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Ogni dialogo è tale se non ha una conclusione prestabilita

Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2014

«Con qualcuno possiamo provare simpatia e affinità; altri invece possono infastidirci, qualche volta senza neppure sapere bene il perché, magari solo per il timbro di voce, un certo modo di esprimersi, troppo formale, o forse troppo poco. Per il modo di vestirsi, il lavoro che fanno, per le loro scelte di vita che possono cozzare con la nostra etica. Di motivi ce ne sono sempre tanti; qualche volta non riusciamo neppure a comprendere perché una tale persona o un tale comportamento ci disturbano così tanto.

Forse gli altri stanno soltanto mettendo in discussione le nostre certezze e ci mostrano quello che non ci piace di noi. In ogni caso ci forniscono un'occasione unica per cambiare qualcosa, per renderci migliori, più tolleranti e compassionevoli offrendoci uno spunto per uscire dalla nostra solita cornice e prendere in considerazione un punto di vista diverso.»

(tratto dall'articolo "Non uguali bensì equivalenti" di Alessandra Bini, pubblicato su "Il nuovo rinascimento" n. 548)

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