Tu sei qui

Dal web d'un passato non ancora annientato, al web presente che annebbia la mente

Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2014

Una citazione su cui riflettere:

«[...] quelli che mi hanno scritto di più sono appunto bloggari come te e me, e questo mi ha fatto riflettere: i bloggari sono attori del web 0.0 (zeropuntozero), persone che hanno il lusso di poter scrivere più di 150 battiture, citare le fonti, personalizzare i particolari e non scendere a troppi compromessi. Aggiungo, che possono rappresentare un internet "lento", dove non prevale la generalità senza corpo e senza cervello, ma le persone veramente possono trovare altre persone affini, nelle cui opinioni veramente possono riconoscersi e scambiare qualcosa. [...]»

(di Francesco Reinerio, 15 ottobre 2014, da corrispondenza personale intercorsa con Francesco Galgani, autorizzazione alla pubblicazione concessa)

Un'altra citazione sullo stesso argomento, di Giulio Ripa:

«Essere consapevoli di quello che si mangia fa la differenza tra slow food e fast food. La stessa cosa potrebbe essere tra slow internet e fast internet.
Slow food richiede che chi mangia deve essere un coproduttore nel senso che deve partecipare almeno culturalmente alla produzione del cibo, costituendo una comunità per condividere le conoscenze acquisite. Allo stesso modo, slow internet richiede che chi naviga tra i contenuti della rete deve essere un coautore nella produzione della conoscenza, costituendo una comunità per condividere le conoscenze acquisite.
Quindi non solo consumatori della rete ma protagonisti dei contenuti condivisi.»

(A proposito di accostamenti culinari, si veda anche il mio articolo "Dall'hacking alla cucina")

Ma a cosa sta portando il web attuale, quello di massa, quello "veloce", anzi "velocissimo", al di là degli sforzi dei bloggers che ancora credono in articoli non "gossippari", molto lunghi, che richiedono ore o giorni per essere scritti? Vediamolo nel seguente video:

Francesco Galgani,
22 ottobre 2014

 

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