiuto reciproco tra i popoli, l'abbiamo visto con le politiche di austerità, con i tagli allo stato sociale, con i 439.000 bambini in grave povertà e conseguente sottoalimentazione in Grecia nel 2012 (Unicef). Negli anni della crisi greca, centinaia di bambini sono presumibilmente morti di fame o per mancanza di cure mediche, come possiamo desumere dalla mortalità infantile in eccesso, e dai 400.000 nuclei familiari greci senza reddito. Nel 2019, il nostro ex Primo Ministro Mario Draghi definì un successo la gestione economico-finanziaria della Grecia nonostante il prezzo terribile pagato dalla popolazione. Nel 2011, l'altro nostro ex Primo Ministro Mario Monti ha definito la Grecia come il più grande successo dell'euro. Infatti, proprio un bel successo.
  • Se proprio vogliamo cercare le origini teologiche della dirigenza dell'UE, il suo culto di riferimento è il maialesimo, volendo essere molto garbati, o il satanismo nazista, volendo essere un po' più concreti.

Libertà e dignità già adesso sono parole senza senso, in un mondo dove la persona comune non ha soldi né per se stessa, né per i propri figli esistenti o desiderati, né per avere un minimo di progettualità futura per una famiglia. Il lavoro è un diritto? Ma di che tipo di lavoro stiamo parlando? E per chi?

In questo clima tetro, la scansione generalizzata delle comunicazioni private, detta Chat Control, ovvero la sorveglianza di massa applicata da poche multinazionali, per lo più statunitensi, contro la popolazione europea, dal 9 luglio 2026 è stata ulteriormente legalizzata dal Parlamento Europeo.

Vorrei portare l'attenzione su quattro punti:

1. Se le nostre vite devono essere trasparenti come l'acqua limpida in una giornata di sole nei confronti di pochi potentati sovranazionali, al contrario, coloro che esercitano un potere corruttivo e criminale contro la popolazione per ottenere vantaggi personali sono esonerati da qualsiasi controllo. Ad esempio, qualcuno di noi ha letto lo scambio di SMS tra Ursula von der Leyen e il CEO di Pfizer?

2. Dover essere completamente "trasparenti", a prescindere dal fatto che lo si voglia o meno, è un abuso che uccide il libero arbitrio e toglie ogni fondamento di libertà e dignità. Significa che la propria vita non appartiene più a se stessi, ma a qualcun altro.

3. A chi sostiene ingenuamente queste iniziative in nome di una millantata sicurezza, e che crede di cavarsela con un bonario "Tanto non ho nulla da nascondere, non faccio nulla di male", vorrei far notare che il problema è proprio "chi" decide cosa sia "bene" o "male". Facciamo un esempio: se entro in un bar per andare in bagno, è un bene, un male o un'azione neutra? È legittimo o è illegittimo? Vi faccio notare che, durante la psicopatia collettiva legata alla paura per il Covid, andare alla toilette era un reato per i non-vaccinati, trattati alla stregua di esseri non-urinanti, non-defecanti e, in generale, non-necessitanti di qualunque cosa per la quale serva un bagno.

4. Esprimere un'opinione già adesso è reato. Dal 2 luglio 2026, condividere un video nell’Unione Europea può costare fino a 5 anni di carcere. Il problema non sono i contenuti - veri, falsi o opinabili che siano - ma la fonte. Mi sto riferendo alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, causa C-67/25. È tutto normale? In questo clima vogliamo il Chat Control, così se qualcuno esprime in privato un'opinione politicamente scomoda viene arrestato? È questa la direzione?

Unione Europea, vaffanculo.

(10 luglio 2026)

Pages

Subscribe to Informatica Libera - Francesco Galgani's Blog RSS