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EBAYabuse: quello che eBay fa all'Italia è vergognoso, ma quello che l'Italia non fa ad eBay lo è ancora di più

Ultimo aggiornamento: 1 Maggio 2015

eBay è una corporation americana: mi sembra un motivo più che sufficiente - anzi, il principale motivo - per acquistare altrove (si veda un importante e illuminante documentario sulle corporations). Ovviamente anche Amazon è una pessima scelta.

Ad ogni modo... entrando di più nello specifico:

«[...] Le responsabilità dello Stato nel degrado del commercio elettronico italiano sono enormi ed imperdonalibili. Per ignoranza e corruzione lo si è dato sotto il controllo di una multinazionale statunitense che ne sta facendo scempio. E gratis, perchè il monopolio di eBay non nasce da investimenti milionari ma dalle impunite acrobazie giuridiche e fiscali di una minuscola Società a responsabilità limitata che, con un capitale dichiarato di 20mila Euro e perennemente in passivo con il Fisco, trasferisce un miliardo di Euro all’anno dalle tasche degli utenti italiani direttamente alle sue casseforti lussemburghesi e attraverso PayPal amministra ed investe a proprio piacimento un patrimonio di depositi da far invidia alle principali banche italiane. Il tutto al di fuori di qualsivoglia controllo e senza lasciare un solo centesimo in un Paese trattato alla stregua di una colonia da rapinare di tutto il rapinabile.
 
In questa condizione di totale controllo del commercio elettronico italiano, esenti da tasse ed impermeabili alle Leggi della Repubblica, i manager – italiani – che si sono succeduti alla guida di eBay Italia hanno sviluppato una filosofia aziendale dal fortissimo impatto sulle loro carriere personali: mandare negli USA quanti più soldi possibile spendendone il meno possibile per farlo.
 
Da questa filosofia derivano il personale ridotto all’osso e delocalizzato all’estero, la mancanza di controlli alla registrazione e sulle vendite, il commercio di feedback, le folli conversazioni tra utenti e messaggi automatici, l’assistenza inesistente, il continuo aumento di tariffe e provvigioni, l’approssimazione nella gestione delle controversie, gli occhi chiusi sulle decine di migliaia di tarocchi messi in vendita ogni giorno, il dilagare dei banner pubblicitari che rendono produttive per le casse dell’azienda anche le migliaia di aste truffaldine. E le migliaia di truffe giornaliere.
 
Un marketing oggettivamente criminogeno perchè eliminando ogni tipo di controllo sui dati di registrazione e di monitoraggio sulle vendite, non favorisce ma addirittura invita a delinquere, consentendo a chiunque abbia voglia di truffare il prossimo di farlo senza alcuno sforzo e con la quasi certezza di non essere poi identificato.
 
Di questo marketing il risultato per l’Italia è che ogni giorno, a fronte delle centinaia di persone che si affacciano per la prima volta sugli acquisti online, migliaia vengono truffate e mai più acquisteranno online.
Una contabilità negativa la cui responsabilità è da addebitare tutta ai Governi, ai Ministeri delle Finanze e del Commercio, all’Agenzia delle Entrate, ai Garanti, alla Magistratura, alle Polizie ed ai Media che da un decennio ogni volta che si è trattato di eBay hanno scelto di guardare da un’altra parte con il risultato accessorio di fare del web un ulteriore territorio nazionale sotto il controllo della delinquenza. [...]»
 
 
 
 
Francesco Galgani,
1 maggio 2015
 

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