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Salute e Alimentazione

Tecnologia 5G e induzione del coronavirus nelle cellule della pelle (ricerca censurata)

Ultimo aggiornamento: 10 Settembre 2021

Ricerca pubblicata il 16 Luglio 2020 su PubMed (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32668870/) e censurata pochi giorni dopo la pubblicazione.

Ne sono venuto a conoscenza perché Margherita Furlan ha citato questa ricerca all'interno del suo editoriale "Cronaca di una peste annunciata", del 6 settembre 2021, a partire da 6 min e 20 sec.

PDF integrale di come era l'articolo prima di essere rimosso da PubMed:
5G-Technology-and-induction-of-coronavirus-in-skin-cells-M.Fioranelli.pdf


Segue una breve presentazione di Jamie White (fonte)

Uno studio internazionale condiviso sul sito web del National Institute of Health ha scoperto che la tecnologia 5G è assorbita dalle cellule della pelle e può alterare il DNA in un modo che produce effettivamente i coronavirus all’interno del corpo umano.

Lo studio, prodotto congiuntamente da scienziati dell’Università Guglielmo Marconi, dell’Università del Michigan centrale e della Prima Università medica statale di Mosca, afferma che le onde millimetriche 5G stimolano il DNA in un modo che provoca la produzione di coronavirus da parte dei nuclei cellulari.

“In questa ricerca, mostriamo che le onde millimetriche 5G potrebbero essere assorbite dalle cellule dermatologiche che agiscono come antenne, trasferite ad altre cellule e svolgere il ruolo principale nella produzione di coronavirus nelle cellule biologiche”, afferma lo studio.

David Knight analizza il nuovo rivoluzionario rapporto NIH che fa luce su quale potrebbe essere la connessione 5G / Coronavirus.

“Il DNA è costruito da elettroni e atomi carichi e ha una struttura simile ad un induttore. Questa struttura potrebbe essere divisa in induttori lineari, toroidali e rotondi. Gli induttori interagiscono con le onde elettromagnetiche esterne, si muovono e producono alcune onde extra all’interno delle cellule. Le forme di queste onde sono simili alle forme delle basi esagonali e pentagonali della loro fonte di DNA. Queste onde producono alcuni buchi nei liquidi all’interno del nucleo. Per riempire questi buchi, vengono prodotte alcune basi extra esagonali e pentagonali. Queste basi potrebbero unirsi le une alle altre e formare strutture simili a virus come il Coronavirus. ”

“Per produrre questi virus all’interno di una cellula, è necessario che la lunghezza d’onda delle onde esterne sia inferiore alla dimensione della cellula. Pertanto, le onde millimetriche 5G potrebbero essere buoni candidati per l’applicazione nella costruzione di strutture simili a virus come i Coronavirus (COVID-19) all’interno delle cellule “.

Lo studio prosegue suggerendo che le qualità cancerogene del 5G sono dovute a come altera il DNA all’interno del corpo.

“In un altro studio, è stato affermato che le tecnologie 5G causano gravi danni alla salute umana. Il cancro è solo uno dei tanti problemi. Il 5G causa 720 diverse malattie (fattoriali) negli esseri umani e può uccidere tutto ciò che vive tranne alcune forme di microrganismi. Per considerare gli effetti delle onde millimetriche 5G sui sistemi biologici, proponiamo un modello che descriva il processo di scambio di onde tra torri 5G e cellule ospiti.”

Come riportato da Infowars oltre 6 mesi fa, Wuhan, l’epicentro globale della pandemia di coronavirus, ha lanciato i sistemi 5G poche settimane prima dell’epidemia di COVID-19, con alcuni scienziati che affermano che gli effetti del 5G sulle cellule umane possono causare sintomi simil-influenzali.”

Le preoccupazioni sul ruolo del 5G con il coronavirus sono state persino sollevate da star di Hollywood come Woody Harrelson, che hanno condiviso uno studio in aprile suggerendo una relazione “causale” tra i sistemi 5G e il coronavirus.

Sette anni dopo: come ha fatto un'epidemia locale a trasformarsi in un'emergenza globale di salute pubblica?

Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2021

Gli errori non servono a definirci, ma a guidarci… ma perseverare nello stesso errore significa volere il proprio male. Negli ultimi anni, è stato più volte ripetuto lo stesso copione: epidemie non curate, virus relativamente innocui e facilmente curabili trasformati in emergenze, vaccini per tutti.

Qualcuno ricorda il mio articolo “Ebola: perché preferisco non vaccinarmi, con un personale vaffanculo all'industria delle epidemie”? Lo scrissi nel 2014. I parallelismi con il coronavirus covid-19 sono molto forti.

E’ facile parlare con il senno di poi, ma sarebbe bene parlare anche con il senno di prima, confrontando le previsioni con i fatti. Non solo stiamo denunciando da più di un anno (*) che l’epidemia attuale è stata pianificata a tavolino e che tutte le scelte fatte sono state fortemente lesive per la salute pubblica (mascherine, distanziamento sociale, lockdown, tamponi, chiusura delle attività, vaccini, ecc.), ma ci sono anche precise querele depositate in varie procure italiane. Il pdf integrale della denuncia si trova nell’articolo “Negligenza voluta, epidemia dolosa, strage di stato, azione terroristica dello stato italiano contro i cittadini? Una denuncia in procura” (in fondo alla pagina), con un elenco degli argomenti trattati.

Abbiamo anche denunciato con un anno d’anticipo che i vaccini avrebbero solo procurato danni (per non dire strage) e così è stato, tanto più che difficilmente un vaccino per un virus molto mutevole potrebbe risultare efficace: in questo momento, dove ci sono state le maggiori campagne vaccinali, sono aumentati i morti e i cosiddetti contagi (termine improprio e del tutto fuori luogo per indicare i tamponi positivi, in quanto l’asintomatico positivo non è né contagioso, né malato). Solo in Italia, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (maggio 2020 vs maggio 2021), i contagi sono triplicati in percentuale (cioè a seguito dell’inizio della campagna vaccinale, come riportato in questo video). In Israele e in India, da dopo che è iniziata la campagna vaccinale, sono decisamente aumentati i morti (ne avevo parlato in "Vaccinazioni e morti: un grafico dell’India, con amore" per quanto riguarda l'India, mentre, per quanto riguarda Israele, rimando al rapporto di Civilian Probe sull’impatto catastrofico che il vaccino Pfizer ha avuto sulla nazione, presentato al Procuratore Generale e al Ministro della Salute). In Inghilterra la situazione è così grave, secondo le autorità, che stanno valutando se rimanere in lockdown (fonte). In questo momento, in Cile (dove a giugno la stagione è fredda), le terapie intensive sono strapiene e gli ospedali al collasso, eppure la campagna vaccinale è molto avanti (fonte). Tutto previsto e prevedibile, ad esempio ad aprile 2020, cioè con un anno di anticipo, scrissi l’articolo “Vaccino covid-19 = Possibile strage? Raccolta di informazioni verificabili”. Sul discorso dei vaccini c’è ben di peggio (probabili danni genetici trasmessi alle prossime generazioni - fonte con corposa bibliografia -, per lo meno per coloro che, in età fertile, non saranno resi sterili dai vaccini, visto che il vaccino per il covid-19 è mutogeno e può causare sterilità, come accuratamente documentato in questa corposa relazione), ma non mi dilungo oltre. E’ già tutto scritto e denunciato da più parti.

A ciò va aggiunto il reato di omissione di soccorso. Le cure per il covid esistono e sono efficaci, ma invece di usarle sono state proibite e la gente è stata, pertanto, intenzionalmente fatta morire (fatta eccezione per quei medici che se ne sono fregati dei protocolli e hanno osato sfidare le indicazioni del ministero della salute, riuscendo così a salvare tante vite). E’ un piano criminoso molto serio, è stato fatto tutto il possibile per rendere drammatico un virus facilmente curabile. Per una panoramica sulle cure esistenti, rimando al video: “Documentario "Covid: le cure proibite" (di Massimo Mazzucco), un dovere civico guardarlo”.

Consiglio anche il video “Sul diritto di vaccinarsi, di non vaccinarsi e di critica ragionata all’inutilità e dannosità dei vaccini (per il covid e non solo)”.

Per chi vuole ulteriormente approfondire, rimando all’articolo che scrissi nel 2017: “Vaccini: informazioni pro-scienza, pro-buon senso e pro-salute pubblica”.

Di altro materiale ce n’è abbastanza, basta frugare nel mio blog con il tasto “Cerca”, usando parole chiave come: vaccino, vaccini, vaccinato, vaccinata, vaccinati, vaccinazione, vaccinazioni, epidemia, pandemia, covid, covid-19, coronavirus, distanziamento, mascherina, mascherine, tampone, tamponi, guanti, ecc. Chi cerca trova, suggerisco per ogni ricerca di inserire una sola parola.

Continuiamo a perseverare nell’errore o decidiamo di farla finita di farci prendere in giro? Il vento sta cambiando?

Dopo le critiche, alcuni suggerimenti finali, estremamente sintetici.

- Spero che ciascuno abbia un medico di fiducia a cui far riferimento.

- Il compito di ogni persona, possibilmente con la guida di un abile medico, è quello di proteggere la propria vita, focalizzando l’attenzione soprattutto sulla prevenzione, che comunque richiede impegno, studio, dedizione, costi.

- Uno stile meccanicistico del tipo: “Ho un problema, allora vado dal medico e mi faccio dare qualche pasticca per risolverlo”, significa non aver capito nulla in tema di salute. Il crescente ricorso ai farmaci e ai vaccini è esso stesso causa di malattie, anche gravi.

- La salute inizia con un’alimentazione frugale tendenzialmente o esclusivamente a base vegetale, con sufficiente distanziamento temporale tra un pasto e l’altro (non bisogna mangiare prima di aver digerito il pasto precedente) e, possibilmente, con periodi di digiuno o quantomeno di disintossicazione. Ciò vale anche il covid-19, al riguardo posso segnalare l’articolo “Dieta e coronavirus: i cibi vegetali sono protettivi contro i sintomi più gravi del COVID-19”.

- Gran parte dei problemi psico-fisici e relazionali derivano dall'incapacità appresa di amare e di pensare. Suggerisco, a tal riguardo, una lettura dell'articolo "Pensieri autolesionisti, alcol, droga, fumo, cibo, altre dipendenze: 10 suggerimenti utili per (non?) suicidarsi in modo efficace", che è un piccolo viaggio in alcuni aspetti critici e dolorosi della nostra società, che possono essere la causa di tante nostre sofferenze. Per trovare soluzioni ai nostri problemi a volte ci manca proprio una visione di larghe vedute, che colga il contesto in cui siamo inseriti.

- La salute include tutti gli aspetti relazionali della vita, le emozioni e i sentimenti: non solo alimentazione, ma anche famiglia e conviventi, scuola e lavoro, amicizie, sport, hobby, relazioni sentimentali e sessualità, interessi, rapporto con la natura, spiritualità, ecc. Un problema da una parte si riflette su tutto il resto, un blocco da una parte causa guai che possono arrivare anche molto lontano. La vita, cioè noi stessi, è un equilibrio delicato e precario, in cui bisogna tener conto di tutto.

- Una seria politica di salute pubblica deve necessariamente mettere in discussione l’intero sistema economico, che, nelle sue fondamenta neoliberiste, è nemico della vita. L'attuale politica dei ricatti ("ti tolgo tutte le libertà e te ne restituisco alcune solo se ti vaccini") è destinata al completo fallimento, oltre a provocare tanti drammi. L'Italia sta continuando a smantellare scuola e ospedali, che vanno al collasso tutti gli anni nei mesi invernali (fonti giornalistiche in questo video), anche quando non c'era alcuna epidemia dichiarata, eppure le spese militari crescono sempre (25 miliardi di euro nel 2021, ovvero in media 68,5 milioni di euro al giorno, fonte).

(14 giugno 2021)

(*) Uso il plurale per indicare che le mie denunce, sebbene le abbia scritte da solo, sono all’interno di un percorso di consapevolezza su cui in tanti ci siamo incamminati. I pensieri, in questo senso, non sono mai individuali.

Dieta e coronavirus: i cibi vegetali sono protettivi contro i sintomi più gravi del COVID-19

Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2021

Link al PDF dell'articolo scientifico completo (del 3 maggio 2021, pubblicato su BMJ), qui preso in esame: "Plant-based diets, pescatarian diets and COVID-19 severity: a population-based case–control study in six countries" (Diete a base vegetale, diete pescatariane e gravità COVID-19: uno studio caso-controllo basato sulla popolazione in sei paesi).

In sintesi, secondo l'articolo:

In 2884 operatori sanitari di prima linea provenienti da sei paesi (Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti), gli individui che hanno riferito di seguire diete a base vegetale e diete non completamente vegetali che erano più ricche di verdure, legumi e noci, e meno ricche di pollame e carni rosse e lavorate, avevano rispettivamente il 73% e il 59% di probabilità in meno di ammalarsi di COVID-19 in maniera da moderata a grave.

Le diete a base vegetale e le diete pescatariane sono modelli alimentari sani (secondo gli autori della ricerca), che possono essere considerati per la protezione contro le complicazioni gravi da COVID-19.

Rispetto ai partecipanti che hanno riferito di seguire “diete a base vegetale”, quelli che hanno riferito di seguire “diete a basso contenuto di carboidrati e ad alto contenuto proteico” avevano maggiori probabilità di ammalarsi di COVID-19 in maniera da moderata a grave.

Non aggiungo ulteriori commenti, se non quello che scoprire un legame tra alimentazione (e digiuno, qui non citato) e salute è come scoprire l’esistenza dell’acqua calda. Meglio tardi che mai. Il discorso si potrebbe molto allargare, ma stavolta mi fermo qui, è già significativo che qualcuno cominci a porsi il problema.

(11 giugno 2021)

L'inganno del sapore dolce: anche gli edulcoranti (dolcificanti artificiali a calorie zero) portano a diabete e obesità

Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2021

Dolcificanti artificiali (edulcoranti) a zero calorie, obesità, diabete, pesoOggi decine di migliaia di prodotti includono dolcificanti artificiali (edulcoranti), che li rendono uno degli additivi alimentari più utilizzati al mondo. Con zero calorie, vengono utilizzati per fare bevande dietetiche e spuntini ipocalorici abbastanza dolci o molto dolci. Ma il sapore dolce è un grande inganno...

Nell'abstract dell'articolo scientifico "Reshaping the gut microbiota: Impact of low calorie sweeteners and the link to insulin resistance?" (Rimodellare il microbiota intestinale: impatto dei dolcificanti a basso contenuto calorico e il legame con la resistenza all'insulina?), che è parte della serie speciale di 27 articoli dedicata a "Low Calorie Sweeteners: Science and Controversy", pubblicato da ScienceDirect, leggiamo:

«L'alterazione del microbiota intestinale è ora riconosciuto come un contributore attivo verso lo sviluppo dell'obesità e della resistenza all'insulina. Questa analisi considera una classe di additivi alimentari noti per influenzare il microbiota intestinale che può predisporre gli individui suscettibili all'insulino-resistenza - il consumo regolare e a lungo termine di dolcificanti a basso dosaggio e a basso contenuto calorico. Mentre i dati sono controversi, l'evidenza crescente suggerisce che i dolcificanti a basso contenuto calorico non dovrebbero essere liquidati come inerti nell'ambiente intestinale. Il sucralosio, l'aspartame e la saccarina, tutti ampiamente utilizzati per ridurre il contenuto energetico in alimenti e bevande per promuovere la sazietà e incoraggiare la perdita di peso, hanno dimostrato di alterare l'equilibrio e la diversità del microbiota intestinale. Gli esperimenti di trapianto fecale, in cui il microbiota degli ospiti che consumano dolcificanti a basso contenuto calorico viene trasferito in topi privi di germi, dimostrano che questa perturbazione è trasferibile e provoca un'alterata tolleranza al glucosio, un noto fattore di rischio per lo sviluppo di una serie di stati patologici metabolici. Poiché la nostra comprensione dell'importanza del microbiota intestinale nella salute metabolica continua a crescere, sarà sempre più importante considerare l'impatto di tutti i componenti della dieta, compresi i dolcificanti a basso contenuto calorico, sul microbiota intestinale e sulla salute metabolica.»

Altrettanto problematico è l'articolo, contenuto all'interno della stessa serie, "Do low-calorie sweeteners promote weight gain in rodents?" (I dolcificanti a basso contenuto calorico promuovono l'aumento di peso nei roditori?), nel cui abstract leggiamo:

«I dolcificanti a basso contenuto calorico (LCS) sono usati in tutto il mondo per aumentare l'appetibilità di cibi e bevande, senza le calorie dello zucchero. Recentemente, tuttavia, ci sono state affermazioni che gli LCS promuovono l'obesità. Qui, esamino la letteratura che collega il consumo di LCS a un elevato peso corporeo nei roditori. Una recente revisione sistematica ha trovato che, quando le LCS sono stati presentati in acqua o cibo, solo una minoranza degli studi riporta un aumento di peso elevato. Al contrario, quando le LCS sono state presentate nello yogurt, la maggior parte degli studi ha riportato un aumento di peso elevato. Questa revisione si concentra su quest'ultimo sottoinsieme di studi, e si chiede perché la combinazione di LCS e yogurt abbia promosso l'aumento di peso. In primo luogo, è stato ipotizzato che le LCS inducano uno squilibrio metabolico perché disaccoppiano il gusto dolce e le calorie. Tuttavia, le prove disponibili indicano che gli yogurt trattati con LCS non avevano un sapore dolce per i ratti negli studi pubblicati. Senza un gusto dolce, le preoccupazioni circa il disaccoppiamento del gusto dolce e delle calorie non sarebbero rilevanti. In secondo luogo, in diversi studi, lo yogurt trattato con LCS ha aumentato l'aumento di peso senza aumentare l'apporto calorico. Questo indica che l'apporto calorico da solo non può spiegare l'aumento di peso elevato. In terzo luogo, ci sono prove che le LCS e lo yogurt possono alterare il microbiota intestinale dei roditori. Dato il recente lavoro che indica che i cambiamenti nel microbiota intestinale possono modulare il peso corporeo, è possibile che la combinazione di LCS e yogurt alteri il microbiota intestinale in modo da promuovere l'aumento di peso. Mentre questa ipotesi rimane speculativa, è coerente con i dati osservati nei roditori. Negli studi sull'uomo, gli LCS sono di solito presentati in bevande. Sulla base del lavoro sui roditori, potrebbe valere la pena di valutare l'impatto dello yogurt trattato con LCS nell'uomo.»

Vorrei soffermare l'attenzione sulla frase: «Una recente revisione sistematica ha trovato che, quando le LCS sono stati presentati in acqua o cibo, solo una minoranza degli studi riporta un aumento di peso elevato». Al di là dello yogurt su cui l'articolo si sofferma, ciò significa che esistono studi che riportano un aumento di peso elevato consumando cibi e bevande dolcificati con zero calorie... per problematizzare ulteriormente, cosa succede se piccole dosi di edulcoranti si trovano all'interno di un pasto nel quale c'è anche uno yogurt non dolcificato? E perché proprio lo yogurt?

La scienza è controversa. L'unica cosa certa è che la salute non si ottiene ingannando noi stessi e i nostri sensi (con i dolcificanti).

(9 giugno 2021)

Digiuno intermittente: gli effetti di un solo pasto al giorno al tempo del coronavirus

Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2021

Nella rivista scientifica “Indian Journal of Forensic Medicine & Toxicology, April-June 2021, Vol. 15, No. 2”, c’è un’interessante revisione sistematica di 37 articoli pubblicati tra il 2005 e aprile 2020, nei quali è stato studiato l'effetto del digiuno sul sistema respiratorio e sulla risposta immunitaria.

L’articolo si intitola “Ramadan Fasting and Risk of Coronavirus Disease 2019 (Covid-19) in Healthy People: A Review”, tradotto: “Digiuno del Ramadan e rischio di malattia da Coronavirus 2019 (Covid-19) in persone sane: una disamina”. Testo integrale: RamadanFastingandRiskofCoronavirusDisease2019.pdf (fonte)

Il digiuno del mese di Ramadan è uno dei cinque pilastri obbligatori del credo islamico, osservato rigorosamente da centinaia di milioni di musulmani ogni anno. Il digiuno comprende l'astinenza assoluta dal mangiare e dal bere dall’alba al tramonto. Non è un digiuno intermittente con un solo pasto al giorno, ma due (uno prima dell'alba e l'altro dopo il tramonto), con un tempo medio di digiuno giornaliero di circa 15 ore. Nelle conclusioni, la ricerca citata dà alcune informazioni interessanti sugli effetti di questa forma di digiuno intermittente:

  1. È stato dimostrato che il digiuno del Ramadan non ha alcun impatto negativo sul sistema immunitario nelle persone sane.
  2. Il digiuno del Ramadan può migliorare la funzione del sistema immunitario.
  3. Il digiuno del Ramadan non ha mostrato alcun impatto negativo sul sistema respiratorio in persone sane.
  4. Il digiuno del Ramadan può migliorare la funzione polmonare.
  5. Il digiuno del Ramadan non aumenta le possibilità di ammalarsi con il COVID-19.
  6. Studi su persone sane hanno dimostrato che il digiuno del Ramadan è sicuro.

Non ho trovato studi specifici su coronavirus e un solo pasto al giorno, mi pare però sensato aspettarsi che le conclusioni possano essere le stesse (a condizione che ci sia un’adeguata idratazione durante la giornata). E’ ovviamente solo una mia opinione, anzi, mi spingo oltre: un solo pasto al giorno strettamente vegano e bilanciato (cioè comprendente verdura, cereali, legumi, frutta secca e semi, frutta fresca), associato ad un'opportuna idratazione durante la giornata, pensieri positivi, atteggiamento positivo verso la vita, buone relazioni interpersonali e movimento all’aria aperta, è preventivo verso tante malattie, covid compreso. Una sorta, quindi, di panacea universalis, per lo meno a scopo preventivo in persone adulte e sane e inserite in un contesto di vita sano.

L’articolo Fasting Every Other Day Could Protect You From Disease - A Study (“Il digiuno a giorni alterni potrebbe proteggerti dalle malattie - uno studio)” riporta una serie di studi che, in sostanza, riscontrano molti benefici in salute nel digiuno a giorni alterni, compresa maggiore resistenza allo stress e miglioramento dei sintomi dell’asma: anche in questo caso, il digiuno sembra quindi poter aiutare le malattie respiratorie. Entrando più nello specifico, nell'articolo "5 Human Fasting Studies with Dr. Mark Mattson", c'è scritto: «Non immediatamente, ma tra due e quattro settimane dopo aver seguito il regime di digiuno intermittente, i sintomi dell'asma e la resistenza delle vie aeree dei partecipanti sono migliorati e i loro marcatori di infiammazione e di stress ossidativo sono scesi. Questo miglioramento è durato anche fino a due mesi dopo l'intervento». L'articolo indaga molti altri miglioramenti, tra cui l'umore.

Tutta la ricerca scientifica è a favore del digiuno? No, come nella realtà quotidiana vale il principio di contraddizione, di interdipendenza e di compresenza degli opposti, anche nelle ricerche scientifiche si trovano risultati diversi. A ognuno le sue scelte e prove, possibilmente e auspicabilmente con l’aiuto di un bravo medico.

Ricordiamo, comunque, che la sapienza degli antichi maestri era nettamente a favore di un solo pasto al giorno. Nel libro “Ayurvedic Inheritance: A Reader’s Companion, published by Manipal Universal Press”, a pag. 21, in basso, c’è scritto che Buddhaghosa (commentatore indiano del quinto secolo) riteneva che consumare un solo pasto al giorno assicurasse libertà dalle malattie. E’ un’affermazione molto forte, un segnale che questa forma-pensiero era presente nella cultura indiana (e non solo in quella). Questo libro è in parte leggibile qui, compresa la pagina che ho indicato: https://books.google.it/books?id=XObmDwAAQBAJ Mi riferisco alla frase: «Moderation in eating was strongly urged by Buddhist authorities. Buddhaghosha was of the view that taking only one meal a day will ensure freedom from illness» (tradotto: «La moderazione nel mangiare era fortemente sollecitata dalle autorità buddiste. Buddhaghosha era dell'opinione che fare un solo pasto al giorno assicurasse la libertà dalle malattie»).

Sempre gli antichi maestri, però, asserivano anche che, nell’alimentazione, l’eccezione vince sulla regola e che il corpo si adatta alle abitudini: tutto è relativo, quindi.

(2 giugno 2021)

BDNF e digiuno: un miracolo per il cervello

Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2021

Il digiuno è una forma di stress che stimola la secrezione di BDNF

Quando digiuni, segnali al tuo corpo che non c'è cibo disponibile. Contrariamente a quanto crede la maggior parte delle persone, il tuo corpo non si spegne in risposta. Non inizia a giocare la carta della vittima. "Oh, guai a me! Non ho cibo!"

Fa l'esatto contrario. Si attiva per trovarlo. "L'ostacolo è la via".

Come risultato, il tuo sistema nervoso simpatico si attiva e il tuo corpo rilascia adrenalina, cortisolo e ormone della crescita. Il tuo corpo spinge la maggior quantità possibile di energia immagazzinata nel tuo flusso sanguigno, da usare come carburante per la ricerca di cibo. Cortisolo, adrenalina e ormone della crescita ti preparano all'azione.

Questo è il motivo per cui così tante persone riportano un aumento della cognizione e una maggiore consapevolezza durante il digiuno. Il digiuno fa sentire più svegli e promuove la vigilanza.

Inoltre, il digiuno aumenta il BDNF (fattore di crescita neurotrofico derivato dal cervello) che non solo mantiene la funzione cognitiva, ma la migliora. Il BDNF è noto per promuovere la neuroplasticità, aumentare le prestazioni mentali e ritardare il declino cognitivo associato all'età. Il digiuno intermittente può scatenare questa molecola nel cervello. Il BDNF ha anche un’azione specifica antidepressiva e, in generale, di miglioramento dell’umore.

Gli effetti del BDNF

1. Stimolare la crescita di nuovi neuroni

La formazione di nuove cellule cerebrali, o "neurogenesi", inizia nel grembo materno. Negli adulti, la neurogenesi avviene principalmente nell'ippocampo, dove è vitale per la memoria e l'apprendimento continuo. Può cessare durante la prima età adulta senza una cura adeguata. BDNF stimola la crescita di nuovi neuroni, alimentando la mente e mantenendola acuta a lungo.

2. Aiutare la formazione e il rafforzamento delle connessioni neuronali

La sinaptogenesi è un processo che collega diverse cellule cerebrali formando strutture chiamate "sinapsi". Queste giunzioni sono importanti per la comunicazione da cellula a cellula e la memoria a lungo termine.

BDNF stimola la sinaptogenesi e rende le sinapsi più efficienti nella trasmissione dei segnali. Allo stesso modo, induce la crescita di rami nervosi chiamati "dendriti", che aiutano anche ad accelerare la segnalazione cellulare.

3. Promuovere la plasticità e l'adattamento del cervello

Ti ricordi quando hai imparato a leggere per la prima volta? All'inizio era un apprendimento lento, ma migliorava con la pratica. Lo stesso vale per qualsiasi nuova abilità che si acquisisce e si usa ripetutamente. Promuovendo la sinaptogenesi e la crescita dei dendriti, BDNF aiuta a ricablare il cervello, permettendo alle persone di adattarsi alle nuove circostanze.

Al contrario, la carenza di BDNF è associata a varie condizioni cognitive e psicologiche, come il morbo di Alzheimer, la demenza di Parkinson, l'insonnia, la schizofrenia e la depressione. Livelli ottimali di questo fattore di crescita promuovono la salute del cervello.

Come fa il BDNF a collegare il digiuno con la salute del cervello?

Nelle prime due ore dopo aver mangiato, il carburante primario del tuo cervello sono i carboidrati semplici (glucosio). Una volta che l'insulina elimina il glucosio in eccesso nel sangue, il corpo inizia a utilizzare il grasso per l'energia. Con il digiuno continuato, le cellule di grasso rilasceranno quantità crescenti di acidi grassi, che il fegato convertirà in chetoni. I chetoni raggiungeranno i livelli massimi circa 12 ore dopo l'ultimo pasto.

Abbiamo tutti imparato ad adattarci allo stress. Il digiuno è una forma di stress che stimola la secrezione di BDNF. Questo fattore di crescita media i cambiamenti che permettono al cervello di adattarsi allo stress. Tuttavia, la durata del periodo di digiuno è fondamentale per i tempi della sua induzione.

Gli studi sui topi rivelano che i livelli di BDNF aumentano dopo 12 ore di fame quando i chetoni iniziano a diventare il carburante primario del cervello. Questi eventi sono correlati a cambiamenti neuronali adattivi:

1. I livelli di BDNF crollano nell'ipotalamo ma aumentano nell'ippocampo e nella corteccia prefrontale.

2. Nell'ipotalamo, dove BDNF è basso, inizia l'autofagia. L'autofagia è un meccanismo di mantenimento cellulare che inizia dopo lunghi periodi di digiuno. Normalmente, degrada e ricicla diverse strutture cellulari, comprese le proteine microbiche catturate quando si combatte un'infezione. Conserva le risorse e interrompe i meccanismi che promuovono la crescita.

3. L'autofagia mangia le sinapsi ipotalamiche durante il digiuno. L'ipotalamo è responsabile delle funzioni corporee come l'alimentazione e la produzione di energia. L'autofagia sinaptica in questa parte del cervello invia segnali al corpo per mangiare e fare più chetoni.

4. L'aumento del BDNF nell'ippocampo e nella corteccia prefrontale inibisce l'autofagia. L'ippocampo è la sede della memoria e dell'apprendimento, mentre la corteccia prefrontale è responsabile della risoluzione dei problemi, del giudizio e della motivazione. Inibendo l'autofagia in queste aree, l'animale impara a far fronte allo stress e sviluppa nuovi comportamenti che gli permetteranno di rispondere meglio in futuro.

Autofagia significa letteralmente "mangiare se stessi". Le cellule subiscono tale processo per sopravvivere a lunghi periodi di stress, ma troppa autofagia è anche dannosa. L’inibizione dell’autofagia operata dal BDNF bilancia gli effetti dell'autofagia nel cervello, rendendolo resiliente e pronto a imparare dall'esperienza.

Quali programmi di digiuno sono i migliori per indurre la secrezione di BDNF?

Non sono certo della risposta, ma, in coerenza con quanto scritto precedentemente, lo sono i programmi di digiuno intermittente che riescono a stimolare l’autofagia, che inizia dopo 16 ore minime di digiuno continuativo. Ne segue che, per le persone adulte in buona salute, come regola generale, lo stile alimentare potrebbe essere quello di due pasti al giorno all’interno di una finestra oraria di 8 ore. Ma, come detto, questo è proprio il minimo per stimolare il BDNF. Per ottenere i massimi benefici, seguendo questa linea di ragionamento, l’ideale sarebbe un solo pasto al giorno, la qual cosa tornerebbe con la massima ayurvedica: «Chi mangia una sola volta al giorno è felice».

Questi sono soltanto miei ragionamenti e ricerche, potrei sbagliarmi, lascio a te approfondimenti e riflessioni. Sono consapevole che esiste una grande variabilità tra di noi e anche nei tempi che possiamo metterci a digerire un pasto. A ciò vanno aggiunti gli ostacoli al digiuno indotti dalle forme-pensiero e dal clima culturale in cui siamo inseriti. Indubbiamente, la convivialità a tavola, tanto cara alla nostra cultura, male si sposa con il digiuno, che è una pratica individuale e, per certi versi, ascetica. Esiste anche il digiuno di gruppo, ma nella nostra cultura è qualcosa di raro. Il digiuno è più vicino alla concezione sacra e rituale del cibo tipica della cultura brahmanica, nella quale non esisteva il concetto di convivialità (era normale mangiare da soli o comunque in pochi, e sempre in silenzio), che alla nostra.

Alcuni miti da sfatare

Vorrei concludere provando a sfatare alcuni miti sul digiuno: il digiuno intermittente non provoca né svenimenti né morte per fare, la fame è sostenibile (più il corpo si abitua alla chetogenesi, che richiede un digiuno di almeno 12 ore, meglio 24 o 36, e più la fame è sostenibile), il digiuno non rallenta il metabolismo (ci vogliono almeno 60 ore senza cibo prima che il metabolismo rallenti).

Non prendere alla lettera quello che scrivo. Queste sono soltanto mie stime, per persone adulte e in buona salute, che non fanno attività fisiche particolarmente impegnative, e basate sui dati che ho trovato: il consiglio di un bravo medico è sempre preferibile.

(23 maggio 2021)

Vaccini = Gigantesca catastrofe per l'umanità (traduzione integrale lettera di Geert Vanden Bossche, virologo ed esperto di vaccini)

Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2021

In sintesi, il cuore della questione è che, come riportato nella lettera seguente:

«[...] diventa sempre più difficile immaginare come le conseguenze dell'esteso ed errato intervento umano in questa pandemia non stiano per spazzare via gran parte della nostra popolazione umana. Si potrebbero pensare solo poche altre strategie per raggiungere lo stesso livello di efficienza nel trasformare un virus relativamente innocuo in un'arma biologica di distruzione di massa. [...]»

Appunto, sto affermando la stessa cosa sin dal primo lockdown, ho affermato più e più volte, già a metà 2020, che è stato fatto tutto il possibile per massimizzare il danno di un virus relativamente innocuo, avevo già scritto con un anno di anticipo in questo blog che i vaccini avrebbero procurato una catastrofe. Lascio la parola ad una voce più autorevole e competente in materia della mia, fermo restando che non sposo in pieno la lettera, in quanto l'autore propone una soluzione finale che è agli antipodi di quella che più olisticamente e a tutto tondo proporrei io (che riguarderebbe stile di vita, ritmo sonno/veglia, alimentazione, stile di pensiero, sicurezza e stabilità emotiva, affettiva e lavorativa, relazioni sociali e familiari, relazioni intime e sessualità, sistema economico, emozioni e sentimenti prevalenti, meditazione, spiritualità, qualità della fede e delle credenze, un completo ripensamento dell'approccio contemporaneo alla salute e alla malattia, riflessioni sul senso della vita e della morte, ecc.). Insomma, un problema complesso, che mette in evidenza tutte le debolezze e le paure dell'essere umano, non può essere risolto in maniera semplice, serve un ripensamento profondo nel modo di vedere le cose, ovvero serve un salto di consapevolezza per affrontare ciò che lo smarrimento esistenziale dell'essere umano contemporaneo non riesce ad affrontare. A volte, invece di rincorrere il nuovo, converrebbe fermarsi e guardare con attenzione ciò che la saggezza dell'antichità ci ha lasciato. Secondo me, sarebbe anche utile tenere a mente che quando accadono cose che non ci piacciono, esse sono utili per mostrarci qualcosa che non abbiamo capito.

Per dirla in altri termini, secondo me non è possibile avere successo nell'affrontare un problema con lo stesso livello di consapevolezza che lo ha generato.

Quanto segue è la mia traduzione integrale della lettera aperta pubblicata da Geert Vanden Bossche il 6 marzo 2021, all'indirizzo: https://twitter.com/GVDBossche/status/1368232172872732675

Ho cercato di fare in modo che la traduzione sia la più fedele possibile al testo originale, ma errare humanum est, quindi chi vuole può leggersi il testo originale in inglese, di cui a questo link ho messo una copia.

Francesco Galgani,
17 marzo 2021


Brevi informazioni sull'autore della lettera:

Geert Vanden Bossche ha conseguito il DVM presso la Facoltà di Veterinaria di Ghent e il PhD in Virologia presso l’Università di Hohenheim, Stoccarda. Dopo la sua formazione post-dottorato in Virologia, Immunologia e Biologia Molecolare presso la Libera Università di Berlino e l’Università di Hohenheim (Germania), ha ricevuto la Venia Legendi e successivamente ha ricoperto incarichi di facoltà a contratto presso l’Università di Hohenheim (Germania), l’Università di Leuven (Belgio) e la Facoltà europea di igiene ambientale presso l’Università di Ghent (Belgio). È quindi passato all’industria dei vaccini per ricoprire vari ruoli senior nello sviluppo di vaccini sia precoci che tardivi (GSK, Novartis, Solvay). Nel 2008 è entrato a far parte della Bill & Melinda Gates Foundation di Seattle per ricoprire il ruolo di Senior Program Officer in Vaccine Discovery for Global Health. Inoltre, ha anche fondato UNIVAC LLC, una società di vaccini start-up, e ha coordinato il programma per il vaccino contro l’Ebola per conto di GAVI. Attualmente è il capo dell’Ufficio per lo sviluppo dei vaccini presso il Centro tedesco per la ricerca sulle infezioni (DZIF) in Germania. È certificato in Virologia e Microbiologia, autore di oltre 30 pubblicazioni e inventore di una domanda di brevetto per vaccini universali. Ha presentato argomenti relativi ai vaccini e agli adiuvanti in numerosi congressi internazionali.


Geert Vanden Bossche, DMV, PhD, virologo indipendente ed esperto di vaccini, precedentemente impiegato presso GAVI e The Bill & Melinda Gates Foundaton.

A tutte le autorità, scienziati ed esperti di tutto il mondo, a cui questo riguarda: l'intera popolazione mondiale.

Sono tutto tranne che un antivaxer. Come scienziato di solito non mi appello a nessuna piattaforma di questo tipo per prendere posizione su argomenti legati ai vaccini. Come virologo ed esperto di vaccini, faccio un'eccezione solo quando le autorità sanitarie permettono che i vaccini siano somministrati in modi che minacciano la salute pubblica, soprattutto quando l'evidenza scientifica viene ignorata. L'attuale situazione estremamente critica mi costringe a diffondere questo appello di emergenza. Poiché la portata senza precedenti dell'intervento umano nella pandemia Covid-19 rischia ora di sfociare in una catastrofe globale senza pari, questo appello non potrà mai suonare abbastanza forte e deciso.

Come detto, non sono contro la vaccinazione. Al contrario, posso assicurarvi che ognuno degli attuali vaccini è stato progettato, sviluppato e prodotto da scienziati brillanti e competenti. Tuttavia, questo tipo di vaccini profilattici sono completamente inappropriati, e persino altamente pericolosi, quando vengono usati in campagne di vaccinazione di massa durante una pandemia virale. Vaccinologi, scienziati e clinici sono accecati dagli effetti positivi a breve termine nei brevetti individuali, ma non sembrano preoccuparsi delle conseguenze disastrose per la salute globale. A meno che non venga scientificamente dimostrato che mi sbaglio, è difficile capire come gli attuali interventi umani impediranno alle varianti circolanti di trasformarsi in un mostro selvaggio.

Correndo contro il tempo, sto completando il mio manoscritto scientifico, la cui pubblicazione, purtroppo, rischia di arrivare troppo tardi, data la minaccia sempre crescente di varianti altamente infettive in rapida diffusione. Questo è il motivo per cui ho deciso di pubblicare già su LinkedIn un riassunto delle mie scoperte e il mio discorso al recente Vaccine Summit in Ohio. Lunedì scorso, ho fornito alle organizzazioni sanitarie internazionali, tra cui l'OMS, la mia analisi dell'attuale pandemia basata su intuizioni scientificamente informate sulla biologia immunitaria del Covid-19. Dato il livello di emergenza, li ho esortati a considerare le mie preoccupazioni e ad avviare un dibattito sulle conseguenze dannose di un'ulteriore "fuga immunitaria virale". Per coloro che non sono esperti in questo campo, allego qui sotto una versione più accessibile e comprensibile della scienza dietro questo insidioso fenomeno.

Anche se non c'è tempo da perdere, finora non ho ricevuto alcun feedback. Esperti e politici sono rimasti in silenzio, mentre ovviamente sono ancora desiderosi di parlare di allentamento delle regole di prevenzione delle infezioni e di "libertà primaverile". Le mie affermazioni non si basano su nient'altro che la scienza. Esse possono essere contraddette solo dalla scienza. Mentre uno può a malapena fare delle affermazioni scientifiche errate senza essere criticato dai suoi pari, sembra che l'élite di scienziati che attualmente consiglia i nostri leader mondiali preferisca rimanere in silenzio. Prove scientifiche sufficienti sono state portate sul tavolo. Sfortunatamente, rimangono intoccate da coloro che hanno il potere di agire. Per quanto tempo si può ignorare il problema quando c'è attualmente una prova massiccia che la fuga immunitaria virale sta minacciando l'umanità? Possiamo difficilmente dire che non lo sapevamo - o che non siamo stati avvertiti.

In questa lettera straziante ho messo in gioco tutta la mia reputazione e credibilità. Mi aspetto da voi, guardiani dell'umanità, almeno lo stesso. È della massima urgenza. Aprite il dibattito. Con tutti i mezzi: invertite la tendenza!

EMERGENZA DI SALUTE PUBBLICA DI PORTATA INTERNAZIONALE

Perché la vaccinazione di massa in mezzo a una pandemia crea un mostro incontenibile

La domanda chiave è: perché nessuno sembra preoccuparsi della fuga immunitaria virale? Lasciatemi provare a spiegarlo con un fenomeno più facilmente comprensibile: la resistenza antimicrobica. Si può facilmente estrapolare questo flagello alla resistenza ai nostri "antibiotici antivirali" autoprodotti. Infatti, gli anticorpi (Abs) prodotti dal nostro sistema immunitario possono essere considerati antibiotici antivirali autoprodotti, indipendentemente dal fatto che facciano parte del nostro sistema immunitario innato (i cosiddetti Abs "naturali") o che siano suscitati in risposta a patogeni specifici (risultanti nei cosiddetti Abs "acquisiti"). Gli Abs naturali non sono germe-specifici mentre gli Abs acquisiti sono specificamente diretti al patogeno invasore. Alla nascita, il nostro sistema immunitario innato è "inesperto" ma ben consolidato. Ci protegge da una moltitudine di agenti patogeni, impedendo così che questi patogeni causino malattie. Poiché il sistema immunitario innato non può ricordare gli agenti patogeni che ha incontrato (l'immunità innata non ha la cosiddetta 'memoria immunologica'), possiamo continuare a fare affidamento su di esso solo a condizione di tenerlo 'allenato' abbastanza bene. L'allenamento si ottiene con l'esposizione regolare a una miriade di agenti ambientali, compresi gli agenti patogeni. Tuttavia, invecchiando, ci troveremo sempre più spesso ad affrontare situazioni in cui la nostra immunità innata (spesso chiamata "la prima linea di difesa immunitaria") non è abbastanza forte da fermare l'agente patogeno al portale d'ingresso (per lo più barriere mucosali come gli epiteli respiratori o intestinali). Quando questo accade, il sistema immunitario deve affidarsi a effettori più specializzati del nostro sistema immunitario (cioè, Abs e cellule T specifiche per l'antigene) per combattere l'agente patogeno. Così, mentre cresciamo, montiamo sempre di più l'immunità specifica per l'agente patogeno, compresi gli Abs altamente specifici. Poiché questi hanno un'affinità più forte per l'agente patogeno (per esempio, il virus) e possono raggiungere alte concentrazioni, possono facilmente superare i nostri Abs naturali per legarsi all'agente patogeno/virus. È proprio questo tipo di Abs altamente specifici e ad alta affinità che gli attuali vaccini Covid-19 stanno inducendo. Naturalmente, il nobile scopo di questi Abs è quello di proteggerci dal Covid-19. Quindi, perché allora dovrebbe esserci una grande preoccupazione usando questi vaccini per combattere il Covid-19?

Ebbene, analogamente alle regole che si applicano agli antibiotici antimicrobici classici, è fondamentale che i nostri "antibiotici antivirali" autoprodotti siano resi disponibili in concentrazione sufficiente e siano adattati alle caratteristiche specifiche del nostro nemico. Ecco perché in caso di malattia batterica è fondamentale non solo scegliere il giusto tipo di antibiotico (in base ai risultati di un antibiogramma) ma anche prendere l'antibiotico per un tempo sufficiente (secondo la prescrizione). Se non si rispettano questi requisiti, si rischia di concedere ai microbi la possibilità di sopravvivere e quindi di far crescere la malattia. Un meccanismo molto simile può valere anche per i virus, soprattutto per i virus che possono mutare facilmente e rapidamente (che è, per esempio, il caso dei Coronavirus); quando la pressione esercitata dalla difesa immunitaria dell'esercito (leggi: della popolazione) comincia a minacciare la replicazione e la trasmissione virale, il virus assumerà un altro mantello in modo che non possa più essere facilmente riconosciuto e, quindi, attaccato dal sistema immunitario dell'ospite. Il virus è ora in grado di sfuggire all'immunità (la cosiddetta "fuga immunitaria"). Tuttavia, il virus può contare su questa strategia solo se ha ancora abbastanza spazio per replicarsi. I virus, al contrario della maggior parte dei batteri, devono contare su cellule ospiti vive per replicarsi. Questo è il motivo per cui la comparsa di "mutanti di fuga" non è troppo preoccupante, finché la probabilità che queste varianti trovino rapidamente un altro ospite è abbastanza remota. Tuttavia, questo non è particolarmente il caso durante una pandemia virale! Durante una pandemia, il virus si diffonde in tutto il mondo con molti soggetti che spargono e trasmettono il virus (compresi i "portatori" asintomatici). Più alta è la carica virale, più alta è la probabilità che il virus si imbatta in soggetti che non sono ancora stati infettati o che sono stati infettati ma non hanno sviluppato sintomi. A meno che non siano sufficientemente protetti dalla loro difesa immunitaria innata (attraverso gli Abs naturali), prenderanno la malattia Covid-19 perché non possono contare su altro, cioè gli Abs acquisiti. È stato ampiamente riportato, infatti, che l'aumento degli Abs S (spike)-specifici in persone infettate in modo asintomatico è piuttosto limitato e di breve durata. Inoltre, questi Abs non hanno raggiunto la piena maturità. La combinazione dell'infezione virale su uno sfondo di maturità e concentrazione Ab subottimale permette al virus di selezionare mutazioni che gli permettono di sfuggire alla pressione immunitaria. La selezione di queste mutazioni avviene preferibilmente nella proteina S, poiché questa è la proteina virale responsabile dell'infettività virale. Poiché le mutazioni selezionate dotano il virus di una maggiore capacità infettiva, ora diventa molto più facile per il virus causare gravi malattie nei soggetti infetti. Più persone sviluppano una malattia sintomatica, meglio il virus può assicurare la sua propagazione e perpetuazione (le persone che si ammalano gravemente rilasciano più virus e per un periodo di tempo più lungo rispetto ai soggetti infettati in modo asintomatico). Sfortunatamente, l'aumento di breve durata degli Abs S-specifici è comunque sufficiente a bypassare l'Ab innato/naturale delle persone. Questi vengono messi fuori gioco perché la loro affinità per S è inferiore all'affinità degli Abs S-specifici. Questo per dire che con un tasso crescente di infezione nella popolazione, il numero di soggetti che si infettano mentre sperimentano un aumento momentaneo di Abs specifici per S aumenterà costantemente. Di conseguenza, il numero di soggetti che si infettano mentre sperimentano una diminuzione momentanea della loro immunità innata aumenterà. Di conseguenza, un numero sempre crescente di soggetti diventerà più suscettibile di contrarre una malattia grave invece di mostrare solo sintomi lievi (cioè limitati al tratto respiratorio superiore) o nessun sintomo. Durante una pandemia, soprattutto i giovani saranno colpiti da questa evoluzione poiché i loro Abs naturali non sono ancora ampiamente soppressi da una panoplia di Abs "acquisiti", specifici per l'antigene. Gli Abs naturali, e l'immunità naturale in generale, giocano un ruolo critico nel proteggerci dagli agenti patogeni in quanto costituiscono la nostra prima linea di difesa immunitaria. In contrasto con l'immunità acquisita, le risposte immunitarie innate proteggono contro un ampio spettro di agenti patogeni (quindi non compromettere o sacrificare la tua difesa immunitaria innata!) Poiché gli Abs naturali e le cellule immunitarie innate riconoscono uno spettro diversificato di agenti estranei (cioè non self) (solo alcuni dei quali hanno un potenziale patogeno), è importante, infatti, tenerlo sufficientemente esposto alle sfide ambientali. Mantenendo allenato il sistema immunitario innato (che, purtroppo, non ha memoria!), possiamo resistere molto più facilmente ai germi che hanno un reale potenziale patogeno. Per esempio, è stato riportato e scientificamente provato che l'esposizione ad altri Coronavirus abbastanza innocui che causano un "comune raffreddore" può fornire una protezione, anche se di breve durata, contro il Covid-19 e i suoi fedeli scagnozzi (cioè, le varianti più infettive).

La soppressione dell'immunità innata, soprattutto nei gruppi di età più giovani, può quindi diventare molto problematica. Non c'è dubbio che la mancanza di esposizione a causa delle severe misure di contenimento attuate fin dall'inizio della pandemia non ha giovato al mantenimento del sistema immunitario innato delle persone. Come se questo non stesse già compromettendo pesantemente la difesa immunitaria innata in questo segmento di popolazione, entra in gioco un'altra forza che aumenterà drammaticamente i tassi di morbilità e mortalità nei gruppi di età più giovani: VACCINAZIONE DI MASSA degli ANZIANI. Più ampiamente la fascia di età più avanzata sarà vaccinata e quindi protetta, più il virus sarà costretto a continuare a causare malattie nelle fasce di età più giovani. Questo sarà possibile solo a condizione che sfugga agli Abs S-specifici che si alzano momentaneamente in soggetti precedentemente infettati in modo asintomatico. Se il virus riesce a farlo, può beneficiare dell'immunità innata (momentaneamente) soppressa, causando così la malattia in un numero crescente di questi soggetti e garantendo la propria propagazione. La selezione di mutazioni mirate nella proteina S è, quindi, la strada da percorrere affinché il virus aumenti la sua infettività nei candidati che sono inclini a contrarre la malattia a causa di una debolezza transitoria della loro difesa immunitaria innata.

Ma nel frattempo, siamo anche di fronte a un enorme problema nelle persone vaccinate, poiché ora sono sempre più confrontate con varianti infettive che mostrano un tipo di proteina S che è sempre più diversa dall'edizione S compresa con il vaccino (l'edizione successiva ha origine dal ceppo originale, molto meno infettivo all'inizio della pandemia). Più le varianti diventano infettive (cioè, come risultato del blocco dell'accesso del virus al segmento vaccinato della popolazione), meno gli Abs vaccinali proteggeranno. Già ora, la mancanza di protezione sta portando allo spargimento e alla trasmissione virale nei destinatari del vaccino che sono esposti a questi ceppi più infettivi (che, tra l'altro, dominano sempre più il campo). Questo è il modo in cui stiamo trasformando i vaccinati in portatori asintomatici che diffondono varianti infettive.

Ad un certo punto, in un probabile futuro molto prossimo, diventerà più redditizio (in termini di 'ritorno sull'investimento di selezione') per il virus aggiungere semplicemente qualche altra mutazione (forse solo una o due) alla proteina S delle varianti virali (già dotate di mutazioni multiple che migliorano l'infettività) nel tentativo di rafforzare ulteriormente il suo legame al recettore (ACE-2) espresso sulla superficie delle cellule epiteliali permissive. Questo permetterà ora alla nuova variante di superare gli Abs vaccinali per il legame al recettore ACE. Questo per dire che in questa fase, ci vorrebbero solo poche mutazioni mirate aggiuntive all'interno del dominio virale di legame al recettore per resistere completamente agli Abs anti-Covid-19 S-specifici, indipendentemente dal fatto che questi ultimi siano suscitati dal vaccino o dall'infezione naturale. A quel punto, il virus sarà, infatti, riuscito a ottenere l'accesso a un enorme serbatoio di soggetti che ora sono diventati altamente suscettibili alla malattia in quanto i loro Abs S-specifici sono ormai diventati inutili in termini di protezione ma riescono ancora a fornire una soppressione di lunga durata della loro immunità innata (cioè, l'infezione naturale, e soprattutto la vaccinazione, suscitano titoli Ab specifici relativamente di lunga durata). Il serbatoio suscettibile comprende sia le persone vaccinate che quelle che sono rimaste con sufficienti Abs specifici S a causa della precedente malattia Covid-19).

Quindi, MISSIONE COMPIUTA per il Covid-19, ma una SITUAZIONE DISASTROSA per tutti i soggetti vaccinati e le persone sieropositive al Covid-19, poiché ora hanno perso entrambe le loro difese immunitarie acquisite e innate contro il Covid-19 (mentre ceppi altamente infettivi sono in circolazione!). Questo è 'un piccolo passo per il virus, una gigantesca catastrofe per l'umanità', che è come dire che avremo montato il virus nella popolazione più giovane fino a un livello tale che ora ci vuole poco sforzo per il Covid-19 per trasformarsi in un virus altamente infettivo che ignora completamente sia il braccio innato del nostro sistema immunitario che quello adattativo/acquisito (indipendentemente dal fatto che l'Abs acquisito sia risultato dalla vaccinazione o dall'infezione naturale). Lo sforzo per il virus sta diventando ancora più trascurabile dato che molti destinatari del vaccino sono ora esposti a varianti virali altamente infettive pur avendo ricevuto solo una singola iniezione del vaccino. Quindi, sono dotati di Abs che non hanno ancora acquisito una funzionalità ottimale. Non c'è bisogno di spiegare che questo non farà altro che aumentare ulteriormente la fuga immunitaria. In pratica, molto presto ci troveremo di fronte a un virus super-infettivo che resiste completamente al nostro meccanismo di difesa più prezioso: Il sistema immunitario umano.

Da tutto quanto sopra, diventa sempre più difficile immaginare come le conseguenze dell'esteso ed errato intervento umano in questa pandemia non stiano per spazzare via gran parte della nostra popolazione umana. Si potrebbero pensare solo poche altre strategie per raggiungere lo stesso livello di efficienza nel trasformare un virus relativamente innocuo in un'arma biologica di distruzione di massa.

Vale certamente anche la pena di menzionare che le mutazioni nella proteina S (cioè, esattamente la stessa proteina che è soggetta alla selezione delle mutazioni di fuga) sono note per permettere ai Coronavirus di attraversare le barriere di specie. Questo per dire che il rischio che la fuga immunitaria mediata dal vaccino possa permettere al virus di saltare in altre specie animali, specialmente negli allevamenti industriali (ad esempio, suini e pollame), non è trascurabile. Queste specie sono già note per ospitare diversi Coronavirus e sono solitamente alloggiate in allevamenti ad alta densità. Come nel caso del virus dell'influenza, queste specie potrebbero fungere da ulteriore serbatoio per il virus SARS-COVID-2.

Poiché gli agenti patogeni si sono co-evoluti con il sistema immunitario dell'ospite, le pandemie naturali di infezioni virali acute autolimitanti sono state modellate in modo tale che il tributo di vite umane non sia superiore a quello strettamente necessario. A causa dell'intervento umano, il corso di questa pandemia è stato profondamente disturbato fin dall'inizio. Misure diffuse e rigorose di prevenzione delle infezioni, combinate con campagne di vaccinazione di massa che utilizzano vaccini inadeguati, porteranno senza dubbio a una situazione in cui la pandemia va sempre più "fuori controllo".

Paradossalmente, l'unico intervento che potrebbe offrire una prospettiva per porre fine a questa pandemia (oltre a lasciare che faccia il suo corso disastroso) è... la VACCINAZIONE. Naturalmente, il tipo di vaccini da utilizzare sarebbe completamente diverso dai vaccini convenzionali in quanto non inducono i soliti sospetti, cioè le cellule B e T, ma le cellule NK. Ci sono, infatti, prove scientifiche convincenti che queste cellule giocano un ruolo chiave nel facilitare l'eliminazione completa del Covid-19 in una fase iniziale dell'infezione in soggetti infettati in modo asintomatico. Le cellule NK fanno parte del braccio cellulare del nostro sistema immunitario innato e, come gli Abs naturali, sono in grado di riconoscere e attaccare un ampio e diversificato spettro di agenti patogeni. C'è una solida base scientifica per supporre che sia possibile 'adescare' le cellule NK in modo che riconoscano e uccidano i Coronavirus in generale (incluse tutte le loro varianti) in una fase iniziale dell'infezione. Le cellule NK sono state sempre più descritte come dotate della capacità di acquisire memoria immunologica. Educando queste cellule in modi che permettono loro di riconoscere e colpire durevolmente le cellule infettate da Coronavirus, il nostro sistema immunitario potrebbe essere perfettamente armato per un attacco mirato all'universo dei Coronavirus prima dell'esposizione. Poiché la difesa immunitaria basata sulle cellule NK fornisce un'immunità sterilizzante e permette una protezione rapida e ad ampio spettro, è ragionevole supporre che sfruttare le nostre cellule immunitarie innate sarà l'unico tipo di intervento umano rimasto per arrestare la pericolosa diffusione delle varianti altamente infettive del Covid-19.

Se noi, esseri umani, ci impegniamo a perpetuare la nostra specie, non ci resta altra scelta che sradicare queste varianti virali altamente infettive. Questo richiederà, infatti, grandi campagne di vaccinazione. Tuttavia, i vaccini basati sulle cellule NK permetteranno soprattutto di preparare meglio la nostra immunità naturale (memoria!) e di indurre l'immunità di gregge (che è esattamente l'opposto di quello che fanno gli attuali vaccini Covid-19, che trasformano sempre più i destinatari del vaccino in portatori asintomatici che diffondono il virus). Quindi, non c'è più un secondo per cambiare le marce e sostituire gli attuali vaccini killer con vaccini salvavita.

Faccio appello all'OMS e a tutte le parti coinvolte, indipendentemente dalla loro convinzione, per dichiarare immediatamente tale azione come l'UNICA PIÙ IMPORTANTE EMERGENZA DI SALUTE PUBBLICA DI PORTATA INTERNAZIONALE.

Le varianti (aggressive) sono causate dai vaccini?

Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2021

Stando così le cose, verrebbe da pensare che la scelta di non vaccinarsi non sia soltanto a beneficio della propria salute, ma anche un segno di responsabilità verso la collettività, in modo da evitare il proliferare di varianti più aggressive...

fonte: https://www.davvero.tv/videos/le-oltre-676mila-varianti-del-sars-cov2-leopoldo-salmaso

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Il nutrimento (schema essenziale)

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2021

Nella nostra società ci piacciono molto i sapori dolci (cfr. il video "Una società ingozzata di zucchero nel corpo e nella mente", di Andrea Cionci). Nel mio articolo precedente (L'ultima religione), citando Dante, avevo appena finito di scrivere che i demoni (o predatori, o ladri di vita, o ingannatori) si nutrono delle nostre emozioni negative. Tra l'altro, è nozione acquisita che la paura causa malattie. Ma allora, di cosa si nutre l'essere umano, per lo meno quando lo fa in maniera sana e funzionale alla vita? Provo a dare una risposta, tramite uno schema essenziale (scritto senza pretesa di esaustività o correttezza)...
 

  • ANIMA (parte femminile)
    L'anima si nutre di sentimenti positivi, di fede positiva, ed è quindi nutrita dai mezzi e dalle pratiche animiche che elicitano tali sentimenti e tale fede. L'anima si nutre anche della comunione con le altre anime. L'unica malattia di cui può soffrire l'anima è la solitudine, tanto cara ai demoni.
     
  • MENTE (energia creatrice)
    La mente si nutre di studio, ragionamento, sguardo profondo, creatività. E' molto subdolo il concetto che la "mente mente": questa svalutazione della nostra mente non è di alcun aiuto, anzi, può porci in una posizione di sfiducia verso noi stessi (sfiducia di cui i demoni si nutrono). E' invece assai più verosimile e di aiuto la consapevolezza che la "mente crea", essendo noi i creatori dell'universo. Quest'opera creatrice, però, può produrre come scarti dei veleni mentali (preconcetti, pregiudizi, previsioni, ecc.), di cui ogni tanto la mente ha bisogno di purgarsi se non vuole ammalarsi.
     
  • SPIRITO (parte maschile)
    Lo spirito si nutre della lotta (rispettosa verso di sé e verso gli altri) per realizzare i propri desideri. Il suo nutriente preferito è il coraggio, che è anche il principale antidoto contro tanti demoni. E' implicito che una lotta basata sul desiderio di prevaricare gli altri e di gonfiare il proprio narcisismo, ovvero la tipica competizione neoliberista tanto cara all'attuale sistema economico, non nutre lo spirito ma i demoni. Stesso discorso quando la lotta "per la sopravvivenza" implica una svalutazione di sé e della propria dignità.
     
  • CORPO
    Il corpo adulto può nutrirsi di rasayana (almeno in certi periodi) accompagnati da piccole quantità di cibo, ottenuto con gratitudine e rispetto verso le vite che mangiamo; dopo l'allattamento al seno, il corpo è predisposto per ricevere cibo non cruento, vegetale. Il corpo può nutrirsi anche di se stesso (autofagia) durante il digiuno. Cfr. "Non mangiare oltre l’ora di pranzo: digiuno intermittente tra religione e scienza". La sovrabbondanza di cibo e il cibo prodotto con crudeltà nutrono i demoni.

 
Detto ciò, aggiungerei:

  • COS'È LA VITA
    La vita è relazione.
     
  • SCOPO DELLA VITA
    Lo scopo della vita è creare relazioni armoniose.
     
  • PERCHÉ ESISTE LA VITA
    La risposta può essere nello sguardo innocente, meravigliato e gioioso di un bambino.

Francesco Galgani,
21 gennaio 2021

Sulla libertà terapeutica... e di visione della vita

Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2021

La realtà “esterna” (o meglio, percepita come tale) estroietta i nostri problemi interni, quindi quando le cose “esterne” non ci piacciono potremmo cominciare a chiederci cosa la nostra coscienza sta tentando di mostrarci. Ad es., tutto il teatrino di quest’ultima annata attorno al covid potrebbe diventare un maestro di vita, nel senso che ciascuno di noi può chiedersi cosa può imparare. Lo stesso discorso, ovviamente, vale per ogni altro evento della vita, ma essendo questo “collettivo”, anzi, mondiale, ci sta mostrando qualcosa che non va dentro di noi a livello globale. Trattandosi di una malattia del respiro, ed essendo il respiro l’emblema dell’anima, potrei ipotizzare che le nostre anime individualiste, neoliberiste, competitive (cioè in perenne guerra), e menefreghiste nei confronti della natura e del prossimo, siano gravemente malate. Il valore simbolico della malattia può essere quindi un invito della coscienza collettiva a vivere in maniera più armoniosa, empatica, rispettosa, amorevole, aggraziata, con un senso di unità…

… ma tutto ciò non è accaduto, anzi, siamo più frammentati e separati di prima. Infatti, giusto per conferma, il “distanziamento sociale” (termine orrendo e contronatura), è uno dei nuovi dogmi.

Faccio una previsione, o meglio profezia (a seconda del valore che i miei lettori vorranno dare alle mie parole): finché continueremo sull’attuale strada impietosa, tutti belli distanziati e mascherati nel corpo e nell’anima, l’epidemia sarà infinita. Oggi si chiama covid, domani forse si chiamerà in un altro modo, ma se non andremo al nocciolo del problema, cioè a ripulire le nostre anime, sarà sempre peggio.

Qualcuno potrebbe obiettare che quando affermo è più vicino al pensiero magico che a quello medico. Sì, per certi versi è così, se ammettiamo che l’unica forma di medicina è quella allopatica delle industrie farmaceutiche, il cui scopo principale è fabbricare malattie per venderci i loro rimedi velenosi (a cominciare dai vaccini). Ma altri tipi di tradizioni mediche più antiche e più sagge, che sanno vedere anche quello che gli occhi obnubilati dei contemporanei non vedono, almeno in parte potrebbero ritenere sensato il mio tentativo di cogliere segni nelle cose che accadono.

Detto ciò, mi piacerebbe cogliere l’occasione per fare un discorso sulla libertà terapeutica.

Libertà significa “assunzione di responsabilità”. Io voglio essere responsabile delle scelte che riguardano il mio corpo, la mia anima, il mio spirito e la mia mente: è difficile dire quali siano i confini di tale libertà, cioè responsabilità, ma di certo ogni obbligo che la mia anima non approva è soggettivamente un sopruso.

Se la libertà terapeutica esistesse, allora nessuna scelta sulla salute personale e altrui dovrebbe essere obbligatoria, comprese mascherine, obbligo di restare in casa, vaccini, ecc., tutto dovrebbe essere facoltativo. Questa asserzione non è accettata da chi ritiene che certe scelte personali possano essere lesive per la salute altrui. Più nello specifico, nel caso della mascherina, del distanziamento, dei vari lockdown e dei vaccini, voglio però far notare che il nesso causale tra comportamenti ed effetti non è per niente chiaro, anzi, si entra nel regno dell'indimostrabile, delle credenze, oserei dire delle superstizioni, in quanto nessuno ha mai dimostrato (né può dimostrare) un nesso diretto di causa ed effetto tra certe scelte e certe conseguenze. Nel caso dei vari lockdown, ad es., non vale il paragone con la Svezia, con la Svizzera o con qualsiasi altro paese che non ha applicato il lockdown o che lo abbia fatto in maniera blanda, né con la Cina che lo applicato in modo più stringente, in quanto prima di tutto andrebbe dimostrato che il virus è esattamente lo stesso (invece sappiamo che muta velocemente) e che tutte le possibili variabili in gioco nel determinare le malattie siano le stesse (il che è impossibile, perché nessuno sa quali siano esattamente queste variabili, che dipendono anche dal tipo di visione che si ha dell’essere umano e del suo rapporto con l’ambiente); andrebbe inoltre dimostrato che il modo di diagnosticare e conteggiare i contagi è lo stesso (e non lo è). Non è neanche dimostrato con sicurezza che l'asintomatico trasmetta o non trasmetta la malattia, né che un vaccinato trasmetta o non trasmetta la malattia, a parte varie ricerche e approcci medici che si contraddicono. E' tutto fumoso, nel regno dell'incerto e dei forse. Aggiungiamo a questo minestrone che noi non siamo automi che, dato un input, producono un output: tra le cause di salute e di malattia ci sono anche le credenze, le emozioni, i sentimenti, le relazioni interpersonali, lo stile alimentare, la qualità dell’aria, i campi elettromagnetici, ecc.

Meglio, allora, che ognuno si prenda la libertà di aver cura della propria salute come meglio ritiene, senza però che qualcuno si permetta di accusare qualcun altro dandogli dell’untore o dell’irresponsabile. Il messaggio che spesso passa è che chi porta con sé un virus allora è responsabile della malattia altrui: anche questo non è dimostrabile e, soprattutto, da un certo punto di vista, non corrisponde a quello che una parte della scienza medica afferma. A proposito, per chi ancora non l’avesse capito, non esiste “la scienza”, ma esistono “molte scienze”, e nessuna di esse porta con sé delle verità (altrimenti sarebbero religioni, anziché scienze).

Cos'è la salute? Cos'è la malattia? Perché ci ammaliamo? Anzi, perché nasciamo e poi moriamo? E se provassimo a rispondere a queste domande?

E soprattutto, cosa è importante e cosa è superfluo?

Gandhi disse: «Prova a richiamare alla mente il volto dell’uomo più povero e debole che tu abbia mai visto e chiediti se ciò che stai per fare potrebbe giovargli in alcun modo».

Direi che tutto questo caos sul coronavirus e sui vaccini non è di alcun giovamento all'uomo più povero e debole che io abbia mai visto. Sarebbe molto più utile per lui, e per tutti, costruire una società con cuori ripuliti da tutta la spazzatura che ci buttiamo dentro, a cominciare dalla paura di morire (che è la stessa cosa della paura di vivere).

Francesco Galgani,
18 gennaio 2021

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