La risposta all'imminente guerra? Abbandonare ogni paura e rafforzare la propria fede

Anch'io sento le notizie di guerra. Fanno parte del nostro percorso condiviso, fanno parte del nostro karma condiviso, fanno parte della nostra missione. Rimaniamo sereni, perché le paure fanno solo il gioco dei demoni.

Le notizie di stamani mi hanno fatto venire in mente il Gosho "I tre ostacoli e i quattro demoni".

I tre ostacoli sono:
1) l’ostacolo delle illusioni e dei desideri;
2) l’ostacolo del karma, che può riferirsi anche alle opposizioni da parte del proprio coniuge o dei figli;
3) l’ostacolo della retribuzione, che si riferisce anche agli ostacoli causati da parte dei propri superiori, come i governanti o i genitori.

I quattro demoni sono:
1) il “demone” o impedimento dovuto ai cinque aggregati;
2) il “demone” o impedimento dovuto alle illusioni e ai desideri;
3) il “demone” o impedimento della morte, perché la propria morte prematura impedisce la pratica del Buddismo, oppure la morte prematura di un altro praticante provoca dubbi;
4) l’impedimento del re demone del sesto cielo.

Nel Gosho "I tre ostacoli e i quattro demoni", Nichiren Daishonin scrisse:

[...] Non dovresti sentire la minima paura nel cuore. Sebbene una persona possa aver professato la fede nel Sutra del Loto molte volte sin dal remoto passato, è la mancanza di coraggio che gli impedisce di conseguire la Buddità. [...]
 

[...] Il Sutra del Nirvana afferma: «È da innumerevoli kalpa che la gente soffre. Le ossa che ogni individuo lascia dietro di sé in un kalpa si accatastano fino a raggiungere l’altezza del monte Vipula a Rajagriha, e il latte che succhia è pari all’acqua dei quattro mari. Il sangue che sparge supera la quantità di acqua dei quattro mari e così le lacrime che versa per la morte di genitori, fratelli e sorelle, mogli, figli e parenti. E anche se per contarli si usassero tutte le piante e gli alberi della terra divisi in pezzetti di dodici centimetri, non si potrebbero enumerare tutti i genitori avuti nelle passate esistenze». [...]

[...] Non si può sapere cosa ne sarà di te nemmeno nel prossimo futuro. Come puoi essere certo che la tua prosperità durerà tutta la vita? Perciò dovresti decidere di pensare unicamente alla felicità nella prossima esistenza. [...]

(13 aprile 2024)

Il peccato preferito dal diavolo

Il diavolo (tarocchi)Il peccato preferito dal diavolo è la vanità.
Tutto il mondo contemporaneo, e in particolare nell'ambito televisivo e dei social, è mosso, spronato e motivato dalla vanità, cioè dal diavolo.

Anche chi si incammina in certi percorsi spirituali, se sotto sotto lo fa per sentirsi migliore di altri, cioè per vanità, sta servendo il diavolo.

Facciamo prima a dire che tutto il mondo è costruito per servire il diavolo, cioè le nostre debolezze.

E quindi, la cura qual è?

Se lo vogliamo, possiamo usare una medicina potente e gratuita: si tratta di sostituire “l’essere visibile” con “l’essere”. Tutto qua.

Per assumere questa medicina, però, abbiamo bisogno di conoscere noi stessi.

(12 aprile 2024)

Il potere del silenzio

Quando abbiamo completa fiducia nella vita, ogni parola è di troppo, perché non c'è nulla da aggiungere alla meravigliosa armonia e giustizia del creato.

Ogni pensiero in più è come un'onda in un oceano in piena quiete, un oceano che sta bene così com'è.

Dio sa quello che è. La sua piena consapevolezza non ha bisogno né di lodi, né di asservimento, né di ingiurie, né di fare. Non ha bisogno di nulla, è perfetto così com'è. Quando la nostra mente diviene Dio, siamo così calmi e fiduciosi nel tutto da rinunciare a qualsiasi attaccamento e paura. Ogni pensiero lamentoso torna nel vuoto da cui era venuto, perché non c'è più nulla di cui lamentarsi, giacché tutto ha la funzione che deve avere, al momento giusto e nel luogo giusto. Noi siamo amore imperturbabile. Siamo beatitudine all'interno di un sogno.

Il diavolo, quello sì, ha invece bisogno di tante, tante parole. Un'infinità di parole e un'infinità di cose da fare, per questo non dorme mai. Non si accorge neanche che esiste solo perché è sognato all'interno di un sogno che non è il suo. Ha terrore del silenzio, perché nel silenzio anche lui è costretto a tornare nel vuoto da cui è venuto.

Silenzio.
Gioiamo del silenzio.
Godiamone, e rimaniamo nella beatitudine del sogno.

(11 aprile 2024)

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