Gli Stati Uniti si avviano a "superare i loro limiti" con il progetto Stargate, una rete nazionale di supercomputer e datacenter finalizzata ad una intelligenza artificiale "super". Teniamo a mente questa notizia, su cui torneremo tra poco, prima vorrei discutere della nostra penosa condizione di esseri umani.
Perché nella vita accadono cose indesiderabili, brutte o persino tragiche? Perché spesso le cose non vanno come vorremo? Perché, se ripensassimo onestamente al nostro agire, vedremmo la nostra pochezza?
Perché la vita è "dukkha", cioè "difficile da sopportare"?
Dukkha è, come insegnò il Budda Shakyamuni, la condizione di sofferenza che accomuna tutti gli esseri senzienti, umani e non umani, divinità comprese. In questa visione, la pena, il lamento, il dolore corporeo, lo sconvolgimento della mente e l'agonia sono in conseguenza dei desideri, della "brama" che deriva dal semplice fatto di essere vivi.
Secondo me, una spiegazione più sintetica della causa delle nostre sofferenze è che "abbiamo dei limiti".
Le nostre vite sono un continuo vincolo tra i limiti della nostra mente, del nostro corpo, dell'ambiente naturale e di quello artificiale creato dalla società. Spesso non abbiamo neanche il "tempo" per pensare e fare scelte assennate, perché il "tempo" è il limite supremo di ogni cosa e la garanzia della nostra morte. Così, spesso agiamo piegandoci alle circostanze e facendo affidamento sull'intuizione o sui comportamenti appresi, iper-semplificando la complessità della realtà che altrimenti sarebbe ingestibile. Le normi sociali servono proprio a questo.
Ma la sofferenza rimane, dukkha è ineliminabile. C'è chi lo accetta e vive meglio che può, con quel poco che ha, all'interno dei propri limiti. In questa accettazione può esserci anche tanta gioia, soprattutto negli affetti.
Chi invece non accetta tutti questi limiti... crede, forse, tornando alla notizia iniziale, che il progetto Stargate oggi, e altri ancora più ambiziosi domani, siano la soluzione. Nell'inconscio umano non c'è accettazione del limite e la tecnologia è una risposta illusoria per superarlo. Ma un progetto come Stargate richiede almeno cinque centrali atomiche per erogare l'energia elettrica necessaria. Purtroppo la dualità dell'uso civile/militare dell'energia nucleare è ingannevole.
Renzo Rosso scrisse un articolo su "Il Fatto Quotidiano" del 5 aprile 2022, intitolato "Il nucleare civile favorisce e sostiene in molti modi i programmi militari", in cui spiegò, come si evince dal titolo, che il nucleare civile comunque è uno dei mezzi possibili, ed effettivamente usati, per produrre la bomba atomica. Inoltre, "Ripartire dal nucleare è un passo indietro pericoloso e, oltre tutto, ingiustificabile sotto il profilo economico. Il nucleare civile si sostiene solo per l’esternalizzazione dei costi e delle perdite. Sono i cittadini contribuenti a pagare gli incentivi, le sovvenzioni, le garanzie sui capitali investiti, la limitazione delle responsabilità per i danni di incidenti, i controlli sanitari, la spesa per la costruzione e la gestione dei depositi di scorie radioattive. E tutti i costi appostati nei bilanci militari in modo non trasparente."
Quindi, dietro la facciata dell'onnipresente intelligenza artificiale, ci sono costi abnormi scaricati su di noi e il sostegno a programmi militari.
Tornando alla riflessione sul dukkha, cioè sulla nostra condizione di base di esseri umani, le bombe atomiche sono una soluzione alle nostre sofferenze? E l'intelligenza artificiale?
Il problema non è l'essere umano, perché ha dei limiti.
Il problema sono i desideri umani e la follia che ne consegue, perché sono senza limiti e possono distruggere tutto.
A volte basterebbe dire "Io ho dei limiti" piuttosto che essere in guerra con la natura, con i propri simili, con il mondo intero e con Dio.
(23 gennaio 2025)
P.S.: Pure questo è scritto senza IA, seguendo l'esempio dell'articolo di Giulio Ripa "Dalla servitù della gleba alla servitù delle piattaforme digitali".