Una visione globale della politica

Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2021

Qualcuno ricorda la mia profezia elettorale? Propongo un video di chi sa guardare al problema politico da una prospettiva molto ampia.

Diego Fusaro - La fine del consenso e l'inizio del dominio
(DavveroTV, 27 febbraio 2021)

fonte: https://www.davvero.tv/byoblu24-1/videos/la-fine-del-consenso-e-l-inizio-del-dominio-diego-fusaro

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Linguaggio inclusivo di genere?

Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2021

Identità di genereVorrei esporre una mia breve riflessione partendo da una notizia che inizia così: «Allattamento al seno, madre, latte materno: e se questi termini sparissero per sempre dal vocabolario per essere sostituiti da un linguaggio più inclusivo? E’ quello che starebbe avvenendo in Inghilterra, [...]» (fonte tg Byoblu24, 13 febbraio 2021, a partire da 15 minuti e 30 secondi).

Ovviamente la tentazione sarebbe quella di infilarmi nella discussione etichettando come "giusto" o "sbagliato" quanto sta avvenendo, visti anche gli analoghi problemi che abbiamo in Italia con i famosi "genitore 1" e "genitore 2" al posto di "padre" e "madre". Ma, essendo il modo con cui viene trattata l'inclusività di genere sotteso a una scelta ideologica, come tale la considero e vado oltre, cercando di osservare la questione da un punto di vista più globale.

Il linguaggio crea il pensiero e al contempo lo ingabbia. Cambiare il linguaggio, o parti di esso, per volontà propria o per costrizione, vuol dire semplicemente cambiare gabbia (o almeno provarci). Stare dentro ad una certa gabbia linguistica piuttosto che a un'altra può aiutare o al contrario ostacolare il proprio percorso esistenziale di consapevolezza, può anche spostarne la direzione, ma in nessun caso potrà offrire soluzioni ai problemi di fondo della natura umana. Al massimo può renderli più o meno evidenti. Così, possiamo sopprimere la parola "mamma" per spostare l'attenzione da certi problemi verso altri, possiamo anche creare un nuovo linguaggio completamente "asessuato", ma così facendo, di certo, non avremo risolto i problemi della sessualità e dell'identità di genere, li avremo soltanto spostati, nascosti o, peggio, ne avremo aggiunti di nuovi.

Ad ogni modo, coloro che cercano di costruire un linguaggio più "empatico" verso situazioni non così semplici da gestire, hanno tutta la mia solidarietà. Io stesso, in varie circostanze, mi sono trovato nella condizione di non disporre di aggettivi che non fossero né maschili né femminili in situazioni dove qualunque scelta duale avrebbe potuto non rispettare la sensibilità di chi si trovava di fronte a me. Quindi capisco il problema. Ma il vero problema è se l'empatia, la compassione e la comprensione reciproca ci sono davvero o no, soltanto in conseguenza di esse verranno "naturali" certe scelte linguistiche piuttosto che altre. Al di fuori di questi sentimenti, tutto il resto è finzione.

(Francesco Galgani, 13 febbraio 2021)

Contagiati - L'antiromanzo di Giulio Ripa

Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2021

libro "Contagiati", di Giulio Ripa (copertina)AGGIORNAMENTO 24 marzo 2021
il link ufficiale di questo libro, sul sito dell'editore, è:
http://largolibro.blogspot.com/2021/03/giulio-ripa-contagiati.html


Chi conosce il mio blog avrà notato da anni, nell'intestazione di ogni pagina, la frase di Giulio Ripa: «La mancanza di un percorso spirituale, di valori condivisi, sono alla base di questa crisi dell'umanità. Comunicare online nella situazione attuale è solo dannoso, se nessuno più ascolta l'altro. E per ascoltare l'altro ci vuole affetto. E l'affettività non nasce da una migliore tecnologia», oltre a molti altri riferimenti a suoi scritti e a lavori condivisi disseminati nel blog.

Questo "antiromanzo", come lui lo definisce, non contiene alcuna risposta ai problemi esistenziali, però aiuta a mettere in evidenza le contraddittorietà della vita e la follia della nostra epoca, oltre a proporre alcune riflessioni filosofico-esistenziali secondo me interessanti. Buona lettura :)

Presentazione e indice del libro: https://sites.google.com/site/archiviodigiulioripa/home/libro-contagiati

Pubblicazione del libro presso la casa editrice "L'ARGOLIBRO", Via G. Mazzini, 22 - 84043 Agropoli (SA)
Email:largolibro@gmail.com
Blog: Largolibro
Infoline: 3395876415
 
(Francesco Galgani, 9 febbraio 2021)

Epidemia di solitudine e di sfiducia?

Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2021

La solitudine è l'unica malattia di cui l'anima può ammalarsi? Mi riferisco a questa frase: «[...] Può sembrare assurda quanto mai incredibile questa affermazione ma anima soffre di una malattia vera e propria. L’unica malattia che affligge o che può affliggere anima è la solitudine. [...]» (fonte)
Solitudine e sfiducia vanno insieme e lasciano tutte le porte aperte ai peggiori demoni?
Come si guarisce dalla solitudine?

Vorrei riportare la notizia seguente senza ulteriori commenti. Al massimo, suggerisco di confrontarla con:

fonte: LaStampa.it, 4 febbraio 2021, prima pagina

Giovani, “sei adolescenti su dieci vittime di bullismo o cyberbullismo”. Le ragazze terrorizzate dal Revenge porn

L’indagine di «Terre des Hommes»: il 93% dei giovani fra 13 e 23 anni si sente solo, e con l’emergenza Covid la percentuale è cresciuta

ROMA. Il 61% dei giovani afferma di essere vittima di bullismo o di cyberbullismo, e il 68% di esserne stato testimone. Sei adolescenti su 10 dichiarano inoltre di non sentirsi al sicuro online: per le ragazze, in particolare, l'incubo maggiore è il Revenge porn (52,16%). Bullismo o cyberbullismo sono considerati in questo momento per gli adolescenti la minaccia più temuta dopo droghe e violenze sessuali. Nell'anno del Covid-19, inoltre, il 93% degli adolescenti afferma di sentirsi solo, con un aumento del 10% rispetto al 2019.

E’ la fotografia tracciata dll'Osservatorio Indifesa 2020 di «Terre des hommes» e «Scuolazoo», diffusi in vista della Giornata Internazionale contro il Bullismo (in programma domenica 7 febbraio) e del Safer Internet Day. L'aumento della solitudine è ancora più significativo - viene fatto notare nel rapporto - se si pensa che la percentuale di chi ha indicato di provare solitudine «molto spesso» è passata dal 33% a quello che viene definito un «drammatico 48%».

I dati sono stati raccolti grazie alle risposte date da 6.000 adolescenti dai 13 ai 23 anni di tutta Italia. Ragazzi e ragazze esprimono sofferenza per episodi di violenza psicologica subita da parte di coetanei (42,23%) e in particolare il 44,57% delle ragazze segnala il forte disagio provato dal ricevere commenti non graditi di carattere sessuale online. Dall'altro lato l'8,02% delle ragazze ammette di aver compiuto atti di bullismo, o cyberbullismo, percentuale che cresce fino al 14,76% tra i ragazzi.

Tra i partecipanti alla rilevazione 6 su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online. Sono le ragazze ad avere più paura, soprattutto sui social media e sulle app per incontri, lo conferma il 61,36% di loro. Tra i rischi maggiori sia i maschi sia le femmine pongono al primo posto il cyberbullismo (66,34%). A seguire, per i maschi, spaventa la perdita della propria privacy (49,32%), poi il Revenge porn (41,63%), quindi il rischio di adescamento da parte di malintenzionati (39,20%), lo stalking (36,56%) e le molestie online (33,78%). Dopo il cyberbullismo, l'incubo maggiore per le ragazze è il Revenge porn (52,16%) insieme al rischio di subire molestie online (51,24%) l'adescamento da parte di malintenzionati (49,03%) e la perdita della propria privacy (44,73%).

Un adolescente su 3 conferma di aver visto circolare foto intime sue, o di amici, sui social network. Quasi tutte le ragazze (95,17%) sostengono che vedere le proprie foto/video hot circolare senza il proprio consenso online, o su cellulari altrui è grave quanto subire una violenza fisica. La percentuale scende leggermente per i ragazzi (89,76%). Persistono, anche se minoritari, vecchi pregiudizi da sconfiggere: il 15,21% dei ragazzi etichetta come «ragazza facile» quella che decide di condividere foto o video a sfondo sessuale con il/la partner. Mentre per le ragazze questo è vero per l'8,39% dei casi.

«Questi dati – afferma Paolo Ferrara, direttore generale di “Terre des Hommes” – destano allarme e ci dicono come gli effetti della pandemia e i drastici cambiamenti che questi hanno portato nella vita dei ragazzi siano già oggi drammatici. L'isolamento sociale, la didattica a distanza e la perdita della socialità stanno provocando una profonda solitudine e demotivazione ma anche ansia, rabbia e paura».

Finalmente – sottolinea Ferrara, riferendosi in particolare al Revenge porn – «la legge n. 69/2019 ha disciplinato questa fattispecie come reato, ma non possiamo abbassare la guardia sugli aspetti educativi: il Revenge porn sottintende il tradimento di un rapporto di fiducia ed è fondamentale ribadire che non possono essere ammessi atteggiamenti ambigui o colpevolizzanti nei confronti delle vittime».

Perché scrivere?

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2021

Scrittura creativa

Scrittura creativa, pittura digitale di Francesco Galgani, 28 gennaio 2021

Siamo in un’epoca in cui la produzione di testi (e altri tipi di contenuti) è esplosa. Forse, in questi ultimi anni, abbiamo prodotto più testi che in tutta la restante storia dell’umanità? Se l’ipotesi è verosimile, è altrettanto degna di nota l’essenziale superfluità di tale produzione. Forse tra un millennio saranno ancora studiati i testi dell’antichità, ma quelli dell’attuale contemporaneità lo saranno? Dati questi dubbi, perché scrivere ancora?

Posso parlare per me. La mia risposta più onesta è che quando produco qualcosa di creativo (un articolo, un disegno, una poesia, un pensiero, ecc.) lo faccio perché mi va di farlo e perché mi fa piacere farlo; oserei dire che una coscienza più grande di me si esprime tramite me. Quest’ultima asserzione è come io percepisco me stesso in rapporto all’arte, ma non solo. In almeno uno dei miei scritti esplicito chiaramente che io faccio da “tramite”, mi riferisco alla “Religione dell’ultima lotta”.

Scrivo, comunque, anche per altre ragioni. Una di queste è per conservare una memoria, una traccia, delle cose che studio e su cui rifletto in un certo periodo, pur non sapendo se in futuro potranno tornare utili a me o ad altre persone. Semplicemente evito che finisca presto nel dimenticatoio, o peggio nel nulla, ciò che può ancora continuare ad esistere, almeno finché io continuerò a pagare i miei siti e a manutenerli.

Un’altra mia motivazione primaria nello scrivere è che l’atto della scrittura serve a formare le idee in una modalità più precisa e profonda che senza la scrittura difficilmente sarebbe possibile. In questo senso, l’utilità della scrittura è nel “qui ed ora”.

Ulteriori motivazioni nello scrivere possono riguardare il mio senso di identità. Di sfondo, a volte, c’è l’auspicio che ciò che faccio sia utile per un mondo migliore, ma spesso questo auspicio lascia il posto alla consapevolezza che il mio agire è in conseguenza del mio essere o semplicemente che la creatività è l’unica forma espressiva che a volte ho per esprimere certi sentimenti o emozioni. In tutto questo, scavando, c’è l’incontro con la solitudine, che è il tema del mio quadretto "Senza una grande solitudine nessun lavoro serio è possibile".

E’ ovvio che in questo modo di pormi prevalgono motivazioni emotive. Per dirla più brevemente: la scrittura creativa, e ogni altra forma di arte, nascono da un bisogno interno, a prescindere dal rapporto che poi le altre persone avranno con tale produzione.

(testo e pittura digitale di Francesco Galgani, 28 gennaio 2021)

Cestinare le opinioni?

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2021

Amore per le opinioni

Amore per le opinioni, pittura digitale di Francesco Galgani, 28 gennaio 2021

Le idee sono i prodotti creativi della nostra mente individuale e collettiva, ma le opinioni... se diventano qualcosa da difendere, o per cui lottare e morire, allora sono una maledizione?

Rientrano tra le opinioni tutte le personali rappresentazioni della realtà (rappresentazioni però sempre parziali e faziose, perché siamo noi a creare la realtà duale in cui ci troviamo), che poi si trasformano in giudizi, pregiudizi, preconcetti, previsioni, classificazioni in buono e cattivo, giusto ed empio, corretto e sbagliato.

Le opinioni possono portarci persino a gioire della sofferenza di chi ha opinioni diverse, o contrapposte, alle nostre, facendoci perdere la nostra comune umanità.

Una santa benedizione può essere quella di cominciare a cestinare le proprie opinioni, lasciando soltanto le idee, che di per sé sono sempre mutevoli e vanno bene finché non diventano opinioni da difendere?

Anni di mie riflessioni e opinioni, scritte in questo blog, mi sono servite per capire che mi conviene non identificarmi nelle mie opinioni, anzi, è più salutare che io mi limiti soltanto a guardarle, lasciandole scorrere come l’acqua mutevole di un fiume e senza attaccarmi ad esse.

Credo che quel che conti veramente è come è indirizzato il nostro cuore e in cosa riponiamo la nostra fede.

(testo e pittura digitale di Francesco Galgani, 28 gennaio 2021)

Amore di coppia?

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2021

Amore di coppia, folliaL’amore di coppia è forse l’incontro tra due follie che, per ragioni misteriose e fuori da qualsiasi schema, scelgono di provare, in qualche modo, a stare insieme?

Tale incontro di follie è forse dominato da un vortice di energie creatrici e distruttrici che, a seconda della prevalenza delle une o delle altre, ne determinano l’esito?

Non lo so, forse tra tutti gli aspetti della vita questo è quello in cui regole e leggi meno si adattano.

O forse è tutto diverso da ciò che ho scritto. Gli antropologi ne sanno qualcosa, forse.

(Francesco Galgani, 28 gennaio 2021)

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