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Il retto pensiero?

«Chi scala un’alta montagna, alla fine deve discenderne. Chi non rispetta gli altri sarà a sua volta disprezzato. Chi critica quelli che hanno un bell’aspetto nascerà brutto. Chi ruba il cibo e le vesti altrui cadrà sicuramente nel mondo degli spiriti affamati. Chi deride una persona che osserva i precetti ed è degna di rispetto nascerà in una famiglia povera e di umile condizione sociale. Chi calunnia una famiglia che abbraccia l’insegnamento corretto nascerà in una famiglia che nutre opinioni errate. Chi ride di coloro che osservano fedelmente i precetti nascerà plebeo e sarà perseguitato dal sovrano. Questa è la legge generale di causa ed effetto». (Lettera da Sado)

A che pro? Perché la vita è governata da questa legge? E perché è così difficile da sopportare?

Se i guardiani dell’inferno non ci tormentassero, non potremmo pagare per le nostre colpe e uscire dall’inferno.

Senza questa legge comunemente chiamata karma - che è la nostra opportunità di apprendimento - verrebbero meno due degli scopi fondamentali per cui ci siamo incarnati:

- Noi siamo qui per pensare bene ciò che finora è stato pensato male.

- Noi siamo qui per curare la nostra responsabilità sociale verso la nostra comunità interna, cioè intrapsichica, ed esterna, cioè fondata su relazioni di benevolenza verso il prossimo.

Questi due obiettivi permettono alla nostra coscienza di usare l'esperienza terrena per aggiustare, fare ordine e guidare ciò che si era pervertito, inquinato, rotto. Rimetteremo tutto a posto.

(24 febbraio 2025)

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